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Cagnolino singolare

Tornavo dal lavoro a piedi e guardate che simpatico incontro ho fatto 🙂

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Era lì zitto zitto e faceva finta di non vedermi… si è messo in posa e si è lasciato fotografare come fosse un vera star. Io non lo avevo mai visto prima, evidentemente uscirà fuori in orari diversi dai miei e magari  la sua padrona lo terrà nel retro della casa dove c’è un bel giardino e c’è più sole.  Io l’ho chiamato per accarezzarlo ma non si è mosso; lo sguardo lontano a puntare il niente e il muso dritto nella direzione della brezza primaverile. Un ciuffetto bianco si muoveva su un orecchio, come se fosse un ricciolo di una capigliatura lunga e canuta di chissà quale filosofo dell’antichità 🙂  Tutto era silenzio e tale è restato per  quei pochi minuti in cui io ho rallentato il passo…poi l’ho lasciato lì, in posa come lo avevo trovato e ho ripreso il mio cammino in salita, per rientrare a casa, sorridendo tra me e me 😉

Diapositive colorate

Oggi mi è arrivata la notizia che è morta una cara amica. Più che “cara amica” dovrei dire che era una donna speciale, una collega che stimavo e dalla quale, in ambito professionale, ho imparato tantissimo.  Capita a volte nella vita di incontrare delle persone-meteore, che attraversano il nostro cielo affascinandoci con il loro splendore e che dopo qualche tempo si eclissano e spariscono per rifugiarsi chissà dove, più o meno lontano o forse semplicemente si trovano in qualche zona d’ombra, che a noi non è dato di vedere.  Passano gli anni velocemente, quasi non ce ne rendiamo conto, ma non sappiamo niente di loro e questo fa supporre che stanno bene e che conducono la vita di sempre.  Per quel che mi riguarda è successo proprio così e da diversi anni non avevo avuto più contatti con Lucia ed ho continuato a pensarla così come l’avevo vista l’ultima volta, piena di grinta, carisma ed energia.

E’ un rapporto strano quello che io ho con le amicizie, ma ancor di più quello che ho con i miei ricordi: non so se anche per voi è così, direi che stranamente essi si fissano nel mio pensiero come se fossero diapositive colorate che  non si usurano con gli anni e le persone diventano quasi immortali, come se il tempo per loro non passasse, come se non invecchiassero, non si ammalassero e come se non dovessero mai morire.  E poi mi stupisco fortemente quando mi arriva la notizia che invece il destino è diverso e che niente sarà più come prima perché è successo qualcosa di irrimediabile e adesso è ormai troppo tardi per rivedersi e per parlare di nuovo insieme.  E’ come se un libro non venisse sfogliato pagina per pagina ma d’un tratto una ventata portasse avanti la storia di qualche capitolo, senza darci la possibilità di leggere quello che è stato scritto nelle pagine saltate.  E allora finisce che mi chiedo che cosa mai sarà successo alla mia amica e come avrà vissuto questi ultimi anni e poi mi domando se la vera storia è quella che sto vivendo o quella storia che vivevo anni fa e che mi vedeva interprete e protagonista in altre avventure di vita, con altre persone, che ora non mi sono più accanto.  A volte i ricordi mi fanno compagnia, altre volte gli stessi ricordi mi fanno male…e poi per quale assurdo motivo stasera mi faccio così tante domande che in fin dei conti mi fanno così male?  …

Ieri a Venezia

Ieri sono stata al Carnevale di Venezia, con una gita organizzata. Prima di partire ero titubante perché mi avevano detto che probabilmente avrei trovato fin troppa confusione e che il tempo sarebbe stato incerto, invece ho trovato una città splendidamente accogliente illuminata da un tiepido sole primaverile che meglio non si poteva sperare.

