matematica

Cambi di rotta

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A sentire le chiacchiere della gente quasi tutti odiano la matematica e c’è addirittura chi si vanta di non capirci niente…e allora io mi chiedo per quale assurdo motivo la sottoscritta, che oggi voleva levarsi lo sfizio di leggere questo libro, ha dovuto girare in lungo e in largo per mezza Toscana per trovarne uno! Gli edicolanti mi hanno detto che sabato scorso, quando è uscito, è andato a ruba… “Ullallà!” esclamo io, speriamo che gli italiano comincino a indottrinarsi di questa bella disciplina, da me tanto amata, e si appassionino sempre più; ci sono troppi pochi matematici e invece ce ne sarebbe davvero bisogno.

Voi che ne pensate?

 

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Io sono il numero 1

[Tratto dadifficolta-in-matematica “IO SONO IL NUMERO UNO“,  di Anna Cerasoli] 

“Capire la matematica non è così difficile , basta avere qualcuno che con la matematica ci sa fare e allora il mistero che i numeri sembrano possedere si trasforma nel gioco più appassionante che c’è: quello della scoperta!”

La storia racconta di un bambino che non capiva la matematica.

Appena la maestra diceva: “Facciamo matematica!”, dice che gli veniva il voltastomaco come a sua nonna quando vede la violenza in tivù.

E testimonia la sua vittoria. Il bambino è diventato bravo in matematica, e lo è per tre motivi:

      1- Il primo è per la nuova maestra, che mi  vuole bene.

      2- Il secondo è che la matematica serve, infatti lo dicono tutti.

      3- Il terzo è che l’ho capita.

 A  parer mio, gli insegnanti dovrebbero riflettere su questa storia ed interrogarsi con serietà sul perché gli insuccessi in matematica coinvolgano una buona parte degli alunni….

Il primo e il terzo motivo sono punti chiave di riflessione, non credete anche voi? Prima cosa è agire sul piano socio-affettivo e mettere l’alunno a proprio agio mentre lavora in matematica e poi TROVARE IL MODO SACROSANTO di fargliela capire!… così l’amerà! Ecco! Ci vuole tanto?  …

imparare bene

Leggendo qua e là mi sono trovata davanti questo pensiero di Peano, sul quale sono stata un bel po’ a riflettere.

“La differenza fra noi e gli allievi affidati alle nostre cure sta solo in ciò, che noi abbiamo percorso un più lungo tratto della parabola della vita. Se gli allievi non capiscono, il torto è dell’insegnante che non sa spiegare. Né vale addossare la responsabilità alle scuole inferiori. Dobbiamo prendere gli allievi come sono, e richiamare ciò che essi hanno dimenticato, o studiato sotto altra nomenclatura.

Se l’insegnante tormenta i suoi alunni, e invece di cattivarsi il loro amore, eccita odio contro sé e la scienza che insegna, non solo il suo insegnamento sarà negativo, ma il dover convivere con tanti piccoli nemici sarà per lui un continuo tormento.”

[Giuseppe Peano (1858-1932)]
 

Sulle ultime tre righe non posso che essere d’accordo e ritengo che affermino una sacrosanta verità. Vi immaginate un insegnante di matematica che fa “il cane” quanta matematica fa imparare ai suoi alunni? E poi che vita grama  conduce in classe tutte le mattine ? 😦

 Invece sul fatto che “Se gli allievi non capiscono, il torto è dell’insegnante che non sa spiegare…” sono d’accordo solo in parte… diciamo che come insegnante di matematica sono d’accordo all’ 80% (che è tanto!), per il restante 20%  indicherei altri fattori tra cui la mancanza di attenzione dei ragazzi.. ma a volte anche il corredo cromosomico che contraddistingue ogni studente, geneticamente, dalla nascita.. beh, diciamocelo.. ma Peano gli alunni “de coccio” non li avrà mai incontrati? … 😉

matematica-mente

La matematica è bella… se non te la fanno odiare.

Ecco che cosa pensava il grande matematico italiano Giuseppe Peano agli albori del 1900:

 "Se gli allievi non capiscono, il torto è dell’insegnante che non sa spiegare. Né vale addossare la responsabilità alle scuole inferiori. Dobbiamo prendere gli allievi così come sono, richiamare ciò che essi hanno dimenticato, o studiato sotto altra nomenclatura. Se l’insegnante tormenta i suoi alunni, e invece di cattivarsi il loro amore, eccita odio contro sé e la scienza che insegna, non solo il suo insegnamento sarà negativo, ma il dover convivere con tanti piccoli nemici sarà per lui un continuo tormento."

