La potenza di Madre Natura

La città di Pisa non ha il mare nonostante sia stata una delle 4 repubbliche marinare. Strano vero?  E’ ovvio che Pisa, nonostante si trovi nell’entroterra, in epoche remote si situasse in qualche modo in prossimità del mare, altrimenti non avrebbe potuto rappresentare una repubblica marinara talmente importante da arrivare addirittura a colonizzare mezzo mondo.

Poi, però, nel tempo, questo mare è andato perduto. Com’è successo?

Come tutte le città fluviali, Pisa, nacque sulle acque in prossimità dell’Arno, in un’area che somigliava alla laguna di Venezia e questo la portò a sviluppare la sua vocazione a navigare, tuttavia, all’opera dello stesso fiume, Pisa deve anche in parte la propria decadenza, poiché a causa dei detriti e delle continue esondazioni il litorale si è trasformato senza sosta, le lagune sono state colmate, gli ancoraggi interrati, e la città, di fatto, si è allontanata dal mare. Ecco perché Pisa non ha il mare: l’Arno è da sempre croce e delizia della città toscana.

Ecco quel che è successo in epoche remote: il mare si era allontanato dalla città ed ecco che nacque Marina di Pisa, che si trova lungo mare, ad una decina di chilometri ad ovest di Pisa, alla foce dell’Arno (che si vede nella foto qui sotto, appena nel retro della cittadina).

Marina di Pisa

Vi mostro qualche foto così, se non ci siete mai stati, vi rendete conto di ciò che sta succedendo ai giorni nostri. Come potete ben vedere l’arenile è ridotto quasi a zero, cioè il mare sta avanzando verso la terraferma, cercando di riprendersi ciò che nel tempo aveva abbandonato. Non c’è più spiaggia e le case si trovano addossate alla costa. fatto sta che da qualche anno l’amministrazione comunale di Pisa sta cercando di salvaguardare la zona, ponendo scogli e pietre in grandi quantità. Una specie di gigantesca massicciata che dovrebbe servire a bloccare le onde delle mareggiate. (vedete quelle pietre bianche? Sono tutte riportate lungo la riva con i camion)

In realtà sembra che il mare sia proprio restio a farsi addomesticare e le frequenti mareggiate innescate dal libeccio, provocano disastri incredibili. Pietre scaraventate a destra e a manca senza ritegno. Un bombardamento incredibile…e pericoloso.

Ve le immaginate le pietre che volano in aria, trasportate dal vento e vengono scaraventate da ogni parte?

Poi gli operai si rimettono lì, con la santa pazienza e risistemano tutto. Ma di solito dura poco, infatti basta tiri un po’ di vento di libeccio e siamo punto e a capo e tutte le volte i danni sono ingenti. Immaginatevi se aveste una casa fronte mare e vedersi mitragliare la facciata e gli infissi con pietre a raffica! Senza parlare della auto… e senza dire del pericolo verso le persone.

Qualche giorno fa sono venuti a controllare anche il Governatore della Regione Toscana con il Presidente del Consiglio Regionale

Ma erano sgomenti anche loro. L’uomo non riesce mai ad imbrigliare le forze della natura quando questa si scatena e vuole riprendersi ciò che le appartiene.

la lampada di sale

Mi hanno regalato questa cosa: una lampada di sale. Sì, qualche volta le avevo viste in giro ma non mi ero incuriosita e non ne sapevo niente. Chi me l’ha data dice che se la lascio accesa per diverse ore nell’ambiente in cui passo il mio tempo (ad esempio nello studio, accanto al pc) posso trarne dei benefici per la mia salute.

A questo punto mi sono documentata e trovo scritto: ” le lampade di sale sono degli ionizzatori naturali. L’aria “ionizzata” la troviamo grazie all’utilizzo delle lampade, oppure camminando in riva al mare al mattino, oppure respirando l’aria dopo un forte temporale, oppure nell’aria di alta montagna.
In queste situazioni l’aria è più pura, ricaricata energeticamente di ioni negativi che sono quelli che ci danno benessere.
Gli ioni negativi neutralizzano i batteri, polveri, allergeni e gli elettromagnetismi che subiamo durante il giorno con l’utilizzo costante di PC, cellulari, TV ed elettrodomestici.
Accendere una lampada di sale per almeno 6 ore al giorno migliora la qualità dell’aria che respiri, a beneficio delle tue vie respiratorie e della tua emotività
.”

