per sorridere

Caccia all’intruso

gatto

Sul far del giorni strani rumori echeggiano nella strada deserta. Chi sarà? Che cosa starà succedendo? Mi affaccio alla finestra e noto una presenza furtiva che mi osserva da lontano perplesso1  Come avrà fatto a salire fin lassù? Mah…  perplesso2

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Vacanze dei prof

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strazio!

Ebbene sì,  lo confesso, io come minimo vado al mare a 100 chilometri di distanza. Non vado certo a Marina di Pisa o a Tirrenia, come minimo mi sposto verso Baratti o a Marina di Massa.  Più aumento la distanza dalla mia scuola e più diminuisce la probabilità che io li incontri! Dovrebbe essere una legge matematica …ma non lo è!

 Pensate che lo scorso anno, appena scesi di macchina a Rimini (3 ore e mezzo di auto da qui) ad Agosto, sentii una vocina alle mie spalle che mi salutava dicendomi: “Guarda che combinazione, anche lei qui al mare prof!, che bello….”. Cavolo, era Riccardino con i suoi genitori, pure loro allo stesso bagno mioooo!   Volevo rispondergli: “…bello cosaaaa? E’ ORRIBILE!”

Possibile non liberarsene dei piccoli mostri nemmeno in piena estate?

 …14al passo coi tempi

 

dal dott. House

dottoreIo non capisco, Mick Jagger a 73 anni, dopo droga, alcol, arresti, eccessi di ogni tipo e casini vari è capace ancora di cantare dal vivo e mandare in delirio le folle (sarà anche a Lucca a settembre prossimo)  e io, che sono un bel po’ più giovane di lui e molto più morigerata nel mio vivere quotidiano, dopo poche ore passate a sedere al tavolo degli esami a scuola, mi ritrovo con un mal di schiena che non mi muovo! Questa non la capisco proprio. Si vede che siamo davvero tutti diversi e che nel mondo va bene osare e puntare sempre un po’ più in là rispetto a ciò che siamo certi si possa ottenere. A parte questo, con il mio mal di schiena assurdo, ieri proprio non ne potevo più e ho deciso di andare dal mio amatissimo dottor House. Reperire il dott. House è diventata un’impresa perché nei suoi orari non ci si capisce niente infatti li cambia di continuo e poi, spesso  va via a non si sa a far che cosa (lui dice che si aggiorna)  e lascia come supplenti delle ragazzine che a malapena hanno finito gli studi universitari. Fatto sta che ieri mattina ho cominciato alle 9 a telefonare alla segretaria che prende gli appuntamenti delle visite ma o il telefono squillava a vuoto o dava l’occupato; comunque sia lei non rispondeva mai. Non è una novità che la segretaria dell’ambulatorio medico non risponda infatti qui sono tutti arrabbiati e riempiono di lamentele le bacheche di facebook, come se servisse a qualcosa. A parte questo alle 10.45 la segretaria mi ha risposto e mi ha detto che gli appuntamenti erano terminati e che se volevo una visita avrei dovuto richiamare il giorno dopo. Io, che di pazienza ne ho tanta, ma non infinita e di salute in questo periodo ancora meno, non ho fatto storie e dopo aver riagganciato il telefono ho chiamato direttamente il dott. House che mi ha risposto e ha capito quanto stessi male e così mi ha detto che potevo andare in ambulatorio a farmi visitare alle 11:30. In pratica mi restava solo il tempo di cambiarmi e prendere l’auto (strisciando per strada perché il mal di schiena era terribile)   e andare allo studio medico che da qui dista più o meno 2 chilometri. In qualche modo sono riuscita a fare tutto il percorso sotto il cielo torrido del mezzo del giorno e una volta arrivata lì mi sono ritrovata una fila interminabile di gente in attesa: “Chi è l’ultimo?” ho chiesto e una signora mi dice: “per quale dottore?” e io: “Il dott. House!” e loro in coro: “No, allora può andare, per lui non c’è nessuno, noi stiamo aspettando da ore per gli altri medici di base…, il dott. House è nel suo ambulatorio, da solo, in fondo al corridoio, con la porta accostata, la musica in sottofondo e l’aria condizionata!”. Beh, nessuno poteva essere più felice di me in quel momento, ..ma alcune domande mi sorgono spontanee: (dopo quella di Mick Jagger in cima a questo post 23)

1) come mai la segretaria diceva di aver finito gli appuntamenti invece il dottore era libero?

2) come mai tutte le altre persone aspettavano gli altri medici e dal mio non c’era nessuno?

