scuola

Vacanze dei prof

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strazio!

Ebbene sì,  lo confesso, io come minimo vado al mare a 100 chilometri di distanza. Non vado certo a Marina di Pisa o a Tirrenia, come minimo mi sposto verso Baratti o a Marina di Massa.  Più aumento la distanza dalla mia scuola e più diminuisce la probabilità che io li incontri! Dovrebbe essere una legge matematica …ma non lo è!

 Pensate che lo scorso anno, appena scesi di macchina a Rimini (3 ore e mezzo di auto da qui) ad Agosto, sentii una vocina alle mie spalle che mi salutava dicendomi: “Guarda che combinazione, anche lei qui al mare prof!, che bello….”. Cavolo, era Riccardino con i suoi genitori, pure loro allo stesso bagno mioooo!   Volevo rispondergli: “…bello cosaaaa? E’ ORRIBILE!”

Possibile non liberarsene dei piccoli mostri nemmeno in piena estate?

 …14al passo coi tempi

 

sfondoni

diaframma

In classe.

“Michele, guarda l’immagine e dimmi come si chiama quel muscolo che divide la cavità addominale da quella toracica e che è molto importante per la respirazione…”

“Lo so prof!!! Si chiama diaframma cartesiano!

14… no no… interdisciplinarità matematica e scienze raggiunta!…32

 

il gran freddo

freddo


Stamani sono rientrata a scuola! Alzarsi presto la mattina è un dramma dopo una quindicina di giorni che rimanevo a letto fino a più delle 9, ma so già che dopo un paio di giorni tutto rientrerà nella normalità e anche gli orari di sonno e di veglia si adegueranno presto ai ritmi del lavoro. Quello che invece non è stato per niente concepibile è il freddo con cui ci ha accolto l’edificio scolastico. Stamani, per tutta la mattinata e anche nel pomeriggio in cui c’erano le riunioni, il termometro solo in alcuni momenti ha superato i 13 gradi. E tenete presente che le aule sono sovraffollate perché si contano 27/28 alunni più il professore, quindi una trentina di persone a stanza. (più di 500 ragazzi nell’edificio scolastico)… soltanto con il calore dei nostri corpi avremmo dovuto raggiungere facilmente almeno 16 gradi. Invece oggi pomeriggio nelle aule c’erano solo 11 gradi! (misurata con il termometro)  Non vi dico i ragazzi in che condizioni erano..  basta vedere la foto che ho scattato e capite il disagio.  Hanno detto che nella scuola il riscaldamento era stato chiuso quindi…che ci si vuol fare… se è freddo è freddo! Cavolo, dico io, allora come mai in comune, nelle poste, nelle banche …ma anche nelle segreterie scolastiche c’è sempre così tanto caldo? I ragazzini non contano niente? Io sono rientrata a casa che ero un ghiacciolo e il freddo mi aveva attanagliato le ossa. Ora ho mal di testa e mi fa già un po’ male la gola. Speriamo bene…  Maledetta burocrazia..ma che mondo è?

Ancora non è Natale

caosNelle scuole è tempo di preparare i PDP per i Bes, per gli ADHD, per i DSA e per gli H…non dimenticando i protocolli di accoglienza e le norme della legge 170 e soprattutto della 104.  Paccate di roba da scrivere!… Poi c’è da aggiornare costantemente il Curricolo Verticale stando attenti al Pof e a PTOF…e i C.D.C. lavorano alacremente per questo,  tenendo conto delle indicazioni del C.d.I e del C.d.D.  A parte questo i Docenti devono  acquisire l’identità SPID e così spenderanno i loro soldini virtuali depositati nel loro “borsellino elettronico” (parole citate testualmente nella normativa!) servendosi di una piattaforma che attualmente funziona a pezzi e a bocconi. Poi gli Insegnanti si devono anche aggiornare e seguire corsi di formazione, seguendo indicazioni ben precise, dettate da una circolare ministeriale  che ad oggi  nessuno ha compreso quel che dice, tanto meno i Dirigenti Scolastici, perché scritta in una forma assurda interpretabile in cento modi diversi. Intanto  nelle scuole si consegnano pagellini interquadrimestrali riportanti  le prime valutazioni degli alunni, come se quelle scritte nei registri elettronici non fossero aperte alle lettura da parte delle famiglie dei discenti. Oltre a tutto ciò è tempo dei ricevimenti  generali pomeridiani, durante i quali interi gironi danteschi di genitori si prodigano in lunghe attese per conferire con gli insegnanti dei rispettivi figli; gente  accalcata nei corridoi della scuola  che parla e sparla di tutto e tutti.  Che caos!

Oggi pomeriggio da me,al ricevimento, è venuta una signora corpulenta che sembrava la Regina di Cuori di Alice nel Paese delle Meraviglie e mi dice: ” Mi ha detto mio figlio che lei tutte le mattine prima di iniziare la lezione si “impasticca”…prende delle medicine o delle pillole per dimagrire? “..giuro che stavo per mandarla a quel paese! Le volevo dire: “No, guardi, per sopportare suo figlio mi devo drogare!” 😦 …poi però ho fatto un respiro profondo e ho cercato di mantenere la calma: ” …veramente sono caramelle di orzo e, con il lavoro che faccio, che non sto mai zitta e parlo a voce alta, ne devo tenere in bocca qualcuna per curare il mal di gola!” no no

No, dai, …non siamo in linea in nessun modo, …è tutto troppo complicato e farraginoso; non siamo in linea ne’ con la burocrazia, ne’ con la tecnologia e nemmeno con la “sociologia”…ma come ci siamo ridotti? 😦  Ma la Montessori che ne direbbe di tutto questo?

