mirto ed elicriso

Questa storia cominciò tanto e tanto tempo fa. Lei apparve qui, nella blogosfera e cominciò con me la sua avventura virtuale, nel senso che uno dei primi blog che commentò fu proprio Alidada. E’ strano che ci siano dei blogger che nel tempo frequentano quasi esclusivamente me. Come faccio ad accorgemene? Beh, quando vado a commentare vedo solo le mie parole.. o poco di più. Lei per lungo tempo è stata uno di questi. Da lei non c’erano quasi mai altre persone oltre a me.
Comunque sia lei non era costante, e andava e veniva dal magico mondo della blogosfera. A volte spariva per lunghi periodi e poi tornava quando ormai pensavo che non si rifacesse più viva. Il suo primo nick fu “Fata Verde” e non ho mai capito chi o cosa glielo avesse ispirato. Comunque sia mi piaceva molto frequentare quella presenza femminile che sembrava conoscermi sempre meglio.
Mi ero anche abituata a perderla, tant’è che quando non riuscivo ad aprire il suo blog mi dicevo tra me e me: “Ecco che ci risiamo… è sparita di nuovo…” e sorridevo, tanto sapevo che prima o poi sarebbe tornata. Al suo terzo nick con cui apparve mi lasciò stupita perché si scelse un template tutto scuro che si apriva con l’immagine di una donna mora, alta e seducente, vista da dietro nel mentre saliva sensualmente delle scale che portavano ad una vetrata illuminata di una luce intensa e strana. Quella immagine diventò nella mia mente l’immagine di quella blogger così sfuggente e acuta nelle sue osservazioni. La immaginavo alta e mora.. di quelle donne con i capelli lunghi e con lo sguardo intenso tanto da metterti a disagio.
Spesso mi capitava di pensare che lei mi conoscesse anche troppo perché si vedeva che leggeva con attenzione quel che scrivevo e allora una sorta come di pudore mi faceva quasi diventare reticente. Poi il tempo è passato inesorabilmente e tante vicende si sono susseguite, ma nulla e nessuno l’ha mai portata molto lontano da me…anzi.. mi è stata sempre molto vicina.

Che strana vicenda questa estate quando Mara mi ha letteralmente “trascinata” ad incontrarla. Io sono alquanto schiva per natura e non mi trovo molto a mio agio a conoscere persone nuove.. ma come potevo dire di no a Mara!  Lo aveva fatto apposta, aveva escogitato di tutto per farci incontrare. Fatto sta che l’appuntantamento con la “Fata Verde” era fissato e così fu.

Lo scenario dell’incontro, quello che ora dovrebbe materializzarsi davanti ai vostri occhi attraverso le mie parole consiste in una bella pineta tra Caprera e la Maddalena, uno di quegli spiazzi dove si sta bene seduti al riparo dal caldo estivo a bersi una bibita dolce e fresca. Sul mezzo del giorno, all’ora fissata per l’appuntamento, Mara ad un tratto sussulta ed esclama: “Eccola!… Eccola là che sta arrivando! E’ lei! ”. Io non la vedevo affatto ma credetti a Mara e mi incamminai dietro di lei per andare incontro a quell’amica tanto cara quanto sconosciuta. Il cuore mi batteva forte, era emozionante trovarsi così, sconosciute e così tanto amiche da sapere tante cose di noi stesse.

Quasi mi imbarazzavo a vedere in faccia una persona che aveva letto spesso i miei pensieri. Camminavo a testa bassa guardando dove mettevo i piedi in quel sentiero sconnesso e ad un tratto percepii la sua presenza..alzai lo sguardo e mi trovai davanti un mazzolino profumatissimo di mirto ed elicriso e dietro a quello c’erano due grandi occhi verdi incastonati come pietre prezione in un bel viso sorridente incorniciato da una folta chioma bionda. “Non è possibile.. –esclamai – ma non eri mora?..e poi …e poi… e poi chissà perché pensavo che fossi diversa.. insomma, sei tu vero? “ e allora lei rispose: “Certo che sono io ..cara Alidada!” e io.. : “Pensavo fossi romana e invece non avevo azzeccato nemmeno quello! Non sei nemmeno romana!” ..e giù a ridere abbracciate come bambinette!… Fantastica! Voi vi chiederete dove sia finita la Fata Verde ..Eppure è ancora qui. Sempre. E io la sento un po’ come se fosse il mio angelo custode.. Non dirò chi è.. non dirò il suo nome di ora, ne’ il nome del suo blog.. dirò solo che le voglio un gran bene  ..e vediamo se anche questo post le resterà in mente tutto il giorno!