 

certe cose sono indimenticabili..

Lo stralcio di quel tema che ho messo nel post precedente l’ho preso da una serie di scritti che ci è stato fornito come spunto di riflessione ad un convegno sulla didattica della matematica che si è svolto una quindicina di giorni fa.

In effetti su quelle frasi e soprattutto sul finale, ci ho riflettuto molto e devo dire che non sono giunta ad una unica risposta ma una serie di considerazioni che si possono mettere in relazione alla moltitudine di variabili che sono insite in un argomento così complesso. E’ vero che a volte i ragazzi nascono con l’odio verso la matematica, è vero anche che le famiglie non sempre stimolano i figli verso questo studio .. ma è anche vero che a volte sono proprio gli insegnanti che combinano dei danni sulle teste dei ragazzi.. o che non sanno trasmettere loro i giusti stimoli, necessari alla loro formazione

Comunque sia, io sono stata presa dalla curiosità e ho fatto fare il tema ai miei ragazzi di terza: “ Il mio rapporto con la matematica.. “ ho anche spiegato alla classe che volevo un racconto sincero della loro esperienza scolastica con tanto di dubbi.. di ansie.. di tempi dedicati con profitto allo studio e anche di quelli che profitto non ne danno.. insomma, tutto quello che passava loro per la mente, anche critiche! 
 

Tutto ciò mi può servire per aiutarmi a capire che cosa faccio bene nel mio lavoro di insegnante di matematica e che cosa sto sbagliando. 

Comunque sia, stamani ho raccolto gli elaborati e ho cominciato a leggere. Ho intenzione di riportare qui qualche stralcio perché sono rimasta davvero stupita di quello che hanno scritto.
Cominciamo da un alunno di quelli bravi, che ha sempre voti molto buoni:
“ La matematica mi è sempre piaciuta e posso dire che io sto alla matematica come la matematica sta a me! (che come espressione è stupenda!) Questo è il rapporto che ci lega e ci legherà per sempre.. Io non ho trovato delle grosse difficoltà in matematica perché l’ho sempre studiata e l’ho sempre capita. La matematica per me non è mai stata un peso o una croce ma un’alleata. Alle medie penso che sia esplosa la passione per questa materia, alle elementari mi piaceva, ma la maestra .. mah……….. .. non voglio fare nomi ma ce l’aveva con me perché una volta in terza elementare sbagliò una cosa e io la corressi e lei credo che pensò che le volessi passare avanti e da lì è iniziato tutto. Per esempio in un compito io feci copiare un amico e si fecero due errori uguali: lui prese Ottimo mentre io Buono/Distinto. Io chiesi spiegazioni del voto e lei mi rispose che lui aveva consegnato 15 minuti prima di me… Insomma, quella maestra mi stava proprio antipatica!"

(Alessandro 3a media)

Tema:

 

  Ci sono persone che passano la loro vita a studiare la matematica, ma io mi chiedo come facciano. Se potessi, la matematica sarebbe una materia che smetterei di studiare, visto che la odio.

Penso che questo “sentimento” dipenda dal fatto che il mio studio è stato sempre di tipo mnemonico, meccanico senza la preoccupazione di capire veramente l’esercizio che dovevo svolgere.
Colpa mia o degli insegnanti?
[Sara, 2a superiore]

 

 

 

lavorare stanca

Passo le mie giornate in mezzo ai discorsi. Chiacchiere più o meno serie riempiono gran parte del mio tempo. Spesso sono discorsi “pesanti” nel senso che è impegnativo ascoltarli e ribattere e comunque esprimersi in quelle tematiche cervellotiche. Molta matematica riempie la mia vita. Oggi sono arrivata a sfiorare le 10 ore di lavoro..In giornate come questa è davvero troppo e anche se amo questa disciplina e mi affascina mi verrebbe voglia di cancellarla dal mio spazio vitale.

Avrei voglia di musica e silenzi.. di silenzi e musica soft. Avrei voglia di allentare la morsa degli impegni e dedicarmi di più a quello che mi piace. Avrei voglia di annoiarmi nel dolce far niente..

A volte penso che mi rifugio nel blog proprio per cercare un po’ di relax ed è per questo che metto dei post ridotti a delle musiche, come quello di ieri,  che in fondo in fondo dedico solo a me stessa.

Mi rendo conto che mi proietto poco all’esterno, al vivace mondo della blogofera, perché faccio fatica a girare e a leggere… Sono un po’ assente ma ci sono lo stesso e se vi concentrate credo che in qualche modo sentiate la mia presenza.