ricette

Sformatini di zucchine

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Dosi per 4 persone

  • 4 o 5 zucchine chiare di media grandezza
  • uno spicchio d’aglio
  • una confezione di crema di tofu ( 150 gr. circa)
  • 3 uova
  • parmigiano grattugiato
  • noce moscata
  • burro e farina per gli stampini
  • olio e sale q.b.

Preparazione

In una padella far rosolare uno spicchio d’aglio, poi aggiungere le zucchine tagliate a rondelle, coprire con il coperchio e far cuocere a fuoco medio per una decina di minuti. Intanto in una terrina sbattere le uova e aggiungere il tofu, il parmigiano, la noce moscata e il sale. Quando le zucchine sono pronte lasciarle intiepidire e poi passarle nel mixer per ridurle in poltiglia ( a me piace vedere i pezzettini verdi quindi non esagero nella macinatura). A questo punto riunire gli ingredienti nella terrina e, dopo aver mescolato il composto per qualche attimo, trasferirlo negli stampini precedentemente imburrati e cosparsi di farina.  Posizionare in forno caldo e lasciar cuocere a 180° per 40 minuti.

Una volta pronti basta capovolgere gli sformatini nel piatto da portata e, se si vuole, si possono anche decorare e insaporire, per esempio aggiungendo della crema di gorgonzola ottenuta facendo sciogliere il formaggio a bagnomaria.

Questa ricetta l’ho inventata io un giorno in cui dovevo riciclare un avanzo di crema di tofu, ma è davvero molto buona e ve la consiglio; utile anche a chi deve evitare le besciamelle e i latticini in genere.

Buon sabato 🙂

Pane alla curcuma

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Pane alla curcuma

Ingredienti:

  • 400 gr. di farina tipo 0
  • 240 gr. di acqua tiepida (o latte)
  • 1 bustina di lievito di birra disidratato
  • 50 gr. di olio buono
  • 5 gr circa di curcuma

Preparazione:

Mettere la farina in un contenitore abbastanza grande, unire il lievito, l’olio, aggiungere poco alla volta l’acqua tiepida ed infine la curcuma, poi lavorare il composto (meglio usare dei guanti usa e getta per non colorarsi le mani)  fino a farlo diventare omogeneo ed elastico; a quel punto trasferite l’impasto su un piano da lavoro infarinato e continuate a lavorare ancora un po’, picchiandolo anche a più riprese sulla superficie di appoggio.

Rimettete l’impasto nel contenitore infarinato, coprite con un canovaccio umido e fate lievitare in luogo tiepido per 30 minuti.

Intanto foderate con la carta da forno una teglia, sistemate dentro l’impasto e fate lievitare in forno spento ancora per 1 ora circa,, anche un po’ in più.

Accendete il fono a 180°C infornate il pane nel forno caldo e cuocete per circa 30 minuti, fino a quando la crosta sarà bella dorata.

A parer mio è buonissimo e poi  abbiamo già detto a più riprese che la curcuma fa bene, quindi… 😉

P.S. io non metto né sale e né zucchero nel pane, ma vedete voi…

Pasta alle verdure

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Ingredienti per 4 persone:

  • 2 carote,
  • un porro,
  • uno zucchino, (detto in toscano, altrimenti una zucchina 🙂 )
  • mezza cipolla
  • due uova,
  • un pochino di burro,
  • salsa di soia
  • 300 gr (circa) di pasta
  • olio piccante (oppure olio evo + peperoncino)

Procedimento:

Per prima cosa si tagliano tutte le verdure alla julienne. In un padella  si  mette l’olio e il porro e si fa stufare circa 5 minuti, finché non si è intenerito, poi si aggiunge la cipolla, sempre mescolando a fuoco dolce. Dopo qualche minuto si inseriscono tutte le restanti verdure, si sala, si aggiunge il peperoncino e si lascia cuocere lentamente per un’altra decina di miniti (se sono verdure tenere e fresche il tempo di cottura si riduce). Ne frattempo, in un padellino si cuociono le uova con un pochino l’olio, si aggiunge sale e si gira con un mestolo per  ottenere una specie di stracciatella.  Quando la pasta è cotta, si scola e si aggiunge alla verdura insieme alle uova strapazzate e alla salsa di soia, un paio di minuti di mantecatura a fuoco alto e il piatto è pronto!

