ma si può…?

Comet

 

  Dice: “Compra nei negozi di paese che se non vendono poi chiudono!” oppure dicono: “Se i negozi di paese non hanno ciò che cerchi, allora vai nella grande distribuzione dei supermercati, ma l’importante è non acquistare sui siti online che fai del male alla nostra economia!”. Beh, io cerco di comportarmi da brava italiana e come posso seguo questo principio, ma devo dire che non sempre è semplice…anzi, a volte direi che è davvero arduo. Veniamo a noi: alla fine della settimana scorsa, all’improvviso mi si ruppe la cappetta aspirante che sta sul fornello della cucina; mentre ero lì che cuocevo la pasta l’aspiratore del vapore si bloccò e non ne volle sapere di ripartire. A quel punto mi dissi che non era poi un gran danno perché la cucina è vecchiotta e gli elettrodomestici cominciano ad essere datati e si vede che è arrivata l’ora di cominciare a sostituirli. L’unico problema è che dovevo fare in fretta perché con questo caldo non è possibile accendere anche i fornelli per cucinare, avrei arroventato la cucina.

  Per prima cosa ho guardato internet per capire che tipo di prodotto avrei dovuto cercare e Amazon mi ha detto subito che in un paio di giorni lavorativi mi avrebbe portato a casa un bellissima cappetta nuova di pacca, dotata di tutti gli accessori, alla modica cifra di 63 euro iva e trasporto inclusi. Ma io, caparbia come un mulo mi sono detta che online non avrei acquistato nulla e detto fatto, sabato scorso ho preso l’auto, sono scesa dalle colline toscane per recarmi una ventina di chilometri ad ovest dove c’è un grande supermercato ben fornito… Mediaworld.. lo conoscete vero? Ebbene, sono andata di volata da un commesso e gli ho detto che volevo acquistare una cappetta aspirante per la cucina, ma lui ha scosso subito il capo e mi ha risposto che non ne avevano e che avrei dovuto cercare da sola su Mediaworld online e, una volta acquistato il prodotto, magari ripassare di lì a ritirarlo .. Io ho provato a fargli notare che in quel supermercato avevano 1500 televisori…4000 computer…1200 lavatrici..possibile che gli mancassero solo le cappette? Ma lui ha scosso il capo come chi non gliene poteva fregare di meno delle mie paranoie e se ne è andato altrove e amen.
Domenica poi sono tornata alla carica e sono scesa di nuovo dalla mia collina per andare stavolta 15 chilometri ad est in un supermercato Expert, ma quando sono arrivata lì l’ho trovato chiuso e io sdegnata e alquanto seccata mi sono detta che avevo beccato l’unico supermercato chiuso in tutta la Toscana e sono rientrata a casa mia a mangiare l’ennesima porzione di cibi freddi.

