La carrozza di Gurdjieff

Il filosofo Gurdjieff compara l’uomo ad un veicolo destinato al trasporto di un passeggero e composto da carrozza, cavallo e cocchiere: la carrozza rappresenta il corpo fisico, i cavalli le emozioni, il cocchiere la mente, e infine il passeggero la coscienza, l’anima o il vero Sé.

I cavalli vanno controllati, altrimenti la carrozza verrà trascinata a caso senza alcuna meta, per questo esiste il Cocchiere che guida i cavalli lungo la giusta strada. Ma nemmeno il cocchiere, seppure molto bravo a condurre la carrozza, sa esattamente dove andare, l’unico a saperlo veramente è il Passeggero ed è l’unico che può indicare la via.

La metafora proposta da Gurdjieff fa ben capire come funziona l’essere umano: i cavalli (le emozioni) sono legati alla carrozza tramite delle staffe rigide, che quindi rendono la carrozza (il nostro corpo) estremamente sensibile al movimento dei cavalli. Il cocchiere (la mente) comunica ai cavalli con le redini, che non sono rigide, quindi il controllo dei cavalli non è sempre così ineccepibile. Ci vuole esperienza e coraggio per tenere a bada i cavalli.

Il problema è che il cocchiere riceve gli ordini dal passeggero (la coscienza) solo attraverso la voce, che è un collegamento sensibile alle interferenze. E’ proprio quello che succede nella realtà: spesso la mente agisce da sola, senza ascoltare la propria anima perché addormentata. La mente così si confonde col rumore di fondo rappresentato nella metafora dal chiasso causato dalle ruote e dagli zoccoli sul terreno, e nella realtà dai pensieri incontrollati che affollano la nostra mente.

E allora svegliamola la nostra anima, il nostro vero Sé . Chiediamoci quali sono i nostri schemi mentali e le abitudini che condizionano la nostra vita.

Successivamente possiamo iniziare un percorso di consapevolezza, di risveglio della nostra anima per ritrovare la nostra direzione e rimetterci alla guida della nostra carrozza!

[dal web]

Pubblicato da

Alidada

sono qui, nel mio spicchio di cielo

37 pensieri su “La carrozza di Gurdjieff”

                1. non è vero, tu non commetti mai errori. Io arrivo sempre la sera tardi, scrivo in fretta e non rileggo.. poi, se mi passa sott’occhi quel che ho scritto, mi accorgo degli strafalcioni. Grazie della tua comprensione e anche della tua tolleranza ❤

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  1. Lo scrittore che ho più letto quest’estate è stato Eshkol Nevo. Uno dei suoi libri, Tre piani, si colloca nell’ottica della Carrozza di Gurdjeff. L’es, l’io e il super io della psicanalisi.
    Visto l’argomento ti informo che il 15 settembre sarà in distribuzione il film di Moretti tratto dal libro di E.Nevo, titolo omonimo.

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  2. I vari elementi citati dovrebbero essere sempre in perfetto equilibrio fra loro e il problema è che le circostanze e l’ambiente sono in continuo movimento e quindi inevitabilmente prevale ora questo ora l’altro elemento. Di qui l’inadeguatezza umana. Con tutti i guai che ne conseguono. Per sè e per gli altri.

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