curiosità

Beato Salvatore

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E’ da un bel po’ di tempo che stavo cercando di gestire la lotta tra l’antivirus e il browser del mio pc, nel senso che appena accedevo a Chrome o a Mozilla, Avast si disconnetteva. Qualcuno mi ha detto che Windows 10 è già ben protetto e non importava l’antivirus, ma dopo aver visto il mio pc moribondo per esser stato infettato da un virus preso con un messaggio di posta elettronica, mi spiace, ma dell’antivirus non ne faccio più a meno. E allora mi sono armata di santa pazienza e ho cercato di capirci qualcosa, ma finché non sono andata a leggere i consigli di Salvatore Aranzulla non c’è stato niente da fare. Ecco, appunto, ma di Salvatore Aranzulla ne vogliamo parlare? Chissà se c’è qualcuno tra di voi che non lo conosce. Vi domandate chi è?  Come sarebbe a dire “Chi è Salvatore Aranzulla?” Come si fa a non conoscere uno dei più grandi benefattori del popolo internettiano! Non riesci ad acquistare su Amazon? Cerchi su Google e approdi subito nell’isola felice di Salvatore Aranzulla che ti spiega in pochi passaggi e con parole chiare come risolvere il tuo problema.  Non capisci qualcosa sulla gestione del modem in casa tua? Ebbene, vai dal benefattore del popolo e senza che nemmeno ti prostri in ginocchio come i Magi davanti alla capannuccia, trovi risposta ai tuoi quesiti e lodi il cielo con tutto te stesso per aver ricevuto la grazia. Perfino nella gestione spinosissima del Bonus Docenti ha saputo elargire saggi consigli.  Io, dal canto mio, da sempre faccio manutenzione al mio pc senza ricorrere mai a tecnici specializzati, quindi la retta via ormai la conosco. Vado a leggere quel che dice Aranzulla 😉

Stasera ho fattoSalvatore-Aranzulla-.1-226x300 anche di più: dopo aver sistemato Avast (che ora va come una schioppettata su tutti i Browser) ho cercato notizie su di lui e sono rimasta sorpresa nel vedermi comparire davanti un bel giovane sorridente, infatti pensavo che dietro a tutto ciò ci fosse una sorta di Babbo Natale, con la barba bianca e il ventre prominente.  A parte questo, il processo di beatificazione penso sia in atto, tant’è che in rete si trovano già i santini per le preghiere scherza  Aranzulla Ora Pro Nobis!

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Le carote viola

Mi capita sempre più spesso di trovare al supermercato della frutta o della verdura mai viste prima. Cocomeri piccolissimi e senza semi, pesche di forma schiacciata, cavoli coloratissimi…e così via. Io mi chiedo che cosa sta succedendo… non capisco.  La farina raffinata che fa male e i  latticini che sono sempre più al bando e che stanno sparendo dalle nostre colazioni.  Beh, il discorso sarebbe molto lungo ma non voglio addentrarmi in problemi più grandi di me, mi limito a mostrarvi queste:

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L’etichetta dice>: “carote viola Toscane“. Io ci sono nata in Toscana e com’è che non le avevo mai viste prima di ora? Eppure gli OGM sono illegali. Ebbene, non costavano nemmeno tanto, fatto sta che mi sono incuriosita e le ho comprate,…eccole:

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E poi le ho sbucciate come le carote normali e le ho lessate:

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carote viola

Ora, qui in foto, sembrano caramellate, invece sono condite solo con un filo d’olio e una puntina di succo di limone. Sono buone, una cosa di mezzo tra le barbine rosse e le carote.

Strane vero?