  Il lunedì poi, che era ieri pomeriggio, mi sono messa l’elmetto e il coltello tra i denti e dopo aver preso il fucile e il mio carro armato, sono scesa di nuovo dalla collina prendendo la strada a nord e dopo aver percorso circa 20 chilometri sono approdata al più grande supermercato Comet della zona. Ero certa che questa era la volta buona e che sarebbe stata una battaglia vinta in partenza. Sono entrata nel negozio megafantasmagorico e mi sono avvicinata al reparto cucine…a quel punto l’ho vista: era lei ed era lì: la cappetta dei miei sogni! Oddio,… a dirla tutta poi l’ho guardata meglio e tanto dei miei sogni non era perché era un po’ smontata e mancava qualche vite.. allora ho chiamato un commesso e gli ho chiesto informazioni. Il commesso ha guardato un po’ perplesso l’oggetto e mi ha chiesto di seguirlo al pc dove lui avrebbe potuto consultare il suo “reparto macchine” in magazzino. Io mi sono messa in standby in attesa e il tempo passava…dopo più di 5 minuti ecco la sentenza: “Senta signora, in magazzino non abbiamo più cappette e se le ordiniamo passeranno 1 o 2 mesi per averle..e poi, quando arrivano le dico subito che arrivano sempre rotte e così le dobbiamo rimandare indietro e aspettare un altro mese o due perché rientrino.” Io ero ad occhi spalancati nemmeno avessi visto la Madonna di Medjugorje.. a quel punto ho mormorato”…rotte?..vuol dire che le cappette vi arrivano sempre rotte?” e lui: “Sì, quasi sempre sono rotte…” Dico la verità che a quel punto avevo il dubbio che fosse un commesso della Expert che magari eri lì per farmi desistere negli acquisti alla Comet, ma ho lasciato lì il dubbio e ho avuto l’idea magnifica, quella che mi avrebbe salvato la vita: “Allora datemi la cappetta che è in mostra, …o no?” e ho sorriso a quel commesso come se mi avesse appena comunicato di aver vinto un premio. Ma non avevo vinto nessun premio tant’è che è arrivata subito secca e dura la sua risposta: “No, signora, quella cappetta, glielo devo dire, era rotta ed è appena rientrata dall’assistenza, come ha visto mancano anche le viti…! Sa, io glielo devo dire,perché è giusto che lo sappia!” A quel punto avrei voluto sparargli e sotterrarlo sotto ad un camion pieno di cappette rotte, ma non ne valeva la pena nemmeno di sprecare un proiettile, fatto sta che son tornata nella mia auto infuocata sotto ai 40 gradi all’ombra e sono risalita arrancando piano piano sulla mia collina.

  Ora vi starete chiedendo come finisce questa storia e che cosa stia facendo io in questo momento…ebbene sì, un attimo che termino l’acquisto su Amazon Prime..di quelli che consegnano domattina all’alba, un attimo e torno ehhh.. aspettatemi 😉

“I ginocchi ” di Melania

Oggi su internet è apparso questo articolo ripreso dal giornale locale (toscano) “Il Tirreno”. Nel trafiletto il giornalista commentava l’immagine di Melania Trump dicendo che, contrariamente a quel che sembra, la giovane first lady non era a gambe nude ma indossava dei leggins e questo si poteva vedere osservando attentamente le piegoline del tessuto chiaro che le ricopriva le gambe. Come potete vedere qui sotto, chi scrive ha usato il termine “ginocchi” per descrivere la situazione, e questo ha scatenato una sequenza di commenti che io ho trovato a dir poco esilarante…


                                               Melania


ginocchi


ginocchi2


Mi sono immaginata Panariello e Pieraccioni a leggere quei commenti e mi è preso a ridere che non vi dico 49

Che poi a ben guardare la Crusca dà anche ragione al giornalista, il plurale di “ginocchio” sembra si possa dire anche al maschile e non solo al femminile, ma si sa, l’italiano è difficile e non si smette mai d’imparare.

Comunque sia se siete interessati all’argomento vi consiglio di leggere qui, vedrete che c’è sempre qualcosa che ci sfugge … anche perché con il tempo la lingua si evolve.

Buon fine settimana a tutti 55

#nonsistudia

..e la prof spiegò le soluzioni… il solvente e il soluto…portò i ragazzi in laboratorio a fare semplici esperienze di chimica…  discusse l’argomento in classe… poi alla fine, una mattina,  propose agli alunni un questionario di verifica…

verifica1

ecco, appunto..  perplesso1no no

Hair fashion

Da una parte tante cose si sono semplificate col tempo. Vuoi mettere lavare i panni con le moderne lavatrici rispetto a quando il grosso del lavoro veniva fatto a mano? O del Bimby ne vogliamo parlare? Altro che mettersi lì a  tritare verdure con il coltello, fare i soffritti e cuocere sughi per ore,  ora inserisci tutti gli ingredienti dentro a quella macchinetta e il gioco è fatto. O quando si prendeva la bici e si andava in biblioteca a sfogliare enciclopedie per fare le ricerche? Ora c’è il professor Google e tempo zero ti trova tutte le informazioni che vuoi.