Venezia 2017

Ho un’infinità di belle foto da farvi vedere e di cosa piacevoli da raccontarvi e sicuramente nei prossimi giorni, con calma, lo farò.  Oggi però risento del viaggio, delle ore di sonno perse, del lavoro faticoso di oggi e di un po’ di strapazzo per le lunghe camminate, per cui mi limito solo a  mostrarvi qualche scatto, che di più proprio non ce la faccio.

Non immaginavo un carnevale così diverso da quello di Viareggio, che conosco benissimo. Ieri, in pratica, ho visto pochi bambini, ho udito pochi schiamazzi,  non molte stelle filanti e coriandoli e nemmeno un po’ di quella odiosa schiuma che in Versilia ogni anno imbratta soprabiti e capelli di tutti i malcapitati passanti.  Ieri a Venezia le maschere erano delle vere e proprie opere d’arte; figuranti che si spostavano con movimenti da bradipo, mettendosi in posa al meglio, per i numerosissimi fotografi…tra cui c’ero anch’io scherza.. Ma di questo ve ne parlerò poi…

Bene, intanto qualche foto, poi domani sera tornerò da voi…

Buonanotte e buon martedì a tutti. 3

 

dal parrucchiere

parrucchiereChe ci si fa dal parrucchiere di paese per ingannare il tempo? Ci si chiacchiera! Io seduta davanti agli specchi, con le luci puntate addosso e lui  che mi gira intorno con le forbici in mano e taglia…piega… sforbicia e pettina … io lo guardo lavorare e nel mentre ci scambio due discorsi parlando del più e del meno.  Lui inclina la tasta qua e là per vedere  se il  suo lavoro procede bene e via via mi raddrizza il volto con u tocco della mano sulla mia nuca,  in modo che io sia posizionata  ben dritta sulla sedia.  L’argomento della serata era “la vita di paese”.  Iniziò lui chiedendomi se avessi visto il nuovo negozio di abbigliamento che avevano aperto lì vicino, dove prima c’era una pasticceria. Ne seguì una riflessione di come ci fosse una continua alternanza di negozianti che aprono e chiudono, vittime di eccessive tassazioni, …di affitti esosi e della scarsità di acquirenti che, per via della crisi, comprano sempre meno.  Un vero peccato aver perso la possibilità di passeggiare per le vie di paese guardando le vetrine, adesso i negozi sono pochi e spesso è tutto buio e silenzioso e non passa anima viva. Chi investe più aprendo un negozio? A quel punto il parrucchiere mi si è messo a raccontare che al suo paese, situato vicino al mio, l’amministrazione comunale ha fatto un bell’investimento e  ha deciso di contribuire pagando l’affitto per un anno ai giovani che intraprendono un’attività commerciale. “Bellissima iniziativa!” ho commentato io, dando tutta la mia approvazione a quell’amministrazione così partecipativa all’imprenditorialità dei giovani. Lui, il parrucchiere, annuiva con la testa mentre continuava  a chiacchierare e sforbiciare: “Sì,..” ha esclamato, ” aiutare la gente in questo modo non dà alito a  nessuna incomprensione tra l’amministrazione comunale e i giovani, che così possono inventarsi un lavoro e provare a costruire il proprio futuro!” …

Io mi sono detta: “alitooooo?”  Evidentemente voleva dire “adito“..e d’un tratto mi sono immaginata tutte le “fiatelle” della gente che va a brontolare in comune per avere un po’ di sostegno alle proprie finanze. perplesso1Non sapevo più se ridere o piangere… nel dubbio non ho fatto né l’uno né l’altro e mi sono concentrata sulla mia capigliatura tralasciando i significati reconditi della nostra meravigliosa lingua italiana che forse, nel nostro amato bel paese rappresentano il male minore, tanto in qualche modo ci si capisce sempre scherza

Buon venerdì a tutti.

