Firenze e i suoi parcheggi

La questione dei parcheggi della Fortezza da Basso a Firenze, con i risvolti politici connessi mi sta incuriosendo non poco.
Che in una città come Firenze, controllata mattone per mattone, sia potuta crescere in un batter d’occhio una cattedrale  in cemento armato in mezzo alla gente è incredibile.
Più che di scandalo si dovrebbe parlare di mistero fiorentino.
Fatto sta che ora si sente dire che l’ex candidato della Casa delle libertà a sindaco di Firenze, Domenico Valentino,  ha deciso di lasciare l’opposizione per entrare a far parte della maggioranza di centrosinistra che governa Palazzo Vecchio.
A parte che quel cambiamento a me può stare anche bene ..ma si tratta di certo di un trasformismo politico mica da poco..
A questo punto mi chiedo come potrà finire questa brutta questione architettonica e poi mi domando se e da quando è così facile cambiare idea politica e spostarsi da una parte all’altra degli scanni

… ma la politica non era fatta di ideologie? 

Buona domenica a tutti

 

Alidada
 

scuola e pc

Sono stati resi noti i risultati di PISA-Programme for International Student Assessment 2003, lo studio che l’OCSE conduce ogni tre anni in circa 60 paesi per valutare se e quanto i nostri giovani sono pronti a rispondere alle sfide del futuro e della vita vera. Dallo studio risulta che gli studenti italiani non brillano per capacità matematiche, né per come sanno usare le informazioni scritte come strumenti per la vita quotidiana. C’è però un altro, interessante aspetto che emerge da PISA: secondo due esperti del centro di studi economici tedesco CESifo, i dati della ricerca condotta dall’OCSE nel 2000 dimostrerebbero che la disponibilità di computer a scuola non ha alcun effetto evidente sui risultati raggiunti dai ragazzi e non li aiuta quindi nello studio.

E’ interessante la relazione fra performance scolastiche e uso di internet e dei computer a scuola. Qui emerge una curva a “U” ribaltata:
poco uso dei computer, performance negative; uso moderato, performance positive; uso frequente, performance negative.
La conclusione è che la curva ad “U” inversa sembra indicare che troppo tempo passato davanti ad un computer rimpiazza metodi di insegnamento più efficaci e che i finanziamenti spesi in attrezzature informatiche potrebbero essere sfruttati meglio in materiali didattici o per migliorare la formazione degli insegnanti. La chiave, sottolineano, è cosa si fa con il computer, non la semplice disponibilità di esso.

L’ho letto qui e io che insegno informatica da anni lo condivido in pieno..