Arte

Domenica scorsa sono stata a Roma a visitare la Galleria Nazionale di Arte Moderna e contemporanea… una meraviglia!  Vi mostra qualche foto:

 

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“Psiche svenuta” . P. Tenerani 1869

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“L’antigrazioso” – Boccioni

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“Ercole e Lica” – Canova

 

Buona domenica a tutti. 🙂

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In classe.

“Michele, guarda l’immagine e dimmi come si chiama quel muscolo che divide la cavità addominale da quella toracica e che è molto importante per la respirazione…”

“Lo so prof!!! Si chiama diaframma cartesiano!

14… no no… interdisciplinarità matematica e scienze raggiunta!…32

 

No al bullismo!

bullismo.JPGOggi, 7 febbraio, si celebra la prima “Giornata nazionale contro il bullismo a scuola”. Questo può servire a focalizzare l’attenzione su un fenomeno che è cresciuto negli anni e che colpisce soprattutto gli individui percepiti come più deboli o “diversi”. 

La scuola, essendo per eccellenza luogo di socializzazione, svolge un ruolo fondamentale nell’inserimento sociale di ciascun individuo. Ha l’importante compito di mediare i rapporti sociali in modo da evitare pregiudizi, intolleranza e discriminazione e di orientarli invece al rispetto reciproco. Tra i banchi si sviluppa quel senso di appartenenza a una comunità che getta le basi per una società solidale. 

la Sottosegretaria al MIUR, senatrice Angela D’Onghia, sottolinea:
“La prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo è una delle priorità delle attività previste dal Piano Nazionale di Formazione dei docenti del MIUR che, a partire da quest’anno scolastico, vedrà il coinvolgimento di circa 16mila docenti. Con l’approvazione del disegno di legge al Senato un altro passo avanti si è compiuto per contrastare un fenomeno che spesso passa sotto silenzio.”

Ed è bene che gli insegnanti siano formati, perché a parer mio spesso  è un compito molto complesso quello di saper individuare le vittime del bullismo; come del resto è arduo capire le dinamiche relazionali e gli artefici dei misfatti. I ragazzi tacciono sulle angherie che ricevono e preferiscono non parlarne, a volte perché sono minacciati, altre volte pensano erroneamente  che non è bene fare “le spie”. Capita spesso di vedere classi di bravi ragazzi che vengono elogiati dai professori per poi scoprire che le cose non sono come sembrano e che all’interno del gruppo che chi perpetra dei soprusi ignobili a scapito di qualche compagno.

A me capita di vedere ragazzini tristi e dopo un’attenta indagine scoprire che hanno la nonna in fin di vita e di notare altri ragazzini sereni e sorridenti che sembrano sprizzare gioia…e poi viene un genitore a dirti che la mattina non vogliono nemmeno vestirsi e fanno tragedie perché non vogliono venire a scuola in quanto vittima di prese in giro di qualche coetaneo…

Senza parlare del cyberbullismo, che lì si aprirebbe un capitolo infinito di cose da discutere e dibattere…

Lotta allo spreco

Oggi, 5 Febbraio, è la giornata contro lo spreco alimentare. E’ incredibile, mentre quasi 900 milioni di persone soffrono o muoiono letteralmente di fame, ogni anno sul pianeta si spreca cibo per mille miliardi di dollari. Una cifra vertiginosa, che sale a 2.600 miliardi se si considerano i costi “nascosti” legati all’acqua e all’impatto ambientale.

Solo in Italia lo spreco di cibo domestico, dalla dispensa di casa al frigorifero, dai fornelli al bidone della spazzatura, vale complessivamente 8,4 miliardi di euro all’anno, ovvero 6,7 euro settimanali a famiglia per 650 grammi circa di cibo sprecato, come illustra il Rapporto Waste Watcher. Una montagna di ottimo cibo e di risorse naturali sprecate, montagne e montagne di rifiuti da dover lavorare: sempre per l’Italia lo spreco genera 30 milioni di tonnellate di immondizia.