Buon appetito 🙂

Torta di riso

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Ingredienti:

latte: 1 litro

zucchero: 200 g.

riso: 250 g.

uova: 3

una bustina di vanillina

burro: 40 g.

scorza di limone e arancia grattugiata

Procedimento:

Bollire il latte, aggiungere il riso e cuocerlo senza girarlo molto. Una volta cotto il riso lasciarlo intiepidire, poi aggiungere lo zucchero, la vanillina, le uova sbattute, il burro, il limone grattugiato e l’arancia grattugiata e spremuta. Ungere una teglia e travasarvi il composto, infine porre in forno caldo a 180 gradi per circa 40 minuti. (Ogni forno ha le sue  caratteristiche quindi controllate che la cottura sia adeguata, altrimenti diminuite o prolungate il tempo di cottura).  Una volta sfornata la torta, spolverarla con zucchero vanigliato.

E’ semplice ed è ottima!

Buon giovedì a tutti 🙂

Ricette americane..

Poco tempo fa mio figlio è tornato da un suo viaggio di lavoro a New Orleans in Luisiana e mi ha portato una scatola di un preparato per dolci. L’aveva comprata al  Cafè Du Monde nel French Market di quella città.

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Ebbene, ieri sera volevo preparare quella ricetta e mi sono messa a leggere l’etichetta:

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Dice di prendere due tazze del preparato e mescolarle con 7 fl. oz. di acqua. Poi dice di miscelare il composto e stenderlo all’altezza di 1/8 di ”  , poi ricavarne dei quadrati di 2 e 1/4 di ” ; se ne devono ricavare circa 2 dozzine. Quindi mettere in un inch o 2 di olio a 370° .  “Electric skillet works best” …penso voglia dire che con la friggitrice il lavoro risulterà migliore :-). Beh, il problema grosso è capire le unità di misura che vengono usate nella grande America! Cominciamo con 7 fl.oz. di acqua… quanta diamine è???? Allora ho cercato su internet e guardate un po’ cosa ho trovato!

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Allora mi sono messa a fare un paio di equazioni differenziali e poi qualche integrale e un po’ di funzioni esponenziali e ho convertito (se ho fatto giusto!) le 7 fl. oz. in circa 210 ml ..che suona molto meglio di sicuro! 🙂 Poi son passata ai “pollici” e mi sono immaginata quelle povere massaie alle prese con 1/8 di pollice…che poi è circa 3,5 mm (usare 1/8″ non ho parole!…) . Lasciando perdere la misura dei quadrati e gli inch per la misura dell’olio, ho proceduto a occhio perché non ne potevo più di fare i conti. E anche con la temperatura ho fatto a caso, che anche lì la scala fahrenheit è un bel problema …

Comunque sia il risultato ottenuto sono dei dolci – poco dolci …tipo i “cenci” toscani, detti anche chiacchiere (di carnevale), che vanno letteralmente inabissati nello zucchero vanigliato.

Ora, dico io,  qui in toscana si prende un mucchietto di farina a occhio, ci si mette un uovo, un cucchiaio di zucchero, una scorza di limone grattugiato, si impasta veloce e ci si ritagliano dei rettangoli, poi si friggono in olio caldo …e sono profumatissimi… ma c’è bisogno di farla tanto lunga? al passo coi tempi

Ravioli cinesi

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Ingredienti per la pasta:
400 gr di farina
200 ml di acqua
Un pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno:
Due ciuffi di cipollotto (la parte verde)
Mezzo cavolo verza (piccolo)
180 gr di carne macinata di maiale
Un cucchiaino di zenzero (o curry )
Due cucchiai di salsa di soia
Un pizzico di sale

Procedimento.

