ciao estate

Ebbene sì, ci siamo… ho già tirato fuori l’agenda, l’astuccio, la borsa dove riporre i libri per la scuola e anche l’impermeabile e l’ombrello, visto che Poppea continua a imperversare con la pioggia e il tempo fresco.  Sinceramente sono un po’ triste perché a casa me ne stavo d’incanto e di tornare a scuola  a lavorare non ne ho per niente voglia.  Tra poco toglierò dal blog i riferimenti all’estate, un po’ come si fa con gli addobbi dopo le vacanze di Natale e magari cercherò qualche bella foto clorata che richiami all’autunno. Il tempo passa veloce e cambia lo scenario in modo molto repentino… per i miei gusti anche troppo .  Per il momento non resta che il momento dei saluti:

Ciao estate! Nonostante il caldo a volte eccessivo, ti ho sempre amata intensamente.

Nel proprio (grande) piccolo…

bigcoud

Rintontiti da droghe, caffe’, sigarette, alcool,
zuccheri, eccessi della carne,
delusi dalla politica, dalla religione, dalla scienza, dall’economia,
dalle guerre ’patriottiche’, dalla cultura, dalla famiglia,
tristi animali privi di uno scopo ma con la maschera
di persone soddisfatte, passeggiavamo per le vie del nostro pianeta
consapevoli che pian piano lo stavamo avvelenando. La malattia della nostra società era davvero grave.

Un’antica storiella cinese mi aiutò ad uscire dal baratro. 

Una grande montagna proietta la sua ombra su un villaggio.
Per mancanza d’irradiazione solare, i bambini crescono rachitici.
Un bel giorno gli abitanti del paese vedono il piu’ anziano di loro
uscire dal villaggio con in mano un cucchiaio di porcellana.
’Dove vai?’ gli chiedono.
Risponde:’Vado alla montagna.’
’Perche’?’
’Per spostarla.’
’Con che cosa?’
’Con questo cucchiaio.’
’Ma tu sei matto! Non ci riuscirai mai!’
’Non sono matto, so che non riusciro’ mai a spostarla,
però qualcuno deve pur cominciare.’

tra ricordi e falsità

“.. Mi ha colpita la finestrella celeste…” dice Cabiria in uno dei commenti al post precedente. E io colgo il suo messaggio e penso..
Penso a quando ero bambina e al posto della finestrella-persianina celeste c’era una finestrina aperta, contornata da grossi buchi nell’intonaco. Mi incuriosivano tutti quei buchi nei mattoni che ricoprivano la facciata.. Chi ce li aveva fatti.. e perché? Li guardavo e la mia fantasia volava immaginando storie di fate e di orchi, di bruchi e di margherite.. Poi un giorno mio padre mi dette la spiegazione e mi disse che dei colpi di mortaio avevano squarciato quel muro durante la seconda guerra mondiale, quando il fronte era passato di qui lasciando morte e desolazione dietro di se’. Quell’intonaco rotto me lo vedevo sempre davanti agli occhi ogni volta che mi affacciavo dal terrazzo e mi inquietava. Mi sembrava quasi di sentire i colpi di cannone e le urla della gente che fuggiva nei rifugi ricavati nella collina di tufo sotto al centro abitato. Brutta impressione che avrei voluto cancellare insieme a quei buchi nel muro.
Poi è successo che un paio di anni fa hanno fatto dei lavori in quell’edificio e probabilmente quella finestrina era di troppo, così, i proprietari, per evitare permessi e storie varie con le “belle arti” che qui impongono il rispetto dell’ambiente fino nell’ultimo mattone di ogni casa, hanno pensato bene di coprire il muretto con cui chiusero l’apertura con una persianina celeste che evitava di vedere la muratura agli occhi curiosi dei paesani.. che poi direi che non sono altro che gli occhi miei e dei miei familiari, infatti quel lato dell’edificio è visibile solo dal mio giardino!

Una persianina “falsa” perché non adempie alla sua funzione, ma ha solo il compito estetico di “non far vedere cosa c’è dietro”. In realtà sarebbe nata come scurino da mettere all’interno e solo in considerazione del fatto che non serviva più, che poi è stata capovolta e messa fuori, alle intemperie. Per sincerarsi di questo basta  guardare l’immagine e notare il chiusino che in quella posizione è proprio inutilizzabile.
Strano che a colpire la vista di chi guarda la foto dell’arcobaleno sia ciò che è falso e strano che io mi fermi a riflettere su questo. Non è affatto strano però che la tematica mi attiri perché periodicamente e puntualmente ritorno su questo punto..e ci arrivo seguendo i fili più disparati del mio pensare.
Capita che quel che ci attira e affascina la nostra mente sia falso. E forse ora potrei scrivere enciclopedie approfondendo il discorso .. le vie da seguire come traccia del tema sarebbero disparate ma la meta sarebbe sempre lo stessa: la falsità nelle sue innumerevoli forme.
Persianine celesti.. false, come false verità.. e come persone false.. come false realtà e falsi valori..
Quanto di tutto ciò che ci circonda è vero? E chi può vantarsi di saperlo distinguere da ciò che non lo è? … Visto che la falsità si maschera sempre così bene!