Argiope

Ieri, mentre camminavo nel mio giardino tra la zucca spinosa e la pianta dell’erba Luisa, mi sono imbattuta in una “bestia” alquanto strana che lì per lì mi ha fatto sobbalzare dalla paura. Era un ragno enorme che di grandi così non ne avevo mai visti e se ne stava sospeso a mezz’aria aggrappato alla sua smisurata ragnatela. Allora, incuriosita, mantenendomi a distanza di sicurezza, mi sono messa ad osservarlo. Lui se ne stava lì, placidamente assorto nelle sue cose, non degnadosi nemmeno di muovere una delle tue sei gambe per accennare alla fuga.

La prima cosa che mi è passata in testa è stata quella di fotografarlo, che chissà se mi ricapiterà di ritrovarne uno così, invece poi, per seconda cosa, mi sono chiesta se per caso non si trattasse di un ragno velenoso.

Ieri sera ho passato un po’ del mio tempo a fare una ricerca su internet e l’ho riconosciuto facilmente, si tratta dell’Argiope Bruennichi, il più bel ragno italiano. L’Argiope non è velenoso e annovera tra le sue caratteristiche varie notizie curiose che mi hanno letteralmente catturato l’attenzione. Ora non starò a parlarvene in dettaglio che è tardi ma sappiate che ho adottato l’animale e tutti i giorni passo di lì e salutarlo: “Ciao Argiope, come va la vita oggi?” 

Argiope