Io però, su questo versante, sono molto attenta e non capita quasi mai che butti via qualche cibo avanzato. Sono un’ambientalista convinta e faccio tutto ciò che è possibile per non inquinare e salvaguardare l’ambiente. Oggi per esempio mi è avanzata la pasta e allora non ho fatto altro che mettere gli spaghetti lessati in un’insalatiera, con uova, parmigiano, pezzetti di pancetta affumicata, sale e pepe e via in padella! Ecco una squisita frittata di pasta, buona per tutti gli stomaci affamati 😉

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frittata di pasta

Buon inizio settimana a tutti. 😉

Senza esagerare ehhh

campana a vuoto.JPGA volte la prof è troppo poco prof ed è come una ragazzina giocherellona e curiosa. Stamani, in laboratorio di scienze insieme ad una trentina di bimbi, armeggiava con una pompa a vuoto per far vedere gli effetti della pressione atmosferica, quando le è venuto in mente di far sentire agli alunni che nel vuoto non si trasmette nemmeno il suono.  Detto fatto ha preso una campana in plexiglas che ha posizionato sulla pompa a vuoto e ha cominciato a chiedersi cosa poterci sistemare in modo che suonasse o almeno che facesse rumore. E’ passato qualche attimo e non le veniva in mente niente: non aveva sveglie e nemmeno campanelli elettrici… e allora perché non metterci il proprio cellulare e farlo squillare?  Di primo acchito sembrava un’ottima idea, sarebbe bastato inserire la suoneria della sveglia e il gioco era fatto! E così è stato…suoneria inserita …pochi attimi e il cellulare si è messo a suonare, … subito ha chiuso la campana di plastica ed ha azionato lo stantuffo per far uscire l’aria. Silenzio completo nella stanza, i ragazzi ascoltavano il suono della sveglia che man mano affievoliva.. a quel punto la prof ha avuto un attimo di ripensamento: ” E se il cellulare fosse esploso? ” Ha pensato.. Ehhh… magari nel cellulare è contenuta dell’aria e mettendolo nella campana a vuoto sarebbe potuto esplodere..  Si è immaginata nella prima pagina dei giornali: “Prof sconsiderata fa esplodere una scuola!” O mio diooooo… In un attimo si è resa conto che forse faceva una cavolata (o forse no, chissà) e quasi quasi le è entrato addosso un leggero tremore di paura; fatto sta che ha smesso subito di armeggiare con la pompa a vuoto farfugliando che l’esperimento era “quasi” riuscito e che finiva lì… I ragazzi erano a bocca aperta e si chiedevano come mai la prof avesse smesso l’esperimento così alla svelta, non capendo quella reazione così affrettata. A quel punto la prof si è limitata a dire che in fin dei conti avevano avuto modo di sentire che il suono era sparito (o quasi) e che bastava quello e che a quel punto avevano altro da fare perché era tardi ed era quasi l’ora di uscire.  Poi lei si è girata per riprendersi il cellulare ma il rubinetto che bloccava i flusso dell’aria della campana a vuoto si era bloccato sicché il cellulare non era possibile riprenderlo e doveva rimanere segregato in quel contenitore senz’aria. Lei ha pensato che piano piano si sarebbe sbloccato e così si è messa a ingannare il tempo: intanto ha animato la discussione, ha fatto scrivere sui quaderni, ha pure fatto leggere la teoria sul libro di testo, finché alla fine l’aria era rientrata sotto la campana e finalmente poteva togliere di mezzo il suo telefono, senza che si fosse rotto.

Morale della storia: va bene stimolare la curiosità degli studenti e coinvolgerli in esperienze belle e accattivanti, ma senza esagerare ehhh….

