alid-racconta

Cagnolino singolare

Tornavo dal lavoro a piedi e guardate che simpatico incontro ho fatto ūüôā

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Era l√¨ zitto zitto e faceva finta di non vedermi… si √® messo in posa e si √® lasciato fotografare come fosse un vera star. Io non lo avevo mai visto prima, evidentemente uscir√† fuori¬†in orari diversi dai miei e magari ¬†la sua padrona lo terr√† nel retro della casa dove c’√® un bel giardino e¬†c’√® pi√Ļ¬†sole. ¬†Io l’ho chiamato per accarezzarlo ma non si √® mosso; lo sguardo lontano a puntare il niente e il muso dritto nella direzione della brezza primaverile. Un ciuffetto bianco si muoveva su un orecchio, come se fosse un ricciolo di una capigliatura lunga e canuta di chiss√† quale filosofo dell’antichit√† ūüôā ¬†Tutto era silenzio e tale √® restato per ¬†quei pochi minuti in cui io ho rallentato il passo…poi l’ho lasciato l√¨, in posa come lo avevo trovato e ho ripreso il mio cammino in salita, per rientrare a casa, sorridendo tra me e me ūüėČ

Diapositive colorate

Oggi mi √® arrivata la notizia che √® morta una cara amica. Pi√Ļ che ‚Äúcara amica‚ÄĚ dovrei dire che era una donna speciale, una collega che stimavo e dalla quale, in ambito professionale, ho imparato tantissimo. ¬†Capita a volte nella vita di incontrare delle persone-meteore, che attraversano il nostro cielo affascinandoci con il loro splendore e che dopo qualche tempo si eclissano e spariscono per rifugiarsi chiss√† dove, pi√Ļ o meno lontano o forse semplicemente si trovano in qualche zona d‚Äôombra, che a noi non √® dato di vedere. ¬†Passano gli anni velocemente, quasi non ce ne rendiamo conto, ma non sappiamo niente di loro e questo fa supporre che stanno bene e che conducono la vita di sempre. ¬†Per quel che mi riguarda √® successo proprio cos√¨ e da diversi anni non avevo avuto pi√Ļ contatti con Lucia ed ho continuato a pensarla cos√¨ come l‚Äôavevo vista l‚Äôultima volta, piena di grinta, carisma ed energia.

E’ un rapporto strano quello che io ho con le amicizie, ma ancor di pi√Ļ quello che ho con i miei ricordi: non so se anche per voi √® cos√¨, direi che stranamente essi si fissano nel mio pensiero come se fossero diapositive colorate che¬† non si usurano con gli anni¬†e le persone diventano quasi immortali, come se il tempo per loro non passasse, come se non invecchiassero, non si ammalassero e come se non dovessero mai morire.¬† E poi mi stupisco fortemente quando mi arriva la notizia che invece il destino √® diverso e che niente sar√† pi√Ļ come prima perch√© √® successo qualcosa di irrimediabile e adesso √® ormai troppo tardi per rivedersi e per parlare di nuovo insieme.¬† E‚Äô come se un libro non venisse sfogliato pagina per pagina ma d‚Äôun tratto una ventata portasse avanti la storia di qualche capitolo, senza darci la possibilit√† di leggere quello che √® stato scritto nelle pagine saltate.¬† E allora finisce che mi chiedo che cosa mai sar√† successo alla mia amica e come avr√† vissuto questi ultimi anni e poi mi domando se la vera storia √® quella che sto vivendo o quella storia che vivevo anni fa e che mi vedeva interprete e protagonista in altre avventure di vita, con altre persone, che ora non mi sono pi√Ļ accanto. ¬†A volte i ricordi mi fanno compagnia, altre volte gli stessi ricordi mi fanno male…e poi per quale assurdo motivo stasera mi faccio cos√¨ tante domande che in fin dei conti mi fanno cos√¨ male? ¬†…

Ieri a Venezia

Ieri sono stata al Carnevale di Venezia, con una gita organizzata. Prima di partire ero titubante perché mi avevano detto che probabilmente avrei trovato fin troppa confusione e che il tempo sarebbe stato incerto, invece ho trovato una città splendidamente accogliente illuminata da un tiepido sole primaverile che meglio non si poteva sperare.