La lampada di sale ha tra le sue proprietà quella di neutralizzare particelle di polvere, allergeni, batteri, presenti nell’aria.
Neutralizzando queste particelle, l’aria respirata è più pulita, dunque chi soffre di asma avverte un maggior sollievo nella respirazione

Il funzionamento è molto semplice. Basta accenderla. La lampadina al suo interno scalderà il blocco di sale dell’ Himalaya e il salgemma emetterà nell’aria piccole particelle chiamate “ioni negativi” che purificheranno l’aria della stanza ove è stata collocata la lampada.
La ionizzazione avviene quindi grazie al calore addizionato al blocco di sale: la fonte del calore sarà la lampadina per le lampade o la candela nel caso dei portacandela in sale himalayano

Che dire? Mi sembra quasi una lampada magica! ..Ma sarà vero tutto ciò?

il ballottaggio

Le elezioni regionali in Toscana di fine settembre sono uno degli appuntamenti politici più attesi del 2020. Ci sono in ballo le sorti della regione, ma di certo il risultato avrà anche un peso su tutta la politica italiana. Il centrosinistra prova a difendere uno dei suoi fortini più resistenti, fin qui inespugnato. Il centrodestra cerca lo storico “ribaltone”.

Si voterà: domenica 20 e lunedì 21 settembre. L’eventuale secondo turno di ballottaggio si svolgerà il 4 e il 5 ottobre. Noi toscani siamo tra i pochi ad avere questo “privilegio”: la possibilità del ballottaggio.

Ma voi sapete da dove deriva questo termine “ballottaggio”? Se lo sapete evitate di leggere quel che segue, (che non impermalisco ) altrimenti fermatevi un attimo che vi racconto una curiosità storia e magari vi piacerà com’è piaciuta a me quando un professore fiorentino me l’ha narrata.

Tanto per cominciare, con il termine “ballotta” qui in toscana, anche al giorno d’oggi, si intende la “castagna lessata con la buccia”.

Detto questo vi mostro una piantina di Firenze:

[Firenze]

Ebbene sì, come vedete, siamo in prossimità della Cattedrale e del Campanile di Giotto, poco più sotto, potete vedere, cerchiata di rosso, la Torre della Castagna:

[torre della Castagna]

Eccola, si alza altissima, è una torre dalla piccola base quadrata di cui esistono riferimenti storici già intorno all’anno 1000: la “Torre della Castagna” è ancora oggi perfettamente conservata e in parte ancora utilizzata.

La sua vera rilevanza politica si ebbe nel 1282, quando i Priori delle Arti, che componevano la Signoria di Firenze, prima della realizzazione del Palazzo della Signoria la elessero come sede delle loro riunioni, anche per la sua riservatezza e inattaccabilità.
Può far riflettere, in tempi di poltrone e politicanti, il fatto che i Priori rimanessero in carica solo 2 mesi (erano pochi e rimanevano in carica due mesi! ) e che la maggior parte di quel tempo lo trascorressero rinchiusi nella torre dalla quale potevano uscire solo raramente e solo tutti insieme, allo scopo di evitare contatti con l’esterno e rischi di pressioni e minacce.

Arriviamo ora al significato del nome di “ballottaggio”.
Esso deriva dal fatto che, per esprimere il loro voto nelle occasioni in cui necessitava, i Priori riuniti usavano mettere in un sacchetto delle castagne. Proprio così, delle ballotte! Da cui ecco il “ballottaggio

Poi, col tempo le castagne furono sostituite da palline di colore diverso per esprimere voti differenti e poi da altri metodi fino alle nostre schede elettorali, ma la castagna rimane il primo strumento di votazione dei Priori.
Sulla destra del portone d’entrata è appesa una lapide in marmo che dice:
E chiamoronsi Priori delle Arti e stettono rinchiusi nella Torre della Castagna appresso alla Badia, acciò non temessero le minacce dei potenti”.