Io sono il numero 1

[Tratto dadifficolta-in-matematica “IO SONO IL NUMERO UNO“,  di Anna Cerasoli] 

“Capire la matematica non è così difficile , basta avere qualcuno che con la matematica ci sa fare e allora il mistero che i numeri sembrano possedere si trasforma nel gioco più appassionante che c’è: quello della scoperta!”

La storia racconta di un bambino che non capiva la matematica.

Appena la maestra diceva: “Facciamo matematica!”, dice che gli veniva il voltastomaco come a sua nonna quando vede la violenza in tivù.

E testimonia la sua vittoria. Il bambino è diventato bravo in matematica, e lo è per tre motivi:

      1- Il primo è per la nuova maestra, che mi  vuole bene.

      2- Il secondo è che la matematica serve, infatti lo dicono tutti.

      3- Il terzo è che l’ho capita.

 A  parer mio, gli insegnanti dovrebbero riflettere su questa storia ed interrogarsi con serietà sul perché gli insuccessi in matematica coinvolgano una buona parte degli alunni….

Il primo e il terzo motivo sono punti chiave di riflessione, non credete anche voi? Prima cosa è agire sul piano socio-affettivo e mettere l’alunno a proprio agio mentre lavora in matematica e poi TROVARE IL MODO SACROSANTO di fargliela capire!… così l’amerà! Ecco! Ci vuole tanto?  …

Bullismo al femminile

bullismo-al-femminileLe donne ci mettono sempre un po’ del suo in ogni cosa. Fino a pochi anni fa vedevi le ragazzine delle medie a carnevale vestirsi in maschera da damina, con i boccoli nei capelli e le trine sugli abiti lunghi colorati di rosa. Adesso le cose sono cambiate e senti parlare di bullismo al femminile. Ma cos’è? Non è facile parlarne anche perché io non sono una psicologa e nemmeno una scrittrice, però tenterò di dirvi qualcosa lo stesso, perché ritengo utile parlare con voi tutti di questo problema che adesso è all’ordine del giorno della cronaca.

Mentre i maschi adolescenti diventano bulli quando fanno a botte, con ceffoni e pugni, le ragazze adolescenti praticano un bullismo più tagliente ed incisivo nella vita della vittima, quindi agiscono sul versante più prettamente psicologico delle compagne malcapitate.  Esse riescono ad arrivare dove la mera violenza non arriva; non si tocca fisicamente la vittima (anche se ci sono dei casi in cui questo accade) ma di distrugge la sua immagine esteriore ed interiore.  Tipicamente femminili sono atti come la calunnia, l’esclusione totale dal gruppo classe e le prese in giro piuttosto pesanti.

Le prese in giro sia sul fisico, che sul carattere ed anche sul modo di vestire della malcapitata hanno lo scopo di divertire, oppure di rinforzare l’immagine di sé innanzi al gruppo o al resto della classe, oppure l’obiettivo di “togliere di mezzo” la persona percepita dalla bulla come rivale in qualche campo.

La bulla percepisce il punto debole della sua vittima ed è su quello che infierirà maggiormente restando nell’ombra, in modo poco visibile specialmente dalle insegnanti.  La persona che subisce questo tipo di prepotenza è principalmente di genere femminile, timida, con disagi fisici o sociali abbastanza visibili, oppure particolarmente bella e invidiata o semplicemente insicura; comunque un soggetto a cui manca il coraggio di reagire ai soprusi.  Questa assenza di reazione decisa incoraggia il branco. Raramente il gruppo classe la difende, molto più spesso invece si assiste ad una esclusione dal gruppo e si parla di lei solo per dire cose cattive o delle falsità.

E’ da sottolineare quanto possano influire negativamente sulla personalità della perseguitata, queste azioni: prima tra tutte è l’insicurezza, l’immagine che lei ha di sé e il rapporto con gli altri.  Le occhiatine, i risolini e i pettegolezzi, infieriscono inevitabilmente sulla costruzione di una sua personalità. L’allarme maggiore è destato dall’aumento dei casi di anoressia causati dalla depressione e dalla mancata accettazione della propria corporeità. Il corpo è infatti uno dei principali argomenti di scherno delle ragazze bulle.

Il lato peggiore del bullismo al femminile consiste nel suo essere indiretto, subdolo e psicologico; si maschera bene ed è quasi invisibile dall’esterno, tant’è che genitori e insegnanti spesso non se ne accorgono. Le ragazzine “tormentatrici” sono viste come delle “cattivelle” e non come delle bulle come sono in realtà ed è per questo motivo che il fenomeno del bullismo al femminile è scarsamente conosciuto e ancora non si conoscono strategie per risolvere completamente questo problema e aiutare come si deve le vittime e le loro famiglie.

[Articolo liberamente scritto rielaborando vari articoli reperiti in rete, principalmente questo]