Mission impossible

Stamattina mi capita sott’occhi un post che ha messo nella sua bacheca Facebook un amico di mio figlio. Parla di quel gioielliere che ha sparato ai due ladri che lo stavano rapinando. L’amico di mio figlio si chiama Rossi, è un quarantenne e fa l’architetto.

Scrive:

E poi, il Rossi, per chiarire bene il suo concetto, come vedete, sotto al suo post inserisce anche un commento esplicativo, .. in puro dialetto toscanaccio.

Io leggo e rileggo, c’è qualcosa che non mi torna. Ebbene, anche se non sono una “letterata” deduco che il verbo “avesse” è messo al tempo sbagliato, quindi ciò che viene scritto esprime un altro concetto, che non corrisponde a quello che voleva dire. Avrebbe dovuto scrivere: “Dal momento in cui i banditi hanno deciso di compiere la rapina, il gioielliere aveva già perso in partenza… qualunque cosa AVREBBE fatto.” Scritto così come lo ha messo lui suona come: “.. qualsiasi cosa avesse fatto prima”, cioè in precedenza..

Chissà come, mi viene in mente di mandare un messaggino whatsapp a mio figlio (quarantenne ingegnere, ex compagno di Liceo del Rossi.. tanto per capire di chi parlo)

Anche lui concorda con me che ci sarebbe voluto un condizionale presente e non un congiuntivo imperfetto

..e a questo punto mi cascano le braccia 😦

Non vuole proprio dirglielo. L’anima da insegnante che è in me insiste un po’ ma poi comincia a demordere…

Ok..demordo 😦 Ho capito… Congiuntivi e condizionali = mission impossible.

Della serie: “ma come mi passa per il cervello di perdere il mio tempo in queste cose?”