Ciao festa

Oggi avrebbe dovuto esserci la festa. L’unica grande festa del paese. Una rievocazione storica che si svolge ogni anno nella seconda domenica di settembre.

A quest’ora avremmo sentito il doppio delle campane ad annunciare l’arrivo delle delegazioni provenienti dai borghi storici della Toscana. Vernio, l’Isola d’Elba, Santa Croce, Vicopisano..e poi Pisa con i suoi sbandieratori e Firenze, con i suoi figuranti stupendi. I cavalieri a cavallo e le dame tutte imbellettate, senza un capello fuori posto. Tutti gli anni una commemorazione diversa dei tanti accadimenti storici del medioevo. In queste zone, tra pisani, fiorentini e lucchesi erano botte da orbi e poi venivano siglati atti di pace che erano veri e propri eventi storici di sommo rilievo. Oggi avremmo sentito i tamburini e l’echeggiare delle trombe.. avremmo visto le disfide del tiro con l’arco e passeggiando per le vie del borgo avremmo incontrato il notaio, le popolane a fare il mercato, gli armigeri con il podestà, e allo sventolio delle bandiere con i colori dei rioni, avremmo brindato, danzato, mangiato e salutato gli amici. Avremmo fatto un sacco di cose magnifiche…sì, le avremmo fatte tutte.. con lo stesso entusiasmo di ogni anno, da che mondo è mondo…

giardinaggio faticoso

Rieccomi a casa, in Toscana. Dopo qualche giorno di assenza il mio giardino aveva bisogno di cure, quindi ieri sera mi sono armata degli strumenti necessari e anche di santa pazienza e mi sono messa al lavoro. La siepe di gelsomino non aveva più un verso, ragion per cui mi è toccato prendere lo scaleo e arrampicarmi con le forbici da pota in mano per tagliare i rami più alti; poi, dove non arrivavo, ho preso il pappagallo… Sapete cos’è il pappagallo vero? Con questo termine non indico un simpatico uccelletto variopinto, ma un attrezzo manuale che si allunga a dismisura e che alla sua estremità ha una sorta di becco tagliente, che manovrato con una certa precisione incoscienza, permette di potare via gli arbusti più alti.

Insomma, ho fatto una sudata pazzesca anche se di sole ce n’era poco, ma l’aria era così ferma ed umida che sembrava di essere in una serra. Soffocante! Alla fine sono diventata un bocconcino prelibato per gli insetti e sono stata attaccata da uno sciame di zanzare tigri che mi hanno massacrato anche sotto ai vestiti. Al che sono corsa in casa e mi sono fiondata sotto alla doccia per trovare…anzi, ritrovare la vita.

Poi, naturalmente, sono tornata in giardino a raccattare tutti gli sfalci, li ho tagliuzzati e imbustati, pronti per la raccolta differenziata. Dopo ho innaffiato i vasi, ho potato via i fiori secchi all’ortensia e quelli li ho messi da parte per farli seccare. Schivando Cercando di schivare mosche, zanzare, vespe, lucertole e gechi ho spostato vasi e ho ripulito tutto…altra doccia e punto a alla fine basta, che non ne potevo proprio più….

Ragazzi, chi ha detto che è bello abitare in campagna? Stavo meglio a Milano in mezzo ai palazzoni!

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Milanitá 2

Seduta al tavolino di questo terrazzino di un palazzo milanese, inganno il tempo tra parole crociate e occhiate ai social. C’è un po’ di solicchio ma non c’è troppo caldo; a tratti arriva qualche folata d’aria più fresca proveniente da ovest e si respira meglio. Dai piani più bassi proviene profumo di sugo di pesce, penso sia odore di soffritto di aglio e prezzemolo e poi molluschi a gogò. Strano che alle 17:30 stiano preparando la cena. Evidentemente stanno passando il tempo in armonia, in famiglia, hanno messo un canale alla radio che trasmette canzonette e si sentono voci di bambini che giocano. Più in là, in strada, è un continuo susseguirsi di auto in transito… Che vita in questa città! È bello viverla così, da infiltrata, senza essere turista… mi sento un po’ milanese e mi piace. La gente è molto gentile quassù; in Toscana non esiste tutta questa accoglienza, siamo più rudi… o almeno, a me sembra così.

