Barbagianni

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Non posso non mostrarvi queste due foto del barbagianni perché mi piacciono molto.

Il barbagianni è un animale curioso che di notte fa un verso simile ad un uomo che russa. Qui in Toscana c’è un vecchio proverbio che dice: “Sei vestito come un barbagianni, tutto cenci e panni!” 🙂  volendo alludere che abbiamo esagerato nel coprirci con i vestiti 🙂

Buon sabato amici miei 😉

Eccoli là

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Eccoli là, vi parlo spesso di loro, dei grandi piccoli uomini con cui passo le mie mattinate. Sono loro, Gianni  i suoi compagni. Ragazzi con il ciuffo come va di moda ora, con le scarpe da ginnastica firmate o taroccate, chissà… e i pantaloni a vita bassa che bisogna stare sempre lì a dirgli di tirarli su per non rimanere in mutande. Scoordinati, chiassoni, esuberanti e a tratti irriverenti… foruncolosi come si addice ad ogni adolescente che si rispetti. 🙂 Piangono di nulla e ridono di nulla, mangiano tutto ciò che gli capita a tiro, dalle gomme alle focaccine, alle cioccolate e perfino i tappini delle penne. Loro…i primi amoretti con le bimbe e i primi conflitti con i genitori perché si sentono grandi. Loro che ti chiamano “prof” ogni 3 secondi e mezzo. Loro che appena manchi un’ora ti chiedono come mai e poi aggiungono tutti afflitti che hanno sentito la tua mancanza anche se lì per lì hanno esultato quando hanno saputo che mancavi esclamando “URRA’!” 🙂 Ma non sono cattivi, lo fanno perché ti vogliono bene..e hanno la coerenza che contraddistingue un tredicenne che vede il mondo tutto complicato, a volte facilissimo e a volte difficile da morire.  Che vuoi farci… è così… e la prof vuole loro un bene grande…e questo è tutto ❤

La prof e i frattali

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Stamani lezione di geometria in seconda media. Non una geometria qualsiasi, ma una geometria bella da vedere, quella colorata da far girar la testa. Geometria e arte.

Parliamo dei FRATTALI:

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Ne parliamo a livello “divulgativo”, affascinante, non andiamo troppo a fondo con la matematica difficile perché i ragazzi sono piccoli e non capirebbero.  Però gli alunni si appassionano, dipingono e studiano le varie caratteristiche dei motivi che nei disegni si ripetono. Ad un certo punto in classe si alza una mano… è ancora Gianni (quel ragazzino a disagio ma che fa sempre domande argute e che l’altra volta chiese alla prof se era vegana…) e dice: “Prof, posso farle una domanda? …” Tutti in silenzio gli altri ascoltavano curiosi chiedendosi cosa ci fosse mai da dire.

E Gianni: “ma i frattali sono una scoperta o un’invenzione?“.

Oddio… ommioddiooo.. 14 La prof si è dovuta fermare a pensare per cercare di dare la risposta migliore possibile, ma era arduo affrontare la questione. “Mah, Gianni… intanto ti dico che la tua domanda è super-interessante e che fa riflettere molto!… Forse  si potrebbe dire che è un’invenzione, perché questa tecnica è stata creata dal nulla… ma non ne sono tanto sicura”..e Gianni che lì per lì sembrava abbastanza convinto: “Sa..perché me lo sono chiesto subito… e non sapevo che pensare… ora ho capito!”.

Come diamine si fa a distinguere tra un’invenzione matematica o una scoperta matematica. dico io? C’è chi dice che l’algebra sia un’invenzione, ma altri asseriscono (tanto per fare un esempio) che esiste anche se noi non la conosciamo…ma nel momento stesso che la scopriamo allora diventa una scoperta… Insomma, è un concetto filosofico non da poco.. al passo coi tempi

Poi, nei 10 minuti successivi, mentre gli alunni coloravano, la prof ci ha riflettuto fino a farsi venire il mal di testa e ha portato questi esempi:

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Basta una struttura di una foglia e la superficie di un cavolo per dimostrare che la tecnica di costruzione di un frattale è una scoperta e non un’invenzione… ma anche questo concetto è opinabile, non trovate? Le foto posizionate in alto sono invenzioni, non scoperte. Comunque sia la prof non ha aggiunto più nulla alla discussione, ormai era meglio tacere.

Morale della storia: non basta più una laurea in matematica per rispondere ad una domanda istintiva di un ragazzino di seconda media. Amaro ma vero no no Punto.

100 followers

Per un blog che nato alla fine dell’anno 2000, quando di blogger in Italia ce ne erano meno di 1000, che per pubblicare un post si lavorava in HTML, un blog che è stato distrutto e ricreato da capo ben 3 volte, che è stato trasportato con enormi difficoltà da Splinder dopo la disintegrazione della piattaforma  con un lavoro intenso di circa un mese e una decina di navi traghetto enormi per portare via quasi tutto, questo blog che è rinato dopo questi 2 ultimi anni di letargo… beh, in questo spicchio di cielo i 100 followers che ho raggiunto oggi sono un bel traguardo e voglio salutarvi uno ad uno. Non immaginate quanto io sia felice di stare in vostra compagnia ogni giorno. Grazie!