Buona domenica a tutti 🙂

Tutti pazzi per il delfino

I primi giorni di gennaio scorso fu avvistato un delfino nell’Arno a Pisa.  L’esemplare proveniente dal mare Tirreno, aveva risalito le acque del fiume fino ad arrivare sotto i ponti della città, in zona Porta a Mare, non lontano dall’Aurelia.  Vedere una pinna spuntare dalle acque dell’Arno non è certo un evento comune.  Un incontro ravvicinato che ha subito messo in moto la macchina dei soccorsi; hanno pensato che l’animale si fosse disorientato e poi perso, quindi in pericolo, per cui si sono messi lì con la santa pazienza e lo hanno scortato fino a tornare al mare aperto.

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Dopo qualche giorno un nuovo avvistamento e poi di seguito nei giorni seguenti.  E’ probabile che il delfino,  venga nel fiume alla ricerca di pesce, per poi tornare nuovamente in mare.

Alcuni giorni fa sono transitata da Pisa e ho visto una folla di persone lungo le sponde dell’Arno, tutti armati di macchine fotografiche alla ricerca dell’inquadratura perfetta. Lui, il delfino, era lì che faceva bella mostra di sé. Il simpatico mammifero ormai ha familiarizzato con i pisani, in special modo con i canoisti e nuota al loro fianco facendo tuffi giocosi come se fosse in mare aperto. Uno spettacolo bellissimo, come del resto è bello pensare che il nostro fiume toscano sia tornato ad essere pulito, al punto da ospitare flora e fauna come succedeva qualche centinaio di anni fa.

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E con questa stupenda immagine vi saluto e auguro un buon sabato a tutti 🙂

[foto prese dal web]

2 Febbraio 2017

Oggi, 2 febbraio è la Giornata mondiale delle zone umide, ricorrenza del giorno in cui, nel 1971, è stata firmata la Convenzione di Ramsar: un accordo internazionale che da allora ha permesso di identificare le più importanti aree umide del mondo.
Stagni, paludi, torbiere, bacini naturali e artificiali permanenti con acqua stagnante o corrente dolce, salmastra o salata, comprendendo aree marittime la cui profondità in condizioni di bassa marea non supera i sei metri

Sono luoghi di grande bellezza, l’ideale per gli appassionati di escursionismo e birdwatching.

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nido di cicogne nel Padule di Fucecchio (Fi)

Le zone umide, ambienti fondamentali per gli equilibri della vita, sono dei serbatoi di biodiversità e accolgono una infinità varietà di specie animali e vegetali. Garantiscono abbondanti risorse di acqua e cibo e lo stoccaggio del carbonio. Eppure sono tra gli ecosistemi più a rischio del pianeta. La pressione antropica e il riscaldamento globale infatti ne mettono sempre più in pericolo gli equilibri delicati e complessi e nell’ultimo secolo oltre il 64% delle zone umide sono scomparse.

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Per crescere tra i cittadini e le istituzioni la consapevolezza sulla necessità di tutelare adeguatamente questi habitat speciali, Legambiente organizza, nelle giornate tra il 2 e il 5 febbraio, iniziative di informazione e sensibilizzazione.

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Padule di Fucecchio (Fi)

Evviva la Natura!

[Immagini e info dal web]

Le Shadow Boxes

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Qualche giorno fa la mia classe terza ha partecipato ad un laboratorio di educazione artistica che a parer mio è stato alquanto interessante e coinvolgente. I ragazzi hanno avuto il compito di costruire delle Shadow Boxes, ovvero delle scatoline in cui collocare delle  immagini  o dei piccoli oggetti, per rappresentare  qualche momento particolarmente importante della loro vita; poteva essere raffigurato anche un ricordo oppure un’esperienza che avevano vissuto e che li aveva colpiti.  Come si può vedere dalla foto qui sopra gli alunni si sono impegnati tantissimo e poi hanno spiegato il significato del lavoro che avevano prodotto. Davvero molto bello da punto di vista emotivo…

Una volta tornata a casa mi sono documentata sul tema delle Shadow Boxes e ho trovato che soprattutto in America sono molto di moda:

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