Cogli l’attimo

Dopo tanto tempo ho ripreso la Nikon e sono andata a camminare in un sentiero che si snoda lungo le mura del borgo medievale dove si trova casa mia.

Era sera, stava per fare buio e gli ultimi raggi di luce filtravano qua e là attraverso la vegetazione.

Un attimo fuggente…

Buona domenica a tutti 🙂

[se cliccate sull’immagine si aprirà una foto un po’ più grande. E’ una pianta di capperi]

Autunno a gogò

Anche se i colori dell’autunno tanto mi si aggradano, il vento di grecale che soffia imperterrito da non so più quanto tempo, mi sconquassa. Con i primi freddi, fisicamente, sono arrivati la stanchezza e lo scombussolamento che di solito accompagnano il cambio di stagione. Ho messo il plaid sul letto e ho tirato giù i panni pesanti dall’armadio, ma non è bastato e allora, a fronte dei 15 gradi in casa di stasera, ho acceso anche la stufa e allora mi sono sentita riavere.

Intanto le tartarughe in giardino si sono già rintanate nelle loro casine, che ho provveduto ad attrezzare con i confort che si addicono agli animali che vanno in letargo: terra smossa, un po’ di torba e poi foglie secche e paglia, che faranno loro da coperta contro il freddo. Le ho salutate una ad una, dalla numero uno fino alla dieci e ho detto di stare tranquille e riposarsi, che ci rivedremo in primavera, al primo sole.

In questi giorni ho anche pensato un po’ a me e mi sono fatta prescrivere qualche controllino alla mia salute con le analisi del sangue. Naturalmente il dott. House, quando ha letto il referto, mi ha spedita da un medico nutrizionista e mi ha spinta ad andare in palestra. Adesso seguo una dieta rigida e vado a fare attività fisica tre volte a settimana. Poi ho anche fatto aggiustare la Nikon che era ferma da tempo e mi sono iscritta ad un corso di pittura… ma di questo vi parlerò la prossima volta.

Insomma, l’unica cosa che sto trascurando è il blog, ma tranquilli, non mi perderete, è solo che vado un po’ a rilento.

Buon venerdì e tutti

Mannaggia ai buoni sconto

I supermercati sembra facciano a gara a chi propone più offerte. A parer mio noi consumatori alla fine restiamo un po’ storditi da tutte queste campagne pubblicitarie e promozionali. A me arrivano puntualmente un sacco di volantini, più che altro riguardanti generi alimentari ed io, puntualmente, li sfoglio e mi appunto quelli che a me sembrano i migliori consigli per gli acquisti. Da qualche tempo Unicoop Firenze ha messo in moto l’offerta che vediamo illustrata qui sopra: ottieni 10 euro di sconto (da spendere ogni 50 euro di spesa) per 15 euro di acquisti. Se ci facciamo due conti equivalgono al 20% di risparmio e non è poco.

Fatto sta che ieri sono stata al supermercato per fare un po’ di rifornimento di cibarie, ma, sarà che il discorso sconti mi ha preso un po’ la mano, sarà che domani avrò figli, generi, nuore e nipoti a cena per il compleanno di mio marito (e saremo 12!) per cui le provviste necessarie devono essere più del solito. Insomma, sarà come sarà, .. fatto sta che stamani, quando ho aperto il frigo per prendere la marmellata per la colazione, mi è preso un colpo

il mio frigo super-pieno

Avrò mica esagerato?

135 euri di spesa!…che poi sono anche stata cretina, se fossi arrivata a 150 quello che avrei preso in più rispetto a 135, mi sarebbe stato regalato quasi completamente. Ma alla fine ero proprio i tilt e non ce la facevo più. E poi, a dirla tutta, ho usato anche il salvatempo, doppia fatica, che c’è da stare sempre concentrati per non sbagliare.

