non tutte le ciambelle riescono col buco!

    Vi avevo detto che avrei raccontato la mia avventura alle prese con il lievito madre e lo faccio, ma sicuramente sarebbe meglio stessi zitta. La storia cominciò a marzo, in piena pandemia, tutti compravano farina e si  cimentavano  a far dolci, pani e pizze come fossero provetti fornai. Che vuoi, il tempo era tanto e in qualche modo andava impiegato e allora, che c’è di meglio che dedicarsi a fare manicaretti da gustare con la famiglia e , perché no, da fotografare e mettere su internet? Dico la verità, io il pane e soprattutto la pizza li ho sempre fatti con il lievito di birra liofilizzato Mastro Fornaio Paneangeli e mi sono sempre venuti proprio bene, ma la curiosità era troppa quindi mi feci trascinare nell’avventura del lievito madre.

  Partii armata di buona volontà e mi misi d’impegno per creare il mio lievito madre: feci un panetto di acqua e farina nelle giuste dosi e seguii tutte le istruzioni alla lettera ma tutto quello che ottenni fu un impasto colloso, appiccicosissimo che nonostante le cure quotidiane, dopo una settimanetta buttai via perché non si era formata nemmeno una benedettissima bollicina d’aria. Allora mi feci dare da un’amica circa un etto di lievito madre già pronto e con quello andò decisamente meglio, ma le cure che gli dovevo dedicare erano in misura simile a quelle che si destinano ad un neonato appena nato. Il lievito andava tenuto al caldo, ma non troppo caldo altrimenti diventava rancido e nemmeno al freddo altrimenti non lievitava.

  Il lievito aveva bisogno d’aria perché l’ossigeno gli serviva, ma non voleva le correnti..in frigo sì, ma nell’ultimo ripiano e in un vasetto di vetro, tappato, ma non troppo. Ogni 4 o 5 giorni andava “rinfrescato” ossia impastato con pari quantità di farina (e anche sul tipo di farina si potrebbe scrivere un’enciclopedia, perché servivano farine con più proteine..tipo manitoba, mescolate ad altre) e metà peso di acqua. Insomma, tutto un rituale che guai a tralasciare qualche passaggio. Una puntina di miele..una puntina di sale.. acqua senza calcare please…recipiente grandino ma non troppo… elasticino per valutare i raddoppi. Non vi dico che caos in cucina tra bilance, cucchiai, farine spolverate qua e là.. Intanto il panetto lievitato, ogni volta  aggiungendo farina, aumentava moltiplicava il suo volume e così ogni 5 o 6 giorni, dolci,  pizze, panini…ma anche piadine e grissini con quel lievito che avresti dovuto buttare via perché era troppo. Morale della storia, il forno sempre acceso, le mani sempre in pasta e la bocca sempre aperta e pronta a mangiare di tutto di più (che poi con tutti questi carboidrati si diventa ippopotami grassi).

panini al sesamo
[panini al sesamo]
bomboloni
[bomboloni]

   Alla fine ho un po’ allentato cucinando di meno e a quel punto il pane e la pasta della pizza hanno preso un leggero sapore acidulo che ai miei familiari non piaceva più e così in casa mi hanno detto: “ Senti, non prendertela, ma perché non torni al buon caro Mastro Fornaio Paneangeli che era così buono?”.

   Alla fine mi sono arresa e ho messo la bandiera bianca ben alta sul mio piano cottura.. fine del lievito madre, che liberazione!  …diceva il proverbio: “non tutte le ciambelle riescono col buco!” pauroso

Tempus edax rerum

meridiana
[Chiesa della Collegiata a Fucecchio (Fi) – un particolare: la meridiana]

Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacché non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.”

 

Alda Merini

 

[versi tratti dalla poesia “Il mio passato”]

 

e lievito madre sia!

  Durante il periodo del lockdown mi sono ritrovata spesso a leggere ricette su internet e alla fine ho cominciato a seguire pagine dedicate al lievito madre, alla sua cura e ai suoi utilizzi in cucina. Ci sono tante persone che sono fanatiche di quelle pratiche e fanno a gara a produrre il pane più “alveolato” e ad inventare ricette per il lievito “in esubero” e ce n’è per tutti i gusti.

  Io con il tempo ho imparato un sacco di cose, come ad esempio a “rinfrescare” il preparato e ho anche acquisito vari trucchetti, ma di questo non parlerò ora perché il post diventerebbe troppo lungo, ma se siete interessati posso passarvi qualche ricetta e darvi qualche consiglio…ma anche raccontarvi il resto della mia storia alle prese con la “Mariangela” (è uso comune dare un nome al lievito madre che si “cresce” con tanto amore.. il mio lievito madre l’ho chiamato Mariangela).

  Bene, quello che voglio mostrarvi ora è un piccolo report fotografico: nella prima foto la Mariangela, nella seconda foto la lievitazione della pasta per la pizza, nella terza e quarta foto il prodotto finale: pizza cipolle di Tropea fresca e salsiccia toscana a gogò  Non è goduriosa?  🙂

lievito1
[ lievito madre]
pizza2
[ pasta per la pizza a lievitare]
pizza3
[preparazione della pizza cipolle e salsiccia]
pizza4
[pizza cipolle e salsiccia,  pronta]
 

ma si può…?

