imparare bene

Leggendo qua e là mi sono trovata davanti questo pensiero di Peano, sul quale sono stata un bel po’ a riflettere.

“La differenza fra noi e gli allievi affidati alle nostre cure sta solo in ciò, che noi abbiamo percorso un più lungo tratto della parabola della vita. Se gli allievi non capiscono, il torto è dell’insegnante che non sa spiegare. Né vale addossare la responsabilità alle scuole inferiori. Dobbiamo prendere gli allievi come sono, e richiamare ciò che essi hanno dimenticato, o studiato sotto altra nomenclatura.

Se l’insegnante tormenta i suoi alunni, e invece di cattivarsi il loro amore, eccita odio contro sé e la scienza che insegna, non solo il suo insegnamento sarà negativo, ma il dover convivere con tanti piccoli nemici sarà per lui un continuo tormento.”

[Giuseppe Peano (1858-1932)]
 

Sulle ultime tre righe non posso che essere d’accordo e ritengo che affermino una sacrosanta verità. Vi immaginate un insegnante di matematica che fa “il cane” quanta matematica fa imparare ai suoi alunni? E poi che vita grama  conduce in classe tutte le mattine ? 😦

 Invece sul fatto che “Se gli allievi non capiscono, il torto è dell’insegnante che non sa spiegare…” sono d’accordo solo in parte… diciamo che come insegnante di matematica sono d’accordo all’ 80% (che è tanto!), per il restante 20%  indicherei altri fattori tra cui la mancanza di attenzione dei ragazzi.. ma a volte anche il corredo cromosomico che contraddistingue ogni studente, geneticamente, dalla nascita.. beh, diciamocelo.. ma Peano gli alunni “de coccio” non li avrà mai incontrati? … 😉

Pubblicato da

Alidada

sono qui, nel mio spicchio di cielo

6 pensieri su “imparare bene”

  1. Grande matematico e grande logico, Giuseppe Peano! (oltre che prozio della scrittrice Lalla Romano, che su di lui ha scritto parecchio).
    Sugli allievi de coccio ho qualche riserva: più che altro credo anch’io che sia un problema di attenzione, per non parlare di pigrizia… e poi, proprio la matematica! che generazioni di genitori (seguaci più o meno inconsci di quella logica crociana che considera nobili solo le materie umanistiche) disprezzano a loro volta… Non c’è da meravigliarsi che gli studenti ci mettano poca voglia… e senza voglia non si arriva da nessuna parte…
    Bacioni, tuo
    Cosimo

    "Mi piace"

  2. Anni fa una mia amica doveva sostenere l’esame di terza media (una di coccio, corso 150h) il suo dramma era la matematica. Nessuno le aveva mai detto che i numeri non esistono in natura o che, come dice il vocabolario, la matematica è l’ “Insieme delle scienze che studiano in modo ipotetico-deduttivo entità astratte come i numeri e le misure”. Invece lei i numeri li aveva tutti, e anche le misure, la natura aveva scelto la via più rapida, bhe preso atto della cosa comprese il teorema di Pitagora e fu promossa 😉

    "Mi piace"

  3. Sottoscrivo in pieno. Mi permetto però di chiosare che Peano aveva davanti alunni un tantino diversi da quelli di adesso, un tantino più rispettosi della figura dell’insegnante (come tutta la società, del resto) e un tantino più inclini a faticare. Appena un tantino… 😉

    "Mi piace"

  4. La storia puramente didattica del grandissimo Peano forse aiuta a ricontestualizzare, da un lato, il senso delle sue affermazioni – e lo fa essere ancora più grande. Per il resto, anche io sono d’accordo con te che, se presa alla lettera, l’affermazione non tenga conto del 100% dei casi. Ma, come tutte le boutades o le dichiarazioni di intenti credo che non vada letta con la precisione della matematica (di sicuro avrà avuto allievi di coccio!) ma con la potenza evocativa della metafora, in un momento in cui l’insegnamento era ancora fortemente esclusivo (ed escludente) e il modello didattico fortemente autoritario. E, se presa come immagine, la condivido al 100%. Un po’ come a ricordarci che a insegnare a chi già sa siamo tutti molto più bravi!

    "Mi piace"

  5. In effetti penso che gli allievi “de coccio” esistano, poi con i tempi che corrono, certi ci marciano pure a comportarsi in un certo modo. Sicuramente per le persone poco portate per una determinata materia anche la migliore spiegazione del miglior professore può risultare inefficace al fine dell’apprendimento ( parlando di lezione fatta all’intera aula ).
    Queste persone, a mio avviso, andrebbero prese singolarmente ( sempre se esiste la volontà da parte dell’allievo ) con tempi e modi diversi; in questo modo certi allirvi potrebbero essere recuperati. Tutto questo per dire che anch’io penso che non sempre è colpa del professore se un alunno non riesce a capire, sono troppe le variabili che entrano in gioco per poter affernare una cosa del genere.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...