A Viareggio

Ikaria Grande

Ikaro Blu

Approfittando della bella giornata, ieri sono andata a Viareggio a camminare sulla passeggiata a mare. Eravamo in tanti ad aver avuto la stessa idea, ma non c’era la ressa e devo dire che si stava proprio bene. La Versilia ha sempre il suo fascino ineguagliabile ed ha il potere di trasmettere benessere nell’animo dei suoi visitatori, o almeno, per me è così.

Ieri, poi, all’altezza della piazza Mazzini, nella spiaggia antistante, in contrasto allo scenario dalle tinte luminose del tramonto del sole, mi sono apparse davanti agli occhi queste statue enormi, bellissime!

Documentandomi ho saputo che la Galleria d’Arte Contini di Venezia, che da sempre realizza collaborazioni sul territorio nazionale incoraggiando il dialogo artistico e culturale, ha proposto in questo prestigioso contesto, in sinergia con il Comune di Viareggio, l’installazione di due meravigliose sculture monumentali dello scultore Mitoraj, di origini polacche, che aveva fatto dell’Italia la sua terra d’elezione.

Igor Mitoraj è stato uno dei grandi maestri che con la sua ricerca artistica ha saputo riportare l’attenzione sul valore dell’antichità; la sua poetica fa rivivere il fascino dell’arte classica seppur rinnovata da uno sguardo contemporaneo capace di creare un’empatia unica con lo spettatore. Le due opere: Ikaro Blu e Ikaria Grande, sono portatrici di un messaggio che va ben oltre la loro presenza fisica, e che ha un significato così profondo da superare il tempo e rimandare all’eternità. Nelle sculture di Mitoraj si possono riconoscere veri e propri eroi moderni, .

Per chi vuole, le sculture monumentali che si potranno ammirare fino al 16 gennaio 2022.

[info qui]

Pontedera stupisce!

Pontedera, con la “sua” arte, come al solito stupisce. Ormai da diversi anni, nell’arredo urbano, per la svariate occasioni., vengono installate opere, che io definirei quanto meno originali.

Adesso, che ci stiamo avvicinando al Natale, sono cominciai gli allestimenti e sabato prossimo ci sarà l’inaugurazione. Vi ho portato qualche foto in anteprima 🙂

Chioccioloni sparsi dappertutto, soprattutto sul Piazzone (che è la piazza principale di Pontedera) e poi grandi uccelli in piazza Belfiore.

Sono addobbi, tutti in plastica e dai colori sgargianti, che accompagneranno la città fino all’Epifania e oltre. C’è chi apprezza molto, poi c’è chi dice che sono “belline”, ma anche chi non gradisce affatto e infine c’è chi passa oltre senza neanche soffermarsi a curiosare. 

L’originalità va oltre ogni limite.

Direttamente da Cartagine sono stati portati anche loro: gli elefanti… che ora sono lì, molto spaesati, tant’è che si sono messi a spingere le mura della chiesa, senza un apparente motivo logico. 🙂

Intanto Andrea da Pontedera, sornione, scruta la scena e resta attonito guardando l’enorme uccello rosa … Chissà che starà pensando.

A me sembrano scene un po’ surreali, ma è tutto vero.

C’è ovviamente di mezzo, anzi, in prima fila, Alberto Bartalini, creativo – architetto – regista – realizzatore di sogni – ideatore e direttore artistico del “Teatro del Silenzio”. Primo fra tutti per queste iniziative che lasciano senza parole, ma che generano tante emozioni.

Voi che ne pensate?

Forme d’arte – la spiegazione

Ebbene, nel titolo ho scritto “la spiegazione” ma la vera e propria spiegazione di ciò che si parlava ieri, io non ce l’ho. Vi scrivo solo qualche riga di ciò che ho saputo e se poi vi interessa, vi metto il link per tutto l’articolo illustrativo. Ecco 🙂

Ora si sa, è Franco Adami, nativo di Calci, un paese pisano,  l’artista che ha plasmato le grandi opere monumentali che da ieri sono esposte a Pisa. Conosciuto in mezzo mondo (meno che a Pisa, a quanto sembra) esporrà da domani fino a settembre le sue 14 sculture, in una mostra “diffusa” che prevede l’installazione in luoghi significativi in centro città ed anche sul litorale pisano.

L’inaugurazione ufficiale della mostra “Franco Adami. L’uomo e i grandi miti” è prevista per le 19,30 di domani, sabato 3 Luglio, al Museo delle Navi Antiche di Pisa presso gli Arsenali Medicei.

