Come allargare una mascherina

Vabbè, è un lavoretto un po’ banale, ma magari questa strategia potrebbe anche far comodo a qualcuno 🙂

Oggi mi sono messa ad allargare qualche mascherina FFP2 che era stata fabbricata maledettamente stretta tanto da marcare la faccia sotto ai lacci. Ebbene, ho fatto un salto al mercato ed ho comprato un elastico tubolare piuttosto blando (banco di un cinese, 3 metri 1 euro) e poi ho proceduto come vedete nella sequenza delle foto qui sopra.

In pratica ho tagliato i laccetti della mascherina e poi, procedendo ad occhio, ho inserito delle “protesi” annodando i bordi..e il gioco è fatto. Me la sono provata e ho visto che stava a meraviglia, allora ho stretto i nodini. Ci vuole un attimo.

Non sarà bellissima, ma almeno non darà fastidio più di tanto. Che ne dite?

Come a primavera

Anche se piove, qui in Toscana fa caldo e nel mio giardino le piante e le mie tartarughe se la spassano. Niente letargo né foglie secche in terra.

Guardate la mia begonia in che stato è! E’ letteralmente esplosa come se fosse un fuoco artificiale a Ferragosto. Peccato che questa pianta sia stagionale e non potrò salvarla quando arriverà davvero il freddo dell’inverno, anche se, a dire il vero, lo scorso anno una begonia simile a questa la tagliai alla base e poi a primavera germogliò di nuovo 🙂

Guardare i miei fiori in giardino mi distrae un po’ dalle preoccupazioni dovute alla situazione che stiamo vivendo. E’ bello stare con voi e coccolarci un po’ a vicenda. Grazie della compagnia che mi state facendo

Tuttomondo

Tuttomondo” a Pisa – Keith Haring

Oggi vi voglio parlare della mia città: Pisa, e delle sue opere d’arte.

Tra i tesori più nascosti di Pisa c’è sicuramente il gigantesco murales di Keith Haring. Il coloratissimo “Tuttomondo“si trova nel centro storico, a due passi dalla stazione, ed è una delle poche opere del writer statunitense che si possono ammirare in Italia: dipinta nel 1989 sulla parete esterna della canonica della Chiesa di Sant’Antonio Abate, con l’aiuto di alcuni studenti, è una vera esplosione di vitalità e di colore.

Il tema è quello dell’armonia e della pace nel mondo, visibile attraverso i collegamenti e gli incastri tra le 30 figure che, come in un puzzle, popolano i centottanta metri quadrati della parete.

Ogni personaggio rappresenta un diverso aspetto del mondo in pace: le forbici “umanizzate” sono l’immagine della collaborazione concreta tra gli uomini per sconfiggere il serpente, cioè il male, che stava già mangiando la testa della figura accanto, mentre la donna con in braccio il bambino rimanda all’idea della maternità e i due uomini che sorreggono il delfino al rapporto con la natura.

Tuttomondo è anche l’unica opera di Haring che viene concepita sin dall’inizio come permanente, non effimera e destinata a scomparire, infatti l’artista impiegò una settimana per eseguirla, quando di solito realizzava i suoi murales in un solo giorno.

Niente di più attuale.

[immagine e notizie sono state tratte dal web]