Torta del nonno

Ingredienti per la pasta frolla:

300 gr di farina (200 gr del tipo 00 e 100 gr manitoba)

120 gr di burro

1 fialetta di aroma di arancia

150 gr di zucchero

2 uova

1/2 bustina di lievito vanigliato

Ingredienti per il ripieno:

200 gr di cioccolato fondente spezzettato

200 gr di panna (io uso quella vegetale)

Procedimento:

In un recipiente si uniscono tutti gli ingredienti per la frolla, si mescolano velocemente a formare un impasto consistente e omogeneo a cui daremo la forma di una palla e che andrà avvolta nella pellicola e lasciata riposare in frigo per almeno una ventina di minuti. (ricordate che la pasta frolla deve essere lavorata velocemente e con le mani fresche, quindi il burro non va sciolto sul fornello ma deve essere inglobato mentre si lavora la pasta con le mani. Se si lavora troppo la pasta finisce che questa si “brucia” e diventerà appiccicosa e inutilizzabile).

Intanto accendete il forno a 180 gradi e lasciatelo riscaldare. Nel frattempo mettete a scaldare la panna in un pentolino sul fuoco basso e piano piano aggiungete il cioccolato, sempre mescolando finché non si è sciolto. A questo punto mettete il cioccolato a raffreddare e riprendete la pasta dal frigo, dividetela in due parti e spianatela formando due dischi. Posizionate un disco sul fondo di una tortiera rivestita di carta forno, versateci sopra il cioccolato e ricoprite con l’altro disco di pasta frolla. Posizionate la tortiera in forno caldo a 180° e lasciate cuocere la torta per 35/40 minuti.

Al momento di servirla spolverizzatela di zucchero vanigliato.

E’ una delle torte più buone che io abbia mai mangiato. 😉

p.s. il cucchiaino non c’entra niente, è stato messo lì solo per fare la foto, magari ci sarebbe voluta una forchettina, ma si mangia benissimo anche con le mani 🙂

Trippa alla fiorentina

La trippa è sempre stata, fin dall’antichità, un alimento molto consumato in Toscana, e in particolar modo a Firenze dove ancora oggi è molto apprezzata. E’ veramente semplice da preparare ed è davvero appetitosa.

Ingredienti:

  1. circa 500 gr di trippa precotta
  2. n. 2 cipolle medie
  3. una costola di sedano (piccola)
  4. un paio di carote
  5. una scatola di pomodori pelati
  6. mezzo bicchiere di vino bianco
  7. parmigiano grattugiato
  8. olio e sale quanto basta

Procedimento:

Per prima cosa si taglia la trippa a striscioline sottile (se non la comprate già tagliata) e, dopo averla posta in un colino, si lava sotto l’acqua corrente. Poi si prepara un soffritto con la cipolla e la costola del sedano e si pone a rosolare nella pentola con un po’ di olio. (io uso la pentola di coccio che mi sembra più congeniale per questo tipo di preparazione). La carota va tagliata a fettine sottili e va tenuta da parte. Una volta che il soffritto è imbiondito, si versa la trippa e la carota tagliata e si fa insaporire qualche minuto a fuoco medio/alto, girandola di continuo. Fatto questo, si aggiunge il vino bianco e il pomodoro pelato, si abbassa la fiamma e si fa cuocere girando di tanto in tanto finché la trippa è tenera e succosa.

Una volta che la pietanza è pronta, si serve nel piatto con un’abbondante spolverata di parmigiano grattugiato… e buon appetito!

