Eccomi

Ughetta prepara il giaciglio invernale

Come passa alla svelta il tempo! A malapena ho riposto nell’armadio i costumi da bagno e i prendisole estivi che già la mia tartaruga si è rintanata preparandosi al letargo invernale. La vedete nella foto? Si è interrata quasi totalmente ricoprendosi con le foglie. Lo fa immancabilmente sempre nello stesso punto del giardino, recuperando la stessa buchetta nella terra, quella che scavò diversi anni fa.

Questo autunno è strano: si alternano le burrasche con fulmini e scrosci d’acqua con raffiche di vento, ai caldi tropicali con le zanzare che non ti danno tregua un attimo da tanto che sono voraci. Nei negozi si cominciano a vedere le decorazioni per Halloween, ma dico la verità, questo autunno ancora non lo sento proprio.

Intanto comunque abbiamo tinteggiato tutte le persiane di casa mia, poi anche le porte finestre e pure la casetta di legno che si trova in giardino è stata rimessa a posto con una bella passata di coppale. E’ stato un periodo di intensi lavori di ripristino e la stanchezza serale mi ha tenuta un po’ lontana dal blog. Ma eccomi di nuovo ed ho un sacco di cose da raccontarvi e da farvi vedere.. quindi, forza e avanti Voi come ve la passate?

Buon inizio settimana a tutti

maremma impelagata

Premessa: qualche anno fa, mentre passeggiavo con la borsa da spiaggia nel lungomare di Lido di Camaiore, fui derubata senza che me ne accorgessi. E’ vero che avevo una borsa di quelle di tela cerata, quindi poco resistente, ma è anche vero che la tenevo a tracolla, sotto braccio e l’avevo pure chiusa con la cerniera. Il borsello era in fondo, sotto ad altre cose per la spiaggia e sarebbe stato difficile trovarlo velocemente anche per me, che ero a conoscenza di tutto il contenuto della mia borsa. Avevo diversi soldi perché ero diretta a pagare una bolletta alla posta e fu un colpo quando lì, ferma allo sportello, cercai i soldi e mi ritrovai un bel taglio sul retro della tela cerata colorata, senza che io mi fossi accorta di niente, il portamonete era sparito. Non mi capacitavo come fosse successo perché non mi reputavo una sprovveduta, ma si vede che avevano agito con velocità e scaltrezza oltre il mio livello di attenzione.

Fatto sta che da quella volta sono rimasta un po’ traumatizzata, non ho più usato borse di tela cerata e mi sono mossa con ancor più cautela.

Ma veniamo a stamani…

Stamani ero a fare spesa alla Coop qui vicino e avevo con me una borsa in pelle (resistente ai tagli) chiusa con una bella cerniera nella parte superiore. Ero tranquilla e mi sentivo al sicuro perché nonostante l’avessi appoggiata provvisoriamente nell’alloggio dove di solito si mettono a sedere i bambini piccoli, con una mano reggevo manici e la maniglia del carrello insieme. Pensavo che stavolta, se non avessero fatto come Muzio Scevola e mi avessero eliminato la mano, (anche se, a dire il vero, mi sembra che Muzio Scevola se la mano se eliminò da solo) i ladroni non mi avrebbero fregata di certo. E mentre ero lì, assorta, chinata su un ripiano frigorifero, a leggere le etichette delle confezioni delle bracioline e degli hamburger, sento alle mie spalle una voce femminile che esclama quasi urlando: “Di chi è questo carrellooooo?” e io girandomi ad occhi sbarrati per lo stupore rispondo: “E’ il mio, perché?” Era la commessa che era scandalizzata dal mio comportamento:

” …Ma lei, scusi, è incosciente! Non si mette la borsa in questo modo…sul carrello, incustodita”. Io non capisco e a mezza voce ribatto: “Veramente la stavo reggendo con una mano e poi la borsa è chiusa con una cerniera…” Non faccio in tempo a finire la frase che tutte le donne intorno a me mi guardano come si guarda una disgraziata che ha dei comportamenti scellerati e commentano in coro: “Guardi che lei sta rischiando .. “, “Deve stare più attenta”.. e poi: “Non sa che hanno le mani leggere?” e sottolineavano: “…hanno le mani leggere… basta un attimo e la borsa sparisce!”. Sembrava parlassero di fate ignoranti e truffaldine. Come se fossero aliti di vento, si potevano insinuare tra le tue cose e con un soffio magico portarti via i tuoi amati beni.

