Autore: Alidada

sono qui, nel mio spicchio di cielo

Tempo di gite

IL CASTELLO
La costruzione dell’imponente fortezza, innalzata a dominio e difesa del primitivo Castro di Fosdinovo (Ms), ebbe inizio nella seconda metà del XII secolo. Il castello oggi si compone di una pianta quadrangolare con quattro torri rotonde orientate, un bastione semicircolare, due cortili interni (uno centrale), camminamenti di ronda sopra i tetti, giardini pensili, loggiati e terrazze.

IL TERRITORIO CIRCOSTANTE
Mare. La costa tirrenica si presenta qui costellata da paesini a picco sul mare che fecero innamorare scrittori come Shelley, Byron, Petrarca e Montale: le Cinque Terre ed il Golfo dei Poeti (Lerici, Porto Venere, Tellaro, Isola della Palmaria).

Alpi Apuane. Meta d’interesse per amanti del trekking, queste montagne offrono percorsi escursionistici per tutti i livelli, rifugi e parchi naturali.

Cave di Carrara. Le cave di marmo più famose (Fantiscritti, Ravaccione e Colonnata) distano trenta minuti di macchina dal castello.

Castelli. La Lunigiana è anche denominata la “terra dei cento castelli”. I principali, partendo da nord, sono il castello del Piagnaro di Pontremoli, il castello di Malgrate, il castello di Castiglione del Terziere, la fortezza della Brunella di Aulla. Passando alla Lunigiana orientale, i due principali castelli sono la Verrucola di Fivizzano, nell’omonimo borgo, ed il castello dell’Aquila di Gragnola, restaurato negli ultimi anni.

IL FANTASMA E LA SUA LEGGENDA
La più famosa leggenda del castello è quella che riguarda la giovane Bianca Maria Aloisia, figlia di Jacopo (Giacomo) Malaspina e Oliva Grimaldi. La bellissima ragazza si era perdutamente innamorata di un giovane stalliere. I genitori, contrari a quell’amore infamante per il blasone dell’intera famiglia, avevano tuttavia minacciato la poveretta di rinchiuderla a pane ed acqua nelle segrete del Castello. La giovane, affatto impaurita da quelle minacce, non aveva desistito dai propri propositi d’amore. Quell’atteggiamento ribelle aveva costretto i genitori a prendere una severa decisione. E fu così che lo stalliere venne allontanato dal paese e la giovane rinchiusa in un convento. Non per questo volle prendere i voti né rinunciare al suo sogno romantico. Fu allora riportata al castello, rinchiusa nelle prigioni e torturata finché non fosse rinsavita. Ciononostante la sua volontà non fu piegata. Solo allora, per evitare occasioni di scandalo, fu murata viva in una cella, insieme ad un cane, simbolo di fedeltà, e ad un cinghiale, emblema della ribellione.
Questa vicenda così violenta e brutale, tuttavia, se pose fine alla vita della giovane fanciulla, sola non bastò a domarne lo spirito che pare aleggiare ancora per le stanze del castello (sono molte le persone che giurano di averla vista!), nelle forme di una ragazza dai lunghi capelli posati sulla schiena.

[foto: @Alidada, notizie dal web]

Buon venerdì a tutti 🙂

 

