Pisa in ginocchio

Non ci sono parole…  Non basterà una vita per avere di nuovo gli oliveti, i faggi, i pini, i castagni..le ginestre.. Niente sarà più come prima. La torre di Caprona e la Certosa di Calci, storica sede del museo di Scienze Naturali sono contornate dalle fiamme. I caseggiati ardono. La situazione è fuori controllo perché il bastardo che ha piazzato gli inneschi ha scelto il momento giusto: con la notte e con il vento fortissimo.

Io assisto impotente e con il nodo alla gola; il monte Pisano è davanti ai miei occhi… e questo vento che non smette si soffiare e alimentare il fuoco…

I pisani sono in ginocchio davanti al loro monte in fiamme.  Che Dio maledica e faccia bruciare nel rogo dell’inferno più dannato colui che è artefice di tale scempio.

Inconcepibile

ZiniMa voi ne avete sentito parlare di questo fattaccio che è successo qui, nella mia zona (ovvero nel pisano) il 26 Maggio scorso? Beh, è successo che un ragazzo poco più che ventenne, di buona famiglia, ha raggiunto la sua ex fidanzata a Prato, l’ha uccisa sparandole e poi l’ha portata con sé, morta,  in auto, fino quasi a casa propria; ha poi puntato la pistola verso se stesso e si è suicidato.   Una tragedia enorme che ci ha lasciato tutti quanti a bocca aperta, perché lui, fino a quel momento era stato un ragazzo bravissimo e poi anche perché il padre del giovane è molto conosciuto da tutti per il suo lavoro di giornalista ed è sempre molto attivo su tantissimi versanti, soprattutto nel volontariato. Io, fino a poco fa, lo avevo anche amico su Facebook, anche se non mi ricordo di averlo mai conosciuto di persona. Penso che magari, tempo addietro, mi ha chiesto l’amicizia e io l’ho accettato nella mia lista di amici. Fatto sta che dopo quella disgrazia, tutti si aspettavano tanto doloroso silenzio, invece no, tutt’altro…
continua a leggere…

W la zingara

zingara.jpg

Andare all’ospedale di Empoli è un’impresa, perché la viabilità è quella che è e non c’è un cartello segnaletico a pagarlo oro e poi, come se non bastasse,  cambiano i sensi unici di continuo.  Fatto sta che quando arrivi lì per una visita medica, dopo mesi e mesi che aspetti il tuo turno, già sei indispettita. Stamani mi sentivo proprio così, alle 8:30 di mattina, comunque sia mi sono recata con l’auto al parcheggio retrostante la struttura ospedaliera e all’ingresso ho ritirato un foglietto che mi sarebbe servito poi,  quando avrei dovuto pagare il parchimetro all’uscita.  Messo il fogliettino nella borsetta mi sono recata all’ambulatorio e dopo appena 1 ora e 5 minuti eccomi di nuovo al parcheggio a riprendere l’auto.   Ho camminato lungo il marciapiede che conduce al parchimetro frugando in borsa per ritrovare il fatidico foglietto con il codice a barre e, una volta ritrovato,  appena ho alzato gli occhi ho visto sbucare la dietro la macchinetta del parchimetro, una zingara, con il suo modo di fare tipico di chi si appresta a chiederti soldi. Un po’ seccata e indispettita (sì, perché a tutti do l’elemosina ma le zingare, lo confesso, mi stanno proprio sull’anima!) mi son detta che: “Uffa! Ci mancava pure questa!” e ho pensato a come togliermela dalle scatole senza imprecare.   Ho avvicinato l’etichetta con il codice, presa all’ingresso  davanti al lettore ottico e ho letto al lato un cartello con la tariffa: “prima ora gratis e dalla seconda ora costo 70 centesimi”.. Beh, io mi ero trattenuta solo un’ora e cinque minuti quindi dovevano bastare 70 centesimi…e invece no, mannaggia, il lettore indicava che dovevo pagare 1 euro e 40 centesimi. Io (con la zingara appiccicata alle mie spalle come un francobollo) mormoro: “ci sarà un errore, la prima ora è gratis e allora devo solo pagare la seconda ora….!” e la zingara che mi fa: “no signora, un’ora di sosta è gratis ma se la supera allora deve pagare anche quella e poi, per 5 minuti deve pagare anche la seconda e così per un’ora e 5 minuti deve pagare 1 euro e 40 centesimi!” e io. con gli occhi perplessi di chi si rende conto che se lei non me lo avesse spiegato io non lo avrei mai e poi mai capito, mi metto a rufolare nel borsellino per  cercare gli spiccioli. A quel punto lei, la zingara, sempre incollata a me allunga la mano e con l’indice mi indica la buchetta giusta dove mettere i soldi e di seguito mi indica l’altra buchetta dove ritirare il resto. Ora, visto che le buchette di quella dannatissima macchinetta erano tante, destinate ai diversi utilizzi (bancomat, carte di credito, tessere per gli operatori sanitari, abbonamenti… ecc) il servizio della zingara aveva davvero un senso. A quel punto ho cercato di capire dove avrei dovuto reinserire il ticket per avere la ricevuta da mostrare al casello di uscita, ma la zingara solerte mi spiega che il codice a barre si sarebbe aggiornato da solo e non importava avere un nuovo ticket, ma quello in mio possesso avrebbe fatto anche da ricevuta da inserire nella macchinetta che alza la sbarra all’uscita. Cavolo, ho pensato, da sola avrei dovuto faticare chissà quanto per capire… e allora sì, ho mollato 1 euro alla zingara più utile del mondo 23… mi è piaciuta e l’ho pure ringraziata scherza..e lei ha ringraziato me 😉  Ora, dico io, pensatela come volete, che io a questo punto ho proprio le idee confuse  e non dico altro..

