La Gorgona

Oggi pomeriggio sono stata a camminare nel lungomare di Marina di Pisa, a pochi passi dalla foce dell’Arno. Verso le ore 17 ho preso il cellulare e ho scattato questa foto puntando verso l’orizzonte, ad ovest. La vedete in lontananza? C’è un’isola..e se aprite grande l’immagine facendoci click sopra, la vedrete meglio. Si tratta della Gorgona che si trova dirimpetto alla terra pisana, non molto lontano, a dire il vero. Io tutte le volte che vado in quel punto penso a Dante e alle sue imprecazioni contro i pisani:

Ahi Pisa, vituperio de le genti
del bel paese là dove ‘l sì suona,
poi che i vicini a te punir son lenti,

muovasi la Capraia e la Gorgona,
e faccian siepe ad Arno in su la foce,
sì ch’elli annieghi in te ogne persona! …

[Inferno · Canto XXXIII]

Nella maledizione dantesca viene auspicato lo spostamento delle isole di Capraia e Gorgona verso la foce dell’Arno in modo tale da provocarne l’ostruzione e la conseguente morte per inondazione di tutti i Pisani.

Che dire? Non ci voleva poi tanto bene il sommo poeta…

ciao Beatrice…

Stasera non parlerò dei borghi della Val di Cornia come avevo detto, perché ho un altro pensiero che voglio condividere con voi e che mi turba molto.

Più volte qui sul blog vi avevo parlato dei falchetti del nido sul Pirellone a Milano.

I 3 falchetti nacquero a Marzo scorso e una webcam ce li mostrava 24 ore al giorno mentre crescevano, con le amorevoli cure di mamma falco.

falchetti del nido sul Pirellone a Milano

La specie è quella del falco pellegrino e da anni “dice” che si è urbanizzata e vive nella grande metropoli come se niente fosse. Io, quando lo seppi, qualche mese fa, restai stupita e passai del tempo a documentarmi online, scoprendo che c’era un’intera comunità che seguiva la nidiata. Quest’anno come negli anni scorsi. La mamma falco si chiama Giulia e babbo falco si chiama Giò e nidificano da diversi anni in un angolo di quell’attico dalla vista mozzafiato a più di 100 metri di altezza.

Se uno avesse seguito la comunità che osservava le gesta di Giulia e Giò su Facebook, forse si sarebbe divertito a partecipare al toto-nomi da dare ai pulcini. Vi potete immaginare quante terne di nomi bizzarri siano state pensate, finché è stata scelta quella più votata: Dante, Beatrice e Aria ( la più piccola).

Giorno dopo giorno i falchetti sono cresciuti e la mamma sotto le amorevoli cure della mamma.

Poi, piano piano i falchetti sono diventati sempre più autonomi e poco tempo fa hanno preso il volo, con grande contentezza dei loro seguaci umani, che si sono ritrovati sotto al Pirellone per una amichevole binocolata.

Io sapevo che avrei dovuto fermarmi qua e non guardare altro, mi son detta che il rischio era grosso… Ma guarda caso sono iscritta anche ad un gruppo di ornitologi e così non ho potuto fare a meno di leggere la notizia che pubblico qui sotto:

la piccola Beatrice

E così la piccola Beatrice, la più spigliata dei 3 falchetti, se n’è andata per sempre. Quando ho letto la notizia ho sentito un tuffo al cuore e ho sentito una tristezza infinita. In quel momento ho pensato un’infinità di cose che non sto a dirvi ma che scaturiscono tutte dalla riflessione che ho fatto sulla difficile “sintonia” che c’è tra il genere umano e il resto delle forme di vita che popolano il nostro Pianeta.

Costruiamoli i mega palazzi tutti a vetri…sì…costruiamoli! Da una parte si mettono i nidi accoglienti e le webcam e dall’altra si creano insidie mortali.

Ora non so più se guardare il nido delle 5 cicogne che sono già grandi.

occhio non vede e cuore non duole. 😦

Pisani doc

Ultimi giorni di scuola, all’intervallo la prof sgranocchia un cracker e guarda distrattamente i ragazzi che fanno merenda quando qualcosa cattura la sua attenzione: “Ehi, Tommy, che hai sulla maglietta? Fammi un po’ vedere per bene.. girati, dai…”

maglietta1.jpg

Accipicchia, .. “Pisa tremare fa l’acqua e la terra!” .. e alla prof vengono in mente le antiche lotte dei pisani contro i fiorentini, i lucchesi, i livornesi..e con tutto il resto del mondo.

Pisa bellicosa, tanto odiata da tutti.

Pisa, “vituperio de le genti”, recita uno dei passi più famosi della Divina Commedia, e che sicuramente tutti i pisani conoscono bene. Infatti, nel canto XXXIII dell’Inferno,  dopo che il conte Ugolino termina il racconto della sua tremenda morte e riprende a rosicchiare il cranio dell’arcivescovo Ruggieri, Dante prorompe in una tutt’altro che pacata invettiva contro Pisa, augurandosi addirittura – laddove i vicini tardassero a punirla – che le isole della Capraia e della Gorgona blocchino l’Arno alla foce, facendolo così straripare, per annegare tutti gli abitanti di una città tanto crudele.

Beh, ancora oggi Pisa, nonostante Dante e le sue maledizioni,  continua a dimostrare la sua forza! (Stando almeno a quanto è scritto sulle magliette!)

… Orsù, intervallo finito, si torna al lavoro con il sorriso pisano stampato sul volto 😉

la Gorgona

Gorgona

Ecco come appariva oggi l’isola della Gorgona, con il suo profilo a parentesi graffa, agli occhi di chi che sostava sulle rive di Marina di Pisa.
Ricordate Dante?.. Il sommo poeta la citò nel 23° canto dell’Inferno..
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….. Ahi Pisa, vituperio delle genti
del bel paese là dove ‘l sì sona
poi che i vicini a te punir son lenti,
muovasi la Capraia e la Gorgona,
e faccin siepe ad Arno in su la foce,
sì ch’elli anneghi in te ogni persona!…..
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Nella maledizione dantesca viene auspicato lo spostamento delle isole di Capraia e Gorgona verso la foce dell’Arno in modo tale da provocarne l’ostruzione e la conseguente morte per inondazione di tutti i Pisani. .. meglio non pensarci..
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‘notte a tutti, 
Alidada