attentato a Capodanno 2013

tavolata

foto: @Alidada

Ieri, Capodanno 2013, abbiamo (di nuovo) festeggiato fatto baldoria, qui, in casa mia, con la famiglia al completo. Anche questa volta, come a Natale scorso, il menù era vario e piuttosto ricco, ma in questa occasione mi ero decisa ad aprire le varie cassettine regalo, colme di alimenti e bevande portate dai figli, che avevano ricevuto in dono dai colleghi di lavoro.  Alcune confezioni e certi sacchetti contenevano cibi conosciuti: cotechino, lenticchie, polenta, funghi secchi, pasta di tutti i tipi, sughi per la pastasciutta, taralli e salatini, olive di Gaeta… e così via.. (si vedono un po’ sulla tavola apparecchiata della mia foto) altri vasetti, invece, contenevano cose strane, sconosciute qui in toscana e che ci siamo divertiti (non sempre con successo..) ad assaggiare.

Il primo vasetto di vetro, di quelli con il punto interrogativo (che roba è?), aveva una forma rotondeggiante e il contenuto era abbastanza piacevole da vedere; sull’etichetta c’era scritto: sugo di anatra e il consiglio dello chef era quello di condirci pasta o tartine ed io così ho fatto ottenendo un discreto risultato.

Il secondo vasetto con il punto interrogativo, invece conteneva un ignoto patè di fegato di non si sa bene che animale oca/maiale.. dal colore variegato sul marrone. Appena aperto il coperchio l’odore che ne usciva era disgustoso un tantinello nauseante tant’è che qualcuno ha subito esclamato: “Sembra cibo per gatti! Io quella roba non la mangerò MAI!” .. ed ha anche ribadito il “MAI !”, e così è stato… e forse devo dire che non aveva nemmeno torto.. era meglio se non si mangiava nessuno,.. ma come si fa a buttare via il cibo…?

Ma il bello doveva ancora venire: LA MOSTARDA DI FRUTTA! Mai vista una cosa del genere! Frutta intera in una brodaglia di melassa appiccicosissima che ci siamo impiastrati anche l’anima  non vi dico! La battuta più originale è stata quella di mio figlio che ha esclamato: “Ma che cos’è?… Frutta sciroppata?” e dopo aver pescato in tutta fretta una ciliegina rossa e averla divorata, si è visto diventare tutto rosso in faccia ed esclamare in tono minaccioso: “Ehi, ma chi ha portato questa schifezza?” E noi che lo guardavamo in silenzio, abbiamo risposto in coro: “TUUUU l’hai portata! Non te lo ricordi, era nel tuo pacco regalo!“..e giù a ridere…e lui: “ma che mi volevano avvelenare?” 😦

L’unica persona che ha gradito la mostarda di frutta sono stata io medesima 😉 .. forse perchè ho dei gusti un po’ strani, non so :-).. fatto sta che me la sono mangiata tutta, appiccicandomi anche l’ugola alle tonsille in modo indissolubile!

Ecco, a questo punto mi rivolgo a voi del nord che la sapete lunga su come va il mondo, ..mi dite per piacere a che serve in tavola servire quella roba mostarda di frutta..? Dai, vi prego, indottrinatemi,… fatemi capire l’incomprensibile, giuro che vi sarò riconoscente per semore. Grazie 😉

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19 comments

  1. Da queste parti (tra BG-BS-CR) la mostarda va a quintalate, viene consumata anche come contorno ai bolliti, anche per me è disgustosa anche perchè quando si dice mostrada il palato del sud già si pedispone a gustare qualcosa che sa di mosto di vino e non di fermentazione di frutta 🙂

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  2. Si abbina ai bolliti e ai formaggi (quelli già non troppo saporiti naturalmente). Ce ne sono essenzialmente di due tipi: quella di Cremona (che ha la frutta in pezzi grossi ed è tendenzialmente più dolce) e quella vicentina (che invece è una sorta di frullato di frutta ed è più piccante). Va utilizzata in piccole dosi altrimenti stanca… Personalmente non ne vado pazzo però a volte è gradevole se abbinata col piatto giusto. Del resto nel Sud ci sono pietanze ben più piccanti per cui posso comprendere che l’uso della mostarda sia abbastanza superfluo. 🙂 un saluto e un sorriso