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Lo strazio della spesa

Odio il frigorifero troppo pieno. Non tollero quando si deve giocare a tetris per gestire lo spazio nei vari ripiani: ciottolini su ciottolini, uova, yogurt, il solito enorme cesto d’insalata che occupa spazio quanto un tir, una ciotola con della frutta che appena ti azzardi a toglierla dal frigo marcisce, qualche vaso di vetro con la marmellata e un altro con delle acciughe. E poi il burro, il formaggio con la grattugia, il  cartoccio con il succo di frutta e poi il latte, il vassoio con la carne…e chi più ne ha più ne metta!  Sarebbe compito della brava massaia stare lì ogni giorno a rufolare per controllare le scadenze e i cibi che rischiano di diventare troppo vecchi, ma per chi lavora e va di fretta il compito è arduo.

Comunque sia, se è vero che odio il frigorifero troppo pieno, mi dà ancora più fastidio dover buttare via qualcosa. Prendere un cibo e gettarlo perché ormai non è più commestibile, è segno di stupidità perché prima hai speso soldi per comprarlo e poi lo hai dimenticato lì a marcire come se la cosa non ti riguardasse più. Mi dico; “Allora sono tonta!” e brontolo me stessa flagellandomi la schiena. Ma non è facile gestire questa cosa del frigorifero e della dispensa, quindi ho imparato a fare il riciclaggio dei cibi che non ne possono più, come la torta di pane secco che tra l’altro è ottima (trovate il link della ricetta qui a destra) o il lesso rifatto in fricassera, oppure le polpette con il lesso, insomma tutti cibi saporitissimi che hanno il grosso vantaggio che non ti fanno buttare via niente.

Detto questo. per il mio bene e per quello della mia schiena io vorrei evitare di comprare troppe cose tutte insieme per poi stipare il frigorifero; quindi il sabato, quando vado a fare spesa, vorrei limitarmi a comprare due-cose-due.  Andrei tanto volentieri da sola al supermercato così farei come mi pare, ma puntualmente quando parto, c’è sempre qualcuno della famiglia che si aggrega. Oggi per esempio è voluta venire con me mia figlia: “Ok, se vuoi venire con me andiamo pure, ma guarda che compreremo solo DUE-COSE-DUE! Capito?… non tre-cose-tre, ma solo due-cose-due! Che nel mio linguaggio vuol dire due di numero!

E così finisce che tutti i sabati, come potete vedere,  compriamo due-cose-due ….

spesa

al passo coi tempitristezza… [tutta roba scelta da lei, come se non ci fosse un domani]

