Firenze Parking Day

 
 

Sabato 18 settembre il Park(ing) Day mette radici a Firenze.
 
L’iniziativa, nata a San Francisco, arriva il 18 Settembre a Firenze per promuovere, in contemporanea con altre 160 città su 4 continenti, una riflessione “pratica” sullo spazio urbano e sulle sue possibilità di trasformazione.
 
Il Park(ing) Day ha fatto capolino per la prima volta nel 2005 a San Francisco, grazie all’iniziativa del gruppo Rebar, collettivo di architetti e designers. L’idea era quella di sperimentare per la prima volta una trasformazione degli spazi lasciati quotidianamente alle automobili. In breve, sitratta di una giornata durante la quale i cittadini sono invitati a trasformare alcuni posteggi auto in parchi pubblici temporanei e spazi d’interazione sociale.La semplicità del messaggio e la riproducibilità dell’iniziativa hanno fatto del Park(ing) Day un evento mondiale.
 
Sabato 18 Settembre, l'Associazione Kindi porta il Firenze Parking Day in città, con il Patrocino del Comune, del Quartiere 1 e dell'Ordine Degli Architetti.
 
La manifestazione è un invito ai cittadini a riappropriarsi per un giorno dello spazio pubblico, secondo uno stile gentile e creativo.La zona di San Niccolò (e in caso di pioggia sotto le tettoie del mercato di Sant’Ambrogio) [ormai confermato Piazza Annigoni-Loggie Mercato Sant’Ambrogio] cambierà aspetto dalle ore 15 alle 22. I passanti potranno così approfittare di un picnic urbano; leggere il giornale seduti su un comodo sofà tra l'erba; ricevere della terra e un seme da piantare nel proprio giardino; assistere a piccoli momenti di animazione e creazione; far partecipare i bambini a laboratori estemporanei di arte e poesia; la merenda per i bimbi, unghie per le mamme, un taglio veloce per i papà, e una agenzia matrimoniale improvvisata per gli scapoli. Ma anche sedersi nel cinema più piccolo del mondo o farsi fotografare con abiti diversi dal solito in una Firenze un po’ insolita.
 
Verso sera il manto erboso messo a disposizione dall’Assessorato all’Ambiente verrà ricomposto, e in parte regalato in piccole zolle con dei semi ai passanti, un kit adatto a un vaso da balcone.

Tutte le informazioni sono qui

Buon sabato a tutti!
 

i rospi sapevano..

I rospi del lago di San Ruffino di Amandola “sapevano” cinque giorni prima che L’Aquila sarebbe stata devastata dal terremoto del 6 aprile 2009.
Lo rivela uno studio della Open University di Milton Keynes, pubblicato sul Journal of Zoology. Il 96% dei rospi (Bufo Bufo), all’epoca in piena ‘stagione dell’amore’, scappo’ in tutta fretta dal sito di accoppiamento.
Il rospo puo’ sentire un terremoto imminente, avvertendo mutamenti geomagnetici della ionosfera per le onde gravitazionali o cambiamenti nella concentrazione di certi gas radon.
Come avvenne in Cina prima del sisma del 2008 nello Sichuan, preceduto dalla fuga in massa di migliaia di rospi.

Tra il 27 marzo e il 24 aprile scorsi gli studiosi monitoravano i rospi del lago, di-stante 74 km dall’Aquila, contando ogni sera il numero di rospi maschi e accoppiati. Improvvisamente, a 5 giorni dalla catastrofe, fuggirono via quasi tutti per non tornare fino a quando l’ultima scossa di assestamento si è fatta sentire..

(la notizia è ANSA – la foto è presa dalla rete).


uova di Pasqua

Questa volta parliamo delle uova di cioccolato.
Cerchiamo di ridurre il nostro impatto ambientale anche nel periodo di festa!
Gli imballaggi delle uova di Pasqua sono di certo coloratissimi e scenografici ma una volta scartati finiscono per essere solo un volume in più nel nostro cestino dei rifiuti. Per di più, la carta dell’uovo, essendo composta da plastica e alluminio, può essere gettata solo nell’indifferenziata.

Allora perché non pensare a riutilizzarla prima di destinarla ai rifiuti?