Io, che più volte ho anche avuto l’incubo di perdere la borsa in un supermercato, mi sono sentita proprio scema! Ho preso la mia borsetta e me la sono messa sotto braccio stretta stretta, come se fosse la cosa più preziosa che ho mai avuto. E pensare che non avevo nemmeno 10 euro nel borsello! Ma i documenti e il bancomat sì, li avevo e se li perdevo (magari anche insieme al cellulare) non avrei saputo come fare. Idiota scellerata!

Da ora in poi giuro che mi comporterò come quella signora della foto qui in alto: borsa extra-resistente, a tracolla sotto braccio, ben stretta, chiusa con la cerniera (meglio con un lucchetto) e magari con un geolocalizzatore a corredo!

“Oh maremma impelagata!” dico io! (con un’imprecazione toscanaccia che manda a quel paese il popolo e il paese!) Magari ora mi comprerò una piccola cassaforte a prova di tutte le maledette “mani leggere”..e amen! E poi, visto che ci siamo, perché non farsi anche un tatuaggio come la ragazza della foto, a forma di Rapporto Aureo (fantastico!), … 😉

Dai, abbondare è sempre meglio che deficere..o no? 😉

gentilezza o pregiudizio?

Ero lì, sdraiata sul lettino sotto all’ombrellone, tutta intenta a leggere una rivista, quando mi si avvicina una mamma africana che, dopo aver attaccato discorso, mi vuole vendere una collana o un braccialetto fatto di pietrine colorate. Io cerco di spiegarle che non porto collane né bracciali, specialmente in estate, quando il caldo mi rende particolarmente insofferente al punto che devo togliermi anche l’orologio dal polso e la fede dall’anulare. Io scuoto la testa dicendo che mi spiace ma non farò acquisti e lei mi racconta che quelle collanine e quei braccialetti sono fatti a mano da lei e da suo padre.

Mentre lei parla vedo che dietro ha un bambino che ciondola addormentato, racchiuso in un telo colorato che la sua mamma ha legato su di sé. E’ un bambino grande e deve essere pesante da portare dietro mentre lei cammina sulla sabbia sotto al sole. Le chiedo quanti anni ha suo figlio e lei mi risponde che ha tre anni.

A quel punto mi alzo dal lettino e vado a rovistare nella mia borsa appesa sotto all’ombrellone cercando il borsello, intanto la donna scambia qualche parola con la mia vicina di ombrello. Trovo il borsello e, oltre a qualche centesimino ho solo una moneta da un euro; la prendo e gliela porgo dicendole: “Tieni, compra una bottiglietta d’acqua per il tuo bambino”, le mi guarda strana e mi risponde: “Io vendo collanine, non chiedo l’elemosina!” Al che non mi resta che aggiungere: “.. mi spiace, ma come ti ho detto non porto collanine…” e rimetto l’euro nel borsellino aggiungendo solo un semplice: “Allora scusa, pensavo di poterti offrire l’acqua per il bambino… stai bene… ciao” e lei: “Stai bene anche te, …ciao!” e sia allontana decisa, con il suo pesante fardello dietro la schiena.

Io mi chiedo: il mio comportamento è dovuto ad un pregiudizio o semplicemente è stato un atto di gentilezza? Non lo so, io di certo credevo di essere gentile, ma lei l’ha presa diversamente. Sembrava quasi l’avessi offesa e questo mi ha fatto rimaner male. E’ sempre più difficile relazionarsi in modo giusto con gli altri.