Buon giovedì a tutti  55

Curiosità: il sale

sale

Sestante commentando il mio post di ieri sul pane alla curcuma scrive che sarebbe l’ora che noi toscani si cominciasse a salare il pane. E’ vero, in Toscana e nelle Marche il pane è fortunatamente sempre insipido, e la storia dice che di questo bisogna ringraziare la bellicosità di Papa Gelasio II che, per punire le città ribelli allo Stato Pontificio, chiuse la via Salaria cioè la strada che portava il sale da Ostia al nord est. Una specie di embargo che portò le popolazioni “punite” a privarsi del famigerato cloruro di sodio.

Ma i toscani, si sa, fanno di necessità virtù e si abituarono talmente tanto a mangiare insipido da trovare poi sgradevole il pane salato del resto di Italia. E infatti, Dante esiliato a Verona presso gli Scaligeri, per commentare le umiliazioni che doveva subire dirà: “…e li vedrai come sa di sale lo pane altrui e come sia duro calle scendere e salire le altrui scale“. La sua morale infatti gli faceva pesare di vivere alle spalle di altri, morale peraltro “identica” a quella di tanti nostri politici che vivono da sempre sulle nostre spalle. [sigh]

Fabbisogno di sale

Ogni grammo di sale contiene circa 0,4 g di sodio. In condizioni normali un adulto ha bisogno di 100-600 mg di sodio al giorno, pari a circa 0,25-1,5 grammi di sale. La dieta degli italiani apporta in media quasi 12 grammi di sale al giorno, superando di dieci volte le reali necessità. Partendo da tali valori la semplice riduzione dell’apporto di sodio nella dieta a non più di 100 mmol/die (6 g di sale) permette di ridurre la pressione arteriosa di 2-8 mmHg.

Nel periodo estivo, quando la sudorazione aumenta, cresce anche il fabbisogno di sodio, specie negli sportivi. In una dieta bilanciata si consiglia comunque di non assumere più di 6 grammi di sale al giorno.

Se volete saperne di più sui benefici e sui danni del sale nel nostro organismo basta dirlo che ci scriverò un altro post. Io, personalmente, sto molto attenta al consumo di sale… è per la mia salute 😉

Buon mercoledì a tutti.

[Notizie prese dal web]

Alluce…e poi?

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“LO SPINAIO” Musei Capitolini, Roma

Lo Spinario è un’opera ellenistica di scultura, raffigurante un giovane seduto mentre, con le gambe accavallate, si sporge di fianco per togliersi una spina dalla pianta del piede sinistro. Ne esistono varie versioni sparse nei musei di tutto il mondo.

Quella forse più antica, in bronzo (73 cm di altezza), si trova ai Musei capitolini a Roma, mentre una marmorea fa parte della collezione degli Uffizi di Firenze e venne copiata da Brunelleschi nella celebre formella del concorso per la porta nord del Battistero del 1401. Un’altra copia marmorea si trova al Louvre e una bronzea al Museo Puskin di Mosca.

Curioso, vero?

A parte questo, ma voi lo sapete il nome delle dita dei piedi? Io mi ricordo sempre il primo: l’alluce, ma poi gli altri me li dimentico… Ebbene ecco i nomi, nell’ordine: alluce, illice (o melluce), trillice, pondolo (o pondulo) e minolo (o mellino)…23

“pondolo” mi fa 49.. ma che abbiamo i sette nani attaccati alle piante dei piedi? Sarà mica questo che stava cercando lo “spinaio”? al passo coi tempi

Della serie: la lingua italiana questa sconosciuta, non si imparerà mai abbastanza!!! yes

Tra le mura dimenticate

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[foto: @Alidada]

Il Capelvenere (Adiantum capillus-veneris)  è una felce dalle fronde leggere e delicate ed è a questa caratteristica che si deve il riferimento alla chioma di Venere, dea della bellezza. Le leggerissime foglie color verde tenue sono sospese su un sottilissimo stelo nero lucente.

Il suo habitat naturale è rappresentato dai luoghi ombrosi e umidi. Predilige i terreni calcarei vicino alle cascate, all’imboccatura delle grotte, nei pozzi. È una pianta molto delicata ed esigente. Come tutte le felci richiede luce diffusa e non ama i raggi diretti del sole.