ma poi mi chiedo … sarà mica che la ASL Toscana truffa la gente con i parcheggi e si fa aiutare dalle zingare? perplesso1 …14

Tutti pazzi per il delfino

I primi giorni di gennaio scorso fu avvistato un delfino nell’Arno a Pisa.  L’esemplare proveniente dal mare Tirreno, aveva risalito le acque del fiume fino ad arrivare sotto i ponti della città, in zona Porta a Mare, non lontano dall’Aurelia.  Vedere una pinna spuntare dalle acque dell’Arno non è certo un evento comune.  Un incontro ravvicinato che ha subito messo in moto la macchina dei soccorsi; hanno pensato che l’animale si fosse disorientato e poi perso, quindi in pericolo, per cui si sono messi lì con la santa pazienza e lo hanno scortato fino a tornare al mare aperto.

delfino2

Dopo qualche giorno un nuovo avvistamento e poi di seguito nei giorni seguenti.  E’ probabile che il delfino,  venga nel fiume alla ricerca di pesce, per poi tornare nuovamente in mare.

Alcuni giorni fa sono transitata da Pisa e ho visto una folla di persone lungo le sponde dell’Arno, tutti armati di macchine fotografiche alla ricerca dell’inquadratura perfetta. Lui, il delfino, era lì che faceva bella mostra di sé. Il simpatico mammifero ormai ha familiarizzato con i pisani, in special modo con i canoisti e nuota al loro fianco facendo tuffi giocosi come se fosse in mare aperto. Uno spettacolo bellissimo, come del resto è bello pensare che il nostro fiume toscano sia tornato ad essere pulito, al punto da ospitare flora e fauna come succedeva qualche centinaio di anni fa.

delfino.JPG

E con questa stupenda immagine vi saluto e auguro un buon sabato a tutti 🙂

[foto prese dal web]

Incubo

Anche se cerco di non darlo a vedere, soprattutto qui nel blog, in realtà non faccio altro che pensare alla situazione drammatica che stanno vivendo i nostri connazionali nelle zone terremotate e tempestate da neve e gelo. Non so capacitarmene. Come può succedere che ancora siamo così poco attrezzati da non riuscire ad aiutare concretamente quella povera gente?  Non riesco a non ascoltare i notiziari  e a non guardare la tv. Oggi  mi sono incuriosita e mi sono anche messa su internet per vedere le immagini di quell’hotel Rigopiano che è stato spazzato via da una montagna di neve; una località che è risultata così sperduta (ma lo è davvero?) che è  impossibile da raggiungere per soccorrere la gente che vi alloggiava. E’ tutto incredibile… siamo nel 2017 non nel medioevo, dovremmo essere più attrezzati!  Dice che ci va l’esercito, ma intanto continuiamo a vedere le solite due o tre persone con la pala in mano, che prendono una palettata di neve per volta e la spostano di mezzo metro! Ma è quello l’aiuto dell’esercito?