[immagine dal web]

All’Abetone

Domenica scorsa, con la mia famiglia, abbiamo deciso di andare a fare un giro nella montagna a noi più vicina e cioè all’Abetone.

L’Abetone si trova sull’Appennino Tosco-Emiliano ad un’ottantina di chilometri da casa mia. Penso siano passati una trentina di anni da quando ci andai l’ultima volta e mi ricordavo un paesino di montagna, con tanti negozietti pieni di souvenir e dolci montanari. Un ambiente proprio carino ed accogliente. Questi erano i miei ricordi.

L’itinerario di viaggio indicato da Google Maps faceva scegliere se passare da Pistoia o da Lucca; due strade alternative della stessa lunghezza ma quella di Pistoia prevedeva l’autostrada mentre da Lucca no. Pensando di fare una via più veloce abbiamo optato per Pistoia. Errore! Appena superata la città ed aver intrapreso la salita ecco la prima interruzione al traffico, per via di certi lavori insignificanti ma ingombranti ..ed ecco un’oretta di fila ferma. Beh, per farla poco lunga, per percorrere quegli ottanta chilometri ci abbiamo impiegato quasi 3 ore. Siamo arrivati all’ora di pranzo e i nipoti avevano fame e così ci siamo detti che sarebbe stato bello prendere la seggiovia e salire sulla vetta, al rifugio e mangiare qualcosa lassù in cima. E così abbiamo fatto, ma forse non è stata una bella pensata perché a 1700 metri il freddo era pungente. Abbiamo mangiato su un tavolo all’aperto mentre il vento glaciale non ci dava tregua. Qualcuno dirà che non eravamo adeguatamente attrezzati ed è vero, non eravamo adeguatamente attrezzati, ma almeno giacca imbottita, scarpe e sciarpa noi l’avevamo, gli altri villeggianti erano tutti sbracciati come al mare e penso che adesso siano con il mal di gola di sicuro.

Appena finito il pranzo siamo scesi di nuovo con la seggiovia fino al paese dove volevamo fare qualche acquisto. Cercavamo qualche tisana, delle marmellate, dei lamponi… ma con sommo dispiacere ho constatato che i negozietti di un tempo erano tutti spariti, lasciando il posto solo a qualche ristorante e niente di più. Non avrei mai creduto che anche all’Abetone i negozietti avrebbero chiuso, ma ripensandoci bene, chi è che va a comprare souvenir al giorno d’oggi? E di negozi di marmellate e tisane quando ce n’è uno basta e avanza.

Con la tristezza nel cuore ci siamo rimessi in viaggio, stavolta verso Lucca, per evitare le interruzioni che ci avevano bloccati per ore… e così secondo errore! Ci siamo ritrovati bloccati di nuovo ma nell’altra strada, nella lucchesia, proprio qui:

Non avete capito dove?.. Come no? Qui:

Ebbene sì, 40 minuti fermi a Borgo a Mozzano accanto al Ponte del Diavolo!

Ma almeno qui c’era qualcosa di bello da vedere nell’attesa!

Morale della storia, io all’Abetone… crocione, non ci torno più.

L’ho sempre detto che preferisco il mare 😉

Milanitá 2

Il 5 Settembre 2020 era la prima volta che mi recavo a Milano per seguire le cure di mio marito e pubblicai il post qui sotto. Ero seduta al tavolino di un terrazzino dell’appartamento in cui ero ospitata, facevo parole crociate e guardavo il panorama. Chi l’avrebbe detto che dopo qualche mese avrebbe preso fuoco proprio il grattacielo lì davanti! (quello in mezzo ai due palazzi rosa).  Quando l’ho visto al TG l’ho riconosciuto subito per la sua forma particolare, tondeggiante.

E pensare che tutti i giorni andavo nei negozi lì sotto a fare spesa.