Comet

 

  Dice: “Compra nei negozi di paese che se non vendono poi chiudono!” oppure dicono: “Se i negozi di paese non hanno ciò che cerchi, allora vai nella grande distribuzione dei supermercati, ma l’importante è non acquistare sui siti online che fai del male alla nostra economia!”. Beh, io cerco di comportarmi da brava italiana e come posso seguo questo principio, ma devo dire che non sempre è semplice…anzi, a volte direi che è davvero arduo. Veniamo a noi: alla fine della settimana scorsa, all’improvviso mi si ruppe la cappetta aspirante che sta sul fornello della cucina; mentre ero lì che cuocevo la pasta l’aspiratore del vapore si bloccò e non ne volle sapere di ripartire. A quel punto mi dissi che non era poi un gran danno perché la cucina è vecchiotta e gli elettrodomestici cominciano ad essere datati e si vede che è arrivata l’ora di cominciare a sostituirli. L’unico problema è che dovevo fare in fretta perché con questo caldo non è possibile accendere anche i fornelli per cucinare, avrei arroventato la cucina.

  Per prima cosa ho guardato internet per capire che tipo di prodotto avrei dovuto cercare e Amazon mi ha detto subito che in un paio di giorni lavorativi mi avrebbe portato a casa un bellissima cappetta nuova di pacca, dotata di tutti gli accessori, alla modica cifra di 63 euro iva e trasporto inclusi. Ma io, caparbia come un mulo mi sono detta che online non avrei acquistato nulla e detto fatto, sabato scorso ho preso l’auto, sono scesa dalle colline toscane per recarmi una ventina di chilometri ad ovest dove c’è un grande supermercato ben fornito… Mediaworld.. lo conoscete vero? Ebbene, sono andata di volata da un commesso e gli ho detto che volevo acquistare una cappetta aspirante per la cucina, ma lui ha scosso subito il capo e mi ha risposto che non ne avevano e che avrei dovuto cercare da sola su Mediaworld online e, una volta acquistato il prodotto, magari ripassare di lì a ritirarlo .. Io ho provato a fargli notare che in quel supermercato avevano 1500 televisori…4000 computer…1200 lavatrici..possibile che gli mancassero solo le cappette? Ma lui ha scosso il capo come chi non gliene poteva fregare di meno delle mie paranoie e se ne è andato altrove e amen.
Domenica poi sono tornata alla carica e sono scesa di nuovo dalla mia collina per andare stavolta 15 chilometri ad est in un supermercato Expert, ma quando sono arrivata lì l’ho trovato chiuso e io sdegnata e alquanto seccata mi sono detta che avevo beccato l’unico supermercato chiuso in tutta la Toscana e sono rientrata a casa mia a mangiare l’ennesima porzione di cibi freddi.

  Il lunedì poi, che era ieri pomeriggio, mi sono messa l’elmetto e il coltello tra i denti e dopo aver preso il fucile e il mio carro armato, sono scesa di nuovo dalla collina prendendo la strada a nord e dopo aver percorso circa 20 chilometri sono approdata al più grande supermercato Comet della zona. Ero certa che questa era la volta buona e che sarebbe stata una battaglia vinta in partenza. Sono entrata nel negozio megafantasmagorico e mi sono avvicinata al reparto cucine…a quel punto l’ho vista: era lei ed era lì: la cappetta dei miei sogni! Oddio,… a dirla tutta poi l’ho guardata meglio e tanto dei miei sogni non era perché era un po’ smontata e mancava qualche vite.. allora ho chiamato un commesso e gli ho chiesto informazioni. Il commesso ha guardato un po’ perplesso l’oggetto e mi ha chiesto di seguirlo al pc dove lui avrebbe potuto consultare il suo “reparto macchine” in magazzino. Io mi sono messa in standby in attesa e il tempo passava…dopo più di 5 minuti ecco la sentenza: “Senta signora, in magazzino non abbiamo più cappette e se le ordiniamo passeranno 1 o 2 mesi per averle..e poi, quando arrivano le dico subito che arrivano sempre rotte e così le dobbiamo rimandare indietro e aspettare un altro mese o due perché rientrino.” Io ero ad occhi spalancati nemmeno avessi visto la Madonna di Medjugorje.. a quel punto ho mormorato”…rotte?..vuol dire che le cappette vi arrivano sempre rotte?” e lui: “Sì, quasi sempre sono rotte…” Dico la verità che a quel punto avevo il dubbio che fosse un commesso della Expert che magari eri lì per farmi desistere negli acquisti alla Comet, ma ho lasciato lì il dubbio e ho avuto l’idea magnifica, quella che mi avrebbe salvato la vita: “Allora datemi la cappetta che è in mostra, …o no?” e ho sorriso a quel commesso come se mi avesse appena comunicato di aver vinto un premio. Ma non avevo vinto nessun premio tant’è che è arrivata subito secca e dura la sua risposta: “No, signora, quella cappetta, glielo devo dire, era rotta ed è appena rientrata dall’assistenza, come ha visto mancano anche le viti…! Sa, io glielo devo dire,perché è giusto che lo sappia!” A quel punto avrei voluto sparargli e sotterrarlo sotto ad un camion pieno di cappette rotte, ma non ne valeva la pena nemmeno di sprecare un proiettile, fatto sta che son tornata nella mia auto infuocata sotto ai 40 gradi all’ombra e sono risalita arrancando piano piano sulla mia collina.

  Ora vi starete chiedendo come finisce questa storia e che cosa stia facendo io in questo momento…ebbene sì, un attimo che termino l’acquisto su Amazon Prime..di quelli che consegnano domattina all’alba, un attimo e torno ehhh.. aspettatemi 😉