Venezia 2017

Ho un’infinit√† di belle foto da farvi vedere e di cosa piacevoli da raccontarvi e sicuramente nei prossimi giorni, con calma, lo far√≤. ¬†Oggi per√≤ risento del viaggio, delle ore di sonno perse, del lavoro faticoso di oggi e di un po’ di strapazzo per le lunghe camminate, per cui mi limito solo a ¬†mostrarvi qualche scatto, che di pi√Ļ proprio non ce la faccio.

Non immaginavo un carnevale cos√¨ diverso da quello di Viareggio, che conosco benissimo. Ieri, in pratica, ho visto pochi bambini, ho udito pochi schiamazzi, ¬†non molte stelle filanti e coriandoli e nemmeno un po’ di quella odiosa schiuma che in Versilia ogni anno imbratta soprabiti e capelli di tutti i malcapitati passanti. ¬†Ieri a Venezia le maschere erano delle vere e proprie opere d’arte; figuranti che si spostavano con movimenti da bradipo, mettendosi in posa al meglio, per i numerosissimi fotografi…tra cui c’ero anch’io scherza.. Ma di questo ve ne parler√≤ poi…

Bene, intanto qualche foto, poi domani sera torner√≤ da voi…

Buonanotte e buon martedì a tutti. 3

 

dal parrucchiere

parrucchiereChe ci si fa dal parrucchiere di paese per ingannare il tempo? Ci si chiacchiera! Io seduta davanti agli specchi, con le luci puntate addosso e lui ¬†che mi gira intorno con le forbici in mano e taglia…piega… sforbicia e pettina … io lo guardo lavorare e nel mentre ci scambio due discorsi parlando del pi√Ļ e del meno. ¬†Lui inclina la tasta qua e l√† per vedere ¬†se il ¬†suo lavoro procede bene e via via mi raddrizza il volto con u tocco della mano sulla mia nuca, ¬†in modo che io sia posizionata ¬†ben dritta sulla sedia. ¬†L’argomento della serata era “la vita di paese”. ¬†Inizi√≤ lui chiedendomi se avessi visto il nuovo negozio di abbigliamento che avevano aperto l√¨ vicino, dove prima c’era una pasticceria. Ne segu√¨ una riflessione di come ci fosse una continua alternanza di negozianti che aprono e chiudono, vittime di eccessive tassazioni, …di affitti esosi e della scarsit√† di acquirenti che, per via della crisi, comprano sempre meno. ¬†Un vero peccato aver perso la possibilit√† di passeggiare per le vie di paese guardando le vetrine, adesso i negozi sono pochi e spesso √® tutto buio e silenzioso e non passa anima viva. Chi investe pi√Ļ aprendo un negozio? A quel punto il parrucchiere mi si √® messo a raccontare che al suo paese, situato vicino al mio, l’amministrazione comunale ha fatto un bell’investimento e ¬†ha deciso di contribuire pagando l’affitto per un anno ai giovani che intraprendono un’attivit√† commerciale. “Bellissima iniziativa!” ho commentato io, dando tutta la mia approvazione a quell’amministrazione cos√¨ partecipativa all’imprenditorialit√† dei giovani. Lui, il parrucchiere, annuiva con la testa mentre continuava ¬†a chiacchierare e sforbiciare: “S√¨,..” ha esclamato, ” aiutare la gente in questo modo non d√† alito a ¬†nessuna incomprensione tra l’amministrazione comunale e i giovani, che cos√¨ possono inventarsi un lavoro e provare a costruire il proprio futuro!” …

Io mi sono detta: “alitooooo?” ¬†Evidentemente voleva dire “adito“..e d’un tratto mi sono immaginata tutte le “fiatelle” della gente che va a brontolare in comune per avere un po’ di sostegno alle proprie finanze. perplesso1Non sapevo pi√Ļ se ridere o piangere… nel dubbio non ho fatto n√© l’uno n√© l’altro e mi sono concentrata sulla mia capigliatura tralasciando i significati reconditi della nostra meravigliosa lingua italiana che forse, nel nostro amato bel paese rappresentano¬†il male minore, tanto in qualche modo ci si capisce sempre scherza

Buon venerdì a tutti.

