Dedicato alla mia pazienza

La mia pazienza è poca!

La mia pazienza è abbastanza!

La mia pazienza è tanta!

La mia pazienza è enorme!

La mia pazienza è esagerata!

La mia pazienza è infinita!

Ecco, sì, la mia pazienza è davvero infinita e credo se ne siano accorti tutti quelli che mi conoscono. Tanti la considerano una virtù, per me è un gran problema.

Vorrei un giorno poter dire come Mafalda:

Paradosso

colori2.jpgIn una vita semplice, per come la intendo io,  non ci sono tanti problemi ne’ complicazioni; il tempo scorre lineare senza troppi turbamenti ed eccessi ed ogni attimo può essere centellinato come si fa con un sorso di vino pregiato, che si tiene a lungo in bocca per coglierne le fragranze e tutte le peculiarità.  Ci si può annoiare di tanto in tanto ma è bello pure quello, io lo considero un lusso, in altri momenti però ci si può permettere di andare a sorseggiare un the con le amiche e chiacchierare piacevolmente del più e del meno finché non si vede il sole tramontare e si sente un certo languorino che ci fa capire che ormai è ora di cena ed è meglio ritornare nella propria tana e basta con la gente.  La vita semplice è come allo slow-food dove hai il tempo che necessita per fare delle scelte oculate e piacevoli per te stesso.  Uno stile di vita di questo tipo penso porti l’individuo ad essere un po’ solitario perché è pur vero che se hai tanta gente con cui comunichi e intessi delle relazioni, la situazione si complica perché capita che ti fai carico dei loro problemi e la vita diventa più complessa da gestire. E con  “tanta gente”  mi riferisco soprattutto ai membri famiglia e agli affetti che gravitano intorno a te e che spesso chiedono il tuo aiuto per varie occorrenze; non penso certamente ai tanti conoscenti che hanno ben poca rilevanza sul nostro vivere quotidiano.

Quindi, in definitiva,  il mio ragionamento mi porterebbe a dedurre che se uno è solo sta meglio e fa quel che vuole.. sì, ma la solitudine non è esso stesso un problema? L’essere umano per sua natura è socievole e ha bisogno di stare con gli altri. E allora si arriva ad un paradosso: se la vita semplice ti porta a star lontano dalle difficoltà quindi ad isolarti un po’ dal mondo, forse allora è meglio vivere in compagnia,  in una vita piena di gente per te imporrante… e piena di problemi..

Insomma, in definitiva, fate un po’ voi, perché io ancora non l’ho capito cosa è meglio…  probabilmente la questione è variegata e non può essere trattata in una decina di righe di un post scombussolato  di un blog che non ha né capo né coda

..nel post precedente me l’ero cavata solo con un’immagine che voleva essere esplicativa…ecco, avevo fatto meglio…

Impariamo dagli errori

SCELTE.JPG

 

” Evitare gli errori è un ideale meschino: se non osiamo affrontare problemi che siano così difficili da rendere l’errore quasi inevitabile non vi sarà allora sviluppo della conoscenza. In effetti è dalle nostre teorie più ardite, incluso quelle che sono erronee, che noi impariamo di più. Nessuno può evitare di fare errori; la cosa più grande è imparare da essi.”

 

[Popper]

 

 

Perfetti sconosciuti

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Ieri sera mi sono gustata un bel film in tv:  “Perfetti Sconosciuti“; vi trascrivo qui una perla di saggezza tratta proprio da lì….


parla un uomo innamorato
– Però una cosa importante l’ho imparata.
– Cosa?
– Saper disinnescare.
– Cioè?
– Non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia. Non credo che sia debole chi è disposto a cedere. Anzi, è pure saggio. Le uniche coppie che vedo durare sono quelle dove uno dei due, non importa chi, riesce a fare un passo indietro. E invece sta un passo avanti.


Quanti di voi sono stati capaci e  sono capaci di fare un passo indietro? … E’ una dote rara, io penso..