“I ginocchi ” di Melania

Oggi su internet è apparso questo articolo ripreso dal giornale locale (toscano) “Il Tirreno”. Nel trafiletto il giornalista commentava l’immagine di Melania Trump dicendo che, contrariamente a quel che sembra, la giovane first lady non era a gambe nude ma indossava dei leggins e questo si poteva vedere osservando attentamente le piegoline del tessuto chiaro che le ricopriva le gambe. Come potete vedere qui sotto, chi scrive ha usato il termine “ginocchi” per descrivere la situazione, e questo ha scatenato una sequenza di commenti che io ho trovato a dir poco esilarante…


                                               Melania


ginocchi


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Mi sono immaginata Panariello e Pieraccioni a leggere quei commenti e mi è preso a ridere che non vi dico 49

Che poi a ben guardare la Crusca dà anche ragione al giornalista, il plurale di “ginocchio” sembra si possa dire anche al maschile e non solo al femminile, ma si sa, l’italiano è difficile e non si smette mai d’imparare.

Comunque sia se siete interessati all’argomento vi consiglio di leggere qui, vedrete che c’è sempre qualcosa che ci sfugge … anche perché con il tempo la lingua si evolve.

Buon fine settimana a tutti 55

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#nonsistudia

..e la prof spiegò le soluzioni… il solvente e il soluto…portò i ragazzi in laboratorio a fare semplici esperienze di chimica…  discusse l’argomento in classe… poi alla fine, una mattina,  propose agli alunni un questionario di verifica…

verifica1

ecco, appunto..  perplesso1no no

Hair fashion

Da una parte tante cose si sono semplificate col tempo. Vuoi mettere lavare i panni con le moderne lavatrici rispetto a quando il grosso del lavoro veniva fatto a mano? O del Bimby ne vogliamo parlare? Altro che mettersi lì a  tritare verdure con il coltello, fare i soffritti e cuocere sughi per ore,  ora inserisci tutti gli ingredienti dentro a quella macchinetta e il gioco è fatto. O quando si prendeva la bici e si andava in biblioteca a sfogliare enciclopedie per fare le ricerche? Ora c’è il professor Google e tempo zero ti trova tutte le informazioni che vuoi.

Ecco, appunto, in tante cose il mondo è migliorato, ma per certi aspetti è diventato molto complicato.  Ieri volevo andare dal parrucchiere per una banalissima messa in piega e volevo farmi fare anche due “colpi di sole” (come si diceva prima) per ravvivare un po’ il mio aspetto (ora si dice look). Fatto sta che il parrucchiere di paese ora prende gli appuntamenti via Facebook … e questa cosa potrebbe anche essere una genialata così non molla la cliente al lavateste e ogni tre per due corre al telefono per rispondere alle clienti che lo chiamano… Sì, ma intanto per prenotare su facebook devi rintracciarlo e non lo fai digitando il suo nome e cognome perché lui ora non si fa più chiamare “parrucchiere Sergio Rossi” ma Hair Stylist e il suo negozio ora ha questo logo (che ti devi ricordare)

parrucchiere

Ma non finisce qui: per prenotare devi cliccare su un menu a tendina e ti si apre una lista  di servizi che è questa:

parrucchiere22

Beh, .. cosa scelgo?  perplesso1 Ogni volta finisce che ne metto uno a caso 49 che ne so cos’è quella roba lì! Ma come si fa… è troppo complicato per me

Superata questa prima fase di disagio poi arrivo lì al negozio, mi accomodo nella confort zone, prendo un immancabile e demenziale giornalino di gossip, aspetto che il mio painting sia pronto ascoltando un po’ di relaxing music in sottofondo, .. alla fine all’Hair Stylist  (che mi presenta una lista di cose da pagare con dei nomi incomprensibili) gli mollo un’ottantina di euro e il gioco è fatto. Il gioco di chi? (mi chiedo!)

Alla fine non so se è più rilassante o più stressante, …ma il risultato è carino, dai  scherza

 

Al parco

Holly.jpg  Stamattina sono andata al parco del paese con la mia nipotina Olivia, di 6 mesi. Mi sono seduta su una panchina, ho tolto la bimba dal passeggino e l’ho tenuta in collo, seduta sulle mie ginocchia,  parlandoci e indicandole i bambini che giocavano  e ridevano.