Alidada racconta..

 Passavano il tempo stese sulla sabbia, al sole come lucertole in primavera. Una bruna con i capelli lunghi e lisci e l’altra rossa e riccioluta. Forse il loro carattere rispecchiava un po’ quel loro modo di pettinarsi. La mora più tranquilla (almeno apparentemente), mentre la rossa era più esuberante. Le parole crociate da una parte e gli asciugamani dall’altra.. qua il termos con l’acqua fresca e là le creme solari.. i prendisole ripiegati nella borsa da mare e qualche libro di ricette e astrologia.. due quotidiani rigorosamente sardi.. la digitalina al riparo dal salmastro e ..e tante chiacchiere per passare il tempo. Ecco come trascorrevano insieme quei primi periodi di un luglio vacanziero.

Lo scenario era più o meno sempre lo stesso. Giorno dopo giorno si spostavano di poco: il  Monte Albo da qualche parte c’era sempre e come un vecchio sornione se ne stava di vedetta dietro le dune alle spalle. Lo sparuto paesello di Santa Lucia alla fine del golfo sulla destra,  San Giovanni a sinistra e tanto tanto splendido mare colorato a tinte pastello di un azzurro screziato smeraldo sempre lì, davanti a loro.  La rossa non cercava mai l’ombra e di solito indossava un cappellino di raffia  che, buttato distrattamente sulla testa, aveva il compito di parare quel sole, che in realtà non è era poi troppo caldo da dare fastidio. La mora sostava poco distante da lei e dimostrava chiaramente che aveva intenzione di oziare e godersi il dolce far niente che la vacanza le offriva.

Ridevano e scherzavano di continuo, ma prima o poi tornavano sempre su quel discorso: il blog. Una domandava all’altra. “…tu chi frequenti oltre a me?” e l’altra le rispondeva, e così si scambiavano opinioni e pensieri. “Mi sono sempre chiesta come fai a scrivere poesie così belle..!” – diceva la mora all’altra donna.. ma mentre lo diceva pensava tra se’ e se’ che non doveva esser difficile scrivere poesie se si è così vivaci e passionali come dimostrava di essere nella realtà quella sua amica di blog. Chiacchieravano e chiacchieravano.. e finivano sempre con il ripetersi: “ ma tu guarda!.. Chi lo avrebbe detto che tu sei così!” e si guardavano a vicenda sorridendosi, come per constatare di nuovo che in fin dei conti l’idea che l’una aveva dell’altra non era poi così fedele alla realtà.  

Uno strano destino le aveva fatte incontrare in rete proprio quando la mora aveva deciso di abbandonare il proprio blog..e l’altra era apparsa per caso a cercare di riportarla indietro sui suoi passi.. e , insieme ad altri, c’era anche riuscita. Sicuramente la rossa aveva intelligenza, carattere e carisma non comuni e questo la mora lo aveva capito bene fin da quando aveva ricevuto il suo primo commento sotto ad uno dei suoi post.

 

La mora anche lì, vicino al mare di quella splendida Sardegna estiva, a volte tornava sul discorso di  voler abbandonare la rete.. diceva che il blog aveva fatto il suo tempo.. che si sentiva più distaccata.. ed era successo che a volte era rimasta  delusa..  Ad un tratto una volta disse: “ Forse quando tornerò a casa, a fine luglio, abbandonerò definitivamente Alidada, ..  tu Mara che pensi di fare?” e la rossa rispose: “ Beh..se tu abbandonerai Alidada e io abbandonerò Maschera Stanca… poi come passeremo le lunghe giornate buie e fredde dell’inverno?”.  La mora ci pensò un attimo e tacque.. guardò in basso come a cercare una soluzione a quel problema, ..poi alzò lo sguardo e fissò dritta in volto la sua cara amica: “ Hai ragione Mara, .. d’inverno non sapremo che fare… e allora andiamo avanti!”.  Alidada ancora non sapeva come Mara avrebbe davvero passato il suo tempo d’inverno. ….   Ora lo sa.   … guarda giù…..  ..