N.B. Se volete potete aggiungere pepe o peperoncino e anche delle patate a tocchetti.. tutto a vostro piacimento. Si può serbare in frigo per due o tre giorni e volendo, si può anche surgelare.

un sughetto niente male

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Eccoci qua, il Natale anche quest’anno è passato e tutto il daffare che ha preceduto la festa adesso resta nel ricordo.  Qui è andato tutto a meraviglia 😉 ..da voi? Il cibo è stato abbondante e ben cucinato e io (che sono stata l’unica cuoca della situazione) sono molto soddisfatta di me stessa. 🙂 Se qualcuno mi chiedesse qual è stato il piatto forte non avrei dubbi a rispondere e direi che il ragù era una vera prelibatezza. Volete sapere come l’ho fatto? Per prima cosa direi che per cucinare un ragù come si deve, servono diverse cose indispensabili: per prima cosa il tegame che deve essere rigorosamente un coccio tipo questo:

poi servono dei buoni ingredienti (odori misti, carne macinata di vitello e maiale, salsiccia, aromi e spezie varie, olio extravergine di oliva, parmigiano grattugiato, vino, sale e pomodoro). Infine serve la pazienza,… una bella dose abbondante di pazienza.. oserei dire un’infinità di pazienza.  Preparare un ottimo ragù è un po’ per noi toscani come preparare la ribollita (che qui si chiama zuppa di pane o zuppa di cavolo).. è una ricetta che presuppone una certa “religiosità” nella sua elaborazione.

Intanto il trito di verdure (qui si chiama “battuto”) si fa con la mezzaluna e il tagliere di legno. Non è buono il battuto fatto nel mixer (orrore) dove le verdurine e gli odori vengono ridotti ad una poltiglia umida… nooo.. la cipolla rossa (tanta), la carota (abbastanza),la salvia(poca), il rosmarino (poco), il sedano e il prezzemolo devono apparire come una dadolata color arlecchino e il loro odore si deve ritrovare dappertutto in casa fino al giorno dopo 🙂 Dice che in paese stanno tutti a naso in su quando io cucino in quel modo.. ma credo che chi me lo dice lo fa per scherzare e prendermi in giro.. ma non ci giurerei 😉

Dicevamo della dadolata di verdurine, ebbene, queste vanno poi depositate nel fondo del tegame di coccio e messe a scaldare insieme alla salsiccia (toscana) con un po’ di olio toscano.. (scusate, ma un po’ di sano campanilismo qui ci vuole 🙂 ). Dopo qualche attimo di cottura (non si fa rosolare che sennò poi diventa indigesto)  si aggiunge il macinato, il sale, poi il pomodoro e le spezie (noce moscata e cannella..) una bella manciata di parmigiano grattugiato e alla fine ci vuole il tocco divino.. un bel bicchiere di Chianti ad innaffiare/ubriacare degnamente la squisitezza.

Il bollore deve essere leggero e il tegame semicoperto. Ogni tanto una rimestata con un mestolo rigorosamente di legno e così via per un paio di ore e poi …mmmmm…

Beh, io con questo sughetto ci ho condito le lasagne a pranzo e i ravioli a cena e ne ho ancora per le tagliatelle di Santo Stefano (che qui è festa del Santo Patrono).

Beh, vi volevo raccontare un sacco di cose (ad esempio dei regalini spassosi che ci siamo scambiati..) ma il post mi viene troppo lungo, mi sa che il resto ve lo dirò domani, intanto se vi interessa segnatevi la ricettina, vedrete che è una cosa da provare e che poi non dimenticherete 🙂

Buonanotte a tutti 😉

baccalà coi porri alla toscana

Ecco una gustosa ricettina della tradizione toscana,  con tanto di foto scattata alla spadellata di stasera 🙂

Ingredienti

– mezzo chilo di baccalà ammollato
– 3 porri di media grandezza
– una cipolla abbastanza grossa
– sedano, carota e prezzemolo
– salsa di pomodoro
– olio

Preparazione

Si mette l’olio in una padella, si aggiunge  il trito di cipolla, sedano, carota e prezzemolo e si fa un soffriggere un po’. Quando la cipolla è imbiondita si uniscono i porri tagliati a pezzetti e si lasciano cuocere a fuoco basso, che ammorbidiscano.