Le Shadow Boxes

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Qualche giorno fa la mia classe terza ha partecipato ad un laboratorio di educazione artistica che a parer mio è stato alquanto interessante e coinvolgente. I ragazzi hanno avuto il compito di costruire delle Shadow Boxes, ovvero delle scatoline in cui collocare delle  immagini  o dei piccoli oggetti, per rappresentare  qualche momento particolarmente importante della loro vita; poteva essere raffigurato anche un ricordo oppure un’esperienza che avevano vissuto e che li aveva colpiti.  Come si può vedere dalla foto qui sopra gli alunni si sono impegnati tantissimo e poi hanno spiegato il significato del lavoro che avevano prodotto. Davvero molto bello da punto di vista emotivo…

Una volta tornata a casa mi sono documentata sul tema delle Shadow Boxes e ho trovato che soprattutto in America sono molto di moda:

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(altro…)

Tempi moderni

benjamin-buttonParliamo di Facebook e delle foto che alcuni uomini amano mostrare di se stessi. Io ne vorrei parlare qui perché è un modo per discuterne come se fossimo in un confessionale, dove non ci si conosce e si può parlare soprattutto in modo anonimo delle cose. Direttamente a loro non lo direi mai!  Io non capisco quale sia la spinta psicologica che porta un uomo attempatotto a togliersi la camicia e a farsi un selfie in cui si riprende a mezzo busto davanti ad una fotocamera digitale e poi a mostrarla a tutti i suoi amici.  Ma uno non si vede in che stato è? Il capello bianco (se c’è), le rughette a mostrare gli anni che passano, l’occhio da pesce lesso…e lo sguardo ammiccante come a dire: “Guarda che sono ancora un fustaccio nonostante la mia età!”. Io mi chiedo allora se è il suo cervello che mette in moto meccanismi strani per cui uno si vede come se una pozione magica avesse portato indietro il tempo di una trentina di anni, oppure se non ha proprio capito come funziona facebook e pensa che dall’altra parte di quel benedetto monitor non ci sia nessun altro che grandi ed entusiaste ammiratrici che nonostante tutto vedranno sempre il te il George Cloney di noartri. Tempo fa pubblicò questo tipo di foto il pediatra di qui, del mio paese ..e non vi dico lo strano effetto che mi fece vederlo com’è, pelato e con quegli occhietti da miope, ma scamiciato con i peletti del torace in bella mostra..mi dissi tra me e me: “ma che ha perso il capo? ..Sarà meglio stare attenti a portarci i nipoti alle visite mediche!” Poi però dopo un po’ forse si è reso conto delle situazione o forse qualcuno gliel’avrà fatta notare (sarà mica stata sua moglie?), fatto sta che la foto è sparita dalla sua bacheca di Facebook. Come lui anche colleghi (un prof scamiciato su facebook? Orrore!) e altri paesani.. ma che sarà un virus che porta alla demenza velocemente? Poi ci sono altri, sempre uomini, che non fanno altro che mostrare le foto da giovani: tipo durante il sevizio militare nel 1970 o quando erano con gli amici in vacanza all’Elba nel 1980..o, meglio ancora, quando frequentavano l’università nel 1968. Io non voglio dire che non si debba fare, no, .. dico che a me queste persone fanno …. aspettate che cerco un termine nella mia testa… ecco, sì, fanno TENEREZZA. Naturalmente il termine “tenerezza” è il modo più affettuoso e meno duro con cui io posso esprimermi… mi verrebbe fatto di dire che mi sembrano patetici, …un po’ frustrati… insicuri… vecchi fuori e anche dentro…ridicoli ..anacronistici e un po’ schizzati! ma questo non lo dirò, dico solo che mi fanno tenerezza  … e questo è tutto. pensieroso

