Rien ne va plus!

Vi avverto, questo non è un post “ameno”, è il continuo del precedente, …lo definirei uno sfogo, quindi se vi va di leggerlo mi farà piacere ma se non lo leggete e aspettate il prossimo post capirò.

Dice che siamo abituati a comunicare attraverso la non-comunicazione.  Che cosa voglio dire? Beh, mi riferisco a quando si dice: “Se non senti niente allora vuol dire che va bene e verrò da te …”. Oppure: “Non è passato il postino con la raccomandata, vuol dire che non ho preso la multa”.. cose del genere. E’ un po’ come il “tacito assenso” che prevede che se uno tace allora approva.

Io dico che la mancanza di comunicazione non sempre è facilmente interpretabile, bisogna che le premesse siano ben chiare affinché con il silenzio ci si capisca.

Nel mio post precedente ho raccontato la storia dei miei amici francesi che in occasione della Pasqua non hanno risposto alla mia mail di auguri, generando in me uno stato di ansia che mi ha tenuta con il fiato sospeso diversi giorni.  Avevo scritto (e riscritto) una mail, un po’ come era successo dall’anno 2008 fino ad oggi in tutte le ricorrenze importanti, ma a questo giro non avevo avuto indietro nessun cenno di risposta.

 Il silenzio in risposta ad una mail spedita in periodo di pandemia io l’ho interpretato come problemi di salute che impediscono di scrivere e comunicare ed ecco che avevo scritto quel post un paio di giorni fa qui sul blog.

Volete sapere cose è successo dopo? E’ successo che la cara amica Barbara (https://viaggiointornoalte.net/) si è offerta di aiutarmi e ha telefonato ai francesi (che tesoro!), cosa che non avevo fatto io perché davo per scontato che il mio amico stesse male (ingenua!). Invece si scopre che non stava affatto male, tant’è che alla telefonata ha risposto subito e ha pure detto a Barbara di tranquillizzarmi dicendomi che tutti loro stanno a meraviglia.

Barbara me lo ha subito riferito e io sono stata felicissima di sapere che in quella cittadina della Provenza non era successo un mezzo sterminio causa Covid, ma la mia felicità è durata poco perché dopo pochi attimi ho messo a fuoco le idee e mi sono sentita un’idiota per non aver telefonato io stessa per sincerarmi di come stessero realmente le cose. Come avevo fatto a non pensarci? Ma anche questa sensazione di stupidità galoppante che mi aveva per un attimo annientato i neuroni è svanita presto lasciando il posto alla rabbia.  Mi sono chiesta: “Perché a Barbara dicono di rassicurarmi ma non si degnano nemmeno di inviarmi due righe per salutarmi e magari scusarsi di non aver risposto alle mie 4 mail inviate a Pasqua… “ e dico la verità, ho sentito il sangue bollirmi nelle vene per la rabbia. Un’amicizia lunga 13 anni cestinata senza una parola di spiegazione. Che poi di spiegazioni non ne vedo se non la noia/disturbo  di mandare 3 righe di auguri per le feste più importanti (Pasqua e Natale). Eppure quando sono venuti ospiti qui a settimane, serviti e riveriti, senza pagare nulla,  erano così cordiali… i francesi!

Mi viene in mente una ragazzina che avevo a scuola che una volta piangeva disperata perché una sua amica aveva detto male di lei e io per consolarla le dissi: “Guarda che le amicizie sono spesso interessate, l’Amicizia vera (non la A maiuscola) non credo che esista! Inutile farsi illusioni!” e lei mi guardò ad occhi sbarrati come se io avessi detto un’eresia e mi rispose: “… si vede che lei, prof, ha avuto sempre delle amicizie sbagliate! Si sbaglia! ”…

Ecco, saggezza dei ragazzi, ora faccio una tacca in più sulla corteccia del mio albero delle delusioni da amicizie sbagliate…

Punto e a capo lettera grande, ..che il discorso dei francesi è finito!