A parte questo, ironia della sorte, probabilmente oggi il mio pc ha scaricato qualche cockie e stasera in tutti i siti in cui transito mi trovo davanti questa pubblicità:

hotel

Alla prima visualizzazione di queste immagini ho sgranato gli occhi e sono rimasta in apnea, poi però, quando sono rinvenuta mi son chiesta se stavo vivendo un incubo oppure se era la realtà… evidentemente ora anche internet è alquanto disorientato.  Non si sa più che cosa fare e ..che santo pregare… già, ma i nostri santi che fine hanno fatto? …

Poveri genitori

faccineDifficilissimo essere genitori! L’ho detto tante volte e lo ripeto, allevare un figlio e aiutarlo a crescere è un compito molto complesso, che forse non basterebbe frequentare  nemmeno un corso di laurea quinquennale per prepararsi per bene, da tanto che è complicato.

Essere genitori non vuol dire solo nutrire i figli, ma ascoltarli, consigliarli. accudirli, proteggerli, guidarli e poi far loro da esempio,… ma tutto questo non troppo, altrimenti possono diventare bamboccioni, frustrati, plagiati, viziati, nullafacenti, oziosi e inconcludenti.  Chi è genitore sa che non deve essere solo un “amico” del proprio figlio perché deve anche avere l’autorità per dettargli delle regole da seguire; ma d’altra parte non deve essere  troppo autoritario altrimenti può fare dei danni sul povero pargolo che sta crescendo.

Finché i figli sono piccoli  tutto va abbastanza bene, poi, d’improvviso si entra nell’adolescenza e tutto cambia e diventa incomprensibile. I figli adolescenti ridono troppo, piangono troppo, mangiano troppo oppure smettono di mangiare, parlano troppo e poi ammutoliscono, hanno sempre amici intorno ma spesso li odiano; insomma sono pieni di conflitti e contraddizioni. I genitori si disperano e annaspano alla ricerca di giusti metodi per rapportarsi con quegli individui che fino al giorno prima dormivano nel lettone e giocavano a far coccole e che da un momento all’altro sono diventati estranei; ma chi conosce la teoria dei “giusti metodi”? Chi dà ai poveri genitori delle dritte sul come comportarsi?  Nessuno può dire quale sia la giusta via, quella che dovrebbe fornire la natura umana e il buonsenso e che invece tante volte rimane una via nascosta, che non si trova.

E così i figli che fanno? … I figli dal canto loro a volte (fortunatamente non sempre) alla fine diventano ancora più lontani, silenziosi e incomprensibili e con questo loro enigmatico atteggiamento a volte finisce che accettano i genitori, altre volte invece l‘accettano…  nel senso che li prendono ad accettate..  Comunque si guardi la questione, è incomprensibile.

Un referendum fa

Il tempo di fermarsi un istante e passa un secolo. Il tempo è davvero tiranno e ci mi pugnala sempre alle spalle. Mi sono sentita poco bene e poi mi è piombato addosso tutto il lavoro che avevo tralasciato per la malattia e così ho trascurato il blog per qualche giorno.   Mi sembrava un’assenza di un  attimo invece è durata addirittura più un referendum! Già,… ero qui un referendum fa! A proposito di “referendum” …lasciando perdere la discussione sull’iter e sui risultati, ma non vi siete meravigliati di quanto scalpore c’è stato dietro a questa questione? Non vi siete stupiti di come e quanto siano diventati, tutto d’un tratto, sfegatati  politici  tutti gli italiani? Sui social non si è parlato d’altro e ad oggi si continua a parlarne in bene o in male…ma se ne parla. Tutti hanno da esprimere la propria opinione nemmeno si trovassero a “Porta a porta” da Vespa come opinionisti esperti in faccende di stato. Nemmeno per i crimini efferati che hanno catturato le prime pagine dei giornali per mesi si era parlato così tanto di un argomento e forse nemmeno l’elezione di Trump aveva suscitato così tanto scalpore… Tutti su Facebook dovevano dichiarare come avrebbero votato …e dominava il “NO”e poi, una volta votato tutti lì a rammaricarsi per Renzi e ad implorarlo che non ci abbandonasse…come se all’improvviso uno si rendesse conto che gli altri politici  forse sono anche peggio di lui. Mah…! Io comunque mi astengo da dire davvero come la penso, dico solo che speriamo sia la volta buona che i giovani cominciano a preoccuparsi del loro futuro e entrano a far parte attiva della vita politica, al di là di Facebook, di Twitter e delle chiacchiere e speriamo che davvero rinasca la politica, quella seria e fatta da gente pulita, preparata e che faccia il bene del popolo e non si se stessi. La politica come ai tempi di quando fu scritta la nostra amata Costituzione!