  Era piacevole stare lì, la temperatura era perfetta, senza troppo sole e senza vento, nella calma di un piccolo paese di campagna in cui, quando si può, ci si prende il tempo che serve per vivere al meglio, senza correre troppo. Ad un certo punto nella panchina, mi si è seduto accanto il giovane padre di due gemelline che scorrazzavano con le biciclettine; l’uomo mi guarda e poi uno sguardo e un complimento alla mia nipotina mentre chiede: “Come si chiama?” e sorride mentre le accarezza una manina..e io: “Si chiama Olivia…” e lui le fa dei complimenti e delle coccole e poi: ” Viola, sei proprio carina!” ..e io: “…Olivia…” e lui a quel punto si è girato verso le sue gemelline che lo stavano chiamando e si è messo a parlare con loro. Quando ha finito si è girato di nuovo verso di me e mi fa: ” Viola è davvero brava, ..ma quanti mesi ha?” e io: “Beh, ha 6 mesi… Olivia” e le ho sorriso.  A quel punto ho salutato il babbo e mi sono messa in cammino per rientrare a casa, anche lui ci ha salutate: ” Arrivederci signora…ciao Viola“. Esasperata ho lasciato cadere un velo pietoso sul nome sbagliato per l’ennesima volta e amen. Avrò fatto sì e no 10 passi che ecco mi si avvicina una signora anziana, che conosco bene ma che ultimamente mi sembra abbia qualche problema di testa. Comunque sia la signora viene lì al passeggino, guarda la bimba, le sorride e mormora:  ” che carino, ma è un bimbo o una bimba?” .. Beh, a parte che è vestita tutta di rosa e si dovrebbe vedere a colpo d’occhio (penso io!) le rispondo sorridendo: “E’ una bimbA …e si chiama Olivia”  lei sembrava aver capito e poi ha continuato con i complimenti: “E’ una meraviglia! Guarda come sorride..deve avere un bel carattere.. che bello quando i bambini sono così….” e fin qui tutto bene, poi ha ripreso il passo appoggiandosi alla mazza e ha finito il discorso esclamando: “..è proprio un bel bambinO!” ..  Io a quel punto se ci fosse stato un muro ci avrei picchiato la testa, ma siccome non c’erano pareti spacca cranio nei paraggi, mi son limitata a chiedermi se oggi stavo parlando arabo e la gente non capiva o se magari il parco fosse infestato dal virus della distrazione profonda.

Mah.. nel dubbio ho ripreso a camminare a passo svelto sorridendo a Olivia che mi guardava con sguardo complice e sornione..nonostante i suoi 6 mesi forse lei aveva già capito tutto 😉

Metodi educativi

Eppure prima eravamo più lenti in tutto quello che facevamo.  Per fare un brodino ci mettevamo un paio d’ore, lessavi le verdure con la carne e riempivi la casa di vapore… perché non c’erano quelli in scatola o i liofilizzati; per il bucato dovevi mettere a mollo i panni e poi usare il bruschino per togliere le macchie ed era un massacro per le nostre povere ossa;  per chiedere qualcosa a qualcuno non prendevi il cellulare, ma la bicicletta e pedalavi fino a casa sua, poi suonavi il campanello e se ti andava bene qualcuno ti rispondeva affacciandosi alla finestra; per documentarti negli studi andavi in biblioteca oppure prendevi il treno per recarti nella città più vicina per trovare i libri giusti, non usavi Google;  per comprarti qualcosa dovevi rompere il salvadanaio e usare quei pochi spiccioli, non chiedere a babbo che ha la carta di credito e ti acquista le cose online.. Insomma, ci voleva sempre un sacco di tempo per ogni faccenda, ma in una cosa le donne come me erano molto più veloci rispetto ad oggi: nell’educare i figli! Io avevo un metodo super-veloce, il metodo della “ciabattata” e funzionava così:

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Oddio, a dirla tutta i miei figli non stavano mai lì a prendersi la ciabattata in testa e mi scappavano, cosicché io credo non essere mai riuscita a beccarli! Ma vuoi mettere la  velocità nel  farsi capire? Già la minaccia di prendersi una ciabattata era molto esplicativa. Non immaginate oggigiorno in famiglia quanto ci ridiamo su quando ripensiamo a quei tempi Loro mi dicono: ” …e tu continuavi imperterrita anche se sapevi che non ci avresti mai beccati!” 49

Buona domenica a tutti

Pisani doc

Ultimi giorni di scuola, all’intervallo la prof sgranocchia un cracker e guarda distrattamente i ragazzi che fanno merenda quando qualcosa cattura la sua attenzione: “Ehi, Tommy, che hai sulla maglietta? Fammi un po’ vedere per bene.. girati, dai…”

maglietta1.jpg

Accipicchia, .. “Pisa tremare fa l’acqua e la terra!” .. e alla prof vengono in mente le antiche lotte dei pisani contro i fiorentini, i lucchesi, i livornesi..e con tutto il resto del mondo.

Pisa bellicosa, tanto odiata da tutti.

Pisa, “vituperio de le genti”, recita uno dei passi più famosi della Divina Commedia, e che sicuramente tutti i pisani conoscono bene. Infatti, nel canto XXXIII dell’Inferno,  dopo che il conte Ugolino termina il racconto della sua tremenda morte e riprende a rosicchiare il cranio dell’arcivescovo Ruggieri, Dante prorompe in una tutt’altro che pacata invettiva contro Pisa, augurandosi addirittura – laddove i vicini tardassero a punirla – che le isole della Capraia e della Gorgona blocchino l’Arno alla foce, facendolo così straripare, per annegare tutti gli abitanti di una città tanto crudele.

Beh, ancora oggi Pisa, nonostante Dante e le sue maledizioni,  continua a dimostrare la sua forza! (Stando almeno a quanto è scritto sulle magliette!)

… Orsù, intervallo finito, si torna al lavoro con il sorriso pisano stampato sul volto 😉

Stupidario parte prima

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[Perché almeno gli orsi polari possono viverci perché sennò a quest’ora erano già ISTINTI]

Mettendo a posto le mie cose ho ritrovato un questionario di scienze, distribuito agli alunni delle classi prime medie durante l’anno scolastico. Ora… dico io, a parte che essendo il ghiaccio meno denso dell’acqua allora galleggia, ragion per cui i pesci e le piante acquatiche sopravvivono al grande freddo… a parte l’encomiabile creatività dell’alunno  (che andrebbe premiata per l’originalità!)  che chissà perché si preoccupa solo degli orsi polari

..a parte tutto.. ma Istinti (al posto di Estinti)… ne vogliamo parlare? 14pauroso

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