18 regali

Ieri sera volevo vedere qualcosa in tv e così, scartabellando su Sky ho visto una locandina con il nome di Vittoria Puccini e ho scelto il film, senza leggere niente, a scatola chiusa.

Vittoria Puccini mi piace molto e nelle sue interpretazioni non mi ha mai delusa. La locandina era questa:

Voi di certo siete più documentati di me e di certo saprete la trama e di cosa si tratta. Io no, non avevo letto niente e mi sono ritrovata di punto in bianco proiettata in una storia avvincente ed emozionante che mi ha tenuta incollata allo schermo senza battere ciglio per un paio di ore, e a tratti con il nodo alla gola . Una storia che entra fino al cuore anche perché si ispira ad un fatto realmente accaduto.

18 Regali, è la storia di Elisa (Vittoria Puccini), che a 40 anni ha perso la vita a causa di un male incurabile, lasciando il marito e la figlioletta di solo un anno. Sapendo di non avere speranze di vita, la donna pensa a come restare vicino alla piccola dopo la sua morte. È così che ogni anno nel giorno del suo compleanno Anna (Benedetta Porcaroli) riceve un regalo da suo padre Alessio (Edoardo Leo) per conto della madre, fino alla maggiore età. Con questi diciotto regali Elisa vuole dimostrare a sua figlia che, nonostante un fato avverso, lei c’è e che le è accanto.


18 regali racconta una storia vera, drammatica ma anche piena di speranza: la storia dell’amore di una madre per la figlia. La madre era Elisa Girotto, direttrice di una filiale di una banca di Treviso che un giorno si è ammalata gravemente e che, dopo aver capito che non sarebbe guarita, ha deciso di comprare per la sua piccola Anna, che aveva solamente un anno, un regalo per ogni compleanno che la bimba avrebbe festeggiato senza di lei.

Elisa e Alessio
Elisa e la piccola Anna

La donna, che ha anticipato il matrimonio con Alessio Vincenzotto (il papà di Anna) perché non era certa di sopravvivere fino alla data fissata inizialmente, ha riempito la casa di pacchi e pacchetti. L’ultimo doveva essere consegnato a sua figlia appena compiuti i 18 anni di età. Fra i doni, bambole e altri giocattoli, libri e, come regalo per la maggiore età, un mappamondo su cui erano segnati tutti i luoghi dove mamma Elisa avrebbe voluto portare Anna.

Beh, la trama del film non ve la racconto completamente, altrimenti non andrete a vederlo. Io vi dico solo che mi piacciono i film che trasmettono emozioni e questo davvero ne vale…

Buona serata a tutti

Fine della storia

film a caso

Non mi è mai piaciuto andare a comprare in quei negozi che stanno chiudendo, mi mette troppa tristezza. Leggere quei cartelli con la scritta “Fuori tutto per cessazione attività” mi fa venire il groppo alla gola. Penso all’entusiasmo di chi si è messo in gioco e ha impegnato i propri risparmi per cominciare un lavoro e poi penso al via vai dei clienti che, per chissà quanto tempo, si sono succeduti a fare acquisti. Poi però rifletto sui tanti cambiamenti che velocemente si susseguono nella nostra società e immagino le delusioni e le amarezze dei commercianti che non ce la fanno più a tirare avanti e giorno dopo giorno ci rimettono, pagando le spese con i sempre più esigui guadagni finché piano piano le vetrine si svuotano e le luci si spengono e non resta altro da fare se non andarsene.

Vicino a casa mia c’era un gran bel negozio che noleggiava le videocassette e negli anni ottanta c’era sempre la fila di clienti fuori alla porta d’ingresso, gente corsa lì per cercare di accaparrarsi qualche bel film, magari di animazione, da vedere con i figli alla tv, attraverso il videoregistratore. Poi, negli anni novanta sparirono le videocassette e cominciarono i dvd e di nuovo ci fu il boom e tutti a noleggiare i film più recenti e che si erano appena visti nei cinema e anche in quegli anni era una festa stare la sera tutti davanti alla tv con il lettore dvd acceso. Poi però è arrivato internet, insieme ad un sacco di altre cose tecnologiche e figurati se ora la gente va a noleggiare i dvd! Fatto sta che Vittorino, cioè il padrone di quel bel negozio di cui parlavo prima, ieri ha dovuto chiudere ed è stato costretto, a 55 anni, a reinventarsi un nuovo lavoro per mantenersi la famiglia. Stavolta però mi sono fatta forza e sono andata a comprargli qualche film perché mi aveva detto che cercava in tutti i modi di sbarazzarsene. Fatto sta che due giorni fa sono entrata in quel negozio triste e quasi buio, ho salutato Vittorino che conosco bene da anni e poi ho acquistato una decina di film a caso, per fare più in fretta possibile, spendendo poco più di 10 euro. Sono uscita e me ne sono andata a passo svelto senza voltarmi indietro…

Fine della storia… in tutti i sensi.