Nel frattempo di taglia il baccalà a pezzetti, si asciuga, si infarina leggermente e si unisce ai porri. Si prosegue a cottura lenta aggiungendo un po’ di acqua calda e salsa di pomodoro. Non c’è bisogno di sale, ma non è male assaggiare per regolarsi. Lasciar cuocere per una ventina di minuti scoperto a fuoco moderato.

E’ buonissimo anche con la polenta oltre che con le bruschettine di pane arrostito.

cantuccini di Prato al cioccolato


In realtà dovrei chiamarli "i biscotti di Rosi" perchè la ricetta me l'ha data la mia amica Rosanna  (che io chiamo Rosi). Provate a farli, che sono semplici e poi sentirete che delizia! Qualche giorno fa li ho assaggiati al rinfresco che la mia amica ha fatto per festeggiare le nozze della sua figliola e devo dire che tutti i commensali hanno preferito quei dolciumi fatti in casa ai vari bignè comprati in pasticceria. Se poi fate come noi toscani e li "inzuppate" nel Vinsanto … mmmmm…. sentirete che giulebbe!  ("giulebbe" è detto alla toscanaccia… insomma, è una goduria .. "goduria lo sapete o devo tradurre in italiano corrente anche quel vocabolo? )
Ebbene, basta con le ciance, eccovi la ricettina:
 
Ingredienti:
400 gr farina
250 gr di zucchero
200 gr cioccolata  fondente tagliata a pezzetti
2 uova + 3 tuorli
2 cucchiaini lievito per dolci 
scorza grattugiata di un'arancia o di un limone
un pizzico di sale

Procedimento:
 Montare bene le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso quindi aggiungere la farina, il lievito, la scorza di arancia o limone e il sale.
Solo alla fine aggiungere la cioccolata

Fare dei filoncini larghi 2 dita e alti un dito.

Metterli su una teglia ricoperta di carta forno, ben distanziati.
Spennellarli bene con uovo sbattuto o semplicemente con l’albume rimasto , quindi via in forno già caldo a 180°C per circa 20-25 minuti.
Una volta cotti, toglierli dal forno e tagliarli di traverso.(ancora tiepidi)
Se piacciono particolarmente duri e croccanti rimetterli in forno per 10 minuti a tostare un po'.

Buon appetito …e grazie Rosi! 
 

pane (e bruschette)

Pane al sesamo

Qualche giorno fa, al supermercato, vidi in vendita i semi di sesamo e così mi venne in mente di provare a fare il pane, quello che a me piace tanto: pane al sesamo.. rigorosamente cotto al forno a legna.

L’avessi mai fatto! Appena misi a lievitare la pasta cominciò a piovigginare e così cominciò la mia odissea, perchè il forno è in fondo al giardino ed è allo scoperto quindi  se proprio volevo procedere nel mio intento non mi restava che incrociare le dita.

Fatto sta che il tempo non mi volle poi tanto male e mentre la pasta lievitava portai la legna e caricai il camino cominciando ad attizzare la prima fiammella.

In tempo zero il fuoco si propagò (si vede che la legna era proprio stra-secca) e il camino diventò un inferno dantesco con le fiamme che sprigionavano un calore da forno siderurgico. Pensai tra me e me che ero proprio sbadata e avrei fatto meglio ad andare per gradi inserendo la legna poco alla volta…ma era passato un anno da quando avevo acceso il forno per l’ultima volta e non ricordavo più! Comunque sia sperai che nessuno chiamasse il 115 con i vigili del fuoco a sirene spiegate .. e al seguito la neuro che mi ricoverasse tra i pazzi piromani che devastano le campagne toscane. 

