Dal dott. House

Stamani sono tornata dal dott. House, cioè dal mio medico di base per fare un po’ il punto sulla mia salute, cosa che non faccio più da tempo immemore. Il dott. House non è vecchio, diciamo che è di mezza età, è un mio amico che veniva alle medie con me ma questo non mi privilegia in nessun modo se non dal fatto che ci diamo del tu.

Come medico purtroppo il dott. House ha perso l’entusiasmo per la sua professione e di questo se ne sono accorti tutti, tant’è che l’anticamera del suo ambulatorio è sempre vuota, ma a parte questo, ieri, quando l’ho chiamato per un appuntamento mi ha detto che non aveva posti liberi se non tra una settimana, ma siccome io lo so come va il mondo, stamani mi sono presentata lì ed era tutto vuoto e lui lì solo, con la porta aperta e ci sono andata lo stesso.

Beh, a dirla tutta il mio medico è un dottore di cui è meglio non aver mai bisogno perché se lo cerchi spesso non lo trovi e allora passi mezza giornata a cercare il numero della supplente di turno e in quei momenti maledici la tua pigrizia di non aver cambiato medico da tempo.

Stamani volevo parlargli della mia pressione “ballerina”, che va su e giù senza un apparente motivo. A volte me la provo ed è a 150, altre volte a 110.. e me la provo sempre alle stesse ore. A lui ho detto testualmente: ” Sai, mi succede una cosa strana, se mi provo la pressione e la macchinetta segna 140, poi aspetto 5 minuti e me la riprovo vedo che è a 120, se aspetto altri 5 minuti alla fine la mia pressione rilevata è di 100, ma in tal caso qual è la giusta misurazione? ..la media?” e lui mi ha guardato e mi ha sorriso dicendo: ” Seee…me lo fa anche a me! La sera, alla prima misurazione ho la pressione a 190 e poi piano piano scende.. tu prendi la misurazione più bassa, è quella che va bene”

Ora io mi domando e dico, a parte questo benedetto vizio che lui ha di accumunarsi ai mali dei pazienti, qualsiasi malattia essi abbiano, nemmeno fosse l’amico del bar con cui chiacchieri alla buona e ti dice: “…ce l’ho anch’io questo disturbo…” anche se hai una malattia rarissima, io mi chiedo per quale assurda legge della biologia..della fisica.. della patologia clinica.. o altra scienza infusa e confusa, io dovrei scartare le misurazioni più alte per prendere quella più bassa e basta?

Comunque sia io ho provato a chiedergli il perché ma lui mi ha risposto con un sorriso di compiacenza dicendo: “Non lo so, ma è così” e mi ha accompagnato velocemente alla porta del suo studio affinché lo liberassi della mia presenza ingombrante e molesta.

Ora, dico io, .. io non ho voluto ricordare al dott. House che un paio di anni fa lui ha avuto un infarto, non ho certo voluto infierire, ma sarà mica che il suo metodo di misurarsi la pressione che è sbagliato?

Ma secondo voi c’è da fidarsi?

Fine della storia

film a caso

Non mi è mai piaciuto andare a comprare in quei negozi che stanno chiudendo, mi mette troppa tristezza. Leggere quei cartelli con la scritta “Fuori tutto per cessazione attività” mi fa venire il groppo alla gola. Penso all’entusiasmo di chi si è messo in gioco e ha impegnato i propri risparmi per cominciare un lavoro e poi penso al via vai dei clienti che, per chissà quanto tempo, si sono succeduti a fare acquisti. Poi però rifletto sui tanti cambiamenti che velocemente si susseguono nella nostra società e immagino le delusioni e le amarezze dei commercianti che non ce la fanno più a tirare avanti e giorno dopo giorno ci rimettono, pagando le spese con i sempre più esigui guadagni finché piano piano le vetrine si svuotano e le luci si spengono e non resta altro da fare se non andarsene.

Vicino a casa mia c’era un gran bel negozio che noleggiava le videocassette e negli anni ottanta c’era sempre la fila di clienti fuori alla porta d’ingresso, gente corsa lì per cercare di accaparrarsi qualche bel film, magari di animazione, da vedere con i figli alla tv, attraverso il videoregistratore. Poi, negli anni novanta sparirono le videocassette e cominciarono i dvd e di nuovo ci fu il boom e tutti a noleggiare i film più recenti e che si erano appena visti nei cinema e anche in quegli anni era una festa stare la sera tutti davanti alla tv con il lettore dvd acceso. Poi però è arrivato internet, insieme ad un sacco di altre cose tecnologiche e figurati se ora la gente va a noleggiare i dvd! Fatto sta che Vittorino, cioè il padrone di quel bel negozio di cui parlavo prima, ieri ha dovuto chiudere ed è stato costretto, a 55 anni, a reinventarsi un nuovo lavoro per mantenersi la famiglia. Stavolta però mi sono fatta forza e sono andata a comprargli qualche film perché mi aveva detto che cercava in tutti i modi di sbarazzarsene. Fatto sta che due giorni fa sono entrata in quel negozio triste e quasi buio, ho salutato Vittorino che conosco bene da anni e poi ho acquistato una decina di film a caso, per fare più in fretta possibile, spendendo poco più di 10 euro. Sono uscita e me ne sono andata a passo svelto senza voltarmi indietro…

Fine della storia… in tutti i sensi.

