Al passo coi tempi…

Sabato avevo fatto una bella spesa al supermercato perché avevo previsto che ieri sera, a cena, avrei invitato degli amici per una bella braciata. Volevo arrostire rosticciane, bistecche, salsicce, bruschette e  spiedini sui carboni, una goduria per  i palati. Sapevo già che il profumo dell’arrosto si sarebbe sparso per le vie del paese e avrebbe tenuto a naso in su i pochi compaesani che non erano in vacanza. Bene, tutto avrebbe dovuto esser pronto,  ma ieri mattina, dopo un ultimo controllo, mi ero accorta che avevo poca brace e che non ce l’avrei fatta a cuocere tutto quanto, per cui, ieri pomeriggio, quando sono uscita per la passeggiata, ho cercato un negozio aperto e sono andata a comprare  un altro sacco di carbon20160822_125010e,  di riserva. L’ho pagato 3 euro e qualche spicciolo, non molto per  3 chili di prodotto. Mi son detta che in fin dei conti era stata fortunata a trovare un negozio aperto e che quel negozio vendesse pure il carbone. E poi, di solito si comprano confezioni tutte brutte, polverose, nere al punto che nemmeno le puoi toccare, invece stavolta l’involucro era moderno e simpatico, con delle informazioni molto easy: “biodegradabile, naturale, italiano, OGM free”… “non sporca” e infine “braci pronte in 10 minuti”! Accipicchia, che dire di più?

Tutta contenta sono arrivata a casa e ho preparato il barbecue, poi ho preso le forbici e ho tagliato il cartone del contenitore del carbone… a quel punto la sorpresa:

Che roba è????? Sembravano i “torsoli” della pannocchie del mais… possibile?

Allora mi sono messa a studiare ancora meglio la confezione e ho messo a fuoco:

20160822_125011

Come vedete (ora che ho evidenziato il testo in giallo, manipolando l’immagine con un foto-editor) appare la scritta “100% TUTOLO DI MAIS”! Diamine, ma come si fa a leggere il giallino pallido sullo sfondo grigino argenteo? 😦 E poi… che diamine è il tutolo di mais? 😦 Beh, andando a senso mi son data le risposte per conto mio e ho cercato di andare oltre cercando di risolvere i problemi urgenti. Voi che avreste fatto? Il negozio era a più di 10 chilometri e la gente invitata a cena stava per arrivare. Fatto sta che in qualche modo ho acceso il barbecue con i “tutoli” e mi son detta: “Proviamo!” (la voce dell’incoscienza!) …devo dire che alla fin fine quel composto strano ha preso fuoco anche bene… e quella brace (dopo i 10 minuti) ha anche cotto per benino la carne! Incredibile … 🙂  E non è scoppiato nemmeno un pop corn piccolo piccolo 🙂  (scherzo…dai…:-) )

Ora, io mi dico, ma che bella trovata hanno avuto i produttori di farina di polenta, amido di mais, pop  corn, olio di semi di mais e altre cose del genere, hanno escogitato il modo di liberarsi degli scarti e ci guadagnano anche non poco! Cavolo, in questo caso 3 euro e passa a confezione mica son pochi! Per produrre il carbone ci devono lavorare, ma per i “tutoli” … dovrebbero dare qualcosa a noi che glieli portiamo via!

Comunque sia, a parte gli scherzi,  l’ambiente in questo modo è salvaguardato e così siamo contenti noi (che teniamo sempre a cuore l’ambiente), sono contenti i  coltivatori delle pannocchie di granturco (che si liberno dei “tutoli” guadagnandoci pure) …e infine son stati contenti anche i miei invitati che hanno divorato una braciatina niente male 😉

..e quel che è bene finisce bene…

Non trovate? 😉

 

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13 comments

  1. Mi hai fatto tanto ridere che mi sono distratta dalle “rosticciane”, ah che ricordi ❤
    Credo che i "tutoli" costino così più per la confezione, secondo me, un bel sacchetto trasparente sarebbe perfetto ma, certo! Non li comprerebbe nessuno, chi pagherebbe per dei tutoli? Io no, li trovo a due passi da casa ma non sono tutti così fortunati. Io non mi stupisco dell'efficienza del tutolo, da piccola era usuale mettere i torsoli delle pannocchie nella stufa. A questo punto si può dire anche del mais che "non si butta nulla". In Friuli e anche altrove credo, usano le brattee per farne delle bamboline ecc.:
    https://accantoalcaminoblog.wordpress.com/2015/11/14/pere-cotogne-speziate-in-agrodolce/
    W il tutolo e per il tutolo: hip hip hurra! Buona giornata ❤

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  2. Giusto! Del mais non si butta niente, le brattee un tempo servivano a riempire “el sacon”e servivano come frusciante e non troppo morbido, temo, materasso. Sempre che non si avesse a disposizione la paglia, e allora torniamo al pajon delle canzoni degli alpini.
    E adesso a me rimane la curiosità: che cosa è la rosticciata? Intanto ho già l’acquolina….

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    1. Ornella cara, tu mi fai ridere raccontandomi di quei materassi 🙂 Sai che ho dovuto cercare su internet le parole “brattee” e “el sacon” per capire cosa stavi dicendo? 🙂 Al ogni paese la sua lingia dialettale…che bello! 🙂 La rosticciana, invece, è il termine per indicare in Toscana, le costine arrostite del maiale …che è ottimo sui carboni

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