Chi tutela chi?

Oggi sono stata a camminare in campagna, su per la collina ed ho incontrato un anziano contadino con cui mi sono messa a chiacchierare. I contadini toscani di una certa età sono tutti simili tra loro: magri, ossuti,  indossano sempre  qualche camicia a quadri colorati e un cappellino a coprire i pochi capelli rimasti in testa. Essere contadini vuol dire non conoscere fatica, alzarsi alle 5 di mattina e sgobbare tutto il giorno senza tregua. Fino a qualche anno fa i prodotti agricoli delle colline toscane erano abbondanti e di pregio: olio di frantoio e vino del Chianti, ma anche frumento, orzo, granturco, girasoli e mille altre cose tutte altrettanto utili e gustose per la nostra alimentazione oltre che benefiche per la salute di tutti.

Da qualche anno il clima però è cambiato e le coltivazioni spesso vengono rovinate dagli acquazzoni improvvisi e dalle forti raffiche di vento che si abbattono senza pietà travolgendo tutto quello che si trova sul loro percorso.  Il contadino scuoteva la testa mestamente mentre guardava i suoi campi con lo stesso sguardo affettuoso  che ha una madre mentre guarda il proprio figlio in difficoltà.

Poi però la nostra conversazione è  continuata: “Te non sai però chi fa danno più di tutti!”,  mi ha detto l’uomo di campagna fissandomi negli occhi. E io ho risposto:

“Non saprei, chi?”

“ I danni maggiori li fanno gli animali selvatici! I caprioli per primi, ma anche i cinghiali e poi le talpe, gli istrici, i daini, …pure gli scoiattoli! I caprioli schiccolano tutta l’uva e se la mangiano, ma mangiano anche le olive e strappano tutti i rami più giovani agli alberi.  Invece cinghiali rovesciano anche il terreno e dove passano loro sembra sia terra arata, sono molto feroci. Le talpe poi scavano sotto terra e addio patate, carote, cipolle… Gli scoiattoli si arrampicano sugli alberi da frutto e si servono mangiando tutto quello che trovano…. “ e poi ha aggiunto sorridendo: “ Pensa, c’è uno scoiattolo che mangia i frutti e sputa i noccioli sulla mia testa! Lo fa apposta!” E ci ha riso.  Una devastazione, insomma. La terra coltivata è sempre più rara e i cacciatori non ci sono più e così gli animali, indisturbati,  fanno man bassa di tutto quello che trovano.

A dirla tutta, i caprioli, in Toscana, fino a qualche anno fa, nemmeno c’erano, qualcuno ce li ha portati, come hanno portato i pesci siluro in Arno, che hanno sterminato le altre razze di pesci.. ma poi, aggiungo io, per inciso, chi avrà mai portato anche le zanzare tigri? 

Ma torniamo a noi…

“Ormai sono vecchio e il mondo è diventato così. ma a volte penso ai miei genitori, di certo se tornassero in vita non ci crederebbero che ci siamo ridotti in questo modo…” e con questa amara constatazione, si è allontanato gobbo gobbo, salutandomi agitando la mano su una spalla. 

Mi sono fermata lì guardando la  campagna per un po’, ed è stato allora che l’ho visto: un Bamby, , tranquillo e beato a pascolare  in mezzo ai filari dell’uva a pochi passi da me… che birbante!

“Strano mondo…”, mi son detta… sì, strano mondo per davvero.

Chi tutela chi…? Chi tutela il contadino e la sua vigna? E chi tutela il Bamby, i cinghiali, l’istrice, la talpa e tutto il resto della ciurma?…

A Peccioli

In questi giorni ho camminato un po’ nei dintorni. Oggi sono stata a Peccioli, lo conoscete? Peccioli è un borgo pisano al passo con i tempi, dove le opere d’arte moderna si sposano perfettamente con i classicismi toscani.

La storia del comune è legata alla presenza di un impianto di smaltimento, che oggi, grazie a un progetto di riqualificazione ambientale e alla tecnologia d’avanguardia, ne fa un esempio virtuoso nell’ambito della sostenibilità. Da vent’anni, infatti, è stato messo a punto un sistema di funzionamento in grado di estrarre materiali riciclabili dai rifiuti e generare energia derivante dal biogas, oltre a preservare il territorio. Ma non solo. Perché il progetto, oltre a limitare l’impatto dell’impianto sul territorio, ha ripensato quest’area, chiamata Triangolo Verde, tanto da renderla parte integrante della vita culturale locale. Grazie alla fondazione Peccioliper, infatti, il luogo è stato dotato di un anfiteatro arricchito dalle Presenze, sculture di enormi dimensioni che sembrano risorgere dai rifiuti, per accogliere i visitatori durante i diversi eventi, spettacoli e incontri didattici. Come il Festival 11 Lune che, da 14 anni, propone una rassegna estiva dedicata alla musica e al teatro

Presenze

la chiesa
Alle spalle della chiesa, si incontra l’opera di  Vittorio Corsini: Lo sguardo di Peccioli”, 300 paia di occhi si godono una fantastica vista sulle colline. Gli abitanti del paese sono stati coinvolti in quest’opera, gli occhi sono quelli dei cittadini di Peccioli. Al di sopra degli occhi un’enorme scritta al neon “La felicità è una via”.
un vicolo in centro storico
il sovrappasso pedonale per l’accesso al centro storico di Peccioli
il nuovo sovrappasso pedonale, opera dell’artista Patrick Tuttofuoco
(collega l’area dei parcheggi nella zona bassa, con il centro, nella zona alta)
ascensore panoramico

E’ singolare come si possa riuscire a coniugare tutto questo, con gusto, funzionalità e attenzione all’ambiente.

(le foto sono mie, le notizie sono state reperite in loco e in rete)