Viareggio e il suo carnevale triste

Hangar chiusi alla Cittadella del carnevale di Viareggio

E pensare che in 148 anni solo la guerra mondiale era riuscita a bloccare il carnevale di Viareggio! Quest’anno c’è riuscito anche il virus e tutto è stato rimandato a settembre/ottobre 2021. Nessuna sfilata sui bellissimi viali a mare, niente musica e risate dei bambini. Ecco gli hangar chiusi alla Cittadella e come potete vedere si può solo curiosare per qualche attimo, prima di andarcene delusi. Ma ci vuole pazienza, se tutto andrà nel verso giusto a settembre prossimo faremo una gran baldoria, come sempre e saranno abbracci e tante risate… lasciandoci alle spalle i coriandoli tristi di oggi.

qualche carrista all’opera

coriandoli tristi a Viareggio

i giorni della merla

Copriamoci bene perché siamo arrivati ai “giorni della merla”. Infatti, per tradizione, il 29, il 30 e il 31 Gennaio sono denominati in questo modo e si dice che siano i giorni più freddi dell’anno. Anche se non sempre questo periodo, che cade nel bel mezzo dell’inverno, è davvero il più freddo dell’anno, a queste ultime giornate di Gennaio, restano legati molti proverbi, leggende e tradizioni di gran parte delle zone dell’Italia. Una leggenda, forse la più comune, ve l’ho scritta sopra, ma ce ne sono altre che sono altrettanto curiose, che vi trascrivo qui sotto.

  • il religioso e letterato toscano Sebastiano Pauli fornisce infatti due diverse spiegazioni: la prima è che per trasportare un cannone, soprannominato “la Merla”, oltre il Po, un esercito aspettò questi giorni freddi affinché il fiume fosse tutto gelato; la seconda vuole che fosse una nobile signora di Caravaggio, chiamata de’ Merli, a dover oltrepassare il Po per andare a marito e che aspettò il congelamento del fiume per poter proseguire il suo viaggio.
  • un’altra tradizione viene dal Friuli, dove pare che i contadini di una volta tenessero conto delle condizioni meteorologiche dei giorni della merla per trarre delle previsioni riguardanti i mesi a venire.
  • infine, nelle zone di Lodi e Cremona è tradizione di festeggiare i giorni della merla con dei canti popolari. E se a Lodi ci si risponde a colpi di coro da una riva all’altra del fiume Adda, nel Cremonese ci si riunisce per cantare attorno a un grande falò, sul sagrato di una chiesa o in riva a un fiume.

Intanto qui, rintanati in casa, col freddo e col bubbone del covid che incombe… stufa accesa a tutto spiano e copertina di pile sulle gambe.

Buona domenica a tutti 🙂

Yakamoz

Yakamoz, che in turco significa riflesso di luna sull’acqua, è stata scelta come la parola più bella del mondo. La curiosa classifica della parole più belle in tutte le lingue è stata stilata da una rivista culturale, pubblicata in Germania.

Yakamoz è una parola che il tedesco, cioè la lingua nella quale è pubblicata la rivista, ne impiega almeno sei per la traduzione dall’idioma originale.

La classifica delle prime sette parole è un calderone di lingue provenienti da tutto il mondo:

  • 1° posto: Yakamoz (lingua turca) = riflesso di luna sull’acqua
  • 2° posto: hu lu (lingua cinese) = dormire profondamente, russare
  • 3° posto: volongoto (lingua baganda, Africa) = caotico
  • 4° posto: Oppholdsvaer (lingua norvegese) = la luce del giorno dopo la pioggia
  • 5° posto: Madala (lingua Hausa, Africa) = grazie a Dio
  • 6° posto: saudade (lingua portoghese) = nostalgia
  • 7° posto: Perekotipole (lingua ucraina) = il corridore nel deserto

Sinceramente non so quali siano stati i criteri che hanno portato a stilare una classifica delle parole più belle, io comunque ne avrei scelta qualcuna giapponese.

La cultura giapponese è così profondamente lontana dalla nostra da contenere concetti e idee a cui noi non penseremmo mai di dare un nome. Proprio per questo motivo le parole giapponesi hanno sul parlante italiano un fascino particolarissimo e irresistibile, che parla di riflessività, consapevolezza, serenità e filosofia.

