i cenci

Nel periodo di carnevale, qui, usa fare dei dolcetti che si chiamano cenci. Sono molto semplici da preparare e buonissimi.  Copio la ricetta dal libro dell’Artusi, che poi è la mia bibbia di cucina. Tra l’altro mi piace leggerla così, con quel lessico di altri tempi..

ingredienti

Farina, grammi 240.
Burro, grammi 20.
Zucchero in polvere, grammi 20.
Uova, n. 2.
Acquavite, cucchiaiate n. l.
Sale, un pizzico.

Fate con questi ingredienti una pasta piuttosto soda, lavoratela moltissimo con le mani e lasciatela un poco in riposo, infarinata e involtata in un canovaccio. Se vi riuscisse tenera in modo da non poterla lavorare, aggiungete altra farina. Tiratene una sfoglia della grossezza d’uno scudo, e col coltello o colla rotellina a smerli, tagliatela a strisce lunghe un palmo circa e larghe due o tre dita. Fate in codeste strisce qualche incisione per ripiegarle o intrecciarle o accartocciarle onde vadano in padella (ove l’unto, olio o lardo, deve galleggiare) con forme bizzarre. Spolverizzatele con zucchero a velo quando non saranno più bollenti. Basta questa dose per farne un gran piatto. Se il pane lasciato in riposo avesse fatta la crosticina, tornatelo a lavorare.

Buon appetito  🙂


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48 comments

  1. Non puoi farmi vedere ste cose…
    ora ho fame….
    e devo andare a nanna con la bava alla bocca….azzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz.

    A Cremona le chiamano lattughe o chiacchere.

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  2. Vedo Giorgiaaaaaa!!!!! 🙂
    e poi rispondo a tutti dicendo che non sapevo che da altre parti ci sono gli stessi dolci ma che hanno nomi diversi.. infine dico ad Antonella dico che lo scudo è uno scudo! (e che diamine!) .. ma non devi sbagliarti con quell’arnese dell’armatura :-).. hai presente la moneta di 2 euro?.. Beh, quella ma un pochino più spessa! (ma che te lo spiegoa fare che tanto lo sai!) .. :-)))
    Notte ragazzi

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  3. non ti preoccupare…non ho abbandonato il blog…è solo che l’università è ricominciata e mi impegna al massimo…ed è un periodo che anche l’ispirazione lascia spazio alla stanchezza…ma presto tornerò…verdai…un bacio

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  4. Aaahh..ma sono le chiacchiere !!!! ;-DD

    Quest’ anno me la scampo….dato che non pòsso masticarle, per ora! Però mi scateno con gelato affogato nel caffé, pappe di zucchine e parmigiano, e poi budini ecc ecc ecc
    Uffh..avrò i punti per almeno due settimane…e poi sei mesi o otto, mi ha detto, per riavere i miei molari inferiori..Ma poi !!!!!!!!!!!!!!!! ;-DDD Non vedo l’ ora!

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  5. Ah, qui sotto ho rivisto le Apuane ” e alle spalle le Apuane hai scritto…;-) Che strano, per me bambina e per le volte on cui le ho potute rivedere da grande, per me, dicevo…le Apuane sono quella presenza familiare che mi sono sempre vista davanti….dando le spalle al mare! …eh la relatività…;-)) Buona giornata Ali..

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  6. ..un piatto che non conosco,..ma che ,…anche se ho fatto da poco colazione..mi stimola nuovamente l’appetito!!!
    ciao e buona giornata da claudio

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  7. Da noi sono le chiacchiere..
    Hai ragione.. sono sempre la stessa e non cambio mai..
    Sono una grandissima e incasinatissima pasticciona…
    Buona giornata 😉
    Manu

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  8. Io colleziono libri di cucina, anche in lingua straniera. Ne ho di tutte le regioni e di moltissime parti del mondo………AL momento ne posseggo 348. Ma l’Artusi per me è sempre “la bibbia culinaria”. Baci

