Così va il mondo

Ricordate le cicogne di Sarralbe? Nella scorsa primavera seguii costantemente la webcam puntata su quel nido in cui Maurice e Melodie, ovvero babbo e mamma cicogna, crebbero i loro 5 piccoli. Ve ne parlai varie volte e alla fine anche alcuni di voi cominciarono ad appassionarsi come me.

Ad ognuno dei pulcini poi, è stato dato un nome e a 4 di loro anche un geo-localizzatore che permette agli ornitologi di studiare le abitudini di questi uccelli migratori.

Il più piccolo cicognello passò dei brutti momenti perché la covata era troppo numerosa e meno male che i fratelli e le sorelle lo aiutarono, altrimenti non ce l’avrebbe fatta. Una sorella, in particolare, Mirabelle, lo tenne sempre sotto l’ala scaldandolo e tenendolo protetto.

Una sorellina amorevole, inseparabile, tanto calda, che in quelle giornate piovose e fredde di inizio primavera si dimostrò così provvidenziale che la piccolina sopravvisse e lei così si meritò dai francesi l’appellativo Bouillotte, ossia, “borsa dell’acqua calda” ed ebbe l’affetto di tutti gli umani che la seguivano al grande fratello cicognesco.

Nel frattempo che i 5 piccolini crescevano al nord (e ci sono voluti circa 3 mesi), al sud, in un parco della Sicilia, posizionarono un’altra webcam, stavolta per osservare una famiglia di grifoni, la cui femmina aveva deposto le uova in cima ad una montagna nel parco nazionale delle Nebrodi. Una meraviglia vedere il pulcino di grifone amorevolmente curato dai genitori ogni giorno, senza mai lasciarlo solo.

piccolo grifone nel nido – Parco delle Nebrodi (Sicilia)

Ogni tanto, chi come me, osservava i piccoli, si preoccupava che tutto andasse bene e sperava che i genitori sfamassero e curassero i rispettivi figli, senza mai far loro mancare niente.

E fu così che piano piano Mirabelle divenne una splendida cicogna adulta

Mirabelle – Bouillotte

E il grifone crebbe e divenne magnifico!

il grifone

Poi Mirabelle partì per la migrazione e volò via dirigendosi a sud..e poi si fermò in un bosco della Spagna e per qualche giorno il geo-localizzatore indicava stranamente una posizione fissa. La cosa apparve alquanto sospetta e gli studiosi si mossero per cercare di capire cosa fosse successo, ma poi la ritrovarono… ovvero, ritrovarono i poveri resti di Mirabelle dopo che lei era stata preda di un grifone, o comunque di un grosso rapace.

Chi avrebbe mai pensato che un grifone come quello tanto ammirato sarebbe diventato il carnefice di un animale così tanto amato? Eppure è banale che i rapaci si nutrono di carne, come è banale che le cicogne mangiano anche rane…e così via.

Ora, nel gruppo facebook formato da chi segue le cicogne, c’è una grande discussione perché è bello seguire per mesi i piccoli che crescono, ma poi non si vuole sapere che fine fanno. Dicono che è meglio non sapere niente. E allora chiedono che non si posizionino più i geo-localizzatori sul dorso dei volatili, ma gli ornitologi a tutto questo rispondono che così va il mondo e bisogna farsene una ragione.

Già, così va il mondo e bisogna farsene una ragione… “mors tua vita mea

Goditi lo spettacolo

Ho sempre pensato che i fiori in qualche modo ci trasmessero tante sensazioni, emozioni e sentimenti. Alcuni sembrano teneri e infantili come le margherite che ci fanno tenerezza, altri sono sensuali e soavi come le rose che accarezziamo e odoriamo socchiudendo gli occhi. Altri ancora sono semplici, onesti e retti, come il girasole dalla faccia larga. Quelli pensierosi e diffidenti sono i mughetti, i solari sono i gerani che in estate dominano le scene. La fragranza dei gelsomini è frastornante. La delicatezza e la purezza delle gardenie è inebriante.  Le orchidee sono altere e a tratti presuntuose. I papaveri giocano a nascondino nei campi di grano maturo, i crochi sono guardiani premurosi e custodiscono perle dorate. I tulipani sono veloci, nascono e spariscono alla svelta non appena arriva la primavera….

Fiori di tutti i tipi e ognuno ha le proprie caratteristiche che lo distinguono dagli altri.

Poi comunque ci sono anche quelli prepotentemente sfacciati come questi, dei quali ho messo la fotografia qui sopra. Fiori coraggiosi tanto da affrontare con noncuranza le ostilità del clima ancora freddo e che oggi mi sono esplosi in faccia all’improvviso mentre passeggiavo in una via del borgo. Fiori di cui non so nemmeno il nome, ma poi che importa sapere, basta guardare e godersi lo spettacolo.

Tempus edax rerum

meridiana
[Chiesa della Collegiata a Fucecchio (Fi) – un particolare: la meridiana]
 

Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacché non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.”

