La spada nella roccia

Su Galgano vi sono pochi dati storici sicuri, come incerto è il suo stesso cognome. Nacque nel 1148 a Chiusdino, ora nella provincia di Siena, in una famiglia della nobiltà locale e morì il 30 novembre 1181 a 33 anni.

Galgano fu un figlio a lungo desiderato dai suoi genitori e secondo la tradizione era destinato ad una vita da guerriero quale cavaliere medievale. Fino a 32 anni ebbe una vita dissoluta in un’epoca di violenze, soprusi e stupri vissuti anche in modo ludico, come manifestazione di vigore e vitalità, ma sempre tesi ad affermare la propria forza e ad ampliare la propria sfera di dominio.

Sebbene fosse figlio di una famiglia molto religiosa e di preghiera, e allevato con molte premure, Galgano ebbe quindi una gioventù improntata al disordine e alla lussuria, salvo in seguito convertirsi alla vita religiosa e ritirarsi in un eremitaggio vissuto con la medesima intensità con cui aveva precedentemente praticato ogni genere di nefandezze.

Il giovane Galgano iniziò la sua conversione dopo l’apparizione dell’Arcangelo Gabriele e poi, dopo la sua conversione, predicò per Siena e dintorni.

Raccontati i sogni alla Madre ed alla fidanzata Polissena le donne provano a convincerlo a desistere, ma il 21 Dicembre del 1180, il Suo cavallo si imbizzarrisce e lo conduce a Montesiepi.

Montesiepi

Ora Galgano ha chiara quale sia la volontè del Signore nei suoi riguardi.

Senza ulteriori indugi si ritira su una capanna che diventerà il Suo Eremo sopra il Monte Siepi.


E per marcare la discontinuità, con la sua vita passata compie il miracolo che lo ha tramandato fino a noi: conficca profondamente la sua spada nella roccia (1180) così da realizzare una croce con l’elsa.

San Galgano – Museo di Chusdino

Galgano non è più un cavaliere, ma un servo del Signore.

Rapidamente la storia del miracolo della Spada nella Roccia si diffonde nei dintorni di Siena e Montesiepi si riempie di pellegrini che chiedono a Galgano di fargli un miracolo … e Galgano non si fa pregare troppo in quanto, nel processo di canonizzazione del 1195, se ne conteranno ben 19.

Nel 1181 si incontra con il Papa Alessandro III che lo benedice e lo incoraggia a costruire un’abbazia in prossimità dell’Eremo.

Galgano muore a 33 anni il 3 Dicembre 1181, nell’anno della nascita di San Francesco, ed a poco meno di un anno dalla Sua conversione.

Ma la leggenda di Galgano non termina qui. Nel 1190 Chrètien de Troyes scrive “Le Roman de Perceval ou le conte du Graal”. Il romanzo è incompiuto, ma la storia di Perceval sembra simile a quella di Galgano.

Poi verso il 1210 il poeta e cavaliere tedesco Wolfram von Eschenbach scrive il Parzival, un poema cavalleresco sul Sacro Graal, praticamente scritto sulla vita di Galgano. Viene spontaneo pensare che allora Galgano fosse Re Artù o quanto meno uno dei suoi cavalieri … forse Galvano?

Ma cosa c’entrano Galgano e Montesiepi con il Santo Graal. Semplice. Ricordiamo che il Santo Graal è:  od il calice usato da Gesù nell’ultima cena o la coppa usata dalla Maddalena per raccogliere il Sangue di Gesù oppure la Sua discendenza Reale come ci narrano nel Codice da Vinci.

E la forma della Rotonda di Montesiepi ricorda proprio quella di una coppa rovesciata.

l’Eremo di Montesiepi

Forse, in qualche sotterraneo ormai irraggiungibile, nel lontano 1200 fu qui nascosto il Santo Graal e San Galgano ancora lo difende.



[Testi presi da qui: http://www.sangalgano.info/figure_it.html e da qui: https://it.wikipedia.org/wiki/San_Galgano]