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p.s. Da notare che Mara ha anche risolto il problema del risparmio energetico: usa il suo gatto Fumo come calorifero

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dolce dormire

 

 

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beh, invece di stare sul blog Mara sta letteralmente OZIANDO!  Mara traditrice!…

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Naturalmente sto scherzando.  Mando un bacio a Mara    ….  e… grazie

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Ragazzi, abbiate pazienza se non passo a salutarvi nei vostri blog.. ho troppo lavoro da smaltire (sono in periodo di scrutini) .. spero domani di essere più libera e allora mi troverete in giro.. Buonanotte a tutti 🙂

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Buon anno a tutti

Eccomi qua, con un anno di più. Passano come schioppettate questi anni fugaci e se fosse che uno ha tendenza a piangersi addosso questa cosa la potrebbe anche vivere male. Sentirsi più vecchi e mettersi a fare bilanci diventerebbe allora un’amarezza in più della nostra esistenza che è già tanto complicata così com’è. 

 Io la prendo con filosofia e basta poco per allietarmi lo spirito e avere una visione rosea delle cose. E così la tombolata di ieri sera, fatta tra parenti radunati in casa mia, è stata un’occasione di ilarità non da poco.  E poi i botti sotto la pioggia e lo spumante svaporato che ha espulso il tappo con la stessa forza con cui la piccola Lisa sputa il ciuccio quando non lo vuole più.. e la corsa frenetica in ripostiglio a cercare un’altra bottiglia senza far troppo tardi rispetto allo scoccar della mezzanotte e senza scapicollarsi per le scale,…e i messaggini chilometrici e bellissimi delle amiche e degli amici blogger a cui non so mai rispondere a tono perché con quella maledetta tastiera del cellulare sono una frana … e l’immancabile fiamma del camino a farci compagnia mentre si sgranocchia frutta secca auspicando un domani sempre migliore.. ecco com’è andata.. 

Auguri a tutti voi cari amici miei  e scusatemi se non sono passata dai vostri blog a farveli ad uno ad uno ma dico la verità, sono andata in ordine random e non ci capisco più nulla .. non so più da chi sono stata e da chi no  ..ok.. resetto e oggi ripartirò e vi verrò a trovare..

E che il 2006 sia per tutti voi un anno propizio, pieno di serenità e tante cose care..

Alidada 

Tra realtà e fantasia

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Era in piedi in mezzo a quella piazza enorme. Il giaccone scuro di un blu cobalto molto bello gli scendeva poco più giù della vita e lasciava intravedere il suo corpo alto e longilineo. Era girato dalla parte opposta rispetto a lei. Aveva una mano in tasca e con l’altra reggeva  qualcosa che aveva tutto l’aspetto di un regalo.

L’aria frizzantina  di metà dicembre era insolitamente nitida e chiara. Non c’erano nubi in quel cielo di Pisa e lei si meravigliò di quanto fosse bella Piazza dei Miracoli nel periodo natalizio. 

Anna si avvicinava a passo svelto verso quell’uomo, era sua intenzione coglierlo di sorpresa. Non fu così, lui si girò di scatto e i loro sguardi s’incrociarono all’improvviso cosicché il più bel sorriso del mondo esplose sui loro volti.

 – Ciao, come stai? – disse lui.

E lei, mentre con un gesto sbarazzino si tirava indietro i capelli neri che le scendevano sulla fronte.

– Bene.. molto bene ..- e poi aggiunse – Sai che ti immaginavo proprio così?!..-

Francesco annuì con un sorriso d’intesa mentre con  la mano  prendeva quella di lei e la tirava verso di sé fino al punto di sfiorarle le labbra con le sue.

Batticuori a non finire agitarono i loro corpi per qualche attimo infinito.

Eppure non si erano mai visti. Si erano solo parlati a lungo nei commenti dei loro blog e poi avevano iniziato a scriversi.  Dapprima era sembrato un gioco ma poi qualcosa di forte li aveva uniti in una storia dolce come il miele.