Quando non ne potevo più di aspettare che il forno raggiungesse la temperatura (a proposito, come si fa a vedere la temperatura di un forno a legna.. chi lo sa? ) cominciai ad inserire timidamente la teglia con la pasta lievitata che nel frattempo aveva preso la dimensione giusta per essere cotta. Non avevo finito di spingere la teglia che subito mi si ruppe il reggiteglia e il pane cominciò a diventare nero bruciandosi inesorabilmente….panico! ..come potevo fare a togliere la teglia? Arrangiandomi con qualche straccio tirai via il tutto dal forno e alla svelta tagliai la pasta per forgiare alla meno peggio dei panini di dimensioni più piccole, che sarebbero cotti meglio.  Mezza ustionata e maledettamente arrabbiata mitigai il mio bollente spirito sotto le gocce di pioggia che nel frattempo si erano decise a scender giù
Insomma, il prodotto finale lo vedete nella foto in basso ..che forse come pane non sarà splendido, ma vi assicuro che tagliato a fettine sottili e irrorato con del buono olio d’oliva toscano era proprio una prelibatezza unica! Una bruschettina da leccarsi le dita .. Se volete la ricetta la potete trovare facilmente su internet o andare ad occhio con le dosi, come ho fatto io…, per il resto fate un po’ voi, come vi pare , io, se non avete l’olio buono, non vi prometto nulla 

Baccelli stufati.

Un paio di mesi fa seminai dei baccelli nel mio orto e adesso ne ho una quantità industriale. Ecco una ricettina semplice che può aiutare a smerciare una parte di questi semi, quella che non se ne può più di mangiare con il pecorino e prosciutto.

E’ un piatto semplice tradizionale toscano che io prediligo assai

Preparazione

Sgusciare dei baccelli (fave fresche). 

In un tegame fate rosolare nell’olio pezzettini di pancetta, aglio e prezzemolo. Dopo poco unite i baccelli, salate, pepate e fate stufare per una trentina di  minuti. Tenete il recipiente coperto e ogni tanto bagnate con del brodo. Alla fine i baccelli dovranno risultare morbidi e il liquido dovrà essere ritirato. 

Volendo si puà aggiungere un pochino di pomodoro e con questo sughetto si può anche preparare un ottimo risotto o della pasta, … anche degli spaghetti!

Ci sono alcuni buongustai che sostengono che i cuochi della corte de’ Medici aggiungessero un cucchiaio di zucchero a questa ricetta per fare risultare le fave più fresche e delicate. (io lo faccio anche con i piselli)

Volendo si può anche sostituire all’aglio la cipolla e al rigatino del prosciutto.

Buon appetito

..e buona domenica a tutti 🙂


Buccellato a treccia

Buccellato

Il buccellato è un dolce dal gusto antico, di colore bronzeo, tipico della  Toscana ed in particolare della città di Lucca. È morbido e profumato ed è per questo che viene venduto fresco, lo stesso giorno di produzione ed incartato al momento della vendita. Si possono trovare varianti  ma il vero buccellato lucchese è fatto con farina, zucchero, anici e uva passa.

Si consuma con vino, vinsanto, panna e caffè.

Ingredienti

·  Farina, 500 g

·  Zucchero, 150 g

·  Burro, 50 g

 ·  Lievito Di Birra, 20 g

·  Uova, 2

·  Latte, 1 bicchiere

·  Uvetta, 50g

·  Semi D’anice, 2 cucchiaini

·  Sale

Preparazione

  1. Si impasta la farina con lo zucchero, un uovo, il burro morbido, il latte, un pizzico di sale ed il lievito sciolto in un pò d’acqua calda. Lavorare bene ottenendo una pasta simile a quello del pane; dopo  incorporare l’uvetta ed i semi di anice pestati.
  2. Con l’impasto formare una palla e mettetela a lievitare, in un luogo tiepido, coperto con un canovaccio.
  3. Dalla pasta ricavare poi 3 filoncini piuttosto lunghi, unirli insieme da una parte e  poi passarli uno sotto l’altro proprio come si fa con le trecce. Spennellare con un uovo sbattuto e se vi va cospargete con della granella di zucchero. Porre delicatamente il dolce sulla piastra del forno e lasciarlo riposare ancora per circa un’ora in un luogo tiepido.
  4.  Infine cuocere in forno medio (170°) per circa un’ora.

In fotografia … il mio dolce. 🙂