Senza esagerare ehhh

campana a vuoto.JPGA volte la prof √® troppo poco prof ed √® come una ragazzina¬†giocherellona e curiosa. Stamani, in laboratorio di scienze insieme ad una trentina di bimbi, armeggiava con una pompa a vuoto per far vedere gli effetti della pressione atmosferica, quando le √® venuto in mente di far sentire agli alunni che nel vuoto non si trasmette nemmeno il suono. ¬†Detto fatto ha preso una campana in plexiglas che ha posizionato sulla pompa a vuoto e ha cominciato a chiedersi cosa poterci sistemare in modo che suonasse o almeno che facesse rumore. E’ passato qualche attimo e non le veniva in mente niente: non aveva sveglie e nemmeno campanelli elettrici… e allora perch√© non metterci il proprio cellulare e farlo squillare? ¬†Di primo acchito sembrava un’ottima idea, sarebbe bastato inserire la suoneria della sveglia e il gioco era fatto! E cos√¨ √® stato…suoneria inserita …pochi attimi e il cellulare si √® messo a suonare, … subito ha chiuso la campana di plastica ed ha azionato lo stantuffo per far uscire l’aria. Silenzio completo nella stanza, i ragazzi ascoltavano il suono della sveglia che man mano affievoliva.. a quel punto la prof ha avuto un attimo di ripensamento: ” E se il cellulare fosse esploso? ” Ha pensato.. Ehhh… magari nel cellulare √® contenuta dell’aria e mettendolo nella campana a vuoto sarebbe potuto esplodere.. ¬†Si √® immaginata nella prima pagina dei giornali: “Prof sconsiderata fa esplodere una scuola!” O mio diooooo… In un attimo si √® resa conto che forse faceva una cavolata (o forse no, chiss√†) e quasi quasi le √® entrato addosso un leggero tremore di paura; fatto sta che ha smesso subito di armeggiare con la pompa a vuoto farfugliando che l’esperimento era “quasi” riuscito e che finiva l√¨… I ragazzi erano a bocca aperta e si chiedevano come mai la prof avesse smesso l’esperimento cos√¨ alla svelta, non capendo quella reazione cos√¨ affrettata. A quel punto la prof si √® limitata a dire che in fin dei conti avevano avuto modo di sentire che il suono era sparito (o quasi) e che bastava quello e che a quel punto avevano altro da fare perch√© era tardi ed era quasi l’ora di uscire. ¬†Poi lei si √® girata per riprendersi il cellulare ma il rubinetto che bloccava i flusso dell’aria della campana a vuoto si era bloccato sicch√© il cellulare non era possibile riprenderlo e doveva rimanere segregato in quel contenitore senz’aria. Lei ha pensato che piano piano si sarebbe sbloccato e cos√¨ si √® messa a ingannare il tempo: intanto ha animato la discussione, ha fatto scrivere sui quaderni, ha pure fatto leggere la teoria sul libro di testo, finch√© alla fine l’aria era rientrata sotto la campana e finalmente poteva togliere di mezzo il suo telefono, senza che si fosse rotto.

Morale della storia: va bene stimolare la curiosit√† degli studenti e coinvolgerli in esperienze belle e accattivanti, ma senza esagerare ehhh….