Da mesi condividevano emozioni e pensieri come se avessero vissuto realmente e concretamente fianco a fianco un amore grande.

 Di nuovo uno sguardo..

 –Andiamo?- chiese lui.

 E così si incamminarono mano nella mano lentamente verso il Battistero.  Non erano ragazzi ma si comportavano come se lo fossero.

Qualcuno dice che li vide  sedersi senza esitazione sui gradini davanti al duomo. 

 Qualche altro notò che lei appoggiva la testa sulla spalla di lui mentre si parlavano piano piano.

Dice che videro un pezzettino della carta da regalo sui gradini poco più in là.

Poi non dissero più nulla e lasciarono che l’amore seguisse da solo la sua via.

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storie di Roma

Spartaco?   A me sembrava si pavoneggiasse quel romano agghindato di sana pianta da Legionario dell’Urbe. Camminava lentamente tra la folla avanti e indietro. Un passo dopo l’altro come fosse una sentinella un po’ distratta. 

Ieri la giornata era splendida: l’aria non troppo calda era mossa da una leggera brezza rinfrescante e a parer mio sembrava più di essere a Marzo che ad Agosto. Il cielo azzurro era percorso da nubi bianche e spumeggianti come panna montata e tutto quanto appariva  rilassante in quella Roma, silenziosa e magica più di sempre.

Ma torniamo a noi. La Fontana di Trevi  faceva bella mostra di se’ e offriva uno scenario di tutto rispetto per chi avesse voluto farsi una foto con quel corpulento Legionario tutto in ghingheri.

Mi fermai appoggiata alla balaustra e mi trovai ad osservare la situazione riflettendo.

Chissà chi era quell’uomo che per racimolare il salario aveva escogitato quello strano stratagemma di offrire se stesso per una foto a pagamento. Vedevo che aveva un auricolare ad un orecchio e il filo gli scendeva dietro ad una spalla, sotto al mantello.

Forse ascoltava musica oppure si aggiornava sulla situazione della sua città blindata onde evitare atti terroristici. Già, tutti facevano finta di nulla, comprese le decine di poliziotti e militari in allerta, ma  non è facile far finta di nulla con quel che avrebbe potuto accadere..

Comunque sia, il Legionario era imperterrito e continuava a offrire la sua statuaria presenza mettendosi in posa come un gallo cedrone impettito sulle nevi dell’alta montagna.  Incredibile quanto estro possa esserci nella mente di noi italiani.. Siamo geniali in certe nostre esternazioni.

D’un tratto mi balenò in mente il suo nome: Spartaco!.. 

anzi “Spardago”, suonava bene, appropriato.

“.. ‘Mmazza..  anvedi Spardago!” .. Come usano dire lì.

Chissà poi se si chiama proprio così…  🙂

foto: Alidada

Buona serata a tutti 

ubi major..

C’era una volta un mio collega a cui tenevo molto, si chiamava Francesco ed era un poeta stupendo.
Francesco era sicuro di se’ e io sapevo di aver molto da imparare da lui e così facevo tesoro spesso delle sue parole .
 Una volta accadde che mi vide seduta in silenzio e capiì che qualcosa non andava.. Io gli dissi i miei problemi e lui sorrise e rispose: “Vedi, .. tu sei una tipa forte e ganza ed è scontato che ti diano alle gambe. Non daranno mai alle gambe a chi è un debole e un bischero.. Non prendertela,  fa parte del gioco ricevere mazzate da chi ti invidia!” .. Io ci pensai e poi sorrisi annuendo. In fin dei conti era vero quel che lui diceva ..bisognava reagire e fregarsene.  Poi Francesco se n’è andato per sempre.. il suo cuore matto se l’è portato via ..
Mi è rimasto il ricordo di lui e delle sue parole di cui dovrei ancor oggi saper fare tesoro.. 
Cercherò di riuscirci ancora.
Buona giornata a tutti
Alidada

cambiamenti

L’anno in cui nacqui io fu un anno strano nella storia delle nascite al mio paese, infatti all’anagrafe contarono più di 20 maschi e solo due femmine: io ed un’altra bambina.

