“aiutami prof” n.2

bambino-geloso-fratello-piccolo_200x200Forse vi ricorderete la storia di Samuele di cui parlavo qui, ma se non l’avete letta correte e leggerla perché ne vale la pena non importa, si riassume in due parole: Samuele è un ragazzino conteso tra babbo e mamma (giovanissimi) che si sono separati e litigano per mille motivi; una volta ha messo un bigliettino in tasca alla prof chiedendole aiuto.

Questo è il seguito della storia…

Ieri la prof era in classe e aspettava che i ragazzi facessero la ricreazione quando Samuele le è andato vicino e le ha detto sottovoce: “Lo sa prof che mi sta per nascere un fratellino?” La prof lo ha guardato un po’ stupita per quella dichiarazione. Samuele è un bimbo in crescita, un po’ foruncoloso, moro, con gli occhi nerissimi e profondi e con uno sguardo perennemente sorridente, di quei sorrisi che forse non lo sono realmente, ma sono atteggiamenti del volto che contrae in modo involontario certi muscoli, che fanno sembrare che uno stia sorridendo anche quando piange. Nemmeno conoscendo bene Samuele si poteva capire il suo vero stato d’animo, quello che un insegnante invece comprende bene è che il ragazzino è in difficoltà, sia nelle materie scolastiche, che nei rapporti con gli altri e forse anche nei rapporti con se stesso, infatti suo padre lo manda dalla psicologa (e lo stesso anche per il fratello che ha un anno meno di lui). Ma torniamo a noi e alla domanda che il ragazzo ha posto alla prof. “Lo sa che mi sta per nascere un fratello?”. “Tua madre ti dà un fratellino? E’ figlio del nuovo compagno, quello che ha conosciuto in primavera?” e lui: “Sì, nascerà alla fine dell’anno…” “… e tu sei contento,  vero?”, “Sì, ma con mio fratello grande dovrò andare a vivere da babbo per tanto tempo, finché il piccolo non sarà cresciuto.” E la prof, dopo aver cercato nei meandri del suo cervello un qualcosa di meno idiota rispetto a ciò che le veniva istintivo dire “ma tua madre (benedetta donna) non aveva niente di meglio da fare?” “… e tu sei contento, vero? Tua nonna e tuo padre ti faranno sfondare ai giochini elettronici e mangiare merendine quanto un bue giocare ai giochini e mangiare le merendine…” e lui: “Sì, sono contento… dai…” e la prof sapeva che su quel “dai” ci sarebbe stato da scrivere poemi, ma terminò la conversazione con uno dei suoi sorrisi più rassicuranti, facendo una carezza alla mano del ragazzo, mentre diceva: “Andrà tutto bene Samuele, …vedrai che andrà tutto bene…!”. Ma la prof mente quando serve, perché  non sarà affatto così, non andrà per niente bene e se fino a ora è stata dura, per lui lo sarà ancora di più.

Ecco, il racconto per ora finisce qui, ma della morale del racconto ne vogliamo parlare? Io mi chiedo come mai certe  donne che si sposano troppo giovani, mettono subito al mondo dei bambini anche se sono impreparate e non sanno crescerli e poi si levano dall’occasione mollando marito e prole e vanno a fare le frustrate altrove, finché non trovano (tempo zero perché sono carine e gli uomini sono dei coglioXX) un altro compagno e dimenticando la disastrosa esperienza di vita matrimoniale che hanno appena vissuto, non fanno nemmeno in tempo a conoscersi per bene che subito mettono al mondo un altro figlio! E’ come se volessero “ricompensare” il principe col cavallo bianco che è arrivato a salvarle da cotanto scempio di vita in cui la malcapitata si era ritrovata, donandogli un figlio nuovo. Ma i figli non sono regali da fare! Un orologio da polso è un regalo da fare ad un uomo, o una vacanza a Castiglioncello, ma mica un figlio!

Ma che lo fai a fare un figlio nuovo se hai due figli che già non hai saputo crescere e che tutti i giorni fanno il viottolo dagli psicologi?

Certe vite sono vite di  corsa, in cui le esperienze non hanno il tempo di essere vissute e di quelle non si fa tesoro e non si impara niente. Vite in cui gli errori si ritrovano fitti fitti e le delusioni si susseguono alle illusioni a ritmo incalzante.

La prof vuole indire una petizione per promuovere una legge che preveda il superamento di un apposito corso di laurea propedeutico per diventare mamma! …sì, lo farà, vedrete che lo farà!