giardinaggio faticoso

Rieccomi a casa, in Toscana. Dopo qualche giorno di assenza il mio giardino aveva bisogno di cure, quindi ieri sera mi sono armata degli strumenti necessari e anche di santa pazienza e mi sono messa al lavoro. La siepe di gelsomino non aveva più un verso, ragion per cui mi è toccato prendere lo scaleo e arrampicarmi con le forbici da pota in mano per tagliare i rami più alti; poi, dove non arrivavo, ho preso il pappagallo… Sapete cos’è il pappagallo vero? Con questo termine non indico un simpatico uccelletto variopinto, ma un attrezzo manuale che si allunga a dismisura e che alla sua estremità ha una sorta di becco tagliente, che manovrato con una certa precisione incoscienza, permette di potare via gli arbusti più alti.

Insomma, ho fatto una sudata pazzesca anche se di sole ce n’era poco, ma l’aria era così ferma ed umida che sembrava di essere in una serra. Soffocante! Alla fine sono diventata un bocconcino prelibato per gli insetti e sono stata attaccata da uno sciame di zanzare tigri che mi hanno massacrato anche sotto ai vestiti. Al che sono corsa in casa e mi sono fiondata sotto alla doccia per trovare…anzi, ritrovare la vita.

Poi, naturalmente, sono tornata in giardino a raccattare tutti gli sfalci, li ho tagliuzzati e imbustati, pronti per la raccolta differenziata. Dopo ho innaffiato i vasi, ho potato via i fiori secchi all’ortensia e quelli li ho messi da parte per farli seccare. Schivando Cercando di schivare mosche, zanzare, vespe, lucertole e gechi ho spostato vasi e ho ripulito tutto…altra doccia e punto a alla fine basta, che non ne potevo proprio più….

Ragazzi, chi ha detto che è bello abitare in campagna? Stavo meglio a Milano in mezzo ai palazzoni!

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Pubblicato da

Alidada

sono qui, nel mio spicchio di cielo

24 pensieri su “giardinaggio faticoso”

  1. Conosco il “pappagallo”, noi lo chiamiamo “tagliarami”, l’ho anch’io e ne ho anche un altro a cesoia che si usa con le due mani, senza la cordicella.
    E conosco anche gli sciami di zanzare fameliche che appena mi vedono si mettono il tovagliolo al collo.

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  2. Cara Alidada, lo stesso Esopo insegna che la vita di città e la vita in campagna non sono facilmente paragonabili….
    Ma questa cosa mi ha rammentato che pure in Veneto questa dicotomia esiste, e in massimo grado quando si tratta del Capoluogo, Venezia, e la sua terraferma, anche molto vicina. Per i veneziani doc pure Mestre, che oramai da molti anni è una vera e propria metropoli, con tutti i problemi della stessa Milano, senza averne la maestosa ricchezza, è irrimediabilmente campagna…..
    Qualche decennio fa , ancora giovane maestrina, conducevo una classe di alunni “campagnoli” in visita a un museo veneziano. Allora insegnavo in un paese di campagna vera, ricco di campi, stalle e vigne…
    Era tempo di bassa marea, e chi è stato a Venezia ricorderà senz’altro il corposo olezzo “primaverile” che si leva dai fondali, soprattutto dai piccoli rii secondari.
    Affacciatosi alla spalletta di un ponticello, uno dei ragazzi ingenuamente osservò ad alta voce: “Che spussa de m…. !”
    Passava in quel mentre una nobildonna veneziana doc, che si sentì punta sul vivo, e non si peritò di rispondere all’intento fanciullo: “Sarà mejo quea che gavè voialtri in mezo ai campi!”
    Ma il fanciullo, oltre che ingenuo, si dimostrò arguto, e : “No, ma almanco quea xe fresca! ” , ribatté prontamente…..

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    1. ahahahah… che forte il tuo alunno! Mi hai fatto ridere. Ricordo le tante gite a Venezia e le tante nobildonne che redarguivano ogni volta i miei alunni campagnoli per i modi sguaiati. Anni fa dissi alla preside che io sarei andata in gita solo se la meta era da Firenze in giù.. non mi piaceva ci trattassero da terroni. 😀 (in effetti un po’ terroni lo eravamo davvero..troppo sguaiati gli adolescenti in gita)

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  3. Io ho una regola: fare poco ma costantemente, certo quando ci si assenta è dura riportare tutto in ordine. Quest’anno viste le mie grandi vacanze per i mesi di luglio e agosto ho fatto intervenire un giardiniere. Credo che lo incaricherò anche per l’ultimo taglio stagionale con la potatura delle siepi, purché non tocchi le ortensie, quelle se si potano male smettono di fiorire.

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      1. I fiori appassiti non sono belli a vedersi e anch’io li taglio. Qualche giorno fa ne ho viste alcune dalla fioritura stupenda, ne ho studiato la potatura e ho notato i tagli dei gambi centrali appena sopra le gemme che emetteranno i rami nuovi. Qualcuno dice di non toccarle. Credo che mi lascerò guidare dal fiuto del momento ma di sicuro del concime a base di ferro lo userò.

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