Si tratta di una mostra “diffusa” il cui allestimento è costato al Comune più di 20mila euro, spesa che forse rende ancor più difficile comprendere l’arte dello scultore. Ma intanto se ne parla ed è già un qualcosa di positivo

Oggi le sculture di Adami si trovano in tanti musei d’arte contemporanea del mondo, nella maggior parte delle fondazioni e nelle principali collezioni private. Con la Mostra di Pisa dopo un lungo viaggio, l’artista torna finalmente a casa e le sue  monumentali sculture, disseminate tra il centro storico e la marina, ci raccontano de “L’Uomo e i Grandi Miti”.

Belle o brutte che siano, c’è da dire che l’arte ha sempre fatto discutere e l’arte contemporanea ancor di più, soprattutto in una città come Pisa, da sempre ancorata all’arte medievale, che fatica a digerire tutto quello che è arrivato dopo: basti pensare al murale Tuttomondo di Keith Haring, opera che tutto il mondo ammira ma che è stata criticata anche dall’ex assessore alla cultura. ( il mio post qui )

Articolo sulla mostra di Adami è questo

Forme d’arte

Oh ragazzi, io ritengo di essere una persona di larghe vedute e arrivo a capire anche cose assurde come questa, basta me le spieghino per benino. Sapete cos’è quella scatoletta vero?

Nel dicembre del 1961, l’autore sigillò 90 barattoli di latta, uguali a quelli utilizzati normalmente per la carne in scatola, ai quali applicò un’etichetta identificativa, tradotta in quattro lingue (italiano, francese, inglese e tedesco), con la scritta: «Merda d’artista. Contenuto netto gr. 30. Conservata al naturale. Prodotta ed inscatolata nel maggio 1961». Sulla parte superiore del barattolo è apposto un numero progressivo da 01 a 90 insieme alla firma dell’artista: Piero Manzoni!

L’artista stabilì il prezzo in 300 grammi di oro zecchino, attraverso uno scambio diretto che non prevedeva la mediazione del denaro.. Attualmente i barattoli sono conservati in diverse collezioni d’arte pubbliche in tutto il mondo (ad esempio l’esemplare n. 04 è esposto alla Tate Modern di Londra, il barattolo n. 80 si trova al Museo del Novecento di Milano, il Centro Georges Pompidou di Parigi possiede la scatoletta n. 31 e al Museum of Modern Art di New York troviamo la n. 14).

A Milano, il 7 dicembre 2016, un collezionista privato si è aggiudicato l’esemplare n. 69 a 275 000 euro, compresi i diritti d’asta, nuovo record mondiale d’asta.

Ecco, tutta questa forma d’arte mi è stata spiegata e io sono arrivata a capirla. Un po’ a fatica, lo ammetto, ma l’ho capita.

Detto questo, qualche anima buona mi dovrebbe spiegare anche quest’altra opera d’arte:

Ebbene sì, è un’opera d’arte moderna contemporanea che in questi giorni è comparsa nella mia città: Pisa. Dice che forse sono dei totem, ma non c’è sicurezza. Ancora devo capirlo per bene e il bello è che sembra nessuno sappia cosa rappresentano e a che servono.

Fatto sta che questa foto è comparsa nelle pagine internet locali e sotto sono stati scritti non so quanti commenti. Se leggeste i commenti nei social schiantereste dal ridere.. Ve ne mostro alcuni:

Qualcuno ha pensato alla politica

Altri alle favole come quella di Pinocchio:

Qualche livornese malizioso ha dato la sua interpretazione pseudofallica 🙂

Ma perché non dei Dalek del Doctor Who?

Ora si aspetta che qualcuno spieghi per bene e così capiremo, ma nel frattempo, senza cadere nella volgarità, io direi che forse sì, dai, a Pisa sono arrivati gli ultracorpi da chissà quale pianeta 🙂

[vi sono testi copiati da wikipedia]

Presenze

Visto l’interesse dimostrato al mio post precedente vorrei incuriosirvi e mostrarvi qualcosa di più 🙂 Naturalmente si parla ancora di Peccioli, un borgo caratteristico che si trova in provincia di Pisa.

L’idea che dal rifiuto possa nascere nuova vita è stata l’ispirazione dalla quale sono state create quattro sculture enormi, alte da 5 a 9 metri, in polistirene e poliuretano espanso, rivestite di fibre di cemento resistente agli agenti esterni che, nel corso degli anni, sono state collocate intorno al cosiddetto “Triangolo Verde” all’interno dell’impianto di smaltimento e trattamento rifiuti che si trova nel comune di Peccioli.


Queste gigantesche sculture, realizzate da Naturaliter Snc, un’azienda leader nel settore degli allestimenti museali di ogni genere, raffigurano figure umane:

Presenze”!