 

Alda Merini

 

[versi tratti dalla poesia “Il mio passato”]

 

Ghirigoro

  Erano anni e anni che quella coperta bianca, fatta ad uncinetto, era ferma lì, incompiuta, in fondo ad un armadio in un sacco di plastica trasparente. Eppure ci avevo lavorato così tanto! Anni!  Non mancava molto a finirla, ma da che mi ero sposata, con il lavoro e con i  figli c’era stato sempre tanto altro da fare e quella era rimasta un’opera incompleta. Mi ero detta che tanto le coperte di cotone bianco, fatte ad uncinetto, non erano più di moda e mi ero anche detta che non era un copriletto pratico da usare, perché troppo pensante e che facilmente si sarebbe macchiato; fatto sta che lo avevo abbandonato con quel senso di fallimento che ti prende quando hai messo tante energie nel fare un bel lavoro e poi, alla fine, hai desistito mollando amaramente sul finale.

  Ma poi è arrivato il lockdown e mi sono ritrovata a gingillarmi con tutti i miei vecchi hobby, allora un giorno ho ricercato l’uncinetto e la scatola del cotone bianco che avevo messo da parte e mi sono messa all’opera. Incredibile che dopo una trentina e passa di anni mi ricordassi ancora i punti, ma magicamente è successo anche questo e non vi dico come sono rimasta stupita della mia memoria 🙂  In un mesetto di lavoro ho terminato i motivi che mancavano, li ho cuciti al posto giusto e poi ho anche fatto la trina laterale.   Naturalmente il cotone nuovo era bianco lattato e quello vecchio della coperta si era ingiallito, allora, con qualche attenzione, ho lavato e candeggiato i merletti completando l’opera.

  “Cosa fatta capo ha” diceva mia madre, che di proverbi ne sapeva molti 🙂

  Se poi non conoscete questo proverbio, basta dirlo che alla prossima ve lo spiegherò, intanto vi mostro la coperta, mi piace dare i nomi ai miei lavori, questa l’ho chiamata Ghiricoro, ma avrei dovuto chiamarla la tela di Penelope, che forse era meglio  🙂

coperta2

 

coperta1

Le ronde fiorentine

Ronda.JPG

A Firenze non c’è mai pace! E’ appena finita la guerra con il Mc Donald che voleva aprire davanti al Duomo e invece non gli hanno dato il permesso (e hanno fatto bene!) e ora siamo arrivati alle ronde “antipanino”!

Guai a chi si siede su uno scalino in via dei Neri per gustarsi in santa pace il sacrosanto sfilatino imbottito o la focaccina con la cecina… no, non si può e si rischia di essere brontolati e invitati a rimettersi in cammino alla svelta. Il fatto fa clamore e Nardella, sindaco della città, fa sapere che Palazzo Vecchio (ovvero l’amministrazione comunale) non ha incaricato quelle persone lì di badare al decoro cittadino, ma solo i vigili urbani e che quel gruppo è formato da volontari che si sono organizzati autonomamente.

Fatto sta che le ronde le trovi a controllare e, nell’epoca dei fast-food, dei finger food, dello street food..se tante le volte io comprassi la pizzetta a taglio alla mia nipotina, dovrò stare attenta a quel che fa la nina, che se le scivola via una gocciola di olio sul marciapiede, come minimo mi fanno la multa, ma può anche essere che mi arrestino…che ne so 14 ..

E vabbè, io ci scherzo, ma da una parte approvo l’iniziativa perché le regola vanno rispettate e non è possibile che Firenze si riduca ad un bivacco di gente che si comporta male e trasformi una splendida città d’arte quale è, in un immondezzaio maleodorante. Io ci metterei quegli sceriffi lì anche di notte, che non ci si può più permettere di camminare tranquilli per le strade.

 

Inconcepibile

ZiniMa voi ne avete sentito parlare di questo fattaccio che è successo qui, nella mia zona (ovvero nel pisano) il 26 Maggio scorso? Beh, è successo che un ragazzo poco più che ventenne, di buona famiglia, ha raggiunto la sua ex fidanzata a Prato, l’ha uccisa sparandole e poi l’ha portata con sé, morta,  in auto, fino quasi a casa propria; ha poi puntato la pistola verso se stesso e si è suicidato.   Una tragedia enorme che ci ha lasciato tutti quanti a bocca aperta, perché lui, fino a quel momento era stato un ragazzo bravissimo e poi anche perché il padre del giovane è molto conosciuto da tutti per il suo lavoro di giornalista ed è sempre molto attivo su tantissimi versanti, soprattutto nel volontariato. Io, fino a poco fa, lo avevo anche amico su Facebook, anche se non mi ricordo di averlo mai conosciuto di persona. Penso che magari, tempo addietro, mi ha chiesto l’amicizia e io l’ho accettato nella mia lista di amici. Fatto sta che dopo quella disgrazia, tutti si aspettavano tanto doloroso silenzio, invece no, tutt’altro…
continua a leggere…

Pensioni

pensioni

Ragazzi, apro il portale di Libero per leggere la mia casella di posta e guarda  cosa mi trovo in primo piano! Sono rimasta a contemplare questa immagine per qualche minuto pensando che potrebbe essere la mia foto nel mentre me la rido in quel modo sentendo la notizia che finalmente siamo ritornati a quota 100 per le pensioni. Oh, se questo governo mantiene le sue promesse piano piano ci si arriva e allora … CIAONE!!! … Alidada potrà godersi finalmente il meritato riposo! Speriamo…

#abbassolafornero