Poi, dopo pochi anni, la famiglia di quella bimba si trasferì e io a scuola rimasi sola in una classe tutta al maschile. La cosa durò un po’, circa un annetto, ma per me era difficile sopravvivere con quei compagni e allora pregai mia madre di mandarmi a scuola alle elementari nel paese vicino.

Così fu.. e riuscii a trovare le amiche che desideravo.. ma questo accadeva solo al mattino, perché al pomeriggio il mio paese era pieno solo dei miei amici maschi e io mi trovai a crescere con loro.

Frequentando una compagnia al maschile acquisii il loro modo di dialogare.. non che imparassi parolacce perché a quel tempo non usavano e comuque non mi sarebbero piaciute.. ma imparai a ragionare con i loro schemi mentali e così, con il passar degli anni, reggevo bene le conversazioni sullo sport o suoi motori e cose di questo tipo.

A 14 anni giocavo bene a tennis e a pallavolo e la mia squadra di classe alla scuola di paese comprendeva me e 5 maschi. Credo sia stata questa mia infanzia e questa adolescenza che mi hanno fatto diventare sempre più propensa a dialogare con gli uomini che con le donne.

Di solito ho sempre trovato un certo disinteresse a parlare di vestiti e di trucchi per la faccia.. per non parlare dello shopping e dei pettegolezzi e ho preferito chi mi parlava di elettronica o di moto.. Ma ultimamente, specialmente in riferimento al mondo internettiano, faccio sempre più fatica a rapportarmi agli uomini.. Non so che cosa è cambiato ma sempre più spesso mi trovo a discutere più o meno animatamente con i blogger di sesso opposto al mio.. mentre mi trovo a meraviglia con bloggers-donne.. con le quali dialogo bene senza mai discutere.. Naturalmente con questo non voglio generallizzare.. ci sono blogger uomini con cui va tutto a gonfie vele e ci sono anche delle blogger-al femminile con cui ho rotto tutti i ponti dopo aver litigato..

Però qualcosa non va… e credo che qualcosa avete notato anche voi.. perchè un certo mio disappunto lo esprimo senza remore. Non so per quale motivo sta cambiando tutto.. o forse sto cambiando io.. non so, ci penserò..

Buonanotte a tutti

Alidada

Santa Lucia

Santa Lucia..

Quella mattina di tanti e tanti anni fa faceva un freddo bestiale e la mia sciarpa era bel alzata sul volto prima di calare sul cappottone che mi imbacuccava fino al ginocchio. Uscii di volata dal portone di quella casa stretta ed alta in via San Marco a Siena. Avevo sceso di corsa tre piani di scale prima di lanciarmi a passo sveltoin quella strada lastricata di pietra serena che s’inerpicava dalla Porta San Marco fin sotto la parte alta della città. Il solito odore di tufo impregnava l’aria e il respiro affannoso si tramutava in fumetto mano a mano che la salita aumentava. Avevo lezione in facoltà e non potevo tardare. Sentivo il peso dei quadermi ammassati sottobraccio mentre in testabrulicavano idee sullo studio portato avanti fino a tarda notte. In cima a via San Marco la curva a sinistra e l’entrata nella piazzetta di Banchi di sotto..ed è lì che il mio ricordo diventa più nitido. Per me fu una festa inattesa in quel 13 dicembre: la festa di Santa Lucia.. Banchetti da ogni parte, stracarichi di campanelline di porcellana decorate di tutti i colori. Mi fermai in apnea.. era come fossi uscita da un tunnel oscuro.. Quante luci e quanti colori. C’ero finita in mezzo per caso. Tirai giù dal viso la sciarpa e mi ritrovai a sorridere.. mi fermai a parlare con le persone per capire di cosa si trattasse. Dissero che le campanine portavano fortuna e che erano decorate quasi tutte con i colori delle contrade di Siena..Ne comprai una con i colori gialli e rossi della contrada della chiocciola e da qualche parte qui in casa ce l’ho ancora..

 

Le campanine di Santa Lucia .. quel 13 dicembre di tanti e tanti anni fa.. buona fortuna a tutti ..sempre 

 

Alidada