Siena: dal Facciatone

Siena: il duomo

Siena: il campanile del Mangia

Per chi non sapesse cos’è il “Facciatone”, ecco qua:

Navata incompiuta e Facciatone

Il “Duomo nuovo” e il “Facciatone”

Nel 1339 si decise di ampliare il Duomo, facendo in modo che l’attuale ne diventasse solo il transetto. A causa di vari imprevisti e della Peste del 1348, nel 1357 si interruppero i lavori. Ciò che oggi vediamo è il frutto di quegli anni di lavoro ed è chiamato “il Duomo Nuovo”. Infatti si riuscì ad innalzare la navata est e la facciata (volgarmente detta il “Facciatone”). Oggi la navata ospita il Museo dell’Opera del Duomo. Un elegantissimo portale ogivale cuspidato si apre sulla scalinata che porta al Battistero.

Le notizie sono state prese qui

Santa Lucia

Oggi è Santa Lucia e come ogni anno mi piace ricordarlo, sarà perchè quel nome è molto simile al mio e io non ho una santa protettrice.. sarà perchè ho dei bei ricordo legati a questa giornata..  fatto sta che questa ricorrenza non mi passa mai inosservata. Lo scorso anno scrissi un ricordo qui, invece quest’anno vorrei scrivere qualcosa di più.

La storia. Secondo la passio la giovane apparteneva a una ricca famiglia siracusana, promessa sposa a un pagano. Per una malattia della madre compì un viaggio a Catania, per visitare il sepolcro di S. Agata, sul quale pronunciò il voto di conservare la verginità. Distribuì perciò i beni ai poveri e rinunciò al matrimonio. Arrestata su denuncia del fidanzato, fu sottoposta a diverse torture: condotta in un lupanare, trascinata da una coppia di buoi, cosparsa di pece bollente, posta sulla brace ardente. Per sfuggire al carnefice si strappò gli occhi. Solo dopo questi tremendi tormenti cadde sfinita e morì. Le sue ossa non si trovano a Siracusa in quanto, come pare, trafugate dai bizantini, Furono portate a Costantinopoli, da dove furono saccheggiate dai Veneziani.

La sua festa cade il 13 dicembre. Prima dell’introduzione del calendario moderno (1580) si celebrava il 21 dicembre il giorno del solstizio invernale, da cui il detto “S. Lucia il giorno più corto che ci sia”. La festa è caratterizzata da pratiche devozionali di tipo magico-esorcistico e solare-agrario. Si confezionano in questo giorno pani a forma di occhi che, benedetti, si mangiano con lo scopo di preservarsi da malattie oculari. A lei si offrono anche ex voto d’argento a forma di occhi, che vengono appesi sulla “vara” il giorno della festa. I fuochi accesi la vigilia della festa sono l’indicazione più evidente che ci troviamo in presenza di rituali Festivi legati al trapasso stagionale più delicato dell’anno, col progressivo scemare della luce, per cui occorre esorcizzare, il pericolo del non ritorno della luce.

A Siena (mia “patria adottiva”): la Fiera di Santa Lucia di Siena è una festa dalla storia molto antica: viene allestita fin dal 1852 in Piazza Santa Lucia, vicino alla Chiesa del Carmine. Negli ultimi anni, visto il grande successo, la fiera si è estesa lungo tutta Pian dei Mantellini.La Fiera prende origine dal mercato delle ceramiche veniva allestito il 13 dicembre dalle fornaci della zona nelle strade davanti alla chiesa di Santa Lucia, affollata di fedeli per ricevere la benedizione degli occhi (Santa Lucia, per tradizione, è la protettrice della vista). Un tempo, sulle bancarelle erano esposte soprattutto campanelle di terracotta, a ricordo di un miracolo di Santa Caterina, che fece suonare tutte le campane di Siena per ridestare la venerazione verso la martire siracusana. Nella tradizione della città di Siena, la Fiera di Santa Lucia rappresentava un momento di festa per i bambini, per i quali venivano allestite le bancarelle con lo zucchero filato e i giocattoli semplici, come le bambole di cencio, le girandole di carta, le palline di San Pietro e le campanine dipinte con i colori delle Contrade.