(qui un mio post dell’Agosto 2011 dove racconto il gemellaggio e i giri per la Toscana)

Semplicemente noi

Quella che voglio raccontarvi stasera è una storia semplice. Una storia da leggere se si ha qualche minuto da dedicarci. Non è una storia da un “like” e via… prima di leggere bisogna sintonizzare il cuore Ecco, ve la regalo…

E’ da un annetto che conosco Moira. Come dite?  “Chi è Moira?”. Eccola!

Moira

Dai, però, un attimo che vi racconto! 😉 Moira è una paesana, ma sebbene il paese sia piccolo, io non l’avevo mai conosciuta ed è per caso che un annetto fa l’ho incontrata.  Ci siamo trovate gomito a gomito ad un evento che si svolgeva vicino a casa mia e di punto in bianco è nata un’amicizia. Moira non è altissima, ma nemmeno bassa, direi che è un po’ tipo la Ferilli, ma è toscana e forse…o meglio, sicuramente, è un po’ più alla buona rispetto a lei 🙂 però ha un sorriso che le assomiglia, questo è poco ma sicuro. Quella sera eravamo davanti ad un tavolino imbandito per un rinfresco e i nostri sguardi all’improvviso si incrociarono: fu allora che vidi due occhioni verdi come l’acqua limpida di un lago di montagna, illuminato dalle prime luci del mattino. I capelli neri, arricciati e un po’ arruffati  come quelli di chi, sebbene non dedichi troppo tempo alla loro cura, li aggiusta con la consapevolezza di chi sa che devono incorniciarle bene il viso, valorizzandolo. Ebbene sì, Moira ha carisma… sarà perché a scappa tempo fa l’attrice, ma sarà anche perché è un counselor  ed esercita questa professione da qualche parte, a ben pensarci io non ho mai saputo dove, ma questo poco importa, è una counselor e basta. Quella sera mi disse: “Strano non esserci conosciute prima” e me lo disse sorridendo e alzando il bicchiere con il frizzantino che spumeggiava allegramente sull’orlo del calice. Beh,era vero, non ci eravamo mai viste ma fin da quel momento sentivo un feeling con lei. Tra me e me mi dissi che era normale sentire un feeling con una che di mestiere cura le relazioni interpersonali e giuro che in quell’attimo quasi quasi mi sentii a disagio, come fossi sdraiata nella sedia di uno psicanalista. Io, a dire il vero, non sono una che coltiva amicizie, aspetto sempre che la gente mi cerchi, allora rispondo, altrimenti sono un po’ “orsa” e resto nella mia tana senza soffrire mai la solitudine.  Ma la nostra amicizia al femminile è stata così, leggera come una bollicina del prosecco, è stata un “Come stai?” spedito via whatsapp qualche volta sul cellulare, è stata un abbraccio dopo una bellissima rappresentazione teatrale in cui Moira era una dei personaggi principali, è stata un sorriso alle riunioni delle consulte in comune, mentre i nostri occhi ammiccanti si capivano e condividevano in modo tacito le stesse idee.  Una volta, durante il lockdown, Moira mi telefonò, mi disse che partecipava ad una iniziativa che aveva l’intento di far sentire meno sole le persone e che per far ciò bisognava dedicarsi del tempo e raccontarsi storie. L’iniziativa si chiamava: “Una storia al telefono”.  Beh, io le raccontai una delle mie storie; una storia di ricordi di paese, …un racconto di uno spaccato di vita quotidiana in un paese di altri tempi. Lei mi ascoltava in silenzio e ogni tanto mi chiedeva qualcosa in modo empatico,  accompagnandomi nella narrazione. Poi alla fine mi ringraziò e lo fece col cuore, io lo sentivo, era davvero contenta di aver passato del tempo con me…in quella sera di fine febbraio quando nei nostri cuori si sentiva la paura anche di vivere. Piccola grande Moira!

Ebbene, questa è una storia semplice e ve l’ho voluta raccontare così, semplicemente.

…un gruppo? Quale?

Sto ritrovando i vecchi amici di blog, pochi a dire il vero, perché se ne sono andati quasi tutti e, al tempo stesso, sto cercando di trovare una nuova compagnia di viaggio. La blogosfera mi appare un po’ strana… mi verrebbe da dire “rarefatta” ma con dei bei gruppi di persone che interloquiscono tra loro a meraviglia. Comunque sia faccio un po’ fatica ad orientarmi, quindi per piacere siate pazienti con me che può anche essere che combini qualche pasticcio o abbia delle disattenzioni grossolane.