Buona domenica a tutti ūüôā

Tempi moderni

benjamin-buttonParliamo di Facebook e delle foto che alcuni¬†uomini amano mostrare di se stessi. Io ne vorrei parlare qui perch√© √® un modo per discuterne come se fossimo in un confessionale, dove non ci si conosce e si pu√≤ parlare soprattutto in modo anonimo delle cose. Direttamente a loro non lo direi mai! ¬†Io non capisco quale sia la spinta psicologica che porta un uomo attempatotto a togliersi la camicia e a farsi un selfie in cui¬†si riprende a mezzo busto davanti ad una fotocamera digitale e poi a mostrarla a tutti i suoi amici.¬† Ma uno non si vede in che stato √®? Il capello bianco (se c‚Äô√®), le rughette a mostrare gli anni che passano, l‚Äôocchio da pesce lesso…e lo sguardo ammiccante come a dire: ‚ÄúGuarda che sono ancora un fustaccio nonostante la mia et√†!‚ÄĚ. Io mi chiedo allora se √® il suo cervello che mette in moto meccanismi strani per cui uno si vede come se una pozione magica avesse portato indietro il tempo di una trentina di anni, oppure se¬†non ha proprio capito come funziona facebook e pensa che dall‚Äôaltra parte di quel benedetto monitor non ci sia nessun altro che grandi ed entusiaste ammiratrici che nonostante tutto vedranno sempre il te il George Cloney di noartri. Tempo fa pubblic√≤ questo tipo di foto il pediatra di qui, del mio paese ..e non vi dico lo strano effetto che mi fece vederlo com‚Äô√®, pelato e con quegli occhietti da miope, ma scamiciato con i peletti del torace in bella mostra..mi dissi tra me e me: ‚Äúma che ha perso il capo? ..Sar√† meglio stare attenti a portarci i nipoti alle visite mediche!‚ÄĚ Poi per√≤ dopo un po‚Äô forse si √® reso conto delle situazione o forse qualcuno gliel‚Äôavr√† fatta notare (sar√† mica stata sua moglie?), fatto sta che la foto √® sparita dalla sua bacheca di Facebook. Come lui anche colleghi (un prof scamiciato su facebook? Orrore!) e altri paesani.. ma che sar√† un virus che porta alla demenza velocemente? Poi ci sono altri, sempre uomini, che non fanno altro che mostrare le foto da giovani: tipo durante il sevizio militare nel 1970 o quando erano con gli amici in vacanza all‚ÄôElba nel 1980..o, meglio ancora, quando frequentavano l‚Äôuniversit√† nel 1968. Io non voglio dire che non si debba fare, no, .. dico che a me queste persone fanno …. aspettate che cerco un termine nella mia testa… ecco, s√¨, fanno TENEREZZA. Naturalmente il termine ‚Äútenerezza‚ÄĚ √® il modo pi√Ļ affettuoso e meno duro con cui io posso esprimermi… mi verrebbe fatto di dire che mi sembrano patetici, …un po‚Äô frustrati… insicuri… vecchi fuori e anche dentro…ridicoli ..anacronistici e un po’ schizzati! ma questo non lo dir√≤, dico solo che mi fanno tenerezza ¬†… e questo √® tutto.¬†pensieroso

il gran freddo

freddo


Stamani sono rientrata a scuola! Alzarsi presto la mattina √® un dramma dopo una quindicina di giorni che rimanevo a letto fino a pi√Ļ delle 9, ma so gi√† che dopo un paio di giorni tutto rientrer√† nella normalit√† e anche gli orari di sonno e di veglia si adegueranno presto ai ritmi del lavoro. Quello che invece non √® stato per niente concepibile √® il freddo con cui ci ha accolto l’edificio scolastico. Stamani, per tutta la mattinata e anche nel pomeriggio in cui c’erano le riunioni, il termometro solo in alcuni momenti ha superato i 13 gradi. E tenete presente che le aule sono sovraffollate perch√© si contano 27/28 alunni pi√Ļ il professore, quindi una trentina di persone a stanza. (pi√Ļ di 500 ragazzi nell’edificio scolastico)… soltanto con il calore dei nostri corpi avremmo dovuto raggiungere facilmente almeno 16 gradi. Invece oggi pomeriggio nelle aule c’erano solo 11 gradi! (misurata con il termometro) ¬†Non vi dico i ragazzi in che condizioni erano.. ¬†basta vedere la foto che ho scattato e capite il disagio. ¬†Hanno detto che nella scuola il riscaldamento era stato chiuso quindi…che ci si vuol fare… se √® freddo √® freddo! Cavolo, dico io, allora come mai in comune, nelle poste, nelle banche …ma anche nelle segreterie scolastiche c’√® sempre cos√¨ tanto caldo? I ragazzini non contano niente? Io sono rientrata a casa che ero un ghiacciolo e il freddo mi aveva attanagliato le ossa. Ora ho mal di testa e mi fa gi√† un po’ male la gola. Speriamo bene… ¬†Maledetta burocrazia..ma che mondo √®?

Miracolo…!