il gran freddo

freddo


Stamani sono rientrata a scuola! Alzarsi presto la mattina è un dramma dopo una quindicina di giorni che rimanevo a letto fino a più delle 9, ma so già che dopo un paio di giorni tutto rientrerà nella normalità e anche gli orari di sonno e di veglia si adegueranno presto ai ritmi del lavoro. Quello che invece non è stato per niente concepibile è il freddo con cui ci ha accolto l’edificio scolastico. Stamani, per tutta la mattinata e anche nel pomeriggio in cui c’erano le riunioni, il termometro solo in alcuni momenti ha superato i 13 gradi. E tenete presente che le aule sono sovraffollate perché si contano 27/28 alunni più il professore, quindi una trentina di persone a stanza. (più di 500 ragazzi nell’edificio scolastico)… soltanto con il calore dei nostri corpi avremmo dovuto raggiungere facilmente almeno 16 gradi. Invece oggi pomeriggio nelle aule c’erano solo 11 gradi! (misurata con il termometro)  Non vi dico i ragazzi in che condizioni erano..  basta vedere la foto che ho scattato e capite il disagio.  Hanno detto che nella scuola il riscaldamento era stato chiuso quindi…che ci si vuol fare… se è freddo è freddo! Cavolo, dico io, allora come mai in comune, nelle poste, nelle banche …ma anche nelle segreterie scolastiche c’è sempre così tanto caldo? I ragazzini non contano niente? Io sono rientrata a casa che ero un ghiacciolo e il freddo mi aveva attanagliato le ossa. Ora ho mal di testa e mi fa già un po’ male la gola. Speriamo bene…  Maledetta burocrazia..ma che mondo è?

Ma Spid vuol dire veloce?

poste1Dice che anche quest’anno noi insegnanti riceveremo 500 euro per comprare libri, aggiornarci, visitare musei..e poter partecipare ad altre iniziative culturali di formazione. Lo scorso anno le 500 euro ce le dettero sullo stipendio e noi, mano a mano che si spendevano, si rendicontavano con le relative fatture. Ma era una procedura troppo semplice..e si è mai vista una procedura semplice nel mondo della scuola? Seeee… ci mancherebbe! Quest’anno dobbiamo lavorare un po’ al computer e seguire delle procedure intricatissime per poter accedere a quel fondo.

Io, da brava e diligente docente, mi sono messa lì a più riprese durante le vacanze e non vi dico che lotta ho fatto…e ancora non sono a niente. Tanto per cominciare bisogna accedere  ad uno dei servizi che rilasciano un’identità digitale (non mi chiedete cos’è perché giuro che non ci ho capito nulla!)…comunque sia c’è un elenco e io da quell’elenco ho scelto l’unico nome che conoscevo: LE POSTE!  Mi son detta: “Dai Alidadina bella, un account delle Poste ce l’hai, hai pure una Postepay con cui paghi gli oggettini che compri online..usa la ragione e vai per quella via!” e così ho fatto…  la login e la password per accedere al portale già ce l’avevo, ma appena sono entrata nella mia area riservata (si chiama SPID) mi si sono aperte davanti una decina di opzioni e  per trovare quella buona ci ho speso un paio di ore. Alla fine ce l’ho fatta e ho ricevuto tanto di messaggino sia nella mia posta elettronica che sul cellulare dove mi si diceva che avevo ottenuto l’identità Spid e che potevo utilizzare il Kit-Spid. Ho memorizzato tutto quanto in una cartella sul desktop e mi sono detta che a quel punto che mi ero guadagnata l’identità Spid, portare le mie credenziali sul sito del ministero della pubblica istruzione sarebbe stato uno spasso.

Ma così non è stato. Stasera mi ci sono messa d’impegno, ho ripreso i documenti ma tanto per cominciare il sito del ministero della Pubblica Istruzione, dedicato agli acquisti, non mi si apriva e dava errore e anche lì.. tra una Madonnina Santa..e un Maremma Impelagata… ho scoperto che al contrario di quanto indicato nelle circolari ministeriali non è www.cartadeldocente…ecc ecc… ma è http://cartadeldocente…ecc..ecc..poi però ci sono arrivata, allora mi sono presa le credenziali del sito delle poste ma la password non c’è stato verso di fargliela accettare, allora ho cliccato su “recupera password” e di nuovo un messaggino mi è arrivato sul cellulare: “per accedere all’area Spid delle poste digita la nuova Password: A3B4co2MnW? “  Lì per lì mi son detta: “guarda che scemi, ci mettono anche il punto di domanda in fondo… ma non la sanno nemmeno loro la password? E mi sono incaponita a scrivere la mio login con quella stramaledetta password… alla fine il sito mi ha comunicato che avevo provato troppe volte e così si è bloccato tutto…