PS scusate se non contraccambio le visite, ma senza il mio PC , con il cellulare riesco solo a pubblicare qualcosa, appena tornerò a casa riprenderò il tempo perso. Buona domenica.

Milanitá

Guardo questi palazzi enormi con gli occhi della provincialotta proveniente da un minuscolo borgo medievale adagiato sulle colline toscane.

Cerco di capirne il senso. Non sono abituata a tutto questo e mi incuriosisce. Guardo i balconcini e le particolarità che li contraddistinguono, che li rendono riconoscibili l’uno dall’altro e mi rendo conto che mi atteggio come quando faccio “aguzzate la vista” sulla settimana enigmistica…

Non so se è meglio vivere qui oppure in un borgo che piano piano è diventato un dormitorio… con i negozi chiusi e tante case disabitate. Non so se è meglio vivere il questo caos o nel silenzio della campagna toscana dove oramai anche i passerotti tacciono. Non so tante cose e non sono in grado di fare confronti. Probabilmente ad ognuno piace di più l’ambiente dove è nato e vissuto. Ma sono incerta anche su questo.

Cammino, vado oltre e smetto di pensare, mi limito ad osservare.

Qualche giorno di Milanitá e poi torno ehhhh

Biscotti con la marmellata di fichi

Oggi ho fatto i biscottini con la marmellata di fichi. Questa ricetta è esclusivamente mia, nel senso che l’ho inventata io, è facilissima, la faccio da anni e vi assicuro che è sempre un successo!

Ingredienti:

200 gr di farina

100 gr di zucchero

100 gr di burro

1 uovo

un pizzico di bicarbonato di sodio

una scorzetta grattugiata di limone

marmellata di fichi

Procedimento:

Mettere tutti gli ingredienti in un recipiente e impastarli velocemente formando una palla che andrà avvolta nella pellicola trasparente e messa in frigo a frollare per un’oretta. Si tratta di una pasta frolla, quindi bisogna avere l’accortezza di lavorarla poco e con le mani fresche, altrimenti si rischia di “bruciarla” ossia di ottenere un impasto appiccicoso che una volta cotto non risulterà friabile e fragrante. Io all’inizio mi aiuto con una forchetta e poi procedo con la punta delle dita. Questo impasto è buono per crostate e biscotti in genere.

Dopo ripresa la pasta dal frigo, si stende a strisce su un ripiano e vi si sistema sopra la marmellata (io ho messo quella di fichi ma va bene qualsiasi confettura). Bisogna lasciare dei bordi liberi, come si vede nella foto sotto.

Poi la pasta si arrotola piano piano (mi sono aiutata con la carta forno per non rischiare di rompere l’impasto). Si ottengono delle specie di cannelloni ripieni che vanno adagiati nella teglia da forno e messi in forno caldo a 180° per una ventina di minuti, finché la superficie non è dorata.

Una volta cotti, ancora tiepidi, vanno tagliati a fettine e sistemati nel piatto da portata.

Ecco i biscottini, spolverizzati con lo zucchero a velo

Se poi volete renderli ancora più “scicchettosi” li potete anche presentare così, che faranno la sua bella figura 🙂

Buon appetito!

sera d’estate

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O brezza di mare,

carezza dolce

del silenzio

sulla spiaggia,

eccoti qua,

arrivi a noi,

fin sulla collina

che sul far della sera

giace placida

volta a occidente.

O lieve frescura,

refrigerio delle membra,

emozione inebriante,

ecco che passi voluttuosa

accarezzi  le mura antiche

 penetri  negli anfratti

porti risonanze nuove

ipnotizzi con le tue magie.

Un attimo

 e la sera esplode

coi suoi rossi di fuoco,

foriera di un domani

di certo migliore.

 

Alidada