Ho risistemato il template e l’ho un po’ agghindato, approfittando anche del fatto che ho del tempo a disposizione perché sono a casa ammalata, spero che la mia pagina sia ora di vostro gradimento 🙂 Ho anche messo un piccolo lettore musicale, che si può attivare a comando.

Alla lista degli amici ho aggiunto qualcuno, ma mi farebbe molto piacere che vi proponeste per essere aggiunti, in modo tale che possiamo frequentarci agevolmente. Il blog non vive se non comunichiamo..e io che ne sono stata lontana per più di un anno lo so bene.

Non ho ancora ben chiaro come funziona quel tasto “lettore” che è in cima al monitor sulla sinistra, ma penso che con il tempo il suo funzionamento mi sarà più chiaro… e non mi ricordo qualche altra cosetta come ad esempio cambiare colore e dimensione al testo, ma da qualche parte ho i miei archivi e quando ho voglia li ricerco e risolverò il dubbio.

Bene, vi regalo una piccola foto e vi auguro buona domenica… non dimenticatevi la mia richiesta di suggerirmi chi vuole essere iscritto tra gli amici, ok 😉

[nella mia foto il nuovo porto di Marina di Pisa al tramonto]

usa e getta

Ogni anno ad Agosto, da quando sono in rete, mi capita di conoscere meglio qualcuno, nel senso che trovo qualche amico/a che comincia a scrivermi di più in privato e a raccontarmi qualcosa.. Io di fatto sono una persona educata e ad ogni e.mail rispondo con una e.mail. Alcune volte rispondo con piacere, altre un po’ più a fatica, ma comunque sia rispondo sempre e anche abbastanza velocemente.
Amici sempre diversi che cambiano e si avvicendano di anno in anno. A volte qualcuno ritorna dopo del tempo, altre volte sparisce completamente di circolazione e non si fa più vivo.
Perché capita questo proprio ad Agosto ed in altri mesi no? Perché in quel mese la gente è al mare e in ferie e la rete si spopola quindi si resta qui in pochi e poi perché in Agosto si ha più tempo per scrivere, se si vuole.. E’ bello lo scambio di e.mail perché ci si raccontano un po’ di cosette spicciole e si confrontano idee e punti di vista.. Beh, sì… voi allora vi chiederete dove sta il problema. Il problema è che poi arriva settembre e puntualmente si ha una inversione repentina di rotta e le e.mail non arrivano più e ci si perde di vista. Non credo che la mancanza di tempo giustifichi l’assenza, penso invece che si tratti di preferenze, nel senso che chi prima si divertiva a scrivere a me poi preferisce scrivere ad altri o semplicemente fare altro. A Settembre rientrano gli altri amici, quelli preferiti e io vado in panchina e senza comunicazione alcuna. A volte ho scritto io, chiedendo: “Come va la vita?.. Che fai?” e puntualmente mi sento rispondere: “Sai, ho troppo da lavorare e non ho tempo nemmeno per un saluto,.. scusa,…. mi sento un po’ in colpa..”. Scuse!
Vi chiederete se io ci resto male.. Già, mi sto chiedendo anch’io se ci resto male.. o se mi ci sono abituata al punto che non mi importa nulla. Sinceramente non lo so.
Buona giornata,
Alidada – amicizia – usa –e – getta.

(a scanso di equivoci, non mi riferisco agli amici più che abituali che passano spesso di qui)

evidentemente..

Ieri ero in auto con una mia giovane collega e parlavamo del più e del meno mentre viaggiavamo. Guidava lei ma questo non le impediva di dialogare e discutere con me.

Io le raccontavo dei miei impegni di lavoro e di tutto il mio "asfissiante" daffare, quando, ad un certo punto, repentinamente, lei gira la testa riccioluta verso di me e mi guarda fissandomi per un attimo con gli occhi granati  sopra ai suoi occhialini leggeri calati sul naso e mi  fa: " Guarda che tu non sei normale!..la gente normale non è come te!"…ci pensa su un attimo e ripete scuotendo la testa: "..No..no.. tu non sei normale!"  