Iniziare impastando la farina con l’acqua e il sale fino a formare un panetto che lascerete riposare sotto un panno.
Tagliare finemente i ciuffi di cipollotto e il cavolo verza e metterli in una terrina abbastanza capiente con il macinato ed iniziare a mischiare bene il tutto. Aggiungere poi lo zenzero  (se non lo avete ho scoperto che va benissimo anche sostituirlo con un cucchiaino di curry), la salsa di soia, il sale e mescolare bene.
Poi passare il mixer nel composto per ridurlo più omogeneo (n.b. il mixer serve per evitare che rimangano pezzi grossi di cavolo, ma il composto non deve diventare una poltiglia troppo fluida altrimenti si perderanno in parte i singoli sapori).
Appena finito, riprendere il panetto di pasta e staccare delle piccole dosi di pasta grandi quanto noci, posizionarle su un piano leggermente infarinato e stenderle con un mattarello fino a creare la forma di un cerchio (meglio se la forma è leggermente ovale). Mettere una piccola quantità di composto sul cerchietto di pasta e chiuderlo in modo da creare il raviolo. Fare lo stesso procedimento con tutti gli altri ravioli.
Mettere a scaldare l’acqua e non appena bolle inserire i ravioli, un po’ alla volta. A quel punto, lasciarli cuocere finché non tornano a galla per qualche minuto.

Poi, prendere i ravioli e servirli accompagnati o con un filo di salsa di soia o un pochino di burro, a piacimento.
Buon appetito!

Buon mercoledì a tutti. 🙂

Vellutata di zucchine

 

vellutata di zucchine

A parer mio questa vellutata di zucchine è davvero buona e spero piaccia anche a voi.

Dosi per 4 persone:

1 patata abbastanza grossa

1 cipolla media

5 o 6 zucchine abbastanza piccole (di quelle chiare e tenere)

2 bicchieri di brodo vegetale

1/2 bicchiere di vino bianco

Olio, sale e parmigiano quanto basta

A piacere: crostini di pane

Procedimento:

In una pentola si mette a stufare la cipolla tagliata a listelle con qualche cucchiaio di olio evo; quando la cipolla sarà leggermente rosolata si aggiungono gli zucchini e le patate ridotti a cubetti e si fa insaporire per qualche minuto girando con un mestolo di legno.  Non appena il composto sarà leggermente rosolato, si aggiunge il sale, il vino e poi il brodo e si lascia cuocere per una mezz’oretta rigirando ogni tanto.

Alla fine, quando le zucchine e le patate saranno cotte, si frulla il composto con un mixer e si aggiunge il parmigiano e, se si vuole, i crostini di pane.

Su internet ci sono molte varianti di questa vellutata,  in alcuni casi si prevede di inserire la panna, in altre il latte e in altri casi ancora del formaggio fresco. A me piace così, senza esagerare con i latticini, ma vedete voi, secondo i vostri gusti.

Buon venerdì a tutti 🙂

 

 

Risotto al nero di seppia

 

Ingredienti:

3 seppie nere di media grandezza (1 vescichetta di nero)

300 gr. di riso

mezza scatola di piselli

2 spicchi di aglio e un po’ di prezzemolo

1/2 bicchiere di vino bianco

olio, sale,  e peperoncino quanto basta.

Procedimento:

Pulire e tagliare a dadini le seppie e metterle da parte insieme ad 1 vescichetta di nero. In una pentola far rosolare il battuto di aglio  e prezzemolo e poi aggiungere le seppie; far insaporire un pochino e dopo aggiungere  il vino  e gradatamente acqua calda, fino a che le seppie non siano abbastanza tenere (direi più o meno un quarto d’ora). A quel punto unire il riso, il sale, i piselli e il peperoncino e portare a cottura mescolando  di tanto in tanto con un mestolo di legno. Solo al termine,  poco prima di impiattare, aggiungere il contenuto della vescichetta,  girando il risotto in modo da distribuire uniformemente il colore nero.

E’ ottimo… buon appetito!

 

cuore di fragola

fragola

Tempo di preparazione: 30 minuti
Tempo di raffreddamento: 4 ore 
 

Ingredienti

  • 300 g di Philadelphia Classico in vaschetta
  • 2 dl di panna fresca
  • 400 g di fragole
  • 10 g di gelatina
  • 1 limone non trattato
  • 200 g di biscotti tipo digestive
  • 80 g di burro
  • 100 g di zucchero

Preparazione

Ammorbidite i fogli di  gelatina in acqua fredda, poi frullate 300 g di fragole con lo zucchero e tenetele da parte. A questo punto tritate nel mixer i biscotti, unite a filo il burro sciolto e continuate a frullare fino ad ottenere un composto omogeneo.

