5 dicembre 2007

 Scriccioli di parole
sopravvivono a fatica
agli scempi dal tempo
e riecheggiano esili
tra le nebbie dei ricordi.
Eppure era così bello raccontarsi
per scoprirsi sempre nuovi.
E che soave leggerezza
giocare ad inventarsi
in un sottile incanto.
Ora quei suoni di voci lontane
si plasmano in fonemi strani
e non c’è più modo di comprendere.
Gli orecchi sono stanchi
e non raccolgono magie.
E non c’è altro da aggiungere
perché di quel che è stato
è solo questo tutto ciò che resta.
 
Alidada

 

E mi ritrovo a pensare a te

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Nella notte stellata
densa di flebili sospiri,
una meteora di pensieri
scaglia la sua luce chiara
tra le mie idee confuse.
Prima si accalca silente
tra gli altri mormorii
e resta in attesa del suo turno,
poi, dopo un attimo sospeso,
cade veloce e si espande
in una piccola miriade
di sensazioni deliziose.
E’ una postilla piacevole e calda
come una carezza leggera
di un bambino appena nato.
La riconosco bene,
stupendamente tiepida
come il vento di primavera
quando saluta il sole di marzo.
Inaspettatamente dolce
come un tenero ricordo
che sa allietare l’animo
anche nel periodo più cupo
del nostro quotidiano vivere.
E’ vero che il cuore
chiede il piacere
innanzi tutto.
E mi ritrovo a pensare a te,
nell’ebbrezza di un sorriso.
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Alidada
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Dolcezza infinita.

Lele

 

Batuffolo caldo
sei il tesoro più bello.
Sei dolcezza infinita
per l’animo umano.
Spalanchi gli occhioni
per guardare lontano
e ti meravigli d’incanti
di un mondo mai visto.
Sono regali preziosi
i tuoi attimi dolci
come il miele d’acacia
trasparente e dorato.
Sono lievi i sussurri
del tuo piccolo cuore
accoccolato così,
nel grembo di zia.
 
Alidada
 
a Rachele e al suo nipotino ..

In bianco e nero

In bianco e nero
Non ho la lucidità
di chi non ha incertezze
ne’ la mano ferma
di chi non trema mai.
Non so armonizzar le idee
come fa un musicista
che plasma melodie.
Vorrei liberar me stessa
e schiudere le ali
come farfalla al vento.
Dove sono i colori giusti
per riempire di vita
i miei spazi in bianco e nero?
 
Alidada
 
l’immagine rappresenta uno scorcio dell’isola di Burano e l’ho ottenuta rielaborando una foto vera che ho scattato lì un paio di settimane fa.
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Eppure io c’ero


Sentivo alitare le stelle

dal buio della notte

e ascoltavo il silenzio

della luna solitaria.

La risacca era

una nenia infinita,

triste e ossessiva.

Io ero là con il corpo

tra i fruscii del vento

che dipanava l’aria.

La mente distratta

rincorreva le sue idee.

E poi tiepide folate

mi carezzarono l’anima

immobile e fredda,

ancorata ai piombi

della malinconia.

Forse non ero più sola.


Alidada

Ossessioni d’amore.


La fiamma crepita
di luce scomposta
nel camino roccioso.
Nel buio più cupo
le lingue di fuoco
dipingono strani merletti.
Guizzano, stridono e
graffiano l’anima
come vampe di arcani rituali.
S’inondano d’estasi
i pensieri notturni
mentre le ossessioni d’amore
pervadono l’aria.

Alidada

Pacata solitudine.

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Pacata solitudine
sapessi quanto t’amo!
Come sto bene qui,
quando il mare generoso
 dona al cielo il suo calore
e  il farfugliar del vento
intorbida i pensieri.
E’ vero,  sto bene qui,
a distinguer le onde lievi
che si muovono lontano
come al ritmo di risacca .
Mi muovo piano
per non turbar la quiete
e cerco l’emozione.
Ecco, mi stupisco ancora
dell’odor del mare,
 mentre cede il cielo
 e di soppiatto
lentamente imbruna.
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Alidada

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grazie a Mara per la sua foto bellissima 🙂