Ecco, appunto, in tante cose il mondo è migliorato, ma per certi aspetti è diventato molto complicato.  Ieri volevo andare dal parrucchiere per una banalissima messa in piega e volevo farmi fare anche due “colpi di sole” (come si diceva prima) per ravvivare un po’ il mio aspetto (ora si dice look). Fatto sta che il parrucchiere di paese ora prende gli appuntamenti via Facebook … e questa cosa potrebbe anche essere una genialata così non molla la cliente al lavateste e ogni tre per due corre al telefono per rispondere alle clienti che lo chiamano… Sì, ma intanto per prenotare su facebook devi rintracciarlo e non lo fai digitando il suo nome e cognome perché lui ora non si fa più chiamare “parrucchiere Sergio Rossi” ma Hair Stylist e il suo negozio ora ha questo logo (che ti devi ricordare)

parrucchiere

Ma non finisce qui: per prenotare devi cliccare su un menu a tendina e ti si apre una lista  di servizi che è questa:

parrucchiere22

Beh, .. cosa scelgo?  perplesso1 Ogni volta finisce che ne metto uno a caso 49 che ne so cos’è quella roba lì! Ma come si fa… è troppo complicato per me

Superata questa prima fase di disagio poi arrivo lì al negozio, mi accomodo nella confort zone, prendo un immancabile e demenziale giornalino di gossip, aspetto che il mio painting sia pronto ascoltando un po’ di relaxing music in sottofondo, .. alla fine all’Hair Stylist  (che mi presenta una lista di cose da pagare con dei nomi incomprensibili) gli mollo un’ottantina di euro e il gioco è fatto. Il gioco di chi? (mi chiedo!)

Alla fine non so se è più rilassante o più stressante, …ma il risultato è carino, dai  scherza

 

Al parco

Holly.jpg  Stamattina sono andata al parco del paese con la mia nipotina Olivia, di 6 mesi. Mi sono seduta su una panchina, ho tolto la bimba dal passeggino e l’ho tenuta in collo, seduta sulle mie ginocchia,  parlandoci e indicandole i bambini che giocavano  e ridevano.

  Era piacevole stare lì, la temperatura era perfetta, senza troppo sole e senza vento, nella calma di un piccolo paese di campagna in cui, quando si può, ci si prende il tempo che serve per vivere al meglio, senza correre troppo. Ad un certo punto nella panchina, mi si è seduto accanto il giovane padre di due gemelline che scorrazzavano con le biciclettine; l’uomo mi guarda e poi uno sguardo e un complimento alla mia nipotina mentre chiede: “Come si chiama?” e sorride mentre le accarezza una manina..e io: “Si chiama Olivia…” e lui le fa dei complimenti e delle coccole e poi: ” Viola, sei proprio carina!” ..e io: “…Olivia…” e lui a quel punto si è girato verso le sue gemelline che lo stavano chiamando e si è messo a parlare con loro. Quando ha finito si è girato di nuovo verso di me e mi fa: ” Viola è davvero brava, ..ma quanti mesi ha?” e io: “Beh, ha 6 mesi… Olivia” e le ho sorriso.  A quel punto ho salutato il babbo e mi sono messa in cammino per rientrare a casa, anche lui ci ha salutate: ” Arrivederci signora…ciao Viola“. Esasperata ho lasciato cadere un velo pietoso sul nome sbagliato per l’ennesima volta e amen. Avrò fatto sì e no 10 passi che ecco mi si avvicina una signora anziana, che conosco bene ma che ultimamente mi sembra abbia qualche problema di testa. Comunque sia la signora viene lì al passeggino, guarda la bimba, le sorride e mormora:  ” che carino, ma è un bimbo o una bimba?” .. Beh, a parte che è vestita tutta di rosa e si dovrebbe vedere a colpo d’occhio (penso io!) le rispondo sorridendo: “E’ una bimbA …e si chiama Olivia”  lei sembrava aver capito e poi ha continuato con i complimenti: “E’ una meraviglia! Guarda come sorride..deve avere un bel carattere.. che bello quando i bambini sono così….” e fin qui tutto bene, poi ha ripreso il passo appoggiandosi alla mazza e ha finito il discorso esclamando: “..è proprio un bel bambinO!” ..  Io a quel punto se ci fosse stato un muro ci avrei picchiato la testa, ma siccome non c’erano pareti spacca cranio nei paraggi, mi son limitata a chiedermi se oggi stavo parlando arabo e la gente non capiva o se magari il parco fosse infestato dal virus della distrazione profonda.