Secondo me ci andrebbe rinchiuso qualche politicante anche al giorno d’oggi, di certo non guasterebbe, anzi, io butterei anche via la chiave del portone

Beato Salvatore

salvatore-aranzulla-numero-visite

E’ da un bel po’ di tempo che stavo cercando di gestire la lotta tra l’antivirus e il browser del mio pc, nel senso che appena accedevo a Chrome o a Mozilla, Avast si disconnetteva. Qualcuno mi ha detto che Windows 10 è già ben protetto e non importava l’antivirus, ma dopo aver visto il mio pc moribondo per esser stato infettato da un virus preso con un messaggio di posta elettronica, mi spiace, ma dell’antivirus non ne faccio più a meno. E allora mi sono armata di santa pazienza e ho cercato di capirci qualcosa, ma finché non sono andata a leggere i consigli di Salvatore Aranzulla non c’è stato niente da fare. Ecco, appunto, ma di Salvatore Aranzulla ne vogliamo parlare? Chissà se c’è qualcuno tra di voi che non lo conosce. Vi domandate chi è?  Come sarebbe a dire “Chi è Salvatore Aranzulla?” Come si fa a non conoscere uno dei più grandi benefattori del popolo internettiano! Non riesci ad acquistare su Amazon? Cerchi su Google e approdi subito nell’isola felice di Salvatore Aranzulla che ti spiega in pochi passaggi e con parole chiare come risolvere il tuo problema.  Non capisci qualcosa sulla gestione del modem in casa tua? Ebbene, vai dal benefattore del popolo e senza che nemmeno ti prostri in ginocchio come i Magi davanti alla capannuccia, trovi risposta ai tuoi quesiti e lodi il cielo con tutto te stesso per aver ricevuto la grazia. Perfino nella gestione spinosissima del Bonus Docenti ha saputo elargire saggi consigli.  Io, dal canto mio, da sempre faccio manutenzione al mio pc senza ricorrere mai a tecnici specializzati, quindi la retta via ormai la conosco. Vado a leggere quel che dice Aranzulla 😉

Stasera ho fattoSalvatore-Aranzulla-.1-226x300 anche di più: dopo aver sistemato Avast (che ora va come una schioppettata su tutti i Browser) ho cercato notizie su di lui e sono rimasta sorpresa nel vedermi comparire davanti un bel giovane sorridente, infatti pensavo che dietro a tutto ciò ci fosse una sorta di Babbo Natale, con la barba bianca e il ventre prominente.  A parte questo, il processo di beatificazione penso sia in atto, tant’è che in rete si trovano già i santini per le preghiere scherza  Aranzulla Ora Pro Nobis!

Le carote viola

Mi capita sempre più spesso di trovare al supermercato della frutta o della verdura mai viste prima. Cocomeri piccolissimi e senza semi, pesche di forma schiacciata, cavoli coloratissimi…e così via. Io mi chiedo che cosa sta succedendo… non capisco.  La farina raffinata che fa male e i  latticini che sono sempre più al bando e che stanno sparendo dalle nostre colazioni.  Beh, il discorso sarebbe molto lungo ma non voglio addentrarmi in problemi più grandi di me, mi limito a mostrarvi queste:

carote2.jpg

L’etichetta dice>: “carote viola Toscane“. Io ci sono nata in Toscana e com’è che non le avevo mai viste prima di ora? Eppure gli OGM sono illegali. Ebbene, non costavano nemmeno tanto, fatto sta che mi sono incuriosita e le ho comprate,…eccole:

carote3

E poi le ho sbucciate come le carote normali e le ho lessate:

carote1
carote viola

Ora, qui in foto, sembrano caramellate, invece sono condite solo con un filo d’olio e una puntina di succo di limone. Sono buone, una cosa di mezzo tra le barbine rosse e le carote.

Strane vero?

Buon giovedì a tutti  55

Curiosità: il sale

sale

Sestante commentando il mio post di ieri sul pane alla curcuma scrive che sarebbe l’ora che noi toscani si cominciasse a salare il pane. E’ vero, in Toscana e nelle Marche il pane è fortunatamente sempre insipido, e la storia dice che di questo bisogna ringraziare la bellicosità di Papa Gelasio II che, per punire le città ribelli allo Stato Pontificio, chiuse la via Salaria cioè la strada che portava il sale da Ostia al nord est. Una specie di embargo che portò le popolazioni “punite” a privarsi del famigerato cloruro di sodio.