Mitologia – Nella mitologia è una pianta legata alle ninfe delle acque. Teocrito racconta che la pianta si trovava, tra altre, presso la fonte ove Hylas, uno degli Argonauti, si recò per cercare l’acqua per la sua nave. Vi è anche un mito legato alla ninfa Driope. La ninfa si innamora di un ragazzo e lo rapisce in una grotta subacquea, lì vicino una pianta di Capelvenere.

Letteratura – Cesare Pavere, nei suoi libri parla molto del Capelvenere in quanto la ritrovava spesso nelle grotte delle Langhe. Gabriele D’Annunzio scrive nella poesia Il Fanciullo di Alcyone: “E se gli occhi tuoi cesii han neri cigli, ha neri gambi il verde capelvenere.”

Gastronomia – Il Capelvenere è stato usato, nei secoli scorsi, come sostitutivo del tè, soprattutto in Piemonte da cui il sostantivo piemontese “Capilèr” arrivato ad identificare in generale qualsiasi infuso fatto con erbe aromatiche.

Sì, ma allora, che ci fa su delle mura dimenticate, in mezzo alla città di Pisa?…

 [riferimenti culturali presi dal web]

color ottanio

Adoro il color ottanio. Non è da tanto che ho scoperto il nome di questo bel colore. Sapete qual è, vero? E’ questo:

Credo sia un colore di moda da un po’ e ce ne possiamo rendere conto guardandosi intorno quando si va a fare compere nei vari negozi di abbigliamento, ma anche a vedere cosa si ottiene facendo una semplice ricerca su Google.

L’ottanio non è un blu e nemmeno un verde ma è una tinta dalla tonalità molto particolare, intermedia tra i due colori. E’ anche un nome particolare, dal sapore nemmeno tanto vago di un idrocarburo. Chissà quando è stato codificato il nome di questo colore.

E’ un  tema affascinante è quello del naming dei colori. Se uno guardasse la List of colors di Wikipedia potrebbe meravigliarsi di quante gradazioni siano state codificate con un nome preciso.  Già da tanti anni siamo ormai abituati a riconoscere le tinte del “tortora”, … “pervinca”… “glicine”… “rosa shocking”… “verde mela”..e così via..

Di certo quello dei colori è un tema interessantissimo, trasversale tra i popoli e le epoche, un tema per me, che sarebbe tutto da scoprire.

A proposito di popoli e di ottanio… guarda là che roba la cancelliera 🙂

imprevedibilità

 

Questa me la segno perchè me la voglio ricordare: oggi, 14 febbraio 2010 – numero visitatori del blog: 757 per un totale di pagine viste: 1108 (e ancora non è mezzanotte), 

Non è mai successo di vedere passare tanta gente di qui come è successo oggi e anche nei giorni scorsi..

Mi chiedo quale sia il motivo di tale folla. 

 Imprevedibilità del web!

Buon inizio settimana a tutti,

Alidada

 

bat box


Un pipistrello per amico

pipistrello

I pipistrelli, forse per le loro abitudini notturne ed il loro elusivo comportamento, o magari per il loro volo apparentemente scoordinato, non hanno mai riscosso un grande successo tra la gente. Altri animali di più immediato fascino godono di ben altre fortune. E’ il caso del lupo, che nonostante rappresenti un costo gestionale non certo trascurabile, è considerato uno dei simboli della conservazione. Eppure i pipistrelli, che ogni notte d’estate svolgono un silenzioso e instancabile lavoro di controllo biologico delle popolazioni d’insetti, non meriterebbero un po’ più di attenzione da parte dell’uomo?
Per contribuire alla conservazione di questo straordinario gruppo animale, gli zoologi del Museo di Storia Naturale di Firenze, con la collaborazione di Unicoop Firenze, hanno messo a punto un progetto per la diffusione delle bat box, piccole casette di legno da utilizzare per offrire nuovi rifugi a questi efficienti predatori di insetti, soprattutto di zanzare tigre. Le bat box sono studiate per attrarre proprio i pipistrelli che frequentano gli ambienti urbanizzati, e potranno essere appese alla parete esterna della casa, meglio se al riparo sotto la grondaia del tetto. Quando tali rifugi saranno colonizzati avremo per alleato un formidabile cacciatore di insetti.
    
