In “terra straniera”

Ebbene sì, sono tornata da Milano e visto che nel borgo medievale sono tutti ammalati,(compresa mia figlia che aveva la febbrina ed era in attesa di tampone) mi sono fiondata a diritto in “terra straniera” a cercare un rifugio sicuro Covid-free. Ci sono rimasta una settimana e ho goduto di giornate assolate e tranquille in riva al mare. Non ho fatto niente di strano se non qualche passeggiatina davanti a casa, poi però anche la Toscana è diventata zona rossa e ho dovuto per forza rientrare.

Nella “terra straniera” non avevo internet quindi ho taciuto a lungo, ma vi ho portato delle foto e oserei dire che qualcuna è anche bella. Ve le mostrerò 🙂 Ora sono a casa, chiusa in trincea come se fossi in territorio ostile. Quando finirà questo strazio? Io ve lo dico, appena arriva un vaccino, fosse anche uno schifo di vaccino che magari mi proteggerà per 2 giorni, io me lo farò. Intanto mascherine, guanti, disinfettante e coltello tra i denti…siamo in trincea.

P.S. se qualcuno si chiedesse dove si trova questa “terra straniera” dico che è in Toscana e un bell’indizio è nella foto, nella parte in basso a destra. Quel “Pisa merda” è una firma inconfondibile! 😀 . Chi tra i Toscani accoglie un pisano in quel modo?

ciao estate

Ebbene sì, ci siamo… ho già tirato fuori l’agenda, l’astuccio, la borsa dove riporre i libri per la scuola e anche l’impermeabile e l’ombrello, visto che Poppea continua a imperversare con la pioggia e il tempo fresco.  Sinceramente sono un po’ triste perché a casa me ne stavo d’incanto e di tornare a scuola  a lavorare non ne ho per niente voglia.  Tra poco toglierò dal blog i riferimenti all’estate, un po’ come si fa con gli addobbi dopo le vacanze di Natale e magari cercherò qualche bella foto clorata che richiami all’autunno. Il tempo passa veloce e cambia lo scenario in modo molto repentino… per i miei gusti anche troppo .  Per il momento non resta che il momento dei saluti:

Ciao estate! Nonostante il caldo a volte eccessivo, ti ho sempre amata intensamente.

Nel proprio (grande) piccolo…

bigcoud

Rintontiti da droghe, caffe’, sigarette, alcool,
zuccheri, eccessi della carne,
delusi dalla politica, dalla religione, dalla scienza, dall’economia,
dalle guerre ’patriottiche’, dalla cultura, dalla famiglia,
tristi animali privi di uno scopo ma con la maschera
di persone soddisfatte, passeggiavamo per le vie del nostro pianeta
consapevoli che pian piano lo stavamo avvelenando. La malattia della nostra società era davvero grave.

Un’antica storiella cinese mi aiutò ad uscire dal baratro. 

Una grande montagna proietta la sua ombra su un villaggio.
Per mancanza d’irradiazione solare, i bambini crescono rachitici.
Un bel giorno gli abitanti del paese vedono il piu’ anziano di loro
uscire dal villaggio con in mano un cucchiaio di porcellana.
’Dove vai?’ gli chiedono.
Risponde:’Vado alla montagna.’
’Perche’?’
’Per spostarla.’
’Con che cosa?’
’Con questo cucchiaio.’
’Ma tu sei matto! Non ci riuscirai mai!’
’Non sono matto, so che non riusciro’ mai a spostarla,
però qualcuno deve pur cominciare.’