La favola bella

Ma di Macron e della Brigitte ne vogliamo parlare? Ragazzi io son rimasta a bocca aperta per lo stupore, non per le scelte politiche dei francesi s’intende, ma per l’originalità della coppia. Giuro che non avevo mai sentito dire di un matrimonio in cui la donna ha 24 anni più dell’uomo, magari avevo sentito il contrario e già lì il discorso sarebbe lunghetto… ma della donna più grande di 24 anni, no, non mi era mai capitato. Io mi ci immedesimo perché io e la Brigitte manca poco che siamo coetanee e lui ha l’età di mio figlio. Lei poi mi batte per il numero dei nipoti, infatti è nonna ben 7 volte. Ma come sarà stato possibile che un ragazzino del liceo si sia innamorato della sua prof fino al punto di sposarsela dopo che lei aveva lasciato la famiglia? E’ una favola e come tutte le favole fa sognare e non solo, direi che in qualche modo dà speranza alle “tardone” che si credono ormai con un piede nella fossa… o giù di lì. Di certo bisogna fare una bella cura dimagrante perché arrivare ad indossare una taglia 38 a 64 anni, dopo aver fatto 3 figli, non è cosa da poco… Oserei dire che ci vuole una discreta “arte” nel sapesi mantenere belle e giovani, ma tutto nella vita s’impara, quindi se  noi sessantenni ci mettiamo davvero d’impegno e ci rifacciamo il look da sballo ci sta che si riesca anche a mollare tutto e fuggire (pagnotta sotto il braccio) con un bel trentacinquenne che, se è come lui, è pure intelligente (non ci dimentichiamo che era un “enfant prodige”). Noi italiani, nel nostro piccolo già ci scandalizzammo per la Pivetti, ma qui siamo ben oltre. Altro che Gemma di “Uomini e donne” che cerca l’amore giovane! 🙂 A parte gli scherzi, bisogna ammettere che la Francia è “oltre”! Dopo la novità di un presidente divorziato che va a nuove nozze durante il suo mandato, con una splendida ma chiacchierata modella italiana, e le scorribande del suo successore, scapolo, maturo e farfallone, che si fa sorprendere dai fotografi in scooter sotto casa della sua nuova fiamma, mandando su tutte le furie la fidanzata in carica, ecco annunciarsi al vertice dello Stato il cavaliere leale e ostinatamente fedele a un solo amore, un amore maturo e saggio..non resta che incrociare le dita che il futuro sia tutto rose e fiori…voi che dite?

le storie della prof

La prof, in classe, in una terza media, a metà aprile, si era messa a spiegare dell’uomo preistorico e diceva che i primi ominidi come l’Australopiteco non camminavano bipedi ma si spostavano appoggiandosi sulle nocche delle mani e questa posizione chinata non permetteva uno sviluppo adeguato della laringe per cui non riuscivano a parlare; si dovette aspettare fino alla scoperta del fuoco,  dovuta all’Homo Erectus 400.000 anni fa affinché l’uomo cominciasse a comunicare usando un linguaggio…

A quel punto ecco una mano alzata per porre una domanda: “Scusi prof, ma quando gli uomini cominciarono a parlare… come parlavano, in italiano?“… Era Stefano, un ragazzone biondo alto un metro e ottanta ma con l’ingenuità di mio nipote che frequenta i primi anni di scuola primaria. Guardava la prof con i suoi occhi chiari sgranati e con la bocca aperta, come fa chi è assorto nel suo pensiero come se vedesse un film.

La prof aveva voglia di rispondergli che anche gli inglesi parlano inglese ma pensano in italiano e traducono all’istante, ma poi ha pensato bene che era come sparare sulla Croce Rossa, ovvero una vigliaccata e con i tempi che corrono magari sarebbe anche finita sui giornali per aver ridicolizzato un alunno davanti a tutti e allora ha doverosamente zittito tutti i compagni di classe che subito si erano messi a ridere e ha risposto seriamente alla domanda dello studente dicendo che in fin dei conti all’inizio quegli ominidi comunicavano emettendo dei suoni e che ce ne volle di tempo prima che diventasse un vero e proprio linguaggio e che comunque di certo non era l’italiano.

Il problema però è un altro: dice che il rendimento di Stefano è talmente basso al punto che non dovrebbe essere ammesso agli esami, io però ho dei grossi dubbi che la ripetenza servirà a qualcosa… voi che dite? perplesso3perplesso2perplesso1

ciao “sottiletta”

 

Avete visto, ieri è morta Erin Moram e così un altro pezzo della gioventù di noi sessantenni se ne va.  la celebre “sottiletta” (com’era stata soprannominata da Fonzie) della serie televisiva “HAPPY DAYS”è stata  trovata cadavere nella sua casa nell’Indiana (USA) a 56 anni.
Negli anni 70/80 difficilmente mi perdevo la puntata dello sceneggiato prima dell’ora di cena  e che risate con le peripezie  della famiglia Cunningham con l’irresistibile Fonzie. Anche lei ha fatto parte del nostro immaginario, quando le nostre vite erano davvero diverse da adesso.

