Pane, vino e zucchero

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Ma voi l’avete mai mangiato pane, vino e zucchero? Guardate la foto qui sopra e ditemi se non vi viene l’acquolina in bocca. 🙂 Era la merenda di una volta e chissà se nelle vostre case c’è mai entrata.  Per prepararlo ci voleva il pane buono, croccante…che a noi toscani piace sciocco, senza sale 🙂 poi ci voleva un vinello non troppo forte, quello del contadino, genuino, rosso e profumato, con cui irrorare il pane fino ad intriderlo abbondantemente. Lo zucchero andava sparso con generosità, in modo che il sopra della fetta del pane fosse ben coperto, quasi diventasse una crosta di zucchero semolato. A rammentarlo mi viene voglia di mangiarlo anche adesso. Il pane, vino e  zucchero sa di campagna, di corse nell’aia a rincorrere le galline, di risate e di giochi a nascondino e a pezzolino; sa di ritrovo con i compagni nelle case per fare i compiti assieme e di mamme premurose che ce lo preparavano magari alternandolo con altre merende, come il pane strusciato con i pomodori piombini e irrorato di olio di frantoio oppure pane burro e acciughe. Ma il pane, vino e zucchero era la preferita da tutti perché metteva una certa allegria addosso che poi non si smetteva più di ridere 🙂

Non vi azzardate a prepararlo con il pane a cassetta di quelli chiusi nella plastica e con il Tavernello perché poi vi ricoverano e domani è l’ultimo dell’anno e non va bene…capito?  scherza