In “terra straniera”

Ebbene sì, sono tornata da Milano e visto che nel borgo medievale sono tutti ammalati,(compresa mia figlia che aveva la febbrina ed era in attesa di tampone) mi sono fiondata a diritto in “terra straniera” a cercare un rifugio sicuro Covid-free. Ci sono rimasta una settimana e ho goduto di giornate assolate e tranquille in riva al mare. Non ho fatto niente di strano se non qualche passeggiatina davanti a casa, poi però anche la Toscana è diventata zona rossa e ho dovuto per forza rientrare.

Nella “terra straniera” non avevo internet quindi ho taciuto a lungo, ma vi ho portato delle foto e oserei dire che qualcuna è anche bella. Ve le mostrerò 🙂 Ora sono a casa, chiusa in trincea come se fossi in territorio ostile. Quando finirà questo strazio? Io ve lo dico, appena arriva un vaccino, fosse anche uno schifo di vaccino che magari mi proteggerà per 2 giorni, io me lo farò. Intanto mascherine, guanti, disinfettante e coltello tra i denti…siamo in trincea.

P.S. se qualcuno si chiedesse dove si trova questa “terra straniera” dico che è in Toscana e un bell’indizio è nella foto, nella parte in basso a destra. Quel “Pisa merda” è una firma inconfondibile! 😀 . Chi tra i Toscani accoglie un pisano in quel modo?

W la zingara

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Andare all’ospedale di Empoli è un’impresa, perché la viabilità è quella che è e non c’è un cartello segnaletico a pagarlo oro e poi, come se non bastasse,  cambiano i sensi unici di continuo.  Fatto sta che quando arrivi lì per una visita medica, dopo mesi e mesi che aspetti il tuo turno, già sei indispettita. Stamani mi sentivo proprio così, alle 8:30 di mattina, comunque sia mi sono recata con l’auto al parcheggio retrostante la struttura ospedaliera e all’ingresso ho ritirato un foglietto che mi sarebbe servito poi,  quando avrei dovuto pagare il parchimetro all’uscita.  Messo il fogliettino nella borsetta mi sono recata all’ambulatorio e dopo appena 1 ora e 5 minuti eccomi di nuovo al parcheggio a riprendere l’auto.   Ho camminato lungo il marciapiede che conduce al parchimetro frugando in borsa per ritrovare il fatidico foglietto con il codice a barre e, una volta ritrovato,  appena ho alzato gli occhi ho visto sbucare la dietro la macchinetta del parchimetro, una zingara, con il suo modo di fare tipico di chi si appresta a chiederti soldi. Un po’ seccata e indispettita (sì, perché a tutti do l’elemosina ma le zingare, lo confesso, mi stanno proprio sull’anima!) mi son detta che: “Uffa! Ci mancava pure questa!” e ho pensato a come togliermela dalle scatole senza imprecare.   Ho avvicinato l’etichetta con il codice, presa all’ingresso  davanti al lettore ottico e ho letto al lato un cartello con la tariffa: “prima ora gratis e dalla seconda ora costo 70 centesimi”.. Beh, io mi ero trattenuta solo un’ora e cinque minuti quindi dovevano bastare 70 centesimi…e invece no, mannaggia, il lettore indicava che dovevo pagare 1 euro e 40 centesimi. Io (con la zingara appiccicata alle mie spalle come un francobollo) mormoro: “ci sarà un errore, la prima ora è gratis e allora devo solo pagare la seconda ora….!” e la zingara che mi fa: “no signora, un’ora di sosta è gratis ma se la supera allora deve pagare anche quella e poi, per 5 minuti deve pagare anche la seconda e così per un’ora e 5 minuti deve pagare 1 euro e 40 centesimi!” e io. con gli occhi perplessi di chi si rende conto che se lei non me lo avesse spiegato io non lo avrei mai e poi mai capito, mi metto a rufolare nel borsellino per  cercare gli spiccioli. A quel punto lei, la zingara, sempre incollata a me allunga la mano e con l’indice mi indica la buchetta giusta dove mettere i soldi e di seguito mi indica l’altra buchetta dove ritirare il resto. Ora, visto che le buchette di quella dannatissima macchinetta erano tante, destinate ai diversi utilizzi (bancomat, carte di credito, tessere per gli operatori sanitari, abbonamenti… ecc) il servizio della zingara aveva davvero un senso. A quel punto ho cercato di capire dove avrei dovuto reinserire il ticket per avere la ricevuta da mostrare al casello di uscita, ma la zingara solerte mi spiega che il codice a barre si sarebbe aggiornato da solo e non importava avere un nuovo ticket, ma quello in mio possesso avrebbe fatto anche da ricevuta da inserire nella macchinetta che alza la sbarra all’uscita. Cavolo, ho pensato, da sola avrei dovuto faticare chissà quanto per capire… e allora sì, ho mollato 1 euro alla zingara più utile del mondo 23… mi è piaciuta e l’ho pure ringraziata scherza..e lei ha ringraziato me 😉  Ora, dico io, pensatela come volete, che io a questo punto ho proprio le idee confuse  e non dico altro..

ma poi mi chiedo … sarà mica che la ASL Toscana truffa la gente con i parcheggi e si fa aiutare dalle zingare? perplesso1 …14