per un ozioso lockdown

casa dolce casa

Scendo le scale di casa mia e, ferma sull’ultimo gradino, fotografo le mattonelle dell’ingresso al piano terra. Strano, non mi sembravano così belle come in foto. Noto che il piastrellista, nel lontano 1908, non si era posto tanti problemi con le simmetrie. Era di certo un muratore avanguardista e aveva giocato di fantasia con i decori.

E pensare che qualche anno fa mi ero decisa a sostituire questo pavimento mettendone uno più moderno. Meno male che non l’ho fatto perché adesso mi piace molto.

In questa giornata cupa, fredda e monotona non c’è molta voglia di chiacchierare e raccontare. O almeno, per me è così. Fuori dai vetri della finestra poco fa osservavo il cielo che appariva uniforme, color grigio plumbeo e non prometteva niente di buono. Fuori ora tutto tace come se il mondo fosse in apnea in attesa di chissà cosa. Non si sa se è più colpa del covid che ci riduce in questo stato di letargo apparente o la pesantezza di questo inverno piovoso e opprimente, fatto sta che qui siamo tutti rinchiusi in casa e si passa il tempo come si può, anche fotografando i pavimenti più banali del mondo. Poco fa ha telefonato di nuovo la protezione civile ricordandoci il rischio neve e raccomandandoci di stare in casa stanotte. Io mi sto chiedendo se volendo, stanotte avrei potuto uscire di casa o no, perché ero rimasta al coprifuoco dalle 22 in poi, ma può essere che qualche Dpcm me lo sia perso o me lo sia dimenticato, comunque sia non uscirò di certo, questo è poco ma sicuro. Starò qui ora, stanotte, domani e domenica..e poi e poi ancora.. ho da fotografare tanti altri pavimenti, che la mia casa è grande e hai voglia a scattare foto!

Fine della storia

film a caso

Non mi è mai piaciuto andare a comprare in quei negozi che stanno chiudendo, mi mette troppa tristezza. Leggere quei cartelli con la scritta “Fuori tutto per cessazione attività” mi fa venire il groppo alla gola. Penso all’entusiasmo di chi si è messo in gioco e ha impegnato i propri risparmi per cominciare un lavoro e poi penso al via vai dei clienti che, per chissà quanto tempo, si sono succeduti a fare acquisti. Poi però rifletto sui tanti cambiamenti che velocemente si susseguono nella nostra società e immagino le delusioni e le amarezze dei commercianti che non ce la fanno più a tirare avanti e giorno dopo giorno ci rimettono, pagando le spese con i sempre più esigui guadagni finché piano piano le vetrine si svuotano e le luci si spengono e non resta altro da fare se non andarsene.

Vicino a casa mia c’era un gran bel negozio che noleggiava le videocassette e negli anni ottanta c’era sempre la fila di clienti fuori alla porta d’ingresso, gente corsa lì per cercare di accaparrarsi qualche bel film, magari di animazione, da vedere con i figli alla tv, attraverso il videoregistratore. Poi, negli anni novanta sparirono le videocassette e cominciarono i dvd e di nuovo ci fu il boom e tutti a noleggiare i film più recenti e che si erano appena visti nei cinema e anche in quegli anni era una festa stare la sera tutti davanti alla tv con il lettore dvd acceso. Poi però è arrivato internet, insieme ad un sacco di altre cose tecnologiche e figurati se ora la gente va a noleggiare i dvd! Fatto sta che Vittorino, cioè il padrone di quel bel negozio di cui parlavo prima, ieri ha dovuto chiudere ed è stato costretto, a 55 anni, a reinventarsi un nuovo lavoro per mantenersi la famiglia. Stavolta però mi sono fatta forza e sono andata a comprargli qualche film perché mi aveva detto che cercava in tutti i modi di sbarazzarsene. Fatto sta che due giorni fa sono entrata in quel negozio triste e quasi buio, ho salutato Vittorino che conosco bene da anni e poi ho acquistato una decina di film a caso, per fare più in fretta possibile, spendendo poco più di 10 euro. Sono uscita e me ne sono andata a passo svelto senza voltarmi indietro…

Fine della storia… in tutti i sensi.

In “terra straniera”

Ebbene sì, sono tornata da Milano e visto che nel borgo medievale sono tutti ammalati,(compresa mia figlia che aveva la febbrina ed era in attesa di tampone) mi sono fiondata a diritto in “terra straniera” a cercare un rifugio sicuro Covid-free. Ci sono rimasta una settimana e ho goduto di giornate assolate e tranquille in riva al mare. Non ho fatto niente di strano se non qualche passeggiatina davanti a casa, poi però anche la Toscana è diventata zona rossa e ho dovuto per forza rientrare.

Nella “terra straniera” non avevo internet quindi ho taciuto a lungo, ma vi ho portato delle foto e oserei dire che qualcuna è anche bella. Ve le mostrerò 🙂 Ora sono a casa, chiusa in trincea come se fossi in territorio ostile. Quando finirà questo strazio? Io ve lo dico, appena arriva un vaccino, fosse anche uno schifo di vaccino che magari mi proteggerà per 2 giorni, io me lo farò. Intanto mascherine, guanti, disinfettante e coltello tra i denti…siamo in trincea.

P.S. se qualcuno si chiedesse dove si trova questa “terra straniera” dico che è in Toscana e un bell’indizio è nella foto, nella parte in basso a destra. Quel “Pisa merda” è una firma inconfondibile! 😀 . Chi tra i Toscani accoglie un pisano in quel modo?