Compattate il composto di biscotti sul fondo di uno stampo a forma di cuore rivestito con un foglio di pellicola per alimenti e trasferite lo stampo in frigo. Scolate la gelatina, strizzatela e scioglietela in un pentolino con un cucchiaio di panna.

Lavorate Philadelphia per ammorbidirlo, amalgamatelo con la purea di fragole e la gelatina sciolta e filtrata attraverso un colino. Montate la panna rimasta e mescolatela con delicatezza alla crema di fragole. Versate il composto nello stampo, lasciate rapprendere il dolce per almeno 4 ore, sformatelo e servite decorando a piacere con le fragole tenute da parte.

Una delizia per gli occhi e per il palato.

La ricetta proviene da qui

 Buon San Valentino a tutti! 

un sughetto niente male

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Eccoci qua, il Natale anche quest’anno è passato e tutto il daffare che ha preceduto la festa adesso resta nel ricordo.  Qui è andato tutto a meraviglia 😉 ..da voi? Il cibo è stato abbondante e ben cucinato e io (che sono stata l’unica cuoca della situazione) sono molto soddisfatta di me stessa. 🙂 Se qualcuno mi chiedesse qual è stato il piatto forte non avrei dubbi a rispondere e direi che il ragù era una vera prelibatezza. Volete sapere come l’ho fatto? Per prima cosa direi che per cucinare un ragù come si deve, servono diverse cose indispensabili: per prima cosa il tegame che deve essere rigorosamente un coccio tipo questo:

poi servono dei buoni ingredienti (odori misti, carne macinata di vitello e maiale, salsiccia, aromi e spezie varie, olio extravergine di oliva, parmigiano grattugiato, vino, sale e pomodoro). Infine serve la pazienza,… una bella dose abbondante di pazienza.. oserei dire un’infinità di pazienza.  Preparare un ottimo ragù è un po’ per noi toscani come preparare la ribollita (che qui si chiama zuppa di pane o zuppa di cavolo).. è una ricetta che presuppone una certa “religiosità” nella sua elaborazione.

Intanto il trito di verdure (qui si chiama “battuto”) si fa con la mezzaluna e il tagliere di legno. Non è buono il battuto fatto nel mixer (orrore) dove le verdurine e gli odori vengono ridotti ad una poltiglia umida… nooo.. la cipolla rossa (tanta), la carota (abbastanza),la salvia(poca), il rosmarino (poco), il sedano e il prezzemolo devono apparire come una dadolata color arlecchino e il loro odore si deve ritrovare dappertutto in casa fino al giorno dopo 🙂 Dice che in paese stanno tutti a naso in su quando io cucino in quel modo.. ma credo che chi me lo dice lo fa per scherzare e prendermi in giro.. ma non ci giurerei 😉

Dicevamo della dadolata di verdurine, ebbene, queste vanno poi depositate nel fondo del tegame di coccio e messe a scaldare insieme alla salsiccia (toscana) con un po’ di olio toscano.. (scusate, ma un po’ di sano campanilismo qui ci vuole 🙂 ). Dopo qualche attimo di cottura (non si fa rosolare che sennò poi diventa indigesto)  si aggiunge il macinato, il sale, poi il pomodoro e le spezie (noce moscata e cannella..) una bella manciata di parmigiano grattugiato e alla fine ci vuole il tocco divino.. un bel bicchiere di Chianti ad innaffiare/ubriacare degnamente la squisitezza.

Il bollore deve essere leggero e il tegame semicoperto. Ogni tanto una rimestata con un mestolo rigorosamente di legno e così via per un paio di ore e poi …mmmmm…

Beh, io con questo sughetto ci ho condito le lasagne a pranzo e i ravioli a cena e ne ho ancora per le tagliatelle di Santo Stefano (che qui è festa del Santo Patrono).

Beh, vi volevo raccontare un sacco di cose (ad esempio dei regalini spassosi che ci siamo scambiati..) ma il post mi viene troppo lungo, mi sa che il resto ve lo dirò domani, intanto se vi interessa segnatevi la ricettina, vedrete che è una cosa da provare e che poi non dimenticherete 🙂

Buonanotte a tutti 😉