Allora ho ragionato di nuovo e tra un’imprecazione e un’altra ho finalmente capito che IL PUNTO DI DOMANDA APPARTENEVA ALLA PASSWORD! (o almeno, suppongo che sia così!) …e che diamine… e allora ditelo! Basta, ci rinuncio..  vedrò nei prossimi giorni come funziona sta cosa che a me ha bell’e rotto le scatole.  Eppure con l’informatica non sono nemmeno tanto sprovveduta, ma come faranno quelli che non sanno nemmeno accendere il pc? Boh…

Miracolo…!

Un annetto fa andai in Polonia per uno scambio culturale del progetto Erasmus: in pratica era uno scambio tra scuole ed io ero molto incuriosita di visitare quei luoghi lontani a me sconosciuti. Fatto sta che partii da Pisa con l’aereo e mi feci diverse ore di volo, una volta arrivata presi la corriera e di nuovo ore ed ore di viaggio… una cosa interminabile. Al mio arrivo a destinazione, mi accorsi di avere i piedi gonfi e mi dissi che era normale dopo tutto quel viaggio; pensai che dopo una bella dormita tutto sarebbe passato e sarei stata bene.  Arrivò il giorno dopo e punto e a capo, appena misi i piedi in terra notai che  le scarpe (da ginnastica) cominciavano a starmi strette e, anzi, anche le caviglie (le mie caviglie sono magrissime per natura) erano  fuori misura.. A quel punto pensai che avrei dovuto camminare, così la circolazione sanguigna si sarebbe messa in moto e i liquidi trattenuti nella parte bassa del mio corpo, sarebbero stati assorbiti..e mi misi in moto fiduciosa. I polacchi che ci ospitavano, nemmeno mi avessero letto nel pensiero, quel giorno ci fecero camminare in lungo e in largo, perfino in mezzo ai boschi e poi in città e ancora su e giù per le vie di quel paesino sperduto dove alloggiavamo.  Io sentivo un po’ di fastidio ai piedi e alle caviglie ma non avrei immaginato di aver due palloni alle estremità inferiori del mio corpo. Era così, …panico… Passarono i giorni e la situazione non migliorò per niente e io, che ero piuttosto preoccupata, non vedevo l’ora di rientrare per cercare qualche cura e rimettermi in sesto. La sera prima di partire ci fu in colpo di grazia, dal ginocchio al piede di tutte e due le gambe, mi comparvero due enormi macchie rosse color sangue…a quel punto pensai che ero prossima alla morte e chiamai a casa per disporre le mie esequie.piange

Poi, il giorno dopo, in quelle condizioni drammatiche, ripartii.. di nuovo corriera.. di nuovo aereo.. di nuovo il viaggio a casa. Quando i miei familiari videro le mie gambe si sentirono male anche loro e mi portarono a diritto dal dott. House, che appena mi vide diagnosticò un problema di circolazione e mi dette dei farmaci da prendere. Io mi curai per qualche giorno ma le cose non miglioravano per niente, allora tornai dal dott. House che mi confessò che non ci capiva nulla di cosa avessi e ipotizzò un’infiammazione a qualche articolazione della caviglia; altri farmaci, stavolta gli antiinfiammatori..altra cura.. stesso risultato di prima: nulla! Non guarivo!  Terzo viaggio dal dott. House che a questo giro scosse la testa confessandomi che non sapeva proprio come aiutarmi.. si mise lì a pensare..tutto assorto… e poi esordì dicendo: “ Via.. ti do un preparato che di certo ti farà bene, prendi queste pasticche mattina e sera e vedrai che guarisci!”.. Ecco qui la foto della scatola delle pastiglie.