L’impianto di smaltimento e trattamento, in questo modo viene pensato non solo come luogo di distruzione, ma occasione di rinascita, anche attraverso l’aspetto esteriore del luogo stesso.

“… non è la vita che si riduce in polvere, ma è dalla polvere della terra che si rigenera la forma umana; è la forza generatrice della terra che partorisce forme umane di imponenti dimensioni che dominano il territorio dall’alto della loro maestosità.”


[Ilario Luperini
]

Il connubio fra arte e paesaggio è fattore vincente per il quale, nell’estate 2013, 2 delle 4 “Presenze” sono state trasportate con un elicottero dal Triangolo Verde di Peccioli al Teatro del Silenzio di Lajatico, dove Andrea Bocelli realizzò un concerto che in seguito diventerà un evento annuale e attirerà spettatori provenienti da tutto il mondo.

La stessa esperienza è stata replicata, l’anno dopo, all’Anfiteatro di Fonte Mazzola di Peccioli nell’ambito della rassegna di Teatro, Musica ed Eventi “11 Lune” che si tiene nel mese di Luglio. In atmosfere uniche come quelle che si creano nelle notti d’estate, le “Presenze” sono figure che arricchiscono la scenografia rendendola più che mai suggestiva e allo stesso tempo sono testimonianze concrete delle attività dell’uomo.

Attualmente una scultura è posta sopra il tetto dell’Incubatore di imprese in località de “La Fila” per dare il benvenuto ai viaggiatori.

[info e immagini prese dal web e rielaborate. ]

[Sitografia: http://www.belvedere.peccioli.net/presenze.html]

Tuttomondo

Tuttomondo” a Pisa – Keith Haring

Oggi vi voglio parlare della mia città: Pisa, e delle sue opere d’arte.

Tra i tesori più nascosti di Pisa c’è sicuramente il gigantesco murales di Keith Haring. Il coloratissimo “Tuttomondo“si trova nel centro storico, a due passi dalla stazione, ed è una delle poche opere del writer statunitense che si possono ammirare in Italia: dipinta nel 1989 sulla parete esterna della canonica della Chiesa di Sant’Antonio Abate, con l’aiuto di alcuni studenti, è una vera esplosione di vitalità e di colore.

Il tema è quello dell’armonia e della pace nel mondo, visibile attraverso i collegamenti e gli incastri tra le 30 figure che, come in un puzzle, popolano i centottanta metri quadrati della parete.

Ogni personaggio rappresenta un diverso aspetto del mondo in pace: le forbici “umanizzate” sono l’immagine della collaborazione concreta tra gli uomini per sconfiggere il serpente, cioè il male, che stava già mangiando la testa della figura accanto, mentre la donna con in braccio il bambino rimanda all’idea della maternità e i due uomini che sorreggono il delfino al rapporto con la natura.

Tuttomondo è anche l’unica opera di Haring che viene concepita sin dall’inizio come permanente, non effimera e destinata a scomparire, infatti l’artista impiegò una settimana per eseguirla, quando di solito realizzava i suoi murales in un solo giorno.

Niente di più attuale.

[immagine e notizie sono state tratte dal web]

Arte

Domenica scorsa sono stata a Roma a visitare la Galleria Nazionale di Arte Moderna e contemporanea… una meraviglia!  Vi mostra qualche foto:

 

16790547_10211974707625765_51896928_n
“Psiche svenuta” . P. Tenerani 1869

16780265_10211974695785469_1449182670_n
“L’antigrazioso” – Boccioni

16804521_10211974733506412_327979685_o
“Ercole e Lica” – Canova

 

Buona domenica a tutti. 🙂

Le Shadow Boxes

shadow-boxes

Qualche giorno fa la mia classe terza ha partecipato ad un laboratorio di educazione artistica che a parer mio è stato alquanto interessante e coinvolgente. I ragazzi hanno avuto il compito di costruire delle Shadow Boxes, ovvero delle scatoline in cui collocare delle  immagini  o dei piccoli oggetti, per rappresentare  qualche momento particolarmente importante della loro vita; poteva essere raffigurato anche un ricordo oppure un’esperienza che avevano vissuto e che li aveva colpiti.  Come si può vedere dalla foto qui sopra gli alunni si sono impegnati tantissimo e poi hanno spiegato il significato del lavoro che avevano prodotto. Davvero molto bello da punto di vista emotivo…

Una volta tornata a casa mi sono documentata sul tema delle Shadow Boxes e ho trovato che soprattutto in America sono molto di moda:

shadow-boxes2

Continua a leggere Le Shadow Boxes