L’uso più semplice della carta dell’uovo è riutilizzarla come futura carta regalo. Grazie, infatti, all’ampiezza e ai colori si presta benissimo per impacchettare regali di forme tra le più varie.
Possiamo sostituire la carta per foderare cassetti, scaffali e cassepanche o, ancora, sostituirla all’alluminio per la conservazione dei cibi in frigorifero, visto che ne è in parte composta.
Se ritagliata e incollata su un cartoncino può divenire, lasciando spazio alla fantasia e senza eccessive doti di manualità, un segnalibro, un segnaposto o un coloratissimo aquilone!
 

(segnalibri triangolari)

E se vogliamo essere dei consumatori attenti, possiamo acquistare prodotti equo-solidali. Le uova sono prodotte con cioccolato biologico ed hanno una confezione di carta seta, ottenuta grazie a particolari telai che riutilizzano gli scarti di lavorazione delle fibre.
Persino la sorpresa rispetta gli standard!
Oltretutto in questo modo aiuteremo lavoratori e lavoratrici del Sud del mondo. 

Le immagini sono prese dal web.
L'articolo mi è stato gentilmente concesso in prestito  dal gruppo Facebook: 
Green Cross Italia

 

animo ecologico

Eppure di solito non mi sento una persona particolarmente colta e neppure mi sembra di essere un esempio di civiltà innovativa. Vedo i ragazzi che maneggiano strani marchingegni tecnologici e faccio fatica a stare al passo e così mi sento “poco evoluta”.. Io mi perdo dietro alle mie piccole cose e ho i miei rituali giornalieri che mi fanno sentire un po’ …come dire.. un po’ antiquata.. ecco.
Vediamo un po’: ogni giorno ricevo posta cartacea e la prima cosa che faccio è di togliere la busta e stracciarla buttandola nel contenitore del recupero della carta. Se nella busta c’è la plastichina che ricopre l’indirizzo allora la tolgo e la getto nella plastica. Poi separo con pazienza tutti gli scarti del cibo e li inseriusco nelle buste dei rifiuti organici: qualche buccia andrà a finire nel bio-composter in giardino, i resti della carne nel cassonetto marrone della raccolta differenziata. Poi separo tutti i contenitori di vetro e li metto con le lattine dei cibi inscatolati e anche con tutti i flaconi di plastica dei detersivi e li vado a buttare nella campana azzurra… e se ho da gettare un qualche elettrodomestico, telefono al centro di raccolta che viene subito con il camion e mi libera da quell’ingombro.
I vestiti e le borse le porto giù alla piazza dove c’è il cassone della raccolta degli indumenti, oppure, altre volte, li porto alla misericordia per le persone bisognose.Sono poche le cose che finiscono nel sacco dei rifiuti indifferenziati.. Poi faccio viaggi per portare i vari sacchi nei cassonetti appositi. Ogni cosa ha i suoi modi ed i suoi tempi per la raccolta. Tutto questo non è molto facile da gestire ma quando si comincia non se ne può più fare a meno. Qui sono anni che tutti siamo abituati così e lo facciamo, a cominciare da quando siamo bambini, che ce lo insegnano nelle scuole.
Ci sono anche delle ditte specializzate nel riciclo (seguite il link per vedere le idee originali del recupero) dei rifiuti e producono cose bellissime recuperando materie prime da ciò che buttiamo via: profilati plastici tipo legno, che vengono fuori dalle plastiche.. maglie di pile, sempre dalla plastica.. soprammobili e supellettili di ogni tipo.. senza parlare del vetro ecc..
 Come sono anni ed anni che abbiamo separato le acque delle fognature e abbiamo fatto impianti per la depurazione.
Con questa coscienza ecologica guardo la tv e rimango senza parole davanti allo scempio che si sta verificando in Campania. E’ inguardabile ogni giorno lo spettacolo di tutti quei rifiuti sulle strade,, cartoni.. carte.. vetri.. tutto buttato lì a marcire e a bruciare.
Io non posso tollerare di vedere un simile disastro ambientale. Mi viene il voltastomaco dalla rabbia e dallo schifo. A vedere tali scelleratezze mi sento 1000 anni avanti.. ce n’è da lavorare per rimettere in sesto un minimo di coscienza civile! ..e da lavorare alla svelta se non si vuole che si vada a finir male!.. e che diamine..ma come mai si dovrà finire soffocati dai nostri stessi rifiuti?