A proposito del concorso

Ieri sera ho ricevuto un bel mazzo di fiori come segno di ringraziamento per aver aiutato una colleghina a superare il concorso a cattedre per l’insegnamento. Ce l’ha fatta ed è molto contenta e io sono felice di aver svolto il mio ruolo di tutor in modo produttivo. E’ un bellissimo pensiero, non trovate?

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Io di questo concorso ne vorrei parlare un po’, perché ho un tarlo nella mente che mi rosica le idee.  Cominciamo da un dato di fatto: nelle scuole mancano ad oggi tantissimi insegnanti, tant’è che tutti i  giorni facciamo orari e turni da incubo per coprire le necessità delle classi. E allora, la ragione popolare direbbe: ASSUMETELI QUESTI BENEDETTI INSEGNANTI, CHE SE NE STANNO A CASA AD ASPETTARE DI FARE SUPPLENZE PER ANNI ED ANNI! Ma noooo, è incredibile ma vero, ci sono più posti disponibili rispetto al numero dei candidati iscritti al concorso e le commissioni che fanno? Li bocciano uno dopo l’altro, così una volta finito il concorso saremo punto e a capo e mancheranno all’appello tanti docenti.

Già in primavera il 40% dei partecipanti al concorso per l’insegnamento di matematica e scienze alle medie era stato tagliato fuori allo scritto (evidentemente la prova scritta era  assurda, altrimenti non avrebbero bocciato tutti quei laureati, che analfabeti non sono!), poi altri ne hanno buttati fuori alla prova pratica…e ora, i pochi sopravvissuti li stanno decimando all’orale.

Io non so, …forse qualcosa mi sfugge… ma io mi domando e dico, ieri è stata esaminata all’orale una candidata che aveva una certa esperienza infatti lavorava a scuola da ben 13 anni, aveva superato lo scritto e la prova pratica… all’orale le hanno chiesto il tempo di dimezzamento di non so quale isotopo radioattivo e su quella notizia di alta didattica, indispensabile per insegnare alle scuole medie, l’hanno buttata fuori cancellando dalla sua vita ogni possibilità di lavoro sicuro per chissà quanto tempo ancora.

 Io non so la povera malcapitata come abbia reagito a questo “affronto” ma dice che qualcuno l’ha vista comprare bamboline come questa e una confezione di spilloni…

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Mah, se fossi un membro della commissione cercherei il primo volo per il Burundi per togliermi dall’occasione! Voi che ne dite?

Barbagianni

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Non posso non mostrarvi queste due foto del barbagianni perché mi piacciono molto.

Il barbagianni è un animale curioso che di notte fa un verso simile ad un uomo che russa. Qui in Toscana c’è un vecchio proverbio che dice: “Sei vestito come un barbagianni, tutto cenci e panni!”🙂  volendo alludere che abbiamo esagerato nel coprirci con i vestiti🙂

 

Buon sabato amici miei😉

 

Eccoli là

gianni

Eccoli là, vi parlo spesso di loro, dei grandi piccoli uomini con cui passo le mie mattinate. Sono loro, Gianni  i suoi compagni. Ragazzi con il ciuffo come va di moda ora, con le scarpe da ginnastica firmate o taroccate, chissà… e i pantaloni a vita bassa che bisogna stare sempre lì a dirgli di tirarli su per non rimanere in mutande. Scoordinati, chiassoni, esuberanti e a tratti irriverenti… foruncolosi come si addice ad ogni adolescente che si rispetti.🙂 Piangono di nulla e ridono di nulla, mangiano tutto ciò che gli capita a tiro, dalle gomme alle focaccine, alle cioccolate e perfino i tappini delle penne. Loro…i primi amoretti con le bimbe e i primi conflitti con i genitori perché si sentono grandi. Loro che ti chiamano “prof” ogni 3 secondi e mezzo. Loro che appena manchi un’ora ti chiedono come mai e poi aggiungono tutti afflitti che hanno sentito la tua mancanza anche se lì per lì hanno esultato quando hanno saputo che mancavi esclamando “URRA’!”🙂 Ma non sono cattivi, lo fanno perché ti vogliono bene..e hanno la coerenza che contraddistingue un tredicenne che vede il mondo tutto complicato, a volte facilissimo e a volte difficile da morire.  Che vuoi farci… è così… e la prof vuole loro un bene grande…e questo è tutto❤

La prof e i frattali

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Stamani lezione di geometria in seconda media. Non una geometria qualsiasi, ma una geometria bella da vedere, quella colorata da far girar la testa. Geometria e arte.

Parliamo dei FRATTALI:

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Ne parliamo a livello “divulgativo”, affascinante, non andiamo troppo a fondo con la matematica difficile perché i ragazzi sono piccoli e non capirebbero.  Però gli alunni si appassionano, dipingono e studiano le varie caratteristiche dei motivi che nei disegni si ripetono. Ad un certo punto in classe si alza una mano… è ancora Gianni (quel ragazzino a disagio ma che fa sempre domande argute e che l’altra volta chiese alla prof se era vegana…) e dice: “Prof, posso farle una domanda? …” Tutti in silenzio gli altri ascoltavano curiosi chiedendosi cosa ci fosse mai da dire.

E Gianni: “ma i frattali sono una scoperta o un’invenzione?“.

Oddio… ommioddiooo.. 14 La prof si è dovuta fermare a pensare per cercare di dare la risposta migliore possibile, ma era arduo affrontare la questione. “Mah, Gianni… intanto ti dico che la tua domanda è super-interessante e che fa riflettere molto!… Forse  si potrebbe dire che è un’invenzione, perché questa tecnica è stata creata dal nulla… ma non ne sono tanto sicura”..e Gianni che lì per lì sembrava abbastanza convinto: “Sa..perché me lo sono chiesto subito… e non sapevo che pensare… ora ho capito!”.

Come diamine si fa a distinguere tra un’invenzione matematica o una scoperta matematica. dico io? C’è chi dice che l’algebra sia un’invenzione, ma altri asseriscono (tanto per fare un esempio) che esiste anche se noi non la conosciamo…ma nel momento stesso che la scopriamo allora diventa una scoperta… Insomma, è un concetto filosofico non da poco.. al passo coi tempi

Poi, nei 10 minuti successivi, mentre gli alunni coloravano, la prof ci ha riflettuto fino a farsi venire il mal di testa e ha portato questi esempi:

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Basta una struttura di una foglia e la superficie di un cavolo per dimostrare che la tecnica di costruzione di un frattale è una scoperta e non un’invenzione… ma anche questo concetto è opinabile, non trovate? Le foto posizionate in alto sono invenzioni, non scoperte. Comunque sia la prof non ha aggiunto più nulla alla discussione, ormai era meglio tacere.

Morale della storia: non basta più una laurea in matematica per rispondere ad una domanda istintiva di un ragazzino di seconda media. Amaro ma vero no no Punto.