Un annetto fa andai in Polonia per uno scambio culturale del progetto Erasmus: in pratica era uno scambio tra scuole ed io ero molto incuriosita di visitare quei luoghi lontani a me sconosciuti. Fatto sta che partii da Pisa con l‚Äôaereo e mi feci diverse ore di volo, una volta arrivata presi la corriera e di nuovo ore ed ore di viaggio… una cosa interminabile. Al mio arrivo a destinazione, mi accorsi di avere i piedi gonfi e mi dissi che era normale dopo tutto quel viaggio; pensai che dopo una bella dormita tutto sarebbe passato e sarei stata bene.¬† Arriv√≤ il giorno dopo e punto e a capo, appena misi i piedi in terra notai che ¬†le scarpe (da ginnastica) cominciavano a starmi strette e, anzi, anche le caviglie (le mie caviglie sono magrissime per natura) erano ¬†fuori misura.. A quel punto pensai che avrei dovuto camminare, cos√¨ la circolazione sanguigna si sarebbe messa in moto e i liquidi trattenuti nella parte bassa del mio corpo, sarebbero stati assorbiti..e mi misi in moto fiduciosa. I polacchi che ci ospitavano, nemmeno mi avessero letto nel pensiero, quel giorno ci fecero camminare in lungo e in largo, perfino in mezzo ai boschi e poi in citt√† e ancora su e gi√Ļ per le vie di quel paesino sperduto dove alloggiavamo.¬† Io sentivo un po‚Äô di fastidio ai piedi e alle caviglie ma non avrei immaginato di aver due palloni alle estremit√† inferiori del mio corpo. Era cos√¨, …panico… Passarono i giorni e la situazione non miglior√≤ per niente e io, che ero piuttosto preoccupata, non vedevo l‚Äôora di rientrare per cercare qualche cura e rimettermi in sesto. La sera prima di partire ci fu in colpo di grazia, dal ginocchio al piede di tutte e due le gambe, mi comparvero due enormi macchie rosse color sangue…a quel punto pensai che ero prossima alla morte e chiamai a casa per disporre le mie esequie.piange

Poi, il giorno dopo, in quelle condizioni drammatiche, ripartii.. di nuovo corriera.. di nuovo aereo.. di nuovo il viaggio a casa. Quando i miei familiari videro le mie gambe si sentirono male anche loro e mi portarono a diritto dal dott. House, che appena mi vide diagnostic√≤ un problema di circolazione e mi dette dei farmaci da prendere. Io mi curai per qualche giorno ma le cose non miglioravano per niente, allora tornai dal dott. House che mi confess√≤ che non ci capiva nulla di cosa avessi e ipotizz√≤ un‚Äôinfiammazione a qualche articolazione della caviglia; altri farmaci, stavolta gli antiinfiammatori..altra cura.. stesso risultato di prima: nulla! Non guarivo!¬† Terzo viaggio dal dott. House che a questo giro scosse la testa confessandomi che non sapeva proprio come aiutarmi.. si mise l√¨ a pensare..tutto assorto… e poi esord√¨ dicendo: ‚Äú Via.. ti do un preparato che di certo ti far√† bene, prendi queste pasticche mattina e sera e vedrai che guarisci!‚ÄĚ.. Ecco qui la foto della scatola delle pastiglie.

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In effetti dopo la seconda pasticca io guarii… Tutti i malanni per incanto passarono! Miracolo! Oddio, non ho mai saputo che malattia avessi avuto, ma in fin dei conti che importa, guarire son guarita e questo √® l‚Äôimportante.

Beata curcuma! 23

[post dedicato ai miscredenti (come Sestante) che dubitano delle proprietà della curcuma]