Non immaginavo nemmeno che ci abitasse Mahmood. Comunque sia, che peccato, era un edificio così bello. Mi chiedo che materiali avranno usato mai per incendiarsi così inesorabilmente e velocemente…

uno spicchio di cielo

Seduta al tavolino di questo terrazzino di un palazzo milanese, inganno il tempo tra parole crociate e occhiate ai social. C’è un po’ di solicchio ma non c’è troppo caldo; a tratti arriva qualche folata d’aria più fresca proveniente da ovest e si respira meglio. Dai piani più bassi proviene profumo di sugo di pesce, penso sia odore di soffritto di aglio e prezzemolo e poi molluschi a gogò. Strano che alle 17:30 stiano preparando la cena. Evidentemente stanno passando il tempo in armonia, in famiglia, hanno messo un canale alla radio che trasmette canzonette e si sentono voci di bambini che giocano. Più in là, in strada, è un continuo susseguirsi di auto in transito… Che vita in questa città! È bello viverla così, da infiltrata, senza essere turista… mi sento un po’ milanese e mi piace. La gente è molto gentile quassù; in Toscana non esiste tutta questa…

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Buongiorno…

Buongiorno amici miei, vi mostro il mare di San Vincenzo in diretta 🤗 Sono qui da un paio di giorni ma domani rientrerò a casa e quindi nella blogosfera. Voi come va, tutto bene?

Il meteo regionale toscano, ieri sera aveva annunciato un’allerta meteo per oggi, ma penso che non ci hanno proprio azzeccato.

Buona giornata a tutti 😊

Se ci penso…

Nella mia vita mi sono sempre posta degli obiettivi e di sacrifici ne ho fatti tanti per perseguirli. Quante volte ho messo a dura prova me stessa costringendomi con volontà ferrea a portare avanti un percorso indirizzato verso il raggiungimento di qualche meta! Un esempio? Due volte ho smesso di fumare ed è stata dura, ma ora non fumo più. La prima volta smisi con le sigarette, poi dopo un anno, in un momento di difficoltà, ricominciai alla grande, come se non avessi mai smesso.. (bella pensata vero?) Così poi ho dovuto sacrificarmi di nuovo per smettere la seconda volta.

Poi è stato duro anche lo studio della matematica fino alla laurea. Avete presente stare anche 14 ore al giorno in mezzo ai limiti, alle derivate, agli integrali e a tutte quelle robe lì? Varie volte sono stata sul punto di mollare a cambiare facoltà, ma poi ho stretto la cinghia e non ho ceduto fino al traguardo. E’ vero che ci sono arrivata con la lingua per terra, tant’è che dopo la discussione della tesi mi ricoverarono in ospedale per operarmi per dei calcoli alla cistifellea (a 25 anni) e dovetti restarci più di un mese per rimettermi in sesto.

Un’altra meta impegnativa per me è mantenere il peso forma. Basta mangi uno spicchio di pizza e peso un chilo di più e quindi via con la dieta! Ogni tanto devo per forza stare attenta a cosa metto nel piatto e anche questa è una fatica assurda. Stasera ho cucinato pizza, pastasciutta e dolce per la mia famiglia e io ho mangiato insalata con un po’ di carne arrostita e basta, senza pane, senza vino e senza frutta. E vi giuro che non è affatto divertente, ma va fatto e si fa. Punto.

Quanti sacrifici…

Se mi fermo a pensarci, sapete che non so se mi ci è voluta più forza di volontà a continuare gli studi per laurearmi in matematica o a smettere di fumare o adesso a fare la dieta… ??

Sono messa male, vero?

Colle Val D’Elsa (Si)

Passeggiatina a Colle Val D’elsa.

Giuro che non ho mai visto tante case nel verde come quest’anno.

Bello vero? Si trova nel tratto di strada (ripidissima e da fare a piedi) che unisce la zona nuova di Colle Val D’Elsa che si trova in basso, con la parte storica (il castello) che si trova qualche centinaio di metri più in alto. Una bella scarpinata da fare a piedi, ma ne vale la pena perché si vede un bel panorama. (poi vi mostrerò altre foto)

Buon giovedì a tutti 🙂