Via, oggi ho cominciato a sistemare, domani sera arriveranno “le locuste” e vedrete come si svuoterà tutto in poco tempo

Così va il mondo

Ricordate le cicogne di Sarralbe? Nella scorsa primavera seguii costantemente la webcam puntata su quel nido in cui Maurice e Melodie, ovvero babbo e mamma cicogna, crebbero i loro 5 piccoli. Ve ne parlai varie volte e alla fine anche alcuni di voi cominciarono ad appassionarsi come me.

Ad ognuno dei pulcini poi, è stato dato un nome e a 4 di loro anche un geo-localizzatore che permette agli ornitologi di studiare le abitudini di questi uccelli migratori.

Il più piccolo cicognello passò dei brutti momenti perché la covata era troppo numerosa e meno male che i fratelli e le sorelle lo aiutarono, altrimenti non ce l’avrebbe fatta. Una sorella, in particolare, Mirabelle, lo tenne sempre sotto l’ala scaldandolo e tenendolo protetto.

Una sorellina amorevole, inseparabile, tanto calda, che in quelle giornate piovose e fredde di inizio primavera si dimostrò così provvidenziale che la piccolina sopravvisse e lei così si meritò dai francesi l’appellativo Bouillotte, ossia, “borsa dell’acqua calda” ed ebbe l’affetto di tutti gli umani che la seguivano al grande fratello cicognesco.

Nel frattempo che i 5 piccolini crescevano al nord (e ci sono voluti circa 3 mesi), al sud, in un parco della Sicilia, posizionarono un’altra webcam, stavolta per osservare una famiglia di grifoni, la cui femmina aveva deposto le uova in cima ad una montagna nel parco nazionale delle Nebrodi. Una meraviglia vedere il pulcino di grifone amorevolmente curato dai genitori ogni giorno, senza mai lasciarlo solo.

piccolo grifone nel nido – Parco delle Nebrodi (Sicilia)

Ogni tanto, chi come me, osservava i piccoli, si preoccupava che tutto andasse bene e sperava che i genitori sfamassero e curassero i rispettivi figli, senza mai far loro mancare niente.

E fu così che piano piano Mirabelle divenne una splendida cicogna adulta

Mirabelle – Bouillotte

E il grifone crebbe e divenne magnifico!

il grifone

Poi Mirabelle partì per la migrazione e volò via dirigendosi a sud..e poi si fermò in un bosco della Spagna e per qualche giorno il geo-localizzatore indicava stranamente una posizione fissa. La cosa apparve alquanto sospetta e gli studiosi si mossero per cercare di capire cosa fosse successo, ma poi la ritrovarono… ovvero, ritrovarono i poveri resti di Mirabelle dopo che lei era stata preda di un grifone, o comunque di un grosso rapace.

Chi avrebbe mai pensato che un grifone come quello tanto ammirato sarebbe diventato il carnefice di un animale così tanto amato? Eppure è banale che i rapaci si nutrono di carne, come è banale che le cicogne mangiano anche rane…e così via.

Ora, nel gruppo facebook formato da chi segue le cicogne, c’è una grande discussione perché è bello seguire per mesi i piccoli che crescono, ma poi non si vuole sapere che fine fanno. Dicono che è meglio non sapere niente. E allora chiedono che non si posizionino più i geo-localizzatori sul dorso dei volatili, ma gli ornitologi a tutto questo rispondono che così va il mondo e bisogna farsene una ragione.

Già, così va il mondo e bisogna farsene una ragione… “mors tua vita mea

Sull’Arno

Sabato scorso ho preso il battello e ho fatto un giro sull’Arno, a Pontedera.