Le bat box si trovano in vendita anche in internet al costo di circa 25 euro ,ma non è difficile costruirsene una da soli. (lo schema è qui sotto) Occorre sapere però, che sono necessari pannelli di legno di almeno 1,5 cm di spessore e un trattamento da esterni con vernice ad acqua. In ogni caso non usare materiali particolarmente odorosi, mal tollerati dai pipistrelli. Assicurarsi che la superficie interna della bat box sia abbastanza ruvida per permettere l’appiglio dei pipistrelli. Verificare la perfetta tenuta delle giunture tra le tavole, in modo da consentire quella stratificazione verticale interna della temperatura che tanto piace ai nostri piccoli amici. Dopo aver costruito il vostro rifugio artificiale potrete partecipare alla sperimentazione inviando un’apposita richiesta all’indirizzo di posta elettronica batboxunifi.it.

per chi è interessato, tutte le informazioni sono qui ( nel sito indicato io ho tratto testi e immagini)

curiosità sui colori

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 foto: Alidada

 

 

Prima degli anni ’60 i chirurghi operavano indossando un camice bianco e bianco era anche il lenzuolo dove stava il paziente da operare. Il risultato era che gli stessi chirurghi lamentavano un certo abbagliamento, ma non solo: dopo aver fissato il rosso del sangue che usciva dal paziente, dovendo distogliere lo sguardo per prendere uno strumento chirurgico succedeva loro di vedere, sul bianco dei camici e delle lenzuola, una macchia luminosa di colore verde-azzurro assai fastidiosa.

Venne cosi’ introdotto l’uso di camici color verde-azzurro: la macchia verde su fondo verde non dava più fastidio e l’abbagliamento diminui’ in modo considerevole, ottenendo un minore stress ottico del chirurgo, a vantaggio del paziente.
Questo espediente fu fatto probabilmente "a occhio", ignorando il fatto che quel verde-azzurro della macchia luminosa non era altro che il complementare del rosso sangue.

 


Polizia e Carabinieri vestono divise blu e azzurre, cosi’ come e’ il colore delle loro macchine. Perche’?
Il blu e le sue tonalita’ danno un senso di tranquillita’, di pace, e quindi di fiducia: dunque Polizia e Carabinieri portano prevalentemente questi colori

 


 Parlando di calcio, e’ curioso pensare che i portieri, dopo anni passati ad indossare divise scure e anonime per non farsi vedere dagli attancanti, quasi per mimetizzarsi, negli ultimi anni indossano volentieri una maglia dai colori vivaci e sgargianti, spesso al limite della tollerabilita’ (basta ricordare Campos, il portiere del Messico nel 1986); questo per colpire l’occhio degli attancanti  facendoli distrarre.

 


 Gli eserciti prima indossavano colori vivaci per intimorire il nemico,  poi sono passati a divise completamente mimetiche allo scopo di scomparire letteralmente agli occhi degli avversari.
C’e’ un motivo ben preciso per cui e’ cambiata la "moda" militare: l’avvento delle armi da fuoco.
Infatti nell’antichita’ le guerre si combattevano corpo a corpo e così ognuno aveva bisogno di dimostrarsi il piu’ agguerrito possibile al nemico che aveva davanti agli occhi; con le armi da fuoco, che hanno messo gli eserciti a distanze considerevoli, portare divise sgargianti significava essere un bersaglio ben visibile: molto meglio mimetizzarsi.


 

preso da  qui