Ma i toscani, si sa, fanno di necessità virtù e si abituarono talmente tanto a mangiare insipido da trovare poi sgradevole il pane salato del resto di Italia. E infatti, Dante esiliato a Verona presso gli Scaligeri, per commentare le umiliazioni che doveva subire dirà: “…e li vedrai come sa di sale lo pane altrui e come sia duro calle scendere e salire le altrui scale“. La sua morale infatti gli faceva pesare di vivere alle spalle di altri, morale peraltro “identica” a quella di tanti nostri politici che vivono da sempre sulle nostre spalle. [sigh]

Fabbisogno di sale

Ogni grammo di sale contiene circa 0,4 g di sodio. In condizioni normali un adulto ha bisogno di 100-600 mg di sodio al giorno, pari a circa 0,25-1,5 grammi di sale. La dieta degli italiani apporta in media quasi 12 grammi di sale al giorno, superando di dieci volte le reali necessità. Partendo da tali valori la semplice riduzione dell’apporto di sodio nella dieta a non più di 100 mmol/die (6 g di sale) permette di ridurre la pressione arteriosa di 2-8 mmHg.

Nel periodo estivo, quando la sudorazione aumenta, cresce anche il fabbisogno di sodio, specie negli sportivi. In una dieta bilanciata si consiglia comunque di non assumere più di 6 grammi di sale al giorno.

Se volete saperne di più sui benefici e sui danni del sale nel nostro organismo basta dirlo che ci scriverò un altro post. Io, personalmente, sto molto attenta al consumo di sale… è per la mia salute 😉

Buon mercoledì a tutti.

[Notizie prese dal web]

Alluce…e poi?

spinaio.JPG
“LO SPINAIO” Musei Capitolini, Roma

Lo Spinario è un’opera ellenistica di scultura, raffigurante un giovane seduto mentre, con le gambe accavallate, si sporge di fianco per togliersi una spina dalla pianta del piede sinistro. Ne esistono varie versioni sparse nei musei di tutto il mondo.

Quella forse più antica, in bronzo (73 cm di altezza), si trova ai Musei capitolini a Roma, mentre una marmorea fa parte della collezione degli Uffizi di Firenze e venne copiata da Brunelleschi nella celebre formella del concorso per la porta nord del Battistero del 1401. Un’altra copia marmorea si trova al Louvre e una bronzea al Museo Puskin di Mosca.

Curioso, vero?

A parte questo, ma voi lo sapete il nome delle dita dei piedi? Io mi ricordo sempre il primo: l’alluce, ma poi gli altri me li dimentico… Ebbene ecco i nomi, nell’ordine: alluce, illice (o melluce), trillice, pondolo (o pondulo) e minolo (o mellino)…23

“pondolo” mi fa 49.. ma che abbiamo i sette nani attaccati alle piante dei piedi? Sarà mica questo che stava cercando lo “spinaio”? al passo coi tempi

Della serie: la lingua italiana questa sconosciuta, non si imparerà mai abbastanza!!! yes

Tra le mura dimenticate

capelvenere

[foto: @Alidada]

Il Capelvenere (Adiantum capillus-veneris)  è una felce dalle fronde leggere e delicate ed è a questa caratteristica che si deve il riferimento alla chioma di Venere, dea della bellezza. Le leggerissime foglie color verde tenue sono sospese su un sottilissimo stelo nero lucente.

Il suo habitat naturale è rappresentato dai luoghi ombrosi e umidi. Predilige i terreni calcarei vicino alle cascate, all’imboccatura delle grotte, nei pozzi. È una pianta molto delicata ed esigente. Come tutte le felci richiede luce diffusa e non ama i raggi diretti del sole.

Mitologia – Nella mitologia è una pianta legata alle ninfe delle acque. Teocrito racconta che la pianta si trovava, tra altre, presso la fonte ove Hylas, uno degli Argonauti, si recò per cercare l’acqua per la sua nave. Vi è anche un mito legato alla ninfa Driope. La ninfa si innamora di un ragazzo e lo rapisce in una grotta subacquea, lì vicino una pianta di Capelvenere.

Letteratura – Cesare Pavere, nei suoi libri parla molto del Capelvenere in quanto la ritrovava spesso nelle grotte delle Langhe. Gabriele D’Annunzio scrive nella poesia Il Fanciullo di Alcyone: “E se gli occhi tuoi cesii han neri cigli, ha neri gambi il verde capelvenere.”

Gastronomia – Il Capelvenere è stato usato, nei secoli scorsi, come sostitutivo del tè, soprattutto in Piemonte da cui il sostantivo piemontese “Capilèr” arrivato ad identificare in generale qualsiasi infuso fatto con erbe aromatiche.

Sì, ma allora, che ci fa su delle mura dimenticate, in mezzo alla città di Pisa?…

 [riferimenti culturali presi dal web]