E’ stata un’esperienza davvero entusiasmante. La prima cosa che ho notato è come, nel giro di qualche anno, il fiume sia diventato tanto più pulito. Prima spesso si vedevano dei sacchetti di plastica penzoloni ai rami degli alberi che si trovano sulle sponde e poi, capitava di trovare ogni genere di rifiuto a galleggiare sull’acqua. Adesso non è più così e meno male, vuol dire che cominciamo a comportarci civilmente e rispettiamo l’ambiente. Oltre a ciò, debbo dire che la vita lungo il corso d’acqua è davvero intensa: alberi e arbusti di ogni specie, piante pioniere, fiori…e poi gli aironi bianchi e quelli cinerini, le garzette, i martin pescatori, i guardabuoi… è stato fantastico osservare tutta quella meraviglia del creato.

Intanto la guida ci spiegava e ci raccontava gli avvenimenti della seconda guerra mondiale che si sono svolti proprio in quei posti, poi ci coinvolgeva dicendo le curiosità e ci narrava le storie che hanno visto l’Arno come protagonista indiscusso fin dall’antichità fino ai giorni nostri.

Insomma, proprio bello!!! … e pure gratis. Grazie Pontedera! Sai come accogliere i visitatori 🙂

Eccomi

Ughetta prepara il giaciglio invernale

Come passa alla svelta il tempo! A malapena ho riposto nell’armadio i costumi da bagno e i prendisole estivi che già la mia tartaruga si è rintanata preparandosi al letargo invernale. La vedete nella foto? Si è interrata quasi totalmente ricoprendosi con le foglie. Lo fa immancabilmente sempre nello stesso punto del giardino, recuperando la stessa buchetta nella terra, quella che scavò diversi anni fa.

Questo autunno è strano: si alternano le burrasche con fulmini e scrosci d’acqua con raffiche di vento, ai caldi tropicali con le zanzare che non ti danno tregua un attimo da tanto che sono voraci. Nei negozi si cominciano a vedere le decorazioni per Halloween, ma dico la verità, questo autunno ancora non lo sento proprio.

Intanto comunque abbiamo tinteggiato tutte le persiane di casa mia, poi anche le porte finestre e pure la casetta di legno che si trova in giardino è stata rimessa a posto con una bella passata di coppale. E’ stato un periodo di intensi lavori di ripristino e la stanchezza serale mi ha tenuta un po’ lontana dal blog. Ma eccomi di nuovo ed ho un sacco di cose da raccontarvi e da farvi vedere.. quindi, forza e avanti Voi come ve la passate?

Buon inizio settimana a tutti

Biscottini della nonna

Questi dolcetti li ho chiamati “biscottini della nonna” perché hanno il sapore di cose antiche, come quelle che mangiavamo in casa di nonna quando l’andavamo a trovare.

Ingredienti:

  • 400 gr di farina (oppure 200 gr di farina e 200 gr di farina di riso)
  • 1 scorzetta di limone grattato
  • 1 bustina di aroma di vaniglia
  • 1 uovo intero e 1 tuorlo
  • 200 gr di zucchero
  • 1 bustina di ammoniaca per dolci da 8 gr
  • 130 gr di burro
  • 1 scorzetta di limone grattato

Lavorare in una terrina tutti gli ingredienti e fare una pasta frolla, senza maneggiare troppo l’impasto. Quando il composto è liscio e omogeneo e sta insieme, si forma una palla che va racchiusa in una pellicola e posizionata in frigo per almeno mezz’ora.

Trascorso il tempo necessario, stendere la pasta su un piano e spianarla per ridurla abbastanza fine. Infine ritagliare con delle formine dei biscotti che vanno messi su carta forno, su una teglia e posizionati in forno caldo, a 180° per circa un quarto d’ora, ossia finché non sono dorati.

L’ammoniaca renderà l’impasto friabile e saporito. Durante la cottura l’ammoniaca si volatilizza e si disperde presto nell’ambiente, comunque sia non resta nei dolci che quindi non risentono della sua presenza.

Alla fine si cospargono con un po’ di zucchero vanigliato oppure si possono immergere per metà nel cioccolato fuso, sono buoni e carini per ogni occasione 🙂