Londra

Qualcuno mi ha invitato a scrivere e raccontare..e io raccolgo l’invito

London eye

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Giorni fa a Londra si respirava un’aria strana. Tutto sembrava svolgersi come di consueto ma se si osservava con un po’ di attenzione, si notava che qualcosa esulava dalla normalità.

 La gente riempiva la metropolitana e viaggiava in silenzio e di corsa seguendo ognuno i propri ritmi veloci di lavoro. Spesso potevo notare giornali aperti e spiccava sempre la scritta “bomber”. Insomma, Londra non voleva darlo molto a vedere ma era in allerta. In quei 4 giorni in cui ci sono rimasta ho viaggiato spessissimo nel “tube” (come lo chiamano loro) e cercavo di non pensare a quel che ci poteva capitare. Era un po’ come giocare alla roulette russa.. ma con una pistola che io al momento pensavo fosse scarica perché aveva già sparato tutte le sue munizioni ( e invece purtroppo mi sbagliavo…).

La mia borsetta spesso è stata presa di mira dai poliziotti inglesi che ci hanno rufolato dentro a più riprese mano a mano che visitavo musei e luoghi d’interesse culturale e artistico. La perquisizione più grossa l’ho avuta all’ingresso del London eye (l’occhio di Londra) la grandissima ruota panoramica situata sul Tamigi, proprio di faccia al Big Ben.

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Prima di entrare nelle cabine, ognuno di noi veniva scrupolosamente perquisito e poi, come se non bastasse, veniva sottoposto al metal detector.. ogni borsa e borsetta veniva aperta.. A me mi è sembrato molto strano che qualcuno rufolasse in quel modo nella mia borsetta.. La borsetta di una donna è come il suo micromondo e ci puoi trovare tutte le sue cose, che per lei sono preziose..e veder loro che se le ripassavano tra le mani e le guardavano in modo sospettoso mi è sembrato tanto strano. Una volta finito il giro panoramico, non appena la cabina si vuotava e i visitatori scendevano, 3 poliziotti entravano dentro con specchietti e altre diavolerie tecnologiche indagando sotto e sopra a quell’unica panchetta che vi si trovava in mezzo.

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London eye

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 Una volta mi sono fermata a fare fotografie del metro e quando la sorveglianza mi ha visto mi ha cacciato via alla svelta. Meno male che non mi ero portata le forbicine da unghie e nemmeno una pinzetta di quelle per i pelucchi..ci sarebbe stato da farsi arrestare. Ecco come ho visitato Londra.. Una Londra assediata e impaurita. Ma nonostante tutto mi è piaciuta moltissimo. Se dovessi scrivere le mie impressioni, penso che ci scriverei un libro. Ho visto i quadri di Leonardo alla National Gallery e ho letto “gellatto” nel menu del ristorante che si spacciava per italiano.. Ho notato che l’unico personaggio italiano nel museo delle cere di Madame Tussot era Pavarotti e che ne’ Mussolini ne’ Berlusconi.. ma nemmeno Giulio Cesare avevano avuto l’onore dell’immortalazione. Ho notato che a Londra non esistono gli extracomunitari come da noi e che nessuno ti lava i vetri ai semafori e nemmeno cerca di venderti collanine e gingilli vari.. Dappertutto c’è molta pulizia..e molta gente che pulisce ..E poi ..strano, non ho visto rondini e la mattina non c’erano passerotti a far confusione..  nella notte c’era un gran silenzio.. nemmeno qualche voce e neppure qualche civetta come invece è solito qui a casa mia…

A volte mi chiedevo se lì era meglio o peggio che qui. Se lì era più bello o più brutto che qui. Insomma, mi sforzavo di fare un paragone.. ma paragoni di questo tipo non si possono fare..

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Buon w.e. a tutti,

Alidada

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14 comments

  1. ..la prossima volta racconterò qualcosa della Sardegna..e allora vedrai mia cara Mara! :-)) Ho in serbo qualcosina di carino 😉 Buon w.e. ..SMACK

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  2. A Londra ci vive e lavora mio fratello.
    Volevo andarci quest’estate con mia figlia, ma credo sia meglio rimandare.
    Comunque per me e mia madre ” giorni particolari”.
    Buon fine settimana
    Linda

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  3. é pazzesco raccontare una vacanza in questo modo, è pazzesco vivere in questo modo… è pazzesco sentirsi così impotenti ed è pazzesco tutto questo ed altro….
    Un bacio mia cara Aly e bentornata…
    Mutty

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  4. Lo stato d’assedio in cui tutti viviamo senza troppo farci caso striscia….striscia…fa male all’anima. Questo sento io. Ciao cara, Vera

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  5. E’ assurdo… ho vissuto in Inghilterra per 4 mesi, ci ho lavorato e ci ho studiato, mi son sempre sentita al sicuro camminando per la strada o prendendo la metropolitana o gli autobus di sera… e non l’ho fatto con l’incoscienza di una ragazzina di 17 anni, ma perché effettivamente non esistevano pericoli… e ora leggo di vigilanza e di perquisizioni… mi fa male pensare a Londra così…

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  6. Ciao Ali, che bello ritrovarti!
    E’ brutto pensare al nostro momento storico. A volte mi chiedo dove andremo a finire e ciò mi turba non poco…
    Io ho sempre creduto e sperato nel futuro… Voglio continuare a farlo, voglio continuare a crederci, voglio ancora sperare che sia possibile un mondo senza più guerre, morti ingiuste e terrore.

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  7. Questo mondo capovolto che ci toglie il gusto di goderci pienamente i luoghi che desideriamo visitare, di poter ammirare le sue magie senza pensare a cosa possa capitarci…di certo un po`la voglia di mettersi in viaggio passa. Parlando con Mara pensavamo proprio che Londra fosse in questi giorni più sicura di altri luoghi e invece…
    Per fortuna tu ci hai portato un po`delle sue bellezze del suo ordine…mi chiedo solo se le rondine e le civette sappiano che si respira violenza e siano andate oltre…(troppa fantasia la mia come sempre)

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