giornate speciali

La giornata della felicità

 

 

happiness

Oggi 20 marzo si è celebrata la giornata internazionale della felicità, promossa dall’Onu. Molti i parametri considerati per stilare la classifica dei paesi nei quali i cittadini sono più felici. Le diseguaglianze, la trasparenza della pubblica amministrazione e le politiche sociali – secondo l’Onu – influiscono più del reddito pro capite. Al primo posto si piazza la Norvegia, 48esimo posto per l’Italia

Due lettere, molto semplici come in ogni formula elegante: «Co». Sì, sta in questo prefisso il migliore degli stili di vita capace di condurci alla felicità. «Collaborare, cofelicitàesistere, anche confliggere, perché no?  Ciò che ci porta al confronto con gli altri attiva sensi e circuiti neuronali che ci rendono felici». Tutto si contrappone all’individualismo e al ripiegamento su se stessi. Cioè all’alfabeto dei social network. Un’ora di social ci costa il 3% della felicità, dice l’Università di Sheffield, anche se è pur vero che demonizzarli è «folle: sono utili, però bisogna affiancare loro attività che spingano al contatto, vero, con l’altro». Quindi donare qualcosa, anche tempo e amore. E ancora: coltivare gli hobby, secondo l’americana Society for Personality and Social Psychology, ci fa dare più valore al tempo. Quindi pittura, giardinaggio, cucina. Nutrire la curiosità per altri Paesi e dunque viaggiare. Dobbiamo essere simili a vasi, pronti ad accogliere parole, gesti, novità. Solo così, aperti, sapremo assorbire l’elemento giusto che, nel momento adatto ci rende felici. Sì, la felicità è anche qualcosa di casuale: scrive The Journal of Positive Psychology che anche provare una nuova ricetta può servire. Quante volte, infatti, un semplice sapore ci ha infuso una inspiegabile gioia?

E allora…

smile

Tanta felicità a tutti noi, che penso ce la meritiamo. 55

 

[notizie e immagini prese dal web]

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