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In effetti dopo la seconda pasticca io guarii… Tutti i malanni per incanto passarono! Miracolo! Oddio, non ho mai saputo che malattia avessi avuto, ma in fin dei conti che importa, guarire son guarita e questo è l’importante.

Beata curcuma! 23

[post dedicato ai miscredenti (come Sestante) che dubitano delle proprietà della curcuma]

Ombre…

Ci son delle giornate uggiose, ma così uggiose, che l’unica cosa entusiasmante è giocare a Candy Crash Saga! …e ho detto tutto! Oggi è una di quelle. Fuori è un tempo che si zizzola (come dire che è un freddo cane), tant’è che l’appennino qui davanti alla mia finestra è tutto innevato e per le vie del paese non c’è un’anima. Oltre alla tristezza che mette questa coltre plumbea che staziona sulla nostra testa e quest’umido perenne che ti penetra fin dentro alle ossa, non c’è una notizia buona a pagarla oro. Qui in Toscana non si fa che parlar di meningite: siamo diventati tutti dottori e si sa tutto sui vari ceppi batterici e virali e sulle vaccinazioni che ci vengono proposte. Ad ogni notiziario stiamo ad orecchi ritti a sentire stavolta a chi è toccata e incrociamo le dita. L’unica cosa che ancora non si è capita (non si è capita perché non ce la vogliono dire, sia ben chiaro) è come mai ci siamo così appestati, ovvero chi ci è stato l’untore che ci ha ridotti così. Perché un untore ci deve esser stato per forza…maledetto lui! Comunque sia, io e tutta la mia famiglia è da tempo che ci siamo fatti i vaccini e per un po’ si dovrebbe essere a posto, anche se, gli ultimi casi che si sono ammalati, hanno riguardato proprio  individui vaccinati. Poi c’è l’influenza,  che anche questa chiappa e ti stende. Febbri a 40° come fosse nulla e problemi di broncospasmo. L’ospedale di Empoli ha una fila di ambulanze davanti al pronto soccorso che nemmeno il casello di Rmini sud il primo di agosto. Vi immaginate quelle persone mezze moribonde, sulle ambulanze, ad aspettare il proprio turno per accedere all’ospedale? Impensabile! Gli danno il colpo di grazia! Nelle case non si parla d’altro: di malattie, di freddo, di morti e di problemi. La capannuccia e l’alberello natalizio sono già polverosi, tristi e stanchi e nei supermercati (“dice”..perché io col cavolo che esco per andare a vedere!) imperano già le prime maschere del carnevale. Ma dove andiamo così di corsa? …ok, tra l’altro presto torneremo al lavoro, lo so, inutile che voi me lo rammentiate. Che angoscia.   No, così non va bene, speriamo che Madre Natura (o chi per lei) ci tenda la sua mano commiserevole e ci porti fuori da questo tunnel oscuro. Speriamo che le giornate allunghino un po’ e che gli spettacolari  tramonti tipici del mese di Gennaio, si spalanchino al nostro orizzonte tirandoci su in morale e ci mostrino con benevolenza il cammino verso la  primavera.  A proposito di Madre Natura, l’avete sentito dire che a Pisa è arrivato dal mare un delfino , risalendo l’Arno? Questa poi non si era mai capitata! Comunque sia sembra che il delfino in questione abbia chiesto asilo politico ai pisani, ma …poveretto lui…  i pisani sono come sono, ovvero ospitalità zero! Fatto sta che hanno preso retini, barchette e armennicoli vari e hanno fatto svoltare a 180 gradi il malcapitato delfino, riportandolo in mare! .. dice poi che il delfino, che in effetti si era perso, abbia ringraziato i soccorritori e che Pisa non sarebbe stata affatto di suo gradimento, meglio il mare aperto che “il vituperio delle genti!  …