Qualche anno fa Erin Moran tornò alla ribalta sui quotidiani perché venne cacciata dalla madre del suo compagno, dalla roulotte nella quale viveva, a causa del suo stile di vita irregolare e dedito al bere. Infatti dopo la notorietà, l’attrice aveva vissuto momenti difficili e attraversato periodi di difficoltà economiche.

Strano destino quello delle star televisive e cinematografiche che alternano momenti di grande successo e notorietà ad altri periodi di estremo disagio e  depressione. Brutte storie su cui ogni volta mi trovo a riflettere e che faccio fatica a capire.

Ciao Erin: ci hai fatto sorridere e ci hai fatto star bene, mi dispiace che sia finita così.

Ughetta

tartarughina

Stamani in giro nel mio orto ho trovato questa (o questo 🙂 ). L’ho chiamata Ughetta,  sicuramente è la prima figlia della mie due tartarughe che già dallo scorso anno si vedeva che avevano intenzione di allargare la loro famiglia. Chissà se è nata ora oppure si è svegliata dopo un lungo e freddo inverno. Fatto sta che qui le temperature si sono abbassate parecchio rispetto alla settimana scorsa che sembrava estate e non mi sembrava il caso di lasciarla sola fuori, allora le ho preparato un giaciglio dove poter pernottare; poi di giorno tornerà all’aperto in un recinto sicuro, fuori portata dai pericoli, come per esempio la falciatrice che taglia l’erba del giardino.

Carina vero? 🙂

Toscana bella

Santa Maria1

guardando verso Lucca

Santa Maria2

guardando verso Firenze

Santa Maria3

guardando verso Pisa

Eccola lì la Toscana, con la piana dell’Arno, le colline boscose,  i paesi vecchi con le case a mattoni e i tetti coperti con gli embrici in cotto uno diverso dall’altro perché risistemati dalle abili mani dei muratori chissà quante volte.  Si può vedere un campanile che svetta da un lato,  ma nemmeno più di tanto perché le abitazioni sono arroccate sull’altura a sovrastare anche la chiesa.  E sotto ai piedi, sotto al selciato, si sa che c’è il tufo con le grotte e quell’odore umido e forte caratteristico degli scantinati della zona. In tempo di guerra le grotte di tufo erano un bel nascondiglio per chi voleva salvarsi la vita dagli oppressori e ora, in qualche occasione speciale, trovi chi ti ci accompagna per fartele visitare.  Camminare in questa zona vuol dire arrancare e salire anche scalinate ripide  e poi, dopo poco, riscendere stando attenti a non cadere; è tutto un saliscendi. Niente bici e qui, dove ho scattato le foto,  a Santa Maria a Monte, niente auto. A volte ci si chiede come fanno gli anziani ad andare a casa a piedi e come sia possibile transitare con le ambulanze in caso di necessità di un soccorso, la risposta non ce l’ho, ma quel che so che gli abitanti di questi posti sono molto campanilisti e guai a criticare, si offenderebbero di sicuro.  Non esiste un toscano che non sia orgoglioso della propria terra…e anc’io sono così 😉

Le Paniere

Oggi ho fatto un giro qui nel pisano e sono arrivata in un paese che si chiama Santa Maria a Monte, dove ogni anno il Lunedì dell’Angelo  si celebra la Processione delle Paniere per le vie del centro. La festa è dedicata alla Beata Diana Giuntini, patrona del paese, vissuta a cavallo tra il XIII e il XIV secolo, una ragazza di nobili origini che decise di vivere in povertà dedicandosi ai bisognosi. La tradizione vuole che Diana abbia trasformato il pane che portava in grembo in fiori e poi ancora in pane per farne dono ai poveri. A tale tradizione si ispira appunto l’evento della Processione delle Paniere: così sono infatti chiamate le ceste di fiori (le paniere) trasportate da ragazze che il pomeriggio del lunedì di Pasqua (giorno della morte di Diana Giuntini) le portano in processione per le vie del paese fino ad arrivare alla chiesa.

20170417_183123

 

20170417_183127

Le foto non sono belle e non rendono giustizia a quest’evento che è spettacolare ma la gente era troppa e non è stato possibile avvicinarsi più di tanto; aggiungo una foto presa dal web per far capire meglio di cosa si tratta.

image

 

[per altre notizie e curiosità su questa festa cliccare qui]

 

Buon martedì a tutti. 😉