Brutta storia

maniLa prof era tutta intenta ¬†a firmare il registro prima dell’inizio delle lezioni e non si era nemmeno accorta che una ragazzina¬†le si era avvicinata e la stava fissando dal lato della cattedra. Era lei, Cecilia, la ragazzina difficile che per 3 anni non aveva fatto altro che combinare malestri e prendere rapporti. La prof ci aveva parlato tante e tante volte per cercare di farle capire che combinando guai ci avrebbe rimesso solo lei e che se avesse continuato cos√¨ ¬†avrebbe condotto una vita difficile, ma a niente erano valse le parole, tant’√® che le annotazioni e i rapporti si contavano spessissimo. A parte questo Cecilia era ferma l√¨ e approfittando che in classe tutti controllavano i compiti per casa, aspettava tranquillamente che la prof le desse un minimo di considerazione ¬†per raccontarle la sua storia. Dopo qualche istante, appena si √® accorta che la prof aveva smesso di scrivere e la stava fissando, ha esordito dicendo: “Sa prof…mio padre allora se n’√® andato, non c’√® stato niente da fare per fermarlo…ha scelto di lasciare me, mio fratello e mia mamma per andare con un’altra donna, che abita nel paese vicino!…Vedesse com’√® brutta! Ha anche due figli grandi ma io non ci andr√≤ mai d’accordo e nemmeno voglio averci niente a che fare con quella gente l√¨… con quel “tegame”, come la chiama mia mamma!”..E mentre parlava sorrideva di un sorriso mesto e triste come sorridono i bambini piccoli alla mamma dopo che il dottore magari gli ha dato una puntura. Si massacrava le mani e girava gli occhi qua e l√† cercando di evitare il pianto e in quel momento era l√¨, messa a nudo in una realt√† che le faceva male da morire e di cui lei non riusciva a ¬†farsene una ragione. La prof era spiazzata e cercava le idee¬†per ribattere con qualche parola buona ma ¬†stentava a trovarle e nel frattempo¬†sentiva il suo cuore stringersi in una morsa. ¬†Che delusione per quella povera piccola, pensava, forse era proprio quella la causa del suo disagio. ¬†“Cecilia, che dire… che delusione,…mi dispiace molto per te…√® una brutta storia che fa male ascoltare… vedi, non capisco come mai a volte le donne si avvicinano agli uomini sposati e li portano via dalle loro famiglie…”. La prof, cercando di dire qualcosa di sensato aveva detto una cosa idiota, ma le era venuta detta in quel modo e ormai era fatta ūüė¶ tra l’altro nemmeno sapeva se “la colpa” era stata della donna o del babbo di Cecilia.. Nel mentre si era svolto questo breve dialogo si era avvicinata alla cattedra anche Rosa, un’altra ragazzina che tempo addietro aveva visto il proprio padre mollare la sua mamma per andare ad abitare con la zia, sorella ventenne di sua madre.. e, ascoltato il discorso della prof ha subito esclamato sorridendo ironicamente: “Guardi prof, lasci stare quel discorso l√¨… che √® meglio!” e cos√¨ dicendo agitava nell’aria una mano e scuoteva il capo come chi la sa davvero lunga e vuole tagliar corto. A quel punto Cecilia e Rosa si sono guardate con uno sguardo complice e sornione ed hanno esclamato: “Dai stasera andiamo a fare un giro nel paese vicino, sotto casa di quelle “due tegami” e ci mettiamo a fare un po’ di baccano!”

Beh, la storia finisce qui, in tutti i sensi, due famiglie rovinate e due ragazzine a disagio… brutta storia a mio parere… e anche la prof la pensa come me… brutta storia!

Passeggiata godereccia

Tempi bigi, come si dice qui ¬†in Toscana per ¬†dare l’idea del colore cinerino tipico della nebbia densa e uggiosa. Troppo lavoro, troppi problemi… insomma troppo di tutto, mi tengono un po’ lontana dal blog, ma non dubitate che prima o poi torno sempre ūüôā

Sapete, un paio di giorni fa sono uscita a passeggiare sui crinali dei colli qua vicini, sopra alla piana di Firenze. Ebbene c’era una festicciola ¬†paesana e si sa com’√®, ogni occasione √® buona per mangiare ūüôā Io naturalmente ho colto questa occasione e uno spuntino succulento me lo sono concesso. Guardate qui che banco imbandito di vivande che mi sono trovata davanti!

Il ¬†panino di spicco era ¬†con il lampredotto che poi √® proprio quello che mi sono gustata io ūüėČ …Come sarebbe a dire: “Cos’√® il lampredotto?” Non lo sapete? ¬†Ebbene, √® una specialit√† tipica fiorentina, che ha alla base della preparazione ¬†lo stomaco dei bovini cotto in un intingolo particolarmente saporito e piccante. ¬†Si chiama lampredotto perch√© dice che il suo aspetto assomiglia vagamente alla pelle e alla squamatura della lampreda, che poi √® un pesce che vive anche in Arno.¬†lampredotto

A parte questo, su quel banco stracarico di cibarie, c’era proprio di tutto: una soppressata enorme, un vaso gigantesco con le anguille marinate, una porchetta che avrebbe nutrito un esercito e poi formaggi, tartufi, funghi, fino ad arrivare alle classiche patatine fritte dei fast food e all’hamburger che per√≤ non mangiava proprio nessuno.

Insomma, una bella passeggiata, con tanto di ricarica calorica ūüôā e di bella vista che quella non guasta mai ūüôā20161030_163120

Buon venerd√¨ a tutti amici miei e scusatemi se ho latitato un po’.