Tra me e me

  Non ce la faccio. Non ce la posso fare a far finta di niente e parlare del più e del meno. Mi sono detta di tenere spenta la tv e di non guardare internet, evitando le immagini della devastazione del terremoto, ma è impossibile. Non si può mettere la testa sotto terra come fanno gli struzzi per non vedere.  Sono impotente di fronte a questa sciagura immane e non posso far niente se non pregare e mandare qualcosa di cui loro potrebbero aver bisogno.  Qualche ora fa sono andata sul sito di Libero per guardare la posta elettronica e mi sono ritrovata ad ascoltare le voci di coloro che chiamavano i soccorsi per l’emergenza. Sentire il terrore di chi forse di lì a poco non ce l’avrebbe fatta è a dir poco disarmante. Incredibile.

Poi ho acceso la tv e, prima che potessi cambiar canale, ho visto una ragazza che raccontava di aver perso tutto quanto e mentre si accomodava i capelli lunghi, sciolti sulle spalle, ha sussurrato: “ho perso anche il lego dei capelli…” e su quell’immagine tenera e ingenua ho sentito un groppo alla gola e le lacrime calde che mi solcavano il volto. Come ci si può risollevare da tutto questo martirio? Perché deve succedere una cosa del genere?  Ogni volta che accade un nuovo terremoto, ricomincia una nuova Odissea ed è sempre come se fosse la prima volta. Sentiamo la Natura ostile e minacciosa e non siamo abituati a sentirla così. Siamo abituati a vedere le nostre montagne come se fossero un rifugio sicuro al di là di ogni pericolo e quei paesini arroccati che ci fanno sorridere anche solo al guardarli da come sono pittoreschi. Ricordo una volta, da bambina, transitai da Orte per andare in auto al mare con i miei genitori e alzando lo sguardo vidi proprio Amatrice e tutti noi si sorrise pensando che finalmente sapevamo da dove veniva la pasta alla Amatriciana.  E’ così che vorrei pensare sempre a quei luoghi, ma quello che vorrei io conta poco.

Se c’è un burattinaio che dirige la scena mi chiedo che razza di copione stia seguendo e il perché di uno spettacolo così nefasto.

E per stasera questo è tutto.

A domani amici miei.

Alidada

Forza…

Oggi non è possibile scrivere niente qui sul blog, se non un piccolo accenno di come mi sento. Sono passate poche ore dal disastroso terremoto che ha colpito il centro Italia e la ferita è fresca e dolorosa. Io ho nel cuore e nei pensieri quella povera gente che si trova da un momento all’altro ad affrontare un’ecatombe del genere. Siamo ben poca cosa di fronte alla sovrumana potenza della natura e quando arriva inaspettato il momento che siamo costretti a sottoporci al confronto, ci ritroviamo in ginocchio a testa bassa, impotenti come un granello di polvere spazzato da un terribile uragano.  Preghiamo, piangiamo e ci stringiamo in un abbraccio solidale, grande quanto l’Italia intera.

Oggi nel mio paese c’è stato un frenetico movimento per approntare la colonna mobile che si è poi messa in moto poche ore fa dal magazzino regionale ANPAS della Protezione Civile della Toscana.

ANPAS

ANPAS1

Sono partite le attrezzature che accoglieranno gli abitanti di Amatrice sfollati dalle proprie abitazioni: decine di tende in arrivo, insieme ad altre attrezzature.  Tutti i volontari della Pubblica Assistenza sono stati chiamati e impegnati a caricare i 7 tir inviati sul posto.   Si tratta di un modulo di assistenza alla popolazione che potrà ospitare per ora fino a 250 persone, composto da tende con 12 posti ciascuna, una cucina mobile, una tensostruttura, un modulo dispensa e uno per la distribuzione dei pasti, insieme a servizi igienici e a due moduli segreteria: uno per la gestione del campo e dei volontari e uno per il censimento della popolazione.

Tutte le primavere, le scolaresche delle scuole della zona sono invitate a visitare il deposito di queste strutture della Protezione Civile e si spera sempre che la colonna mobile resti sempre lì a riposo…invece all’improvviso ecco che è chiamata a partire in tutta fretta e a portare il suo contributo a chi ne ha bisogno. Grazie a questi bravi volontari che corrono a dare il proprio aiuto, vi siamo riconoscenti.  Forza…