Pacem in Terris!

Scusate se questo post è scritto male, dico la verità, mi resta più facile scrivere le “storie della prof” o  descrivere il procedimento per fare una torta, però avevo un’idea in testa e le dita si sono messe a picchiettare sulla tastiera e … ecco qua, prendetelo com’è:

Stasera ho guardato un servizio su Rai2 in cui si parlava della guerra in Iraq, a Mosul. Una giovane giornalista,  inviata sul posto,  girava su una camionetta blindata per le vie della città devastata dalla guerra, tra le macerie e la polvere, qua e là si vedevano gruppi di persone vagare a piedi, probabilmente in cerca di un rifugio o di viveri e tra questi spiccava la presenza dei bambini… tanti bambini. Una desolazione infinita. Le scene erano monocromatiche: il color sabbia dominava su tutto il paesaggio tant’è che io mi sono chiesta dove, anche a condizioni normali, trovino l’acqua da bere e per le prime necessità. Nemmeno una pianta ne’ un filo d’erba. Via via la giornalista si fermava tra la gente per qualche intervista e ci si può immaginare nelle parole di quelle persone quante atrocità e quanto dolore. I bambini poi hanno fatto gruppo intorno a lei e si sono messi a colorare con i pennarelli i soliti disegni che fanno anche i nostri bambini: i fiori,  le principesse, le casette decorate, gli animaletti… Io mi son chiesta che diamine hanno fatto mai di male quelle creature per meritarsi tutto ciò! Eppure sono bambini come i miei nipotini,  hanno solo avuto la sfortuna di nascere nel posto sbagliato. E noi che ci scandalizziamo se scappano da quella terra di martirio e vengono da noi! Come fanno a vivere lì?

 Io ho pensato che forse all’origine di tutto la colpa è nostra, di noi come civiltà occidentali che ci siamo imposti con la forza in quelle realtà complesse in modo che scegliessero chi avrebbe dovuto governarli,… per poi scoprire, ogni volta, che chi va a governare alla fine si dimostra peggiore di quello che lo aveva preceduto.   E  ci meravigliamo se loro ce l’hanno con noi!  Io lo confesso, sono ignorante su molte di queste questioni  socio-politiche un po’ perché l’avvicendamento e la convivenza delle tante etnie va sicuramente inquadrata storicamente ed è una situazione molto complicata da capire ma oltre a ciò, quando mi documento un po’ di più alla fine devo chiudere per non starci troppo male.  Poco fa però ho aperto google e sono voluta andare a leggere qualcosa di più e ho scoperto che Mosul non è/era altro che l’antica Ninive, la capitale assira citata anche nella Bibbia, che si trova sulle sponde del Tigri e fino al 2015 contava 1.500.000 abitanti. Mi sono tornati in mente tanti ricordi di quelle letture di storia fatte sui banchi fin dalla scuola elementare e quante fantasie per immaginarsi quelle civiltà antiche.

Che dire… speriamo che Mosul venga liberata alla svelta e nel migliore dei modi e per quanto riguarda noi, cerchiamo di fare in modo che i nostri figli e i nostri nipoti apprezzino la pace e la democrazia come bene inestimabile dell’umanità e che siano tolleranti e generosi verso coloro che ci tendono una mano in cerca di aiuto. Come diceva Papa Giovanni: “Pacem in Terris!”

mosul-1
Mosul qualche anno fa
mosul2
Mosul oggi, sotto ai bombardamenti