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Buona giornata a tutti

Alidada

 

ricordo

 

“Dai che scendiamo nella plaza de toros”. Era quello il nostro modo di dire. Era il nostro modo di chiamare la Piazza del Campo di Siena.  E allora scendevamo da Via di Città lungo un vicolo buio di un centinaio di metri in discesa. Il passo svelto ci faceva saltare gli scalini che trovavamo di quando in quando. Chissà perché ci veniva sempre da ridere mentre ci affrettavamo ad andare al Dipartimento di Fisica dietro Piazza del Campo dopo aver seguito le lezioni alla Facoltà di Matematica che si trovava davanti al Duomo, in cima alla città. 
A quel tempo bastava nulla per sorridere e nonostante gli impegni dello studio faticoso ci trovavamo spesso senza fiato dal morir dal ridere.Il bello è che la maggior parte delle volte non sapevamo nemmeno noi di che si rideva. Si rideva e basta.  A volte penso che forse era quello il nostro modo di allentare le tensioni e buttar fuori il nostro animo gioioso e la felicità di  esser ragazzi.
Di solito eravamo in 4: io, Maria che era una ragazza bassa, ricciluta e mora di Grosseto,  Fabio che aveva il babbo che lavorava come guardiano nel Parco dell’Uccellina e poi una mia omonima simpaticissima, con gli occhi enormi e verdi che veniva da Castiglion della Pescaia.
Dopo la volata nella stradina in discesa, tra i negozietti di souvenir, ci  “fiondavamo” di corsa in mezzo ai piccioni e ai turisti che di solito gremivano la magica piazza.
Uno sguardo a Fonte Gaia da una parte, a sinistra, e poi giù verso la curva di san Martino a perderci in quel fantastico slargo a forma di conchiglia . Ci accompagnava il nostro scalpiccìo sui mattoncini di cotto e il mormorio della gente qua e là..
Poi accadeva sempre che lo sguardo saliva  in su,a puntare il pennone più alto della Torre del Mangia che si ergeva imponente a bucar l’azzurro.. come a rincorrer le nuvole.. nel cielo di Siena di tanti anni fa.


Buon lunedì a tutti
Alidada

Grazie a Claudio che mi ha suscitato di nuovo dei bei ricordi con la sua foto di Siena, che è pubblicata insieme ad altre bellissime dei miei amici sul mio fotoblog di Live.. andate  a vedere..


Santa Lucia

Santa Lucia..

Quella mattina di tanti e tanti anni fa faceva un freddo bestiale e la mia sciarpa era bel alzata sul volto prima di calare sul cappottone che mi imbacuccava fino al ginocchio. Uscii di volata dal portone di quella casa stretta ed alta in via San Marco a Siena. Avevo sceso di corsa tre piani di scale prima di lanciarmi a passo sveltoin quella strada lastricata di pietra serena che s’inerpicava dalla Porta San Marco fin sotto la parte alta della città. Il solito odore di tufo impregnava l’aria e il respiro affannoso si tramutava in fumetto mano a mano che la salita aumentava. Avevo lezione in facoltà e non potevo tardare. Sentivo il peso dei quadermi ammassati sottobraccio mentre in testabrulicavano idee sullo studio portato avanti fino a tarda notte. In cima a via San Marco la curva a sinistra e l’entrata nella piazzetta di Banchi di sotto..ed è lì che il mio ricordo diventa più nitido. Per me fu una festa inattesa in quel 13 dicembre: la festa di Santa Lucia.. Banchetti da ogni parte, stracarichi di campanelline di porcellana decorate di tutti i colori. Mi fermai in apnea.. era come fossi uscita da un tunnel oscuro.. Quante luci e quanti colori. C’ero finita in mezzo per caso. Tirai giù dal viso la sciarpa e mi ritrovai a sorridere.. mi fermai a parlare con le persone per capire di cosa si trattasse. Dissero che le campanine portavano fortuna e che erano decorate quasi tutte con i colori delle contrade di Siena..Ne comprai una con i colori gialli e rossi della contrada della chiocciola e da qualche parte qui in casa ce l’ho ancora..

 

Le campanine di Santa Lucia .. quel 13 dicembre di tanti e tanti anni fa.. buona fortuna a tutti ..sempre 

 

Alidada