A buon intenditor…

bla bla blaCon il tempo sono diventata una buona ascoltatrice. Anni fa credo di non aver avuto questa “virtù” ( “virtù” rara al mondo d’oggi) ma con gli anni ho imparato come si ascoltano gli altri.  Ho anche studiato un pochino di psicologia e  mi sono (abbastanza) ferrata in “empatia” migliorando questa dote. Poi, con il tempo, sono anche diventata più gentile ed educata, per cui raramente mando la gente a quel paese, anche se non vado d’accordo con tutti e soprattutto tutti non vanno d’accordo con me J . Prima avevo un carattere “fumino” (come si dice qui…) ora sono diventata molto più paziente e pacata. Beh, veniamo al punto: giorni fa, passeggiavo in un paese qui vicino dove stavano facendo una festa e chi t’incontro? Incontro Franco,  un mio ex-ex-ex-collega. Nel senso che quel prof lì era stato (nel giurassico) mio prof di arte quando frequentavo le superiori e poi lo incontrai di nuovo come collega quando anch’io entrai come prof di ruolo. Un tipo strano, chiacchierone… con un evidente strabismo che faceva sì che mentre ti parlava, un occhio gli guardasse a ponente mentre l’altro puntava a levante.  Sempre sorridente Franco, e affabile… anche troppo. Non si sa come, ma una quindicina di anni fa aveva allegramente lasciato l’insegnamento alle scuole medie per poi approdare all’accademia e farsi onore come grafico a livello internazionale.   Evidentemente aveva del talento non da poco e non era poi quel tipo scanzonato e goliardico che (mi) sembrava.

Insomma, Franco a quella festa si piazzò davanti a me e monopolizzò la mia attenzione per un’oretta, raccontandomi come un fiume in piena, tutte le sue gesta degli ultimi due anni. “Sai…” sono stato in Macedonia… e ho vinto il premio X, il premio Y e anche il premio Z… poi sono andato in Giappone e mi hanno premiato con il premio K..e poi a Dubai… con il premio XY…” Io, nel frattempo, annuivo e sorridevo partecipe mentre pensavo cosa avrei fatto per cena 😉 La mia dote di ascoltatrice educata e gentile non poteva venir disattesa, per cui stavo lì…e avrei accettato passivamente il turbinare di quei discorsi (noiosi). Era un monologo, non un dialogo. Non mi dava un attimo per interloquire. Alla fine era l’imbrunire e stavo per svenire e lui continuava ancora con quella tiritera, quando, allo stremo delle mie forze,  lo interruppi e gli inventai che mi ero dimenticata di avere un appuntamento per cui dovevo correre via. Sorridendo svanii da quella scena nebulizzandomi e andai a riprendermi altrove, ben lontano da lui.

Passano due giorni e stamani, sono uscita a prendere il pane… esco tutta carina per la via di paese  godendomi l’aria del mattino, quando sento un’auto fermarsi, inchiodando accanto a me e… indovinate chi era? ERA FRANCO! “Cavolo!” mi son detta, stamani esiste un piano B? 😦  . Io, che ancora cercavo di non dar segno della mia disperazione gli faccio: “Ciao Franco… che giri di bello al mio paese…?” e lui: “Ciao cara, sai, sono rientrato pochi giorni fa dalla Macedonia dove mi hanno premiato con il premio X….” Non è possibile! Stava ricominciando la tiritera! Io allora ho mandato a quel paese (non mi fate dire parolacce!) tutte le mie virtù di brava ed educata ascoltatrice e ho girato sui tacchi dicendo:  “… se arrivato dalla Macedonia e ora sei qui…goditi il mio paese e se vuoi vai a quel ristorantino che la macedonia te la servono fresca fresca!” e abbozzando un sorriso splendido l’ho mollato lì, a riflettere su quello che gli avevo detto 🙂 e detto fatto sono andata altrove, a comprare il pane 😉

E bastaaaa! A buon intenditor poche parole!

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27 comments

  1. io uso un’altra tecnica in questi casi. Molto simile alla tua, ma con qualche parola in meno… cioè: faccio uno sguardo accompagnato da un sorrisone di gusto e “ciao ciaoooo”.. proseguo il mio cammino continuando a sorridere
    In linea di massima funziona 😀
    e ho capito che non viene presa come una scortesia, ma come un modo giocoso di dire che in quel momento non ho voglia di fermarmi, o di essere ‘catturata’ 😛

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    1. io non sempre mi fermo e do ascolto come ho fatto questa volta, a volte svicolo…e più di una volta lui mi ha inseguita nel mezzo ad un supermercato, mentre facevo spesa, per raccontarmi le sue cose. Ma si può….? 😦

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        1. tu non immagini Dora! Tempo fa ero con mia figlia e lo abbiamo schivato per un soffio… poi ci siamo nascoste dietro ad uno scaffale e ad un tratto: naaaa… ce lo siamo ritrovato davanti che ci diceva: “vi ho beccate!!!!” Un incubo.

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