Mah.. nel dubbio ho ripreso a camminare a passo svelto sorridendo a Olivia che mi guardava con sguardo complice e sornione..nonostante i suoi 6 mesi forse lei aveva già capito tutto 😉

Metodi educativi

Eppure prima eravamo più lenti in tutto quello che facevamo.  Per fare un brodino ci mettevamo un paio d’ore, lessavi le verdure con la carne e riempivi la casa di vapore… perché non c’erano quelli in scatola o i liofilizzati; per il bucato dovevi mettere a mollo i panni e poi usare il bruschino per togliere le macchie ed era un massacro per le nostre povere ossa;  per chiedere qualcosa a qualcuno non prendevi il cellulare, ma la bicicletta e pedalavi fino a casa sua, poi suonavi il campanello e se ti andava bene qualcuno ti rispondeva affacciandosi alla finestra; per documentarti negli studi andavi in biblioteca oppure prendevi il treno per recarti nella città più vicina per trovare i libri giusti, non usavi Google;  per comprarti qualcosa dovevi rompere il salvadanaio e usare quei pochi spiccioli, non chiedere a babbo che ha la carta di credito e ti acquista le cose online.. Insomma, ci voleva sempre un sacco di tempo per ogni faccenda, ma in una cosa le donne come me erano molto più veloci rispetto ad oggi: nell’educare i figli! Io avevo un metodo super-veloce, il metodo della “ciabattata” e funzionava così:

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Oddio, a dirla tutta i miei figli non stavano mai lì a prendersi la ciabattata in testa e mi scappavano, cosicché io credo non essere mai riuscita a beccarli! Ma vuoi mettere la  velocità nel  farsi capire? Già la minaccia di prendersi una ciabattata era molto esplicativa. Non immaginate oggigiorno in famiglia quanto ci ridiamo su quando ripensiamo a quei tempi Loro mi dicono: ” …e tu continuavi imperterrita anche se sapevi che non ci avresti mai beccati!” 49

Buona domenica a tutti

Pisani doc

Ultimi giorni di scuola, all’intervallo la prof sgranocchia un cracker e guarda distrattamente i ragazzi che fanno merenda quando qualcosa cattura la sua attenzione: “Ehi, Tommy, che hai sulla maglietta? Fammi un po’ vedere per bene.. girati, dai…”

maglietta1.jpg

Accipicchia, .. “Pisa tremare fa l’acqua e la terra!” .. e alla prof vengono in mente le antiche lotte dei pisani contro i fiorentini, i lucchesi, i livornesi..e con tutto il resto del mondo.

Pisa bellicosa, tanto odiata da tutti.

Pisa, “vituperio de le genti”, recita uno dei passi più famosi della Divina Commedia, e che sicuramente tutti i pisani conoscono bene. Infatti, nel canto XXXIII dell’Inferno,  dopo che il conte Ugolino termina il racconto della sua tremenda morte e riprende a rosicchiare il cranio dell’arcivescovo Ruggieri, Dante prorompe in una tutt’altro che pacata invettiva contro Pisa, augurandosi addirittura – laddove i vicini tardassero a punirla – che le isole della Capraia e della Gorgona blocchino l’Arno alla foce, facendolo così straripare, per annegare tutti gli abitanti di una città tanto crudele.

Beh, ancora oggi Pisa, nonostante Dante e le sue maledizioni,  continua a dimostrare la sua forza! (Stando almeno a quanto è scritto sulle magliette!)

… Orsù, intervallo finito, si torna al lavoro con il sorriso pisano stampato sul volto 😉