stranezze

Le carote viola

Mi capita sempre più spesso di trovare al supermercato della frutta o della verdura mai viste prima. Cocomeri piccolissimi e senza semi, pesche di forma schiacciata, cavoli coloratissimi…e così via. Io mi chiedo che cosa sta succedendo… non capisco.  La farina raffinata che fa male e i  latticini che sono sempre più al bando e che stanno sparendo dalle nostre colazioni.  Beh, il discorso sarebbe molto lungo ma non voglio addentrarmi in problemi più grandi di me, mi limito a mostrarvi queste:

carote2.jpg

L’etichetta dice>: “carote viola Toscane“. Io ci sono nata in Toscana e com’è che non le avevo mai viste prima di ora? Eppure gli OGM sono illegali. Ebbene, non costavano nemmeno tanto, fatto sta che mi sono incuriosita e le ho comprate,…eccole:

carote3

E poi le ho sbucciate come le carote normali e le ho lessate:

carote1

carote viola

Ora, qui in foto, sembrano caramellate, invece sono condite solo con un filo d’olio e una puntina di succo di limone. Sono buone, una cosa di mezzo tra le barbine rosse e le carote.

Strane vero?

Buon giovedì a tutti  55

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???

Della serie “alle stranezze non c’è mai fine” oggi, quando sono uscita di casa e sono andata a prendere l’auto giù al parcheggio, sono rimasta allibita dalla sorpresa: era piovuto fango! ( o “mota” come si dice qui in dialetto toscano)

[foto presa in rete]

Avevo già visto accadere una cosa simile, ma mai fino a questo punto! Pensate che ho dovuto correre per non farmi macchiare tutta la giacca con le gocce della pioggia terrosa.

In realtà dice che non si trattava di terra ma di sabbia del deserto algerino, portata dal vento di scirocco… sia quel che sia.. è stato un gran sudiciume …e l’auto è da lavare!

nel 1400.. quasi 1500

 

Successe che avevo una nomina per tenere dei corsi di aggiornamento sulla didattica della matematica e a volte mi allontanavo anche più del solito per raggiungere delle scuole distanti. Quella volta era verso marzo e mi recai a Migliarino Pisano, che dista da qui una quarantina di chilometri. Io non sono proprio abituata a viaggiare tanto e il traffico mi stanca e così, dopo la scuola della mattina.. il viaggio.. e la lezione dell’aggiornamento che durò circa 3 ore, diciamo che ero letteralmente cotta! Fatto sta che faceva quasi buio quando ripresi l’auto per tornare a casa, ma intanto ebbi qualche problema a farci entrare un enorme vaso di fiori bianchi e pieni di pollini vari, che molto gentilmente quei docenti mi avevano regalato durante quell’ultimo incontro. Il vaso non stava da nessuna parte se non nello spazio destinato al passeggero, proprio di fianco al posto del guidatore. Insomma, quei pollini e quei fiori ce li avevo tutti in faccia e sotto al naso, tant’è che ogni poco li dovevo spostare per vedere la strada.Una volta in marcia sulla via di casa, cercai i cartelli per Pisa, infatti dovevo transitare per quella città per poi andare oltre, verso Firenze, ma tutto d’un tratto si mise a diluviare e non si vedeva più nulla. Meno male che davanti a me c’era un auto che andava piano piano e che mi faceva strada. Immaginatevi la scena.. i fiori.. il diluvio.. i vetri appannati..e la stanchezza. Fatto sta che mi rilassai un attimo, tanto c’era chi mi faceva strada e dissi tra me e me: “meno male che ho davanti a me un navigatore che mi guida!”.

Il tempo passava e io pensavo ai fatti miei,.. a quel bel regalo che mi avevano fatto in quella scuola e anche a quale cenetta mi aspettava a casa dove finalmente avrei potuto riposare. Ad un tratto poi la pioggia cessò e l’auto davanti a me si fermò a secco, allora io mi spostai in avanti a guardare fuori, per vedere dov’ero .. ma all’improvviso mi accorsi che non riconoscevo affatto quel paese.. Mi apparve un castello, o forse delle vecchie mura che potevano apparire come un castello e la luce giallastra dei lampioni rendeva l’atmosfera magica, quasi irreale.

Cominciai un po’ a preoccuparmi. Dove diamine ero finita? A quel punto vidi il tizio che era appena sceso dall’auto e che si allontanava in fretta, aprii il finestrino e chiesi a voce alta: “Scusi, come si chiama questo paese?” e lui di rimando: “Si chiama Filettole”.. A quel punto meno male che era quasi buio perché credo di aver sgranato gli occhi e spalancato la bocca. “Frittoleeeeeeee? …

Pensai che ero piombata indietro nel tempo nel 1400… quasi 1500! Come nel film di Benigni insomma! Ripresi fiato e urlai a tutta voce: “Scusi, ma Pisa dov’è?” e quel tizio: “Qui siamo quasi a Lucca, deve tornare indietro per una ventina di chilometri!”..

E a quel punto non volli saper altro.. nemmeno in che anno ero finita! Girai l’auto facendo manovra a fatica per via di quella benedetta pianta esageratamente grande e pollinosa e tornai indietro, .. finalmente nella via giusta, verso il mondo civile. Arrivai a casa a notte inoltrata, piena di pollini e di idee strane in testa.

Pontedera.

Pontedera è una cittadina abbastanza piacevole ed è completamente adornata da monumenti che io definirei "singolari".

Questo  che ho fotografato con il cellulare mentre transitavo con la macchina, si trova in mezzo ad una grande rotatoria nelle vicinanze dell’ospedale. 

Che ne dite… vi piace?

 

 

lo strano girasole.

girasole

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Vi è mai capitato di guardare un fiore pensando di riconoscerci delle sembianze umane?

Questo girasole l’ho fotografato mentre aspettavo il traghetto a Giglio Porto, era stato piantato in un vaso e se ne stavo placido, con quel faccione enorme rivolto ad est, verso il mare. 

Io più lo guardavo e più mi sembrava di riconoscerci una persona. Vedevo gli occhi, la bocca e il ciuffo dei capelli sulla fronte e mi sembrava che mi stesse dicendo: "Ohhhh…… " .. tendendomi una mano..ops.. una foglia!

Dico la verità,  quasi mi intimoriva…

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