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  9. In Emilia le chiamano sfrappole. Mi hanno suggerito di aggiungere per ogni uovo un cucchiaio di aceto ( sembra strano!!! )ma provare per credere!
    Buona giornata
    Franca

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  10. …in italiano da noi si chiamano chiacchere, nel nuorese hanno forme diverse secondo il paese e si chiamano “orilletas”…Mi hai fatto venir la voglia…. proverò la ricetta che proponi:))Ti abbraccio:)Mara

    ps:fai gli auguri da parte mia al bimbo per il fratellino nuovo

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  11. qua da me c’è un dolce molto simile, perô le chiamano chiacchere e le fanno a forma rotonda! e in puglia invece, fatte con la stessa forma di quelle della tua foto prendono il nome di cardellate, e sopra al posto dello zucchero al velo viene messo il miele e gli zuccherini colorati per decorazione 8cosî sembrano coperte di coriandoli) oppure il cotto, un estratto molto zucchero di fichi.
    la regionalità dell’italia viene unita in alcuni dolci cn qlc variante 😀
    ciao,
    Giu

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  12. sfrappe…cenci…anche qui…all’ombra del Monte San Vicino….Balcone delle Marche….acc..denti…niente niente..possiamo assaporare insieme le squisitezze?

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  13. eddai…allora manca solo roma…o più precisamente castelli romani…beh, qui da noi sono chiacchiere (poco usato) o Frappe (molto più usato);di solito vengono accoppiate alle castagnole…a mio giudizio più gustose…hihihi…cmq fanno molto carnevale in ogni posto e con ogni nome!!!
    e poi se tutte sono ” involtate in un canovaccio” beh che dire…avranno un sapore di tempi passati…
    bacio…e buona giornata!

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  14. … bugie, da me si chiamano così…io personalmente preferisco le castagnole …
    PS: si, sto pensando di fare il mio diario racconto di questa esperienza spero bella .. ho già cominciato!
    ;0) smack Filly

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  15. Da noi chiacchiere o frappe … e a me non piacciono, preferisco zeppole e castagnole ^__*
    Ciao Alid.

    A.

    p.s.: non pensi che io possa essere ancora un po’ troppo giovincello per certe cose? Ad ogni buon conto ho debitamente toccato i miei portafortuna. 😀

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  16. Da me sono le frappe, anche se io preferisco le castagnole.
    Interessante sapere chi le ha inventate:
    Chiacchiere, galani, bugie, cenci, stessi nomi per questi deliziosi dolci di carnevale che non sono altro che le antichefrictilia dei Romani che venivano fritte nel grasso di maiale. Baciotto*

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  17. Chiacchiere…nelle Marche sono chiamate così. Hai ragione nel dire che sono buonissime e mi hai fatto prender voglia di comprare l’Artusi. Un abbraccio, Renato

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  18. Anch’io ti lascio un saluto affettuoso, carissima Alidada…ne ho proprio bisogno!!!…. 🙂 ora vado a preparare la pappa, ma sono bello stanco, sai?!?

    un bacio

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  19. Si, sono le chiacchiere!
    Proprio ieri me ne hanno regalato un vassoio: avevano un sapore da farmi pensare che fossero state fritte nell’olio motore di un trattore.
    Comunque sia, in pochi istanti abbiamo spolverato tutto….
    Potere della ghiottoneria!

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  20. Ma si chiamatele come vi pare, credo che in italiano corretto sia proprio chiacchere, io ne ho fatto scorpacciata l’altro ieri…credo d’essere ingrassata 🙂 !!!!!!!!

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  21. Da noi chiacchiere 😉 così puoi farti una cartina geografica a bandierine con i nomi dei cenci in giro x l’Italia :DD
    Io non le fo che non ho tempo, ma domani me le portaaanoooooo (e saluto la dieta 😉
    Baci e buonanotte
    Ars

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  22. chiacchiere ..bugie ..cenci..a casa mia si chiamano in tutti e tre i modi, qualcuno è riuscito anche ad introdurre “frappe” , ma non ha avuto molta fortuna. Le “chiacchiere” sono quelle a far da padrone:-)))

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