Io non so le risposte, posso solo fare delle ipotesi, comunque sia non pensate che il dott. House non sia bravo, infatti mi ha dato da prendere delle pasticche e appena ne ho assunta una il mal di schiena è subito passato scherza

Ultima domanda: di che parlerò qui nel blog quando dott. House se ne andrà in pensione tra due o tre anni? perplesso2

le storie della prof

La prof, in classe, in una terza media, a metà aprile, si era messa a spiegare dell’uomo preistorico e diceva che i primi ominidi come l’Australopiteco non camminavano bipedi ma si spostavano appoggiandosi sulle nocche delle mani e questa posizione chinata non permetteva uno sviluppo adeguato della laringe per cui non riuscivano a parlare; si dovette aspettare fino alla scoperta del fuoco,  dovuta all’Homo Erectus 400.000 anni fa affinché l’uomo cominciasse a comunicare usando un linguaggio…

A quel punto ecco una mano alzata per porre una domanda: “Scusi prof, ma quando gli uomini cominciarono a parlare… come parlavano, in italiano?“… Era Stefano, un ragazzone biondo alto un metro e ottanta ma con l’ingenuità di mio nipote che frequenta i primi anni di scuola primaria. Guardava la prof con i suoi occhi chiari sgranati e con la bocca aperta, come fa chi è assorto nel suo pensiero come se vedesse un film.

La prof aveva voglia di rispondergli che anche gli inglesi parlano inglese ma pensano in italiano e traducono all’istante, ma poi ha pensato bene che era come sparare sulla Croce Rossa, ovvero una vigliaccata e con i tempi che corrono magari sarebbe anche finita sui giornali per aver ridicolizzato un alunno davanti a tutti e allora ha doverosamente zittito tutti i compagni di classe che subito si erano messi a ridere e ha risposto seriamente alla domanda dello studente dicendo che in fin dei conti all’inizio quegli ominidi comunicavano emettendo dei suoni e che ce ne volle di tempo prima che diventasse un vero e proprio linguaggio e che comunque di certo non era l’italiano.

Il problema però è un altro: dice che il rendimento di Stefano è talmente basso al punto che non dovrebbe essere ammesso agli esami, io però ho dei grossi dubbi che la ripetenza servirà a qualcosa… voi che dite? perplesso3perplesso2perplesso1

dal parrucchiere

parrucchiereChe ci si fa dal parrucchiere di paese per ingannare il tempo? Ci si chiacchiera! Io seduta davanti agli specchi, con le luci puntate addosso e lui  che mi gira intorno con le forbici in mano e taglia…piega… sforbicia e pettina … io lo guardo lavorare e nel mentre ci scambio due discorsi parlando del più e del meno.  Lui inclina la tasta qua e là per vedere  se il  suo lavoro procede bene e via via mi raddrizza il volto con u tocco della mano sulla mia nuca,  in modo che io sia posizionata  ben dritta sulla sedia.  L’argomento della serata era “la vita di paese”.  Iniziò lui chiedendomi se avessi visto il nuovo negozio di abbigliamento che avevano aperto lì vicino, dove prima c’era una pasticceria. Ne seguì una riflessione di come ci fosse una continua alternanza di negozianti che aprono e chiudono, vittime di eccessive tassazioni, …di affitti esosi e della scarsità di acquirenti che, per via della crisi, comprano sempre meno.  Un vero peccato aver perso la possibilità di passeggiare per le vie di paese guardando le vetrine, adesso i negozi sono pochi e spesso è tutto buio e silenzioso e non passa anima viva. Chi investe più aprendo un negozio? A quel punto il parrucchiere mi si è messo a raccontare che al suo paese, situato vicino al mio, l’amministrazione comunale ha fatto un bell’investimento e  ha deciso di contribuire pagando l’affitto per un anno ai giovani che intraprendono un’attività commerciale. “Bellissima iniziativa!” ho commentato io, dando tutta la mia approvazione a quell’amministrazione così partecipativa all’imprenditorialità dei giovani. Lui, il parrucchiere, annuiva con la testa mentre continuava  a chiacchierare e sforbiciare: “Sì,..” ha esclamato, ” aiutare la gente in questo modo non dà alito a  nessuna incomprensione tra l’amministrazione comunale e i giovani, che così possono inventarsi un lavoro e provare a costruire il proprio futuro!” …

Io mi sono detta: “alitooooo?”  Evidentemente voleva dire “adito“..e d’un tratto mi sono immaginata tutte le “fiatelle” della gente che va a brontolare in comune per avere un po’ di sostegno alle proprie finanze. perplesso1Non sapevo più se ridere o piangere… nel dubbio non ho fatto né l’uno né l’altro e mi sono concentrata sulla mia capigliatura tralasciando i significati reconditi della nostra meravigliosa lingua italiana che forse, nel nostro amato bel paese rappresentano il male minore, tanto in qualche modo ci si capisce sempre scherza

Buon venerdì a tutti.