La prof e la #coerenza

grilloStamani la prof era in classe a fare lezione di scienze, quando guardando al lato della cattedra ha visto un bel grillo che se ne stava rincantucciato e impaurito in un angolino riparato, sotto al ripiano del tavolo. Chissà da quanto tempo era lì e da quanto non mangiava…poveretto! I ragazzi si sono accorti che la prof fissava in quel punto e hanno subito inquadrato il grillo facendo i loro commenti: “Guarda lì che insetto gigantesco, ora si chiappa!” ..”No, ammazzalo alla svelta che a me fa schifo”!” .. “A me fa schifo anche ammazzarlo!”..e così via.. La prof a quel punto ha alzato la voce e ha urlato: “State un po’ zitti, che non vi si può sentire… voi che ammazzate gli animali! Vergognatevi! Gli animali vanno rispettati!” e poi ha aggiunto: “Chi si offre di prendere delicatamente il grillo, senza fargli male e lo fa uscire dalla finestra?.. A chi lo fa darò una bella super-nota positiva a scienze!” A quel punto si sono elettrizzati tutti, perché sapevano che la super-nota positiva equivale ad un bel voto;  il più veloce è stato Mohammed, un bimbo senegalese, alto, snello e sciolto nei movimenti, si è avvicinato al grillo, delicatamente lo ha fatto salire sul suo astuccio e tenendolo in bilico senza toccarlo, si è avvicinato alla finestra e lo ha fatto uscire fuori, in giardino.  Tutti hanno mormorato: “Ohhhh “ di ammirazione verso Mohammed, ma poi si sono un po’ risentiti e hanno cominciato a mormorare; “Perché proprio Mohammed? Lo avremmo potuto fare noi…” e si sono messi a far polemica sulla questione – grillo. La prof che non vuol sentire polemiche, a quel punto si è messa a fare un partaccione agli alunni: “Vedete ragazzi, a voi sta bene studiare il rispetto dell’ambiente sui libri  di scienze, ma quanti di voi mettono in pratica gli insegnamenti ricevuti?  Ad esempio si dice di separare le bottigliette di plastica nel cestino dei rifiuti, rispetto a quello dalla carta e quello dei resti delle merende, ma poi, tutti i santi giorni buttate tutti gli scarti nello stesso cestino e dopo bisogna risepararli.! Non volete imparare i comportamenti corretti: e così con gli animali.. sapete che tante specie sono in via di estinzione? Tanti anno fa, qui in campagna, era pieno di grilli.. e di farfalle… di uccelli… e ora non se ne vedono quasi più… e allora, se c’è un grillo nella stanza, bisogna averne rispetto, osservarlo e poi aiutarlo a liberarsi. Gli animali vanno salvaguardati!”   Silenzio totale nell’aula e tutti gli alunni pensavano, sbarrando gli occhi.. su certe cose evidentemente avevano riflettuto poco in precedenza. Ad un tratto si alza una mano, era Gianni che voleva fare una domanda; “Ha ragione professoressa, dobbiamo rispettare la natura e gli animali… ma, mi dica, lei è vegana?” . La prof, si è sentita arrivare addosso una doccia fredda e della serie hashtag-coerenza  #coerenza … “No, a dire il vero non sono proprio vegana…” e Gianni, con lo sguardo interrogativo: “Che vuol dire che non è PROPRIO vegana.. vuol dire che è vegetariana?.. e la prof che sarebbe sprofondata prima di rispondere a quella domanda: “No, in effetti non sono nemmeno vegetariana… un po’ di carne la mangio… ma poca poca..che tra l’alto fa anche male mangiare molta carne…” … (si poteva sentire nella stanza lo stridio delle unghie di chi si sta arrampicando sugli specchi e non ce la fa a risollevarsi piange) .. “Insomma professorezza, non si devono uccidere gli animali ma poi gli si taglia la gola e con le loro carni si fanno bistecche che ci gustiamo arrostite sui carboni…è un controsenso, non crede?” Non c’era polemica nelle parole di Gianni, era solo una riflessione ad alta voce e il ragionamento non faceva una piega… tutti ascoltavano e non fiatavano…e meno male che a quel punto è suonata la ricreazione e i ragazzi si sono distratti …  così tutti vissero felici e contenti facendo merenda con la focaccina farcita   di mortadella e nessuno pensò più al grillo e alla prof contradditoria. al passo coi tempi

Vita da prof

la-profDice: “Inizia la scuola…”. No, non è così, la scuola non inizia, la scuola TI PIOMBA ADDOSSO nel giro di poche ore.  Tu sei lì che ti godi l’ultimo scorcio dell’estate, magari ti sorseggi una bibita dolce  in santa pace mentre guardi il tramonto rosato e pensi al nulla cosmico e di punto in bianco ti ritrovi nel bel mezzo di una masnada di marmocchi caotici e chiassosi.

 “Hai potato il quaderno a quadretti?”…

“No, la mi’ mamma ancora non me l’ha comprato, me lo prenderà sabato!”…

 “Sabatooooooo? Per comprare un benedetto quaderno?….” e nel mentre cerchi di spiegare a Pierino che sarebbe andata bene anche se avesse portato, se ne avesse avuto voglia,  anche il quaderno dello scorso anno, ti arriva Carletto alla cattedra con la mano alla bocca e gesticolando chiede di poter uscire perché gli butta sangue il naso…. ommioddio… tutto il sangue in terra, chiami il custode ma con la buona scuola i custodi sono una specie in via di estinzione, allora ti metti chinata a terra a cercare di pulire con i tuoi fazzoletti,  le macchie sul pavimento, ma nel frattempo suona la campanella… ma come la campanella se manca mezz’ora alla fine della lezione? E allora molli tutto lì e ti affacci al corridoio perché hai il dubbio che sia necessario evacuare la scuola per qualche motivo, ma poi senti una voce al piano di sotto che urla: “Non ci fate caso, stiamo rimettendo l’orologio e suona a vanvera!”. A quel punto entra il ricercatissimo custode che si scopre essere stato sequestrato ad interim dalla segreteria per cercare di organizzare l’orario. Il custode indica il libro (nero come un libro dannato) delle sostituzioni dei colleghi assenti e si mette ad implorare che tu gli faccia un paio di supplenze al giorno perché il ministero ancora non si deve essere accorto che è iniziata la scuola e ancora non ha nominato i prof  necessari a coprire le classi. A quel punto inizia la tiritera del: “No, dai icchellè ‘sta storia, non posso fare dalla prima all’ultima ora tutti i giorni, senza nemmeno un minuto per bere un bicchiere d’acqua!” e il custode che si  prostra e ti prega anche in turco perché tu vada in classe … sai, fosse mai che ci mandino lui…il custode lo sa che in quel caso verrebbe sbranato entro i primi dieci minuti dai pargoli inferociti. Che rispetto hanno gli alunni di oggi verso un custode? 14

Ecco, le mattinate passano così! Ed è così che la scuola ti piomba addosso da un momento all’altro ecchecavolo… e datemela ‘sta pensioneeeee… non so quanto ancora potrò reggere! tristezza