come in un film

Ero lì davanti alla Basilica di San Francesco ad Assisi e aspettavo di ripartire con i ragazzi della gita, quando la mia attenzione venne catturata da un’immagine particolare: colori contrastanti e accesi.. volti di donna estremamente espressivi.. beh, fu un attimo, il tempo di prendere la mia Nikon nella borsetta e …

suore

 

Che dire di più? 🙂

 

i pisani… quei tirchi!

Stamani sul giornale locale, c’era questo articolo:

“Buongiorno Toscana. “Chi accende le candele deve lasciare un’offerta adeguata”. Il cartello affisso nella chiesa di San Michele in Borgo a Pisa ha suscitato curiosità ma anche le prime polemiche. Perché poi in un secondo cartello si legge: “”Attenzione!! 1 centesimo, 2 centesimi, 5 centesimi e 10 centesimi non sono sufficienti per consumare una candela. Chi non ha soldi può recitare la preghiera invece di accendere la candela”. Don Franco Baggiani, parroco della chiesa di San Michele in Borgo risponde che, se economicamente ci deve rimettere, è pronto a rimuovere tutto: per lui “bisogna capire che la candela non può costare un centesimo. La gente è di per sé avara, indipendentemente dalla crisi: se ci devo rimettere allora non la accendono più i devoti ma io”. Don Baggiani aggiunge che paga ogni cero 30 centesimi e che “nessuno è obbligato a consumare una candela, se viene in chiesa può dire una preghiera”. Prezzi, costi e tariffari in chiesa: voi che cosa ne pensate?

allergie

Dice che sono allergica. Sono nata allergica e da che sono al mondo sono stata perseguitata dai pruriti agli occhi, dagli starnuti e dai colpi di tosse.  Quando ero ragazzina adoravo lo sport e mi piaceva correre ma dovevo stare attenta perché se c’erano delle graminacee in giro poteva accadere che mi si chiudevano i bronchi e andavo in apnea.

Un medico mi spiegò che i miei bronchi si comportavano come le antennine delle chiocciole, che basta un qualche lieve segno di pericolo e vengono ritratte sotto al guscio, al sicuro.  Brutta cosa l’asma. Dannatamente brutta. Ho passato tanti anni a portarmi dietro i broncodilatatori come il Ventolin e le pasticchine di cortisone. Poi però se Dio vuole, l’asma è passata e finalmente ho cominciato a respirare a pieni polmoni senza l’ausilio di medicine. Nel frattempo però nel mio corpo le  cose sono cambiate e improvvisamente sono diventata allergica ai farmaci. Guai a prendere una penicillina come l’Augmentin, avrebbe potuto provocarmi lo shock anafilattico. Non immaginate quanti test mi sono dovuta fare. Alla fine sono approdata da una dottoressa che mi ha spiegato che la parola “allergia” ha il significato di “strano” e che le allergie “virano” e non sono mai definitive.

Fatto sta che qualche mese fa ho cominciato a soffrire di disturbi alla pelle delle mani, dapprima era un prurito fastidioso e poi è diventato un vero e proprio eczema. E così è ricominciata la processione a farsi i test ed è venuto fuori che ora sono allergica a varie sostanze inalanti e altre alimentari: non tollero il pelo del gatto e del cane, la polvere, la parietaria, la betulla, l’olivo.. ma anche le mele mi danno una reazione e le arachidi, il cioccolato, il peperoncino, ..e così via una sfilza interminabile di sostanze. Un bel problema! Comunque sia mi sono incuriosita leggendo il nome della cosa che dà più fastidio di tutte tra gli inalanti: il logliarello. Mi sono detta: “Che diamine è il logliarello?” e mi sono messa a fare una ricerca su internet, scoprendo notizie curiose su questa pianta. Guardate un po’ qua: (preso da wikipedia)

Il loglio ubriacante (Lolium temulentum), più conosciuto come zizzania, è una specie botanica annua del genere Lolium, spontanea e infestante fra le messi.

La pericolosità di questa pianta infestante è ben nota fin dai tempi antichi, soprattutto per l’alto potere intossicante.

La zizzania nella cultura popolare

Gesù usò questa pianta nella sua parabola del grano e le zizzanie, che si trova nel vangelo secondo Matteo, per indicare il tentativo del maligno di corrompere il cristianesimo introducendo “i figli del maligno”, come spiega lo stesso Gesù poco dopo in Mt 13, 36-43, tra i cristiani. In realtà la parabola, che oltre a Matteo non ha paralleli, parla di mondo (kosmos nell’originale greco) e non di cristiani o di chiesa [Nota: Mt. 13:38 dice che il campo è il mondo, che il buon seme sono i figli del regno e che la zizzania sono i figli del diavolo. Si parla dunque chiaramente di cristiani veri (la Chiesa Universale) e di finti cristiani che, per le forme, assomigliano a quelli veri].  Da questa parabola deriva il noto modo di dire “seminare zizzania“, cioè disseminare di elementi conflittuali e critici un determinato scenario relazionale rimanendo nell’ombra (il maligno agisce nottetempo mentre gli altri dormono: Mt 13, 25). Da essa deriva anche il detto comunissimo “Separare il grano dal loglio“, ossia separare le parti di qualità da quelle dannose tra esse nascoste. Indirettamente anche i detti Far di tutta l’erba un fascio” e “Gettare il bambino con l’acqua sporca sembrano esserne influenzati. Dante cita la malapianta almeno in due occasioni: Purgatorio II, 124 eParadiso XII, 129. L’influenza della parabola nella storia della cultura letteraria e popolare è complessivamente enorme.

Curioso vero? ..

Buonanotte a tutti, 🙂

pensieri sparsi

Dopo che  si è stati un po’ lontani dal blog non è facile tornare a scrivere e a raccontarsi.  E’ un po’ come se si avesse l’impressione che tutto quello che si sta per dire fosse già stato detto oppure che si tratti di banalità di cui non serve parlare.

E’ più facile comunicare inserendo nei post delle foto oppure andare su facebook dove tutto è immediato e non è impegnativo. Dei vecchi tempi del blog non è rimasto quasi nessuno in giro e questo non facilita per niente le cose; ma sappiate che non è mia intenzione abbandonare Alidada e così, di nuovo, faccio il buon proposito di far rivivere il mio blog e di esser più presente nella blogosfera con i miei commenti.

tutto è pronto

Ebbene sì, sono mancata un po’ dal web ma avevo molte cose da fare.. Adesso è  tutto pronto: i vestiti sono attaccati e pronti da essere indossati, gli accessori sono stati preparati fin nei minimi particolari, i capelli e le unghie sono solo da ritoccare all’ultimo minuti.. domattina resta da andare dalla fioraia a prendere il mazzolino e  il fiore da mettere all’occhiello degli uomini.  Le auto sono lucidate a specchio e i librettini per leggere la messa sono stati stampati e sistemati in chiesa. Qua e là ci sono ancora confetti nelle bomboniere da donare ai parenti più lontani, che arriveranno domani.. L’atmosfera è calma e rarefatta, come accade sempre, prima delle occasioni importanti. Fuori c’è un po’ di venticello di mare a muovere le foglie e la coltre oscura della sera ha già coperto la piana della valle dell’Arno, fino al massiccio dei monti pisani. Si sta bene in questa dolce attesa… domani sarà un giorno speciale, … si sposerà mio figlio 🙂

Come potevo non dirvelo? 😉