Riciclo creativo

Anni fa, durante ogni estate, preparavo la pomarola per l’inverno. A quei tempi avevamo un po’ d’orto con tante piante di pomodori, quindi, sia luglio che qualche volta anche ad agosto, ci si metteva lì e per giorni e giorni non si pensava ad altro che a preparare i vasi di vetro pieni di conserva che poi sarebbe servita nell’inverno. Era una lavoro molto impegnativo: i pomodori andavano colti, puliti, lavati, tagliati a pezzi, cotti, passati, inseriti nei barattoli e bolliti per una quarantina di minuti per assicurarsi quel sottovuoto che era indispensabile per la corretta conservazione. Ogni estate una quarantina di chili di conserva non mancavano mai. Oltre al lavoro manuale, ogni anno c’erano da ricomprare i tappi che per i vasi Bormioli costano molto e sempre qualche barattolo in più… insomma era anche una spesa. Poi cominciarono a mettere in commercio le passate pronte e da lì si aprì un altro mondo. Fu la fine delle conserve di pomodoro fatte in casa. Fatto sta che adesso mi ritrovo tanti barattoli della Bormioli che non uso più e che non so cosa farne e anche degli enormi pentoloni che avevo riposto in garage e che ieri ho tirato giù per portarli alla discarica.

Ma la discarica è chiusa in questo periodo e così mi sono messa a pensare ad un modo per riciclare il pentolame ed ecco la mia idea:

Ho passato del gesso da decoupage sul pentolone rosso e poi l’ho decorato con i tovaglioli colorati

Alla fine ne ho fatto un porta vasi o portafiori, devo ancora decidere… comunque sia sono abbastanza soddisfatta del mio lavoro, almeno ho salvato un ricordo 🙂

Quasi un frattale

Un frattale “è un oggetto geometrico che si ripete nella sua struttura allo stesso modo, ma su scale diverse, ovvero non cambia aspetto anche se rimpicciolito o ingrandito”.  Per conoscere le origini delle figure frattali, occorre andare indietro nel tempo, sino a Galileo Galilei, considerato universalmente il padre del metodo scientifico: “Il libro della natura è scritto in lingua matematica …” diceva. Il termine frattale, da lui coniato, deriva dal latino fractus (rotto, frazionato).

I frattali sono infatti figure strane, molto frastagliate, a volte ramificate, intricate, con tentacoli o protuberanze, proprio come le forme naturali. Nasce con Maldelbrot la geometria frattale, intesa come un nuovo linguaggio di descrizione delle forme complesse della natura. In natura esistono numerosi esempi di forme molto simili ai frattali: pensiamo agli abeti, dove ogni ramo è approssimativamente simile all’intero albero e ogni rametto è a sua volta simile al proprio ramo, secondo il principio “cresci e dividiti”.

Durante una passeggiata in campagna o in un bosco, immersi nell’indiscutibile bellezza della natura, è facile imbattersi nelle curiose forme geometriche di erbe, fiori dalle dimensioni più disparate. Osservando semplicemente un broccolo, un girasole, una felce, un fiocco di neve al microscopio, una pianta grassa… si scopre quanto tutto ciò che ci circonda assume forme non convenzionali, forme stupende e a volte un po’ misteriose.

Oggi ho fotografato un quasi-frattale nel mio giardino, si tratta di un’erba spontanea che penso tutti prima o poi abbiamo visto in giro. Guardata così, con occhi attento, direi che è proprio bella.

[la geometria dei frattali]

Buon mercoledì a tutti 🙂

[alcune informazioni e foto sono prese da internet]

18 regali

Ieri sera volevo vedere qualcosa in tv e così, scartabellando su Sky ho visto una locandina con il nome di Vittoria Puccini e ho scelto il film, senza leggere niente, a scatola chiusa.

Vittoria Puccini mi piace molto e nelle sue interpretazioni non mi ha mai delusa. La locandina era questa:

Voi di certo siete più documentati di me e di certo saprete la trama e di cosa si tratta. Io no, non avevo letto niente e mi sono ritrovata di punto in bianco proiettata in una storia avvincente ed emozionante che mi ha tenuta incollata allo schermo senza battere ciglio per un paio di ore, e a tratti con il nodo alla gola . Una storia che entra fino al cuore anche perché si ispira ad un fatto realmente accaduto.

18 Regali, è la storia di Elisa (Vittoria Puccini), che a 40 anni ha perso la vita a causa di un male incurabile, lasciando il marito e la figlioletta di solo un anno. Sapendo di non avere speranze di vita, la donna pensa a come restare vicino alla piccola dopo la sua morte. È così che ogni anno nel giorno del suo compleanno Anna (Benedetta Porcaroli) riceve un regalo da suo padre Alessio (Edoardo Leo) per conto della madre, fino alla maggiore età. Con questi diciotto regali Elisa vuole dimostrare a sua figlia che, nonostante un fato avverso, lei c’è e che le è accanto.


18 regali racconta una storia vera, drammatica ma anche piena di speranza: la storia dell’amore di una madre per la figlia. La madre era Elisa Girotto, direttrice di una filiale di una banca di Treviso che un giorno si è ammalata gravemente e che, dopo aver capito che non sarebbe guarita, ha deciso di comprare per la sua piccola Anna, che aveva solamente un anno, un regalo per ogni compleanno che la bimba avrebbe festeggiato senza di lei.

Elisa e Alessio
Elisa e la piccola Anna

La donna, che ha anticipato il matrimonio con Alessio Vincenzotto (il papà di Anna) perché non era certa di sopravvivere fino alla data fissata inizialmente, ha riempito la casa di pacchi e pacchetti. L’ultimo doveva essere consegnato a sua figlia appena compiuti i 18 anni di età. Fra i doni, bambole e altri giocattoli, libri e, come regalo per la maggiore età, un mappamondo su cui erano segnati tutti i luoghi dove mamma Elisa avrebbe voluto portare Anna.

Beh, la trama del film non ve la racconto completamente, altrimenti non andrete a vederlo. Io vi dico solo che mi piacciono i film che trasmettono emozioni e questo davvero ne vale…

Buona serata a tutti

Il Capodanno Pisano

[#Pisa – #Terre di Pisa]

Il calendario pisano, era un particolare tipo di calendario in uso a Pisa e in altre zone dell’attuale Toscana fino alla metà del XVIII secolo, che faceva iniziare l’anno il giorno 25 marzo (festa dell’annunciazione della Vergine Maria secondo il calendario liturgico), anticipandone di nove mesi e sette giorni l’inizio rispetto allo “stile moderno”, ancor oggi in uso, che indica il giorno 1º gennaio come primo giorno dell’anno.

Il Calendario Pisano fu definitivamente abolito il 20 novembre 1749 per decreto del granduca Francesco Stefano di Lorena, con il quale fu ordinato che in tutto il territorio toscano il nuovo anno cominciasse il 1º gennaio seguente. .

L’inizio dell’Anno Pisano è scandito da un orologio solare. Anticamente nel Duomo un raggio di sole entrava da una finestra, detta Aurea, colpendo una zona prossima all’altare maggiore a mezzogiorno in punto. Col tempo tale orologio è venuto meno a causa delle pesanti modifiche del XVII secolo. Il meccanismo solare fu ripristinato in seguito tra il XIX e il XX secolo, sfruttando una differente finestra e stabilendo come bersaglio una mensolina a forma di uovo posta sul pilastro accanto a dove fu riassemblato il pergamo di Giovanni Pisano nel 1926.

[il Duomo di Pisa – foto Alidada]
[il raggio di luce che segna il capodanno pisano]

Altri orologi solari erano presumibilmente presenti in altre edifici sacri del territorio pisano Lo stesso Battistero è da molti considerato un enorme orologio: in occasione del mezzogiorno astronomico la luce proveniente da una delle finestre colpisce la zona lato nord dove sono presenti due lapidi tombali.

Oggigiorno il Capodanno è sentito non più come data ufficiale, ma come commemorazione storica e religiosa, dato che tale ricorrenza è determinata dall’Annunciazione e la relativa cerimonia si svolge in Cattedrale.

Negli ultimi anni, precedenti alla pandemia, la festa è stata enfatizzata a Pisa e nel territorio, tramite l’organizzazione di mostre, eventi e spettacoli di vario genere nei giorni precedenti, che culminano la notte prima del Capodanno col cenone di fine anno in vari locali della città e il classico spettacolo dei fuochi d’artificio, sparati da imbarcazioni sull’Arno.

Per festeggiare Pisa e il Capodanno pisano, metto qui qualcuna delle mie foto, scattate ultimamente. Buona visione e buona giornata a tutti 🙂

[La Torre di Pisa – foto Alidada ]
[Il Cimitero Monumentale di Pisa – foto Alidada ]
[Il Cimitero Monumentale di Pisa – foto Alidada ]
[Piazza dei Miracoli – foto Alidada ]

così non va(le)!

La “grande Toscana” in tema vaccini ha toppato! Ma toppato di brutto! Bella figura che s’è fatto davanti all’Italia! Siamo ultimi (o quasi) nella percentuale degli ottantenni vaccinati…e non solo. Eppure dicevano che la sanità toscana era il fiore all’occhiello dell’Italia. Dice Giani che hanno fatto delle scelte seguendo le linee del Governo e hanno inteso le priorità a “maglie larghe” ovvero se si dice categoria “giustizia” si intendono tutti, quindi anche i ventenni che scoppiano di salute, al primo anno di giurisprudenza.

Intanto ieri sera, forse cercando di recuperare un po’ di credibilità, hanno aperto il portale per le prenotazioni degli “estremamente fragili” e i quasi sessantamila ultra-bisognosi toscani si sono buttati a capofitto sulla piattaforma dedicata, alla ricerca disperata di uno di quelle poche migliaia di vaccini che dovrebbero essere da tempo destinati a loro. Detto fatto tutto intasato.. ore ed ore di prove inutili (perché tra quei sessantamila c’ero anch’io). Probabilmente chi sta in città e gode della disponibilità di una connessione più veloce è stato privilegiato. Qui, invece, che open fibre si rifiuta pure di iniziare i lavori per l’installazione della fibra, siamo stati un’infinità di tempo davanti a delle palle che giravano nello schermo (e non solo). Medievali eravamo e medievali dimostriamo di esserlo in tutto.

Draghi in parlamento dice che qualcosa non va… e ha ragione da vendere. Oltre ai giuristi sono stati vaccinati anche i professori universitari che non vedono un alunno da un anno, i docenti di formazione online, gli psicologi iscritti all’albo, il personale impiegatizio delle ASL e delle università che lavorano in Smart Working o l’80% del personale delle forze armate che lavorano negli uffici. Intanto, gli ottantenni e gli estremamente fragili si attaccano al tram.

Comunque sia, per inciso, la prenotazione per gli avvocati in erba è sempre colorata di verde, quindi c’è disponibilità anche stamani. Io quasi quasi vado ad iscrivermi a giurisprudenza!

Sia ben chiaro, io non faccio qui questioni politiche, ora faccio solo questioni che riguardano la sanità pubblica! ..e per la prima volta in vita mia mi vergogno tanto della mia Toscana.

Le cicogne covano

[screenshot dalla webcam]

Vi voglio mostrare una cosa splendida, ma devo mettervi un link ( giù sotto) perché non so inserirlo direttamente sul blog. .

Dovete sapere che da anni seguo una webcam puntata su un nido di cicogne, è in una cittadina francese che si chiama Serralbe e si trova al confine con la Germania. La cosa fantastica è che si può vedere in diretta come sta andando la covata di mamma cicogna, momento per momento: le amorevoli cure del maschio mentre la femmina cova, la schiusa delle uova, l’imbeccata dei piccoli e la loro crescita finché non sono grandi, …e così via, finché il nido si svuota.. per poi ricominciare il ciclo.

Adesso hanno un ovetto da curare, ma poi diventeranno 3 o 4 come gli anni passati.

Ci vuole la pazienza ogni tanto di guardare, ma ne vale la pena 🙂

Ecco il link

https://www.sarralbe.fr/Webcam.html

Beh, buona visione se vi va 🙂 ..e buona domenica a voi, amici miei.

Al vento!

Sì, lo so che la foto fa un po’ ridere, ma rende l’idea del vento che tira qui fuori.

Stamani avevo messo ad asciugare due panni spugna e ora li ho ritrovati così, come dei baccalà rinsecchiti, mummificati al punto che non si piegavano più e disposti orizzontalmente in modo aerodinamico, come se non esistesse la forza di gravità.

Boia che freddo!

In casa 13 gradi nonostante il termosifone che va a manetta e la stufa a pellet bruci a tutta randa.

Ma non si era detto che ormai eravamo arrivati a fine inverno? Ai miei tempi l’equinozio di primavera era in un altro modo.