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    1. grazie di questa dotta spiegazione 🙂 A questo punto la mia mostarda era di Cremona, questo l’ho capito. Al sud hanno cibi piccanti.. noi qui in Toscana siamo dei “rudi” e ci nutriamo di cose “grezze”.. arrosti sulla brace (pensa alla fiorentina e alle salsicce), cotti in forno (pensa all’arista) e unti con il lardo (pensa ai fegatelli e alla soppressata).. Il dolce e il dolce-forte è quasi assente dalle nostre tavole e ci troviamo strani quando lo assaggiamo 🙂 Buona giornata a te Ulisse e un sorriso

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      1. Adoro la cucina toscana… ma purtroppo abito più a nord dove hanno una concezione diversa della vita e questa si riflette anche nella cucina… 🙂 buona giornata anche a te e piacere di esserti stato in qualche modo utile

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  3. Come dice Popof noi nel sud mangiamo come dolce la mostarda di mosto d’uva o di mosto di fichidindia che io preferisco! Ma non è per niente appiccicosa, è come la frutta secca ed è buonissima!!
    Un abbraccio 🙂
    liù

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    1. mostarda di fichidindia…? L’assaggerei volentierissimo per curiosità! Vedrò se la trovo nei negozi in zona 🙂 Una volta mi incuriosii dei “cuneesi al rum” e li trovai.. vediamo con le mostarde… 🙂

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      1. Non ti aspettare una mostarda liquida o morbida ma delle piccole formine solide quasi come biscotti!
        Se vicino hai qualche negozio gestito da Siciliani sicuramente la avranno.
        Quasi tutti conoscono e preferiscono quella al mosto d’uva che io trovo meno dolce e meno buona di quella fatta con la polpa cotta dei fichidindia e con il liquido scolato dopo la prima cottura si fa venir fuori cuocendolo ancora finchè diventa di un bel colore molto scuro il famoso vino cotto con cui poi prepariamo e inzuppiamo i mostaccioli.

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  4. Neanch’io amo la mostarda di frutta, ne ho mangiato qualche pezzetto in gioventù perché piaceva a mia nonna. Si tratta frutta cotta in un sugo speziato alla senape, mi pare, e viene usata come contorno al bollito o come ingrediente per dolci natalizi. Ciao e buon nuovo anno!

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  5. Io, invece, amo moltissimo la mostarda di frutta e mi piace assai quell’abbinamento dolce-piccante. Se non temessi per l’overdose calorica, la mangerei con grande frequenza.
    Due estati fa, a Mantova per un concerto, avevamo ‘scoperto’ una salumeria fornitissima, con mostarde di tutti i tipi. Il problema è stato decidere quali ‘lasciare’ sul posto: io le avrei comperate tutte (o quasi).
    Tra gli acquisti, anche un vasetto di ‘mele campanine’ che il consorte ha tenuto sotto chiave, usandole con parsimonia per unirle al ripieno dei tortelli di zucca. Una goduria!!

    P.S. Complimenti per la tavolata!!

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  6. mostarda di frutta come contorno del bollito?????!!!!!
    oh…..già l’idea…..
    al contorno di bollito (rarissimo peraltro nella mia tavola) potrei abbinare solo una fresca insalata mista di verdure.
    Altra cosa è la mostarda di mosto, un budino delizioso con tanta cannella e frutta secca che si gusta-va come dolce a fine pasto. pensa che si prepara-va con la cenere di bucce di mandorle!
    ma ormai è introvabile, purtroppo.

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  7. Non mi dilungo sulla spiegazione della mostarda, che al nord si mangia sempre appunto con bolliti e formaggi, ha come punto di produzione maxuma il cremonese e può avere livelli di piccanteria molto diversi a seconda del tipo di senape che si usa ma anche del procedimento (mostarda dolce, mostarda piccante). A me piace, con juicio. Ma con certi formaggi (per esempio quello di Pizzighettone) è davvero deliziosa.

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