Evidentemente ne era proprio convinta per ripeterlo per ben due volte. E io che avrei duvuto risponderle? C’era poco da dire, forse aveva proprio ragione e allora le ho detto semplicemente: "Lo so…" accompagnando la mia risposta con un sorriso.. .. Perchè mai avrei  dovuto negare l’evidenza?!

gli amici di Alidada

Suona il cellulare.

Driiiinnnn

Io: “ Pronto.. “  

Lui: “Ciaooo”

Io: “Ciaooooo… ehi, che sorpresa! Dimmi… dove sei?.. Come stai? E’ da un secolo che non ci sentiamo” 

Lui:  “Sono qui, davanti al lago..  è una bellissima giornata..”

Io: “Sì? Che bello!!!… Racconta dai… Aspetta.. ma di quale lago parli?” 

Lui: “Come dici?.. Non ti sento bene… sì, ma tu chi sei?”

Io: “Beh, ho capito, hai sbagliato numero.. lasciamo stare.. stammi bene.. ciao!” 😦  ..

Lui: “Ciao.” 

al passo coi tempi

mirto ed elicriso

Questa storia cominciò tanto e tanto tempo fa. Lei apparve qui, nella blogosfera e cominciò con me la sua avventura virtuale, nel senso che uno dei primi blog che commentò fu proprio Alidada. E’ strano che ci siano dei blogger che nel tempo frequentano quasi esclusivamente me. Come faccio ad accorgemene? Beh, quando vado a commentare vedo solo le mie parole.. o poco di più. Lei per lungo tempo è stata uno di questi. Da lei non c’erano quasi mai altre persone oltre a me.
Comunque sia lei non era costante, e andava e veniva dal magico mondo della blogosfera. A volte spariva per lunghi periodi e poi tornava quando ormai pensavo che non si rifacesse più viva. Il suo primo nick fu “Fata Verde” e non ho mai capito chi o cosa glielo avesse ispirato. Comunque sia mi piaceva molto frequentare quella presenza femminile che sembrava conoscermi sempre meglio.
Mi ero anche abituata a perderla, tant’è che quando non riuscivo ad aprire il suo blog mi dicevo tra me e me: “Ecco che ci risiamo… è sparita di nuovo…” e sorridevo, tanto sapevo che prima o poi sarebbe tornata. Al suo terzo nick con cui apparve mi lasciò stupita perché si scelse un template tutto scuro che si apriva con l’immagine di una donna mora, alta e seducente, vista da dietro nel mentre saliva sensualmente delle scale che portavano ad una vetrata illuminata di una luce intensa e strana. Quella immagine diventò nella mia mente l’immagine di quella blogger così sfuggente e acuta nelle sue osservazioni. La immaginavo alta e mora.. di quelle donne con i capelli lunghi e con lo sguardo intenso tanto da metterti a disagio.
Spesso mi capitava di pensare che lei mi conoscesse anche troppo perché si vedeva che leggeva con attenzione quel che scrivevo e allora una sorta come di pudore mi faceva quasi diventare reticente. Poi il tempo è passato inesorabilmente e tante vicende si sono susseguite, ma nulla e nessuno l’ha mai portata molto lontano da me…anzi.. mi è stata sempre molto vicina.

Che strana vicenda questa estate quando Mara mi ha letteralmente “trascinata” ad incontrarla. Io sono alquanto schiva per natura e non mi trovo molto a mio agio a conoscere persone nuove.. ma come potevo dire di no a Mara!  Lo aveva fatto apposta, aveva escogitato di tutto per farci incontrare. Fatto sta che l’appuntantamento con la “Fata Verde” era fissato e così fu.

Lo scenario dell’incontro, quello che ora dovrebbe materializzarsi davanti ai vostri occhi attraverso le mie parole consiste in una bella pineta tra Caprera e la Maddalena, uno di quegli spiazzi dove si sta bene seduti al riparo dal caldo estivo a bersi una bibita dolce e fresca. Sul mezzo del giorno, all’ora fissata per l’appuntamento, Mara ad un tratto sussulta ed esclama: “Eccola!… Eccola là che sta arrivando! E’ lei! ”. Io non la vedevo affatto ma credetti a Mara e mi incamminai dietro di lei per andare incontro a quell’amica tanto cara quanto sconosciuta. Il cuore mi batteva forte, era emozionante trovarsi così, sconosciute e così tanto amiche da sapere tante cose di noi stesse.

Quasi mi imbarazzavo a vedere in faccia una persona che aveva letto spesso i miei pensieri. Camminavo a testa bassa guardando dove mettevo i piedi in quel sentiero sconnesso e ad un tratto percepii la sua presenza..alzai lo sguardo e mi trovai davanti un mazzolino profumatissimo di mirto ed elicriso e dietro a quello c’erano due grandi occhi verdi incastonati come pietre prezione in un bel viso sorridente incorniciato da una folta chioma bionda. “Non è possibile.. –esclamai – ma non eri mora?..e poi …e poi… e poi chissà perché pensavo che fossi diversa.. insomma, sei tu vero? “ e allora lei rispose: “Certo che sono io ..cara Alidada!” e io.. : “Pensavo fossi romana e invece non avevo azzeccato nemmeno quello! Non sei nemmeno romana!” ..e giù a ridere abbracciate come bambinette!… Fantastica! Voi vi chiederete dove sia finita la Fata Verde ..Eppure è ancora qui. Sempre. E io la sento un po’ come se fosse il mio angelo custode.. Non dirò chi è.. non dirò il suo nome di ora, ne’ il nome del suo blog.. dirò solo che le voglio un gran bene  ..e vediamo se anche questo post le resterà in mente tutto il giorno!

compagno di viaggio

Avevo un amico. Era una persona con cui mi trovavo molto bene perché parlavamo la stessa lingua, nel senso che su tante questioni la pensavamo allo stesso modo. Cominciammo insieme a lavorare e crescemmo insieme.
Ricordo i momenti belli delle cene tra colleghi e quelli brutti in cui ci si trovava vicini a regalarci un abbraccio affettuoso dopo che ci era successo qualcosa di brutto. Ricordo le chiacchierate interminabili e gli impetuosi scambi di opinione. Ricordo i viaggi di una ventina di chilometri insieme per recarci agli stessi corsi di aggiornamento o anche quello di quel giorno afosissimodi agosto, per portare il nostro ultimo saluto al nostro preside che era partito per un viaggio senza ritorno. Eravamo dalla stessa parte e ci si faceva intendere reggendoci mano a vicenda.
Poi accadde che io accettai un altro tipo di lavoro, un impegno più grande che mi portò in prima linea.. Fu allora che ritrovai il mio amico contro di me. Diceva che io ero entrata “nella stanza dei bottoni” e che non mi riconosceva più. Ma anch’io non riconoscevo più lui perché è anche vero che gli amici si vedono nel momento del bisogno..e lui non era più dalla mia parte.
Io dovevo svolgere il mio compito e nel mio compito c’era anche lui. Non potevo trattarlo diversamente dagli altri ..e questo lui non lo capiva. Non so se era invidia o cos’altro… so che lui mi ostacolava.
Dopo qualche anno rinunciai a quel lavoro e tornai dietro la cattedra. Tornai volutamente e consapevolmente ad essere quella di sempre, allora lui si riavvicinò a me ma io non potevo dimenticare e .. sorrisi.. feci buon viso a cattiva sorte ma mi mantenni distante. Qualcosa si era rotto tra di noi.. ed era rotto per sempre.
I miei segreti da allora furono solo miei e non fui più capace di credere nella sua amicizia e nella sua lealtà. Ora lui se n’è andato altrove, ha preferito andare a lavorare da un’altra parte. Ha detto “non saranno certo pochi chilometri in più a far terminare la nostra amicizia,…” ha detto: “basterà telefonarsi qualche volta e tutto sarà come prima”.. ha detto: “l’amicizia non si alimenta a viversi gomito a gomito per più di venti anni..”
 ..è vero dico io, “l’amicizia è altro…”

Buon martedì a tutti
Alidada