Komorebi: i giapponesi hanno ritenuto assolutamente necessaria una parola che indichi il filtrare dei raggi del sole attraverso la chioma degli alberi.

Yugen: una parola dal significato così sottile e multiforme da risultare completamente intraducibile, soprattutto perché il suo significato può variare moltissimo in base al contesto. Indica la bellezza nascosta dell’Universo, quel senso di mistero che ci pervade davanti alla perfezione del cosmo. In arte e in letteratura indica ciò che non si può comprendere fino in fondo e talvolta è traducibile con il termine “simbolismo”.

Shoganai: andare avanti accettando le cose che avvengono al di fuori del nostro controllo, senza lasciarsi abbattere dalle avversità della vita.

Shoshin: l’atteggiamento che muove il mondo, cioè essere pervasi di energia e desiderio di fare qualcosa ma, allo stesso tempo, dal timore di sbagliare e dalla curiosità di apprendere qualcosa di nuovo.

Comunque sia, in quella classifica, sono risultate molto distanziate le parole provenienti dalla lingua italiana: la prima di queste, iella, è stata classificata al 17° posto. (che poi, a dirla tutta, quale vuoi che sia il posto della iella se non il 17°? )

[notizie e immagini prese dal web]

Proverbi toscani

“Il bisogníno fa trottar la vecchia”

E’ una locuzione proverbiale toscana che sta ad indicare come il ‘bisogno’, ovvero la necessità, faccia acuire l’ingegno o, comunque, metta agilità anche nelle membra dei più pigri.

Come dire che la necessità ti fa dare una mossa e ti fa superare anche ostacoli molto grandi.

[Ogni riferimento alle attuali vicende politiche è puramente casuale …voluto 😉 ]

[immagine e informazioni prese dal web, il proverbio è di casa mia]

#qualcunoallafinevaacasaepeggioperlui

Gialli come il Sole

[Marina di Pisa: la spiaggia, il mare e la Gorgona]

Io penso che sia trascorso più o meno un anno dall’ultima volta che sono stata a Marina di Pisa e oggi non ho resistito. Complice il bel tempo e con il beneplacito del giallo della nostra zona, mi sono avventurata fino alla costa e mi sono goduta un po’ di luce e di benessere dovuto all’aria di mare.

Appoggiata alla balaustra della terrazza sul mare della piazza di Tirrenia, ho guardato la Gorgona sullo sfondo, all’orizzonte e ho incrociato le dita che i giorni a venire segnino tappe sempre più positive e che il peggio sia ormai passato. Insomma, ho sognato ad occhi aperti, come da tempo non facevo più 🙂

Una volta rientrata a casa, però, sono cominciate le telefonate dalla protezione civile e poi i messaggi, sempre della protezione civile, su whatsapp.. eccone uno, (lo copio) dice:

Ora, io mi domando e dico:

1) non c’è nemmeno una nuvola a pagarla oro, come fa a nevicare?

2) se è vero.. ed è vero che durante la nottata non si può uscire perché c’è il coprifuoco, perché ci raccomandano di essere prudenti per via del ghiaccio? (nelle telefonate dicevano anche di prestare attenzione mentre si guida).

Ragazzi, il nostro neo-governatore Giani ci vuole un gran bene e si preoccupa molto per noi, questo è il punto!

…e gli acquisti?

Io non credo che potremo mai sostituire la nostra modalità di fare spesa per negozi con il dilagante shopping online.

Ma vuoi mettere il poter vedere dal vivo i prodotti in vendita, curiosare tra la merce esposta, toccare i materiali, parlare con i commessi, chiacchierare con gli altri acquirenti e prenderci del tempo per noi, comprando senza fretta ciò che più ci piace e che magari desideravamo da tempo rispetto a stare lì, inebetiti, davanti al monitor di un pc a scorrere foto per poi procedere in tutta fretta ad acquistare con un click del mouse.

Io, con questi lockdown ho riscoperto i negozietti di paese e, anche se spendo un pochino di più, ricevo tante più soddisfazioni. Mia figlia intanto ha comprato un prodotto sul sito di Ikea online e oggi lo ha ricevuto uno scatolone a casa, in quello stato…