Ogni tanto guardo film

Tempo brutto, chiusi in casa (o quasi) e allora che si fa? Direi che si guarda qualche film! Io ho un po’ di roba a disposizione perché ho Sky cinema, Netflix, Prime video, più altre cosette su Rai Play e compagnia bella. Prima di scegliere cosa guardare mi metto lì e mi documento un po’ prima di arrivare a scegliere. Mi piacciono i gialli e anche i thriller psicologici, …ma senza esagerare 🙂

Tranquilli, lungi da me voler scrivere recensioni, non sarei brava in questo compito e non ne farò alcuna, faccio solo per esprimere qualche considerazione, così a caldo 😉

Ebbene, un paio di giorni fa guardai questo film:

Bellissimo, sì, per l’amor di dio! .. Niente da dire sulle attrici, né sulle scene.. né sulla regia.. ( regia di Roman Polawski, mica bruscolini!) ma della trama ne vogliamo parlare ?????? Mi ci sono spappolata il cervello per capirlo e poi, se non andavo a cercare la spiegazione del finale su Mister Google, col cavolo che ci sarei arrivata!

Oggi pomeriggio, invece, per la serie: “errare è umano, perseverare è diabolico” ariborda con i film cervellotici,.. mi sono vista:

Mi son detta: “Bada lì, Dustin Hoffman e Toni Servillo, deve essere un bel film di sicuro!” e mi sono piazzata in poltrona, plaid sulle ginocchia, telefono spento, concentrazione che nemmeno all’esame di Analisi superiore all’università di matematica ai tempi dei tempi! Guardate che non ci ho fatto nemmeno il pisolino pomeridiano e non mi sono mai e dico MAI distratta un attimo…ma sono arrivata in fondo e giuro…non ci ho capito NULLA! Peggio della volta scorsa! Allora ho pensato di ricorrere di nuovo al risolutore dei problemi del terzo millennio: Dottor Google! Ho digitato ” l’uomo del labirinto trama” e ho letto con attenzione, ma nonostante la rilettura e la terza lettura attenta, i miei dubbi sono rimasti senza risposte. E allora sono andata davvero in crisi e ho cominciato a pensare a qualche forma di alzheimer, …diamine… è un problema mio o sono loro, scrittori e registi, che si spingono troppo in là? Ma che razza di film fanno al giorno d’oggi? 😦 La spiegazione dice che l’ultima scena del film in realtà è l’inizio della storia e che la protagonista per mezzo film è la protagonista davvero, ma poi, nei momenti successivi, è la protagonista che in realtà impersona un’altra donna che si trova nella stessa identica situazione assurda in quel labirinto del cavolo.. e il dottore non è il vero dottore ma è “il suggeritore” ( e suggerisce a chi? A noi che siamo lì come ebeti?) E dell’assassino che è un coniglio con gli occhi cuore ne vogliamo parlare? (ad un certo punto credevo si trattasse di un film di fantascienza) .. ma poi alla fine la non-protagonista, che si trova in quel non-luogo, si salverà o no visto che si trova a camminare scalza e mezza nuda sulla neve? boh… il film si interrompe all’improvviso, che il tempo, dopo 130 minuti, si vede che era proprio finito e non si poteva arrivare a dirci le cose fino in fondo come stavano per davvero.

Se lo guardate (o lo avete guardato) ‘sto film per piacere mi spiegate per benino?… io intanto la prossima volta opterò per il cinepanettone di Natale, lo giuro! 😉

al cinema sotto le stelle

Cosa c’è di più piacevole del cinema sotto le stelle per riempire le serate di chi resta a casa senza andare nei luoghi di villeggiatura? Ieri sera sono salita in cime alla collina del paese qui vicino e mi sono goduta per un paio di ore l’aria fresca proveniente dal mare… pensate che mi sono dovuta mettere pure il giacchetto. 

cinema sotto le stelle
[immagine di repertorio, scattata in periodo pre-covid]
Prima che iniziasse lo spettacolo mi sono gustata un gelatino di frutta, in tutta calma e mi sono messa a guardare qua e là, mentre ascoltavo la musica di sottofondo, messa per ingannare l’attesa. Alla mia destra il campanile del duomo …

San Miniato1
[campanile del duomo di San Miniato]
Davanti a me,  bucava il buio della notte la punta della torre della Rocca; una presenza misteriosa e imponente su cui sventolava la bandiera pisana

San Miniato2
[la torre della Rocca di San Miniato]

 Poi è iniziato il film: “Veloce come il vento”, è un pochino datato ma è un piacere vederlo. Uno stupendo Stefano Accorsi che dà il meglio di sé.  Un film ricco di significato… voto 10 sia al film che alla serata!

Veloce come il vento

Buon inizio settimana a tutti 🙂

 

Perfetti sconosciuti

perfetti-sconosciuti

Ieri sera mi sono gustata un bel film in tv:  “Perfetti Sconosciuti“; vi trascrivo qui una perla di saggezza tratta proprio da lì….


parla un uomo innamorato
– Però una cosa importante l’ho imparata.
– Cosa?
– Saper disinnescare.
– Cioè?
– Non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia. Non credo che sia debole chi è disposto a cedere. Anzi, è pure saggio. Le uniche coppie che vedo durare sono quelle dove uno dei due, non importa chi, riesce a fare un passo indietro. E invece sta un passo avanti.


Quanti di voi sono stati capaci e  sono capaci di fare un passo indietro? … E’ una dote rara, io penso..

 

 

quale verità

Che stupidi che siamo,
quanti inviti respinti, quanti…
quante frasi non dette,
quanti sguardi non ricambiati…
tante volte la vita ci passa accanto
e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.

[dal film “Le fate ignoranti”]

allora io mi chiedo:

… siamo distratti?

… o non sarà invece che siamo troppo saggi?

A beautiful mind

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Questo film racconta la storia romanzata di John Nash (Russell Crowe), vincitore nel 1994 del premio Nobel per l’economia nonostante la sua schizofrenia.

All’inizio del film noi facciamo la conoscenza di Nash, giovane studente a Princeton.

È un personaggio molto strano: apparentemente timido, parla spesso da solo e per questi suoi atteggiamenti viene ridicolizzato dai suoi compagni.

Nash è alla spasmodica ricerca di una idea straordinaria che gli permetta di essere ricordato come un ottimo matematico. E questo avviene per puro caso in un bar, mentre sta cercando la formula per attirare le ragazze. Scopre invece una teoria così rivoluzionaria da cambiare il mondo della economia. Anni dopo, grazie al successo della sua teoria, Nash lavora per una agenzia governativa e diventa professore al MIT; dove conosce una giovane allieva, Alicia (Jennifer Connelly) di cui si innamora perdutamente.

Ma la vita di Nash sprofonda nell’abisso della schizofrenia che lo porta ad una progressiva degenerazione sia della sua vita privata che quella accademica. Corre il rischio di perdere tutto. Ma l’amore di Alicia, che nel frattempo sposa, e la sua forza di volontà, che lo fa convivere con questa malattia, lo riportano a Princeton quando lui è già anziano. E mentre lui sta studiando nella biblioteca di questa prestigiosa università gli si avvicina un ragazzo che, riconoscendolo, gli chiede di potergli far vedere una sua teoria. Mentre incomincia a guardarla, Nash gli offre un sandwich, dicendogli che la moglie adora la maionese…

Sandwiches del Professore

Ingredienti

50 g di tonno sott’olio

1/2 uovo sodo

cetriolini sottaceto a fettine

2 cucchiai di maionese al limone

2 fette di pan carré bianco

Procedimento

Mescolate il tonno con l’uovo sodo tritato ed i cetriolini. Spalmate le fette di pan carrè, a cui avrete tolto i bordi, con abbondante maionese e su ciascuna mettete l’impasto di tonno.

Richiudete il vostro sandwich e buon appetito!

Beh, a me piace questo tramezzino, piace il film, piace la musica della colonna sonora, piace la matematica che